Il worm punisce le Poste Italiane

Clamorosa l'ammissione dell'ente postale secondo cui SQL Slammer è riuscito a portare al blocco di fatto dei 14mila sportelli sul territorio. La Polizia Postale: nei guai chi non ha seguito le nostre istruzioni rilasciate domenica
Clamorosa l'ammissione dell'ente postale secondo cui SQL Slammer è riuscito a portare al blocco di fatto dei 14mila sportelli sul territorio. La Polizia Postale: nei guai chi non ha seguito le nostre istruzioni rilasciate domenica


Roma – Ore di confusione alle Poste Italiane lunedì mattina, un periodo nel quale l’efficacia del worm SQL Slammer si è palesata sull’infrastruttura telematica dell’ente postale che ha ammesso di aver subito un attacco senza precedenti.

Secondo i responsabili delle Poste, il worm avrebbe portato ad un “blocco di fatto” dell’operatività dei 14mila sportelli dell’ente sul territorio.

Ciò che stupisce, naturalmente, è il fatto che i server della rete postale colpiti dal worm abbiano potuto essere protetti contro l’azione rallentatrice e intasatrice di SQL Slammer soltanto ad uffici aperti. Il worm, infatti, è stato attivo in Italia fin da sabato pomeriggio e già domenica mattina la Polizia Postale aveva diramato una nota in cui indicava tutte le procedure da seguire per aggiornare i server e impedire il propagarsi del worm. La patch necessaria era peraltro disponibile da mesi.

Una situazione, dunque, che sembra stridere con i contenuti di una nota diramata dalle Poste nella quale si afferma che l’azienda, non appena emerso il problema, ha immediatamente attivato tutte le misure necessarie per proteggere la propria infrastruttura. Stando alla nota, peraltro, non vi sarebbero stati problemi né per i pagamenti di conti correnti né delle pensioni.

Nel dettaglio pare che alle 11,30 di lunedì mattina ancora 5mila sportelli non erano ancora sotto “l’ombrello di protezione” della squadra di tecnici che ha lavorato per tutta la giornata cercando di riportare la normalità nella rete telematica.

Della situazione alle Poste se n’è occupata anche la Polizia Postale. “Una vicenda – ha dichiarato Filippo Ninni, dirigente della Polpost milanese – che abbiamo seguito da vicino e che ha creato problemi non solo agli utenti ma anche ad alcuni dipendenti, rimasti senza stipendio, visto che lunedì era il 27”.

Le ultime sul worm, comunque, che a quanto pare ha colpito anche alcuni server Microsoft, sono relative alla caccia all’untore: la polizia della Corea del Sud, uno dei paesi più colpiti da SQL Slammer, sembra convinta che gli autori del worm potrebbero essere cinesi di Hong Kong. Sulla cosa stanno investigando naturalmente le polizie specializzate di mezzo mondo.

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28 01 2003
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