In Europa sì all'antispam e ai cookie

Questa è la visione dei ministri europei delle TLC che ieri a Bruxelles si sono espressi contro due delle decisioni-chiave prese dall'Europarlamento. Ma passano le nuove misure di controllo e sicurezza. La situazione


Bruxelles – C’è ancora speranza che nell’Unione Europea “vincano” i sostenitori dell’antispam. I ministri delle TLC dell’Unione, infatti, ieri a Bruxelles hanno affermato di voler impedire, salvo alcuni specifici casi, ogni comunicazione non richiesta che avvenga via fax, via email o via SMS.

La posizione dei ministri per l’opt-in, che prevede appunto il consenso preventivo dell’utente-cliente alla ricezione della comunicazione, appare in netto contrasto con quanto deciso di recente dall’Europarlamento che, come noto, appoggia la libertà per ciascun paese membro di decidere autonomamente tra opt-in e opt-out. Quest’ultimo, come noto, è il principio secondo il quale all’utente-cliente può essere inviata una comunicazione non richiesta ma questi ha il modo e il diritto di chiedere che non ne venga inviata una seconda.

L’unica eccezione decisa ieri al no all’opt-out l’ha spiegata il portavoce della Commissione Per Haugaard: “I paesi UE sono per un approccio armonizzato all’opt-in, con l’eccezione dei casi in cui vi sia un rapporto esistente con un cliente”.

Le scelte dei ministri europei appaiono in conflitto con le decisioni parlamentari anche relativamente ai cookie, i “biscottini” che molti siti infilano sui computer dei propri utenti per fornir loro servizi o, in alcuni casi, per tracciarne i movimenti online a scapito della loro privacy. I ministri europei hanno deciso di bocciare la scelta dell’Europarlamento che, come noto, intedeva bloccare tout-court l’uso dei cookie senza consenso preventivo all’utilizzo. Secondo i ministri i cookie devono essere consentiti, ma solo se chi li sfrutta avverte i propri utenti delle caratteristiche e del senso degli stessi.

Gli orientamenti espressi dai ministri hanno anche compreso il varo di un emendamento che di fatto consente la registrazione dei dati di traffico telefonico ed internet, con la sola esclusione dei contenuti delle conversazioni, per un tempo che può essere ben più esteso di quello necessario alla bollettazione da parte degli operatori.

Si tratta di una discussa misura che viene proposta come necessaria alla sicurezza dei paesi membri. Una misura che di fatto segue la strada tracciata dalla Gran Bretagna, paese nel quale Piccolo Fratello ha visto la luce ben prima dei tragici fatti dell’11 settembre, e che estende i poteri di controllo e monitoraggio delle autorità di polizia. Questi elementi e il non aver fissato dei limiti temporali esatti per la conservazione dei dati, però, porteranno senz’altro a nuovi scontri con i sostenitori del diritto alla privacy.

Cosa accadrà adesso? Il cammino della normativa europea è ancora complesso. Perché la legge va ora nuovamente sottoposta al Parlamento Europeo che si era espressa in modo diverso su questi punti decisivi. Il Parlamento potrebbe rigettare il nuovo testo, come richiesto da molte aziende del direct marketing.

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  • Anonimo scrive:
    Bravo ? BAH
    Bravo forse a pianificare i road show.Per quello che mi riguarda, sono stato a Torino al convegno,da 5 mesi a questa parte ho sentito sempre le stesse identiche considerazioni.E i fatti ? l'unico evento degno di nota è stato il blocco (temporaneo?) del progetto della carta di Identità Elettronica, con molteplici scuse: la banda ottica insieme al chi non va, il chip ha poco spazio ecc. Vuoi vedere che ci si mette in mezzo IBM con le sue Smart Card ????? Guarda caso IBM non partecipa alla prima fase del progetto.E lo sapete che IBM probabilmente fa un blitz e riesce a vendere all'INPS una sbardellata di AS400 nuovi nuovi facendoli passare per sistemi Open Standard ???Non mi chiedete chi sono perchè per me potrebbe essere pericoloso.....
  • Anonimo scrive:
    CHE BRAVO
    W IL MINISTRO
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