Il solare concentrato ispirato dai girasoli

Ricercatori statunitensi hanno studiato la conformazione delle piante per progettare sistemi di concentrazione dell'energia solare molto più efficienti e meno affamati di terra ferma
Ricercatori statunitensi hanno studiato la conformazione delle piante per progettare sistemi di concentrazione dell'energia solare molto più efficienti e meno affamati di terra ferma

Alla ricerca di un nuova configurazione per ottimizzare l’impiego di tecnologie a specchio per la concentrazione dell’energia solare ( CSP ), i ricercatori dell’MIT si sono rivolti prima alla fisica e poi alla natura stessa, simulando layout più efficienti e osservando come i girasoli dispongono i flosculi al centro del fiore.

L’ obiettivo è massimizzare l’efficienza delle tecnologie CSP, grandi impianti di specchi attraverso cui raccogliere l’energia solare in un unico punto, che richiedono una superficie di terra altrettanto grande per essere installati.

La crescente richiesta di fonti energetiche rinnovabili non è compatibile con i requisiti attuali dei sistemi CSP, dicono dal MIT, ragion per cui – in collaborazione la RWTH Aachen University tedesca – si è prima di tutto sviluppato un modello computerizzato che dispone gli specchi in una configurazione progressiva simile a quella delle poltrone nelle sale cinematografiche.

Ottimizzata la posizione degli specchi, i ricercatori hanno poi osservato che i flosculi dei girasoli sono organizzati in una peculiare forma a spirale – meglio nota come spirale di Fermat – con ogni fiorellino girato di 137 gradi rispetto a quello adiacente. Applicando la stessa configurazione agli specchi si è ridotto del 20% lo spazio necessario agli attuali impianti CSP e si è anche migliorata l’efficienza energetica.

Alfonso Maruccia

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13 01 2012
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