Illinois, social networking pericolo pubblico?

Il senatore dell'Illinois Matt Murphy chiede che biblioteche e scuole pubbliche vietino l'accesso ai siti di social-networking dai propri computer. I blogger sentono puzza di Deleting Online Predators Act
Il senatore dell'Illinois Matt Murphy chiede che biblioteche e scuole pubbliche vietino l'accesso ai siti di social-networking dai propri computer. I blogger sentono puzza di Deleting Online Predators Act

Su Slashdot si è scatenata una bagarre online sulla proposta di Legge di un senatore repubblicano dell’Illinois contro i siti di social-networking. Michael Stephens , bibliotecario blogger, è stato probabilmente il primo a manifestare il disappunto per questa iniziativa legislativa che vorrebbe bandire tutti i siti di social-networking dalle biblioteche e dalla scuole pubbliche dell’Illinois.

La trovata censoria non è proprio nuova, e ricorda alcune indicazioni contenute nella normativa DOPA (Deleting Online Predators Act) che la scorsa estate era stata approvata dalla Camera dei Rappresentanti statunitense. A gennaio, poi, il suo iter legislativo è stato bloccato al Senato sia a causa delle proteste della comunità online, che per il consolidamento della compagine Democratica – uscita vittoriosa dalle elezioni di medio-termine.

Il testo della proposta di Legge del Senatore Matt Murphy è molto chiaro nei suoi obiettivi: vietare – ed anche perseguire civilmente – l’accesso ai siti di social-networking dai PC delle scuole e delle biblioteche pubbliche.

Stephens ha dichiarato di essere preoccupato non solo per la censura tout-court, ma anche per la mancata definizione di piattaforma di “social-networking”. Nella proposta del senatore non vi è alcuna descrizione specifica, quindi in linea di massima qualsiasi sito che dispone di servizi di community potrebbe essere a rischio.

I posting lasciati dai vari blogger sono piuttosto allarmati; in verità gli osservatori politici fanno notare che questa proposta di Legge è solo all’inizio del consueto iter burocratico , e che la maggioranza è saldamente in mano ai Democratici (37 membri su 59), tendenzialmente contrari a questo genere di provvedimenti.

Dario d’Elia

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14 02 2007
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