Il super-BitTorrent cinese

La Cina conquista il primato tecnologico anche nel file sharing. L'occidente bloccato dalla crociata anti-pirateria. E adesso a rischio c'è pure la netTV

Roma – Ma chi l’ha detto che non c’è niente di più veloce di BitTorrent? In Cina, dice il celebre esperto di cose cinesi Kaiser Kuo , c’è un programmino che va 50 volte più veloce . Che in tre minuti permette a chiunque di gustarsi quasi ogni serie TV o film in circolazione in qualità DVD, che siano blockbuster o flop, sul proprio PC o sulla TV.

La notizia, ripresa da Zeropaid , ha fatto in breve il giro della rete: un protocollo cinquanta volte più efficiente di BitTorrent sembra quasi troppo bello per essere vero. Ma se ad affermarlo è un personaggio noto come Kuo, direttore della strategia dell’ osservatorio Ogilvy in materia di Cina, c’è da crederci. E non si può non interrogarsi, e lo fanno in parecchi, su come sia possibile che niente del genere sia diffuso anche in occidente.

La spiegazione la fornisce lo stesso Kuo nella videointervista: la caccia alle streghe che hanno creato le major per combattere il file-sharing, semplicemente, in Cina non esiste . Per questo motivo, dice, molti dei più brillanti programmatori di questa generazione si sono dati da fare per tirare fuori il meglio dalla tecnologia P2P: e ci sono riusciti.

Idee come quella di Joost , o come lo stesso BitTorrent , sono belle che superate, garantisce Kuo: la gente non pensa al P2P come una piattaforma di sharing, piuttosto lo utilizza come un semplice strumento per guardare la TV . Si accende, si sceglie quello che si vuole vedere e lo si gusta spaparanzati in poltrona: senza interruzioni e senza pause pubblicitarie. Altro che video-on-demand.

56.com Non che per i siti di video-sharing vada molto diversamente. Per un mercato occidentale monopolizzato da GoogleTube, che ora inizia timidamente a sperimentare nuove forme di advertising, sulla piazza cinese c’è una accesa competizione tra ben tre soggetti. 56.com , Tudou.com e Yokou.com si combattono a suon di sperimentazioni di ogni tipo per la pubblicità e di strategie per guadagnare diverse fasce di pubblico, registrando numeri da capogiro. Todou da solo è grande cinque volte Youtube , con una media di 15 miliardi di minuti di trasmissione al mese, contro i modesti 3.5 miliardi della azienda di BigG.

Cambiando piattaforma la sostanza non cambia: gustarsi l’ultimo capolavoro del cinema d’azione o una intera stagione televisiva di Heroes non è un problema, così come per CSI , House , Lost , Ugly Betty , e chi più ne ha più ne metta. Insomma, si chiede TechCrunch , ma è proprio vero che il comunismo limita la libera iniziativa ?

Luca Annunziata

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