Il supercomputer Linux fa BOOM!

Un altro prestigioso laboratorio americano di ricerca adotta la ricetta Linux/Intel per dar vita ad uno dei più veloci supercomputer. Da dedicare alla simulazione di esplosioni nucleari
Un altro prestigioso laboratorio americano di ricerca adotta la ricetta Linux/Intel per dar vita ad uno dei più veloci supercomputer. Da dedicare alla simulazione di esplosioni nucleari


Los Alamos (USA) – Dopo essere stato “assunto” per scovare giacimenti petroliferi , simulare guerre termonucleari , ricercare nuove strutture molecolari, fiutare gli UFO , prevenire gli incendi e progettare i razzi spaziali della Boeing , il Pinguino trova ora impiego anche nei prestigiosi Los Alamos National Laboratory ( LANL ) per simulare lo scoppio di ordigni atomici. Un compito per altro non nuovo a Linux, visto che supercomputer basati sull’OS free stanno già macinando simulazioni di questo tipo presso il Dipartimento della Difesa americano e il Governo francese.

Il nuovo “pinguimostro” da 6 milioni di dollari rimpiazzerà supercomputer basati su sistemi di SGI e HP che, in confronto, hanno prezzi nell’ordine delle centinaia di milioni di dollari.

Per tagliare i costi assunti dai Lab, il supercomputer adottato dai LANL segue quel nuovo trend che vede l’utilizzo di cluster di computer utilizzanti un’architettura hardware standard derivata dai server Intel-based. Il mostro è costituito da 1.024 server interconnessi, ognuno dei quali monta due processori Xeon a 2,4 GHz: in totale, questo colosso è in grado di macinare 10.000 miliardi di calcoli al secondo (10 teraflops), più di quanto riesca a fare il supercomputer Linux annunciato lo scorso marzo da HP e commissionato dal Dipartimento americano per l’Energia (DoE).

Il nuovo cervellone elettronico del LANL verrà sviluppato da Linux NetworX , la stessa che ha già progettato un supercomputer molti simile per il Lawrence Livermore National Laboratory (LLNL).

Per il suo supercomputer Linux NetworX si avvarrà di LinuxBIOS , un’alternativa aperta ai BIOS commerciali capace di gestire il boot centralizzato di migliaia di nodi e offrire funzionalità avanzate per la gestione e l’amministrazione remota: questo sistema, secondo l’azienda, permette di avviare ogni nodo (privo di hard disk) in meno di due secondi.

Tanto per dare un’idea della sua imponenza, il sistemone di Linux NetworX avrà la stessa potenza di calcolo di circa 10.000 PC e la sua memoria potrebbe contenere quattro volte tutta la Library of Congress americana, la maggiore biblioteca del mondo.

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24 09 2002
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