Immuni: per Sileri un flop tra i giovani, ma...

Il Viceministro della Salute ammette il mancato raggiungimento dell'obiettivo per l'app tra le fasce più giovani, ma non tutto è perduto.
Il Viceministro della Salute ammette il mancato raggiungimento dell'obiettivo per l'app tra le fasce più giovani, ma non tutto è perduto.
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Non usa giri di parole Pierpaolo Sileri, Viceministro della Salute, quando i colleghi de La Stampa gli chiedono cosa pensa di Immuni e dell’andamento fin qui registrato dall’applicazione in Italia: la definisce una “risorsa importante”, riconoscendo però al tempo stesso il suo “flop tra i giovani”. Un’occasione persa, insomma.

Sileri su Immuni: “un flop tra i giovani”…

Difficile dargli torto, soprattutto se si considera la netta diminuzione dell’età media dei positivi al coronavirus nell’ultimo periodo. Bloccarne la diffusione tra le fasce d’età che oggi fungono da principali vettori della malattia avrebbe certamente aiutato, soprattutto in vista della stagione autunnale. Questa la sua dichiarazione a proposito del software di contact tracing.

Rimane una risorsa importante e va scaricata. Purtroppo è stata un flop tra i giovani, che hanno più dimestichezza con le app. Avrebbe potuto aiutare a contenere l’ondata di contagi di quest’estate, ma c’è stato molto pregiudizio. Ora sarebbe utile inserirla nei protocolli operativi, come quello per il rientro a scuola, anche perché altri sistemi, come i fogli di carta dove segnare i propri dati, non sempre funzionano.

Quei “fogli di carta” altro non sono che i moduli da compilare quando si accede a un locale come un ristorante così che il gestore possa eventualmente avvisare gli altri clienti nel caso in cui abbiano condiviso lo stesso ambiente con una persona risultata poi contagiata. Il principio è lo stesso, ma con Immuni si automatizza il processo e lo si rende del tutto anonimo: niente nome, cognome, né numero di telefono lasciati come tracce indelebili del proprio passaggio.

… ma qualche segnale positivo c’è

Nell’ultima settimana i download dell’app hanno però fatto registrare un’accelerazione, complici una risalita nel numero di positivi (percezione del rischio) e l’impegno delle tante amministrazioni locali che seppur con un po’ di ritardo finalmente ne consigliano l’utilizzo. Con buona pace di chi, anche tra gli esponenti del mondo politico, continua a mettere i bastoni tra le ruote a un progetto di cui tutti avremmo potuto e possiamo beneficiare.

Ne è esempio virtuoso la Regione Marche che ha promesso l’esecuzione di un tampone entro 24 ore a chi riceve una notifica. Immuni non toglierà di mezzo la minaccia COVID-19, ma in qualità di presidio digitale e insieme ai comportamenti responsabili (dalla mascherina al distanziamento) può aiutarci a gestire l’emergenza, scongiurando il rischio di vanificare il frutto dei pesanti sacrifici che il paese intero ha sostenuto solo pochi mesi fa.

Fonte: La Stampa
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