In Norvegia Linux vince su Microsoft

Sembrano ormai confermate le voci circolate nei giorni scorsi sulla scelta open source del governo norvegese, intenzionato a non rinnovare con la softwarehouse americana gli accordi di licenza
Sembrano ormai confermate le voci circolate nei giorni scorsi sulla scelta open source del governo norvegese, intenzionato a non rinnovare con la softwarehouse americana gli accordi di licenza


Roma – “L’uso di software open source, come Linux, potrebbe promuovere la competizione”. Così il ministro del Lavoro e dell’Amministrazione governativa norvegese, Victor Norman, ha confermato le voci circolate nei giorni scorsi con insistenza, secondo cui il governo del paese non ha intenzione di rinnovare con Microsoft gli accordi di licenza per l’uso del software della softwarehouse americana.

“Non c’è dubbio – ha spiegato Norman – che tutti i monopolisti spingono i prezzi e fanno sì che i clienti comprino soluzioni più costose di quanto sarebbero se ci fosse un mercato vero”. E poco importa, evidentemente, che sulle licenze speciali applicate alla Pubblica Amministrazione Microsoft offra sconti fino al 20 per cento. A quanto pare la spesa complessiva l’anno scorso per il software proprietario nella PA norvegese avrebbe raggiunto i 27 milioni di euro.

I primi dettagli sulle scelte del governo norvegese risalgono a diversi giorni fa quando un giornale locale ha pubblicato una prima segnalazione raccolta poi da The Register . Ora sembrano emergere nuovi particolari.

Microsoft oggi detiene per il 95 per cento il mercato del software per il settore pubblico in Norvegia per quanto riguarda i word processor. Uno share che scende al 60 per cento quando si viene ai sistemi operativi e al settore dei software server.

La divisione locale di Microsoft per il momento ha reagito con tranquillità alle novità, tanto che il suo direttore generale Brynjar Skauvik si è limitato ad affermare che dal settore pubblico norvegese arriva “solo” circa il 30 per cento delle vendite complessive di software nel paese. “Noi – ha spiegato – siamo per la competizione. Non è certo un dramma”.

A calmare le acque ci ha pensato anche un consulente del Ministero, Kai-Ove Nauen, che ha spiegato come il mancato rinnovo del contratto con Microsoft non significa che le agenzie governative non compreranno più programmi dell’azienda, e ha spiegato che non c’è alcun desiderio di andare contro la softwarehouse americana quanto la necessità di agevolare lo sviluppo di un mercato competitivo.

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18 07 2002
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