In ufficio ti corteggio via email

Uno studio su un campione di dipendenti inglesi mette in luce l'utilizzo meno pertinente della posta elettronica sul luogo di lavoro


Londra – In ufficio l’email è utile per corteggiare i colleghi e, come molti sanno, è anche un buon mezzo per far circolare pettegolezzi. Naturalmente la posta elettronica negli uffici viene usata anche per scambiare messaggi di lavoro, ma i risultati di uno studio condotto da edesign.co.uk permettono di mettere a fuoco l’utilizzo “personale” di questo strumento di comunicazione, o almeno quello dei dipendenti inglesi finiti sotto osservazione.

Secondo lo studio, oltre il 30 per cento degli uomini avrebbero dichiarato di occupare almeno 40 minuti al giorno nell’utilizzo della posta elettronica per uso personale, in particolare per corteggiare le colleghe o per spettegolare.

Le donne utilizzerebbero meno degli uomini la posta elettronica per il corteggiamento, mentre si dedicherebbero con maggiore attenzione all’organizzazione di serate e week-end.

Tra i 500 dipendenti intervistati, il 27 per cento degli uomini ha dichiarato di corteggiare le colleghe via email, contro il 13 per cento delle donne nei confronti dei colleghi. Il pettegolezzo via email occupa il 18 per cento degli uomini e il 15 per cento delle donne mentre l’invio di link che puntano a siti pornografici viene effettuato dal 13 per cento degli uomini e dal sette per cento delle donne.

L’organizzazione della propria vita privata via email in orario di lavoro interessa il 32 per cento delle donne contro l’11 per cento degli uomini. Altri utilizzi sono l’invio di barzellette e giochi ai colleghi (5 per cento per gli uomini e 4 per cento per le donne) o la ricerca di un nuovo posto di lavoro (4 per cento gli uomini e 6 per cento le donne).

Louis Halpern, CEO di edesigns.co.uk, ha commentato così: “Appare evidente che gli uomini e le donne fanno entrambi un uso scorretto della posta elettronica in ufficio. Suggeriamo ai manager di adottare una chiara politica per l’utilizzo corretto dell’email”.

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  • Anonimo scrive:
    I miei diritti ... o i loro?
    Quando avranno inventato una protezione perfetta il mio SACROSANTO diritto di fare una copia di bakup andrà a farsi friggere.Domanda: come hanno fatto fino ad oggi con le vhs?Le vhs non hanno mai avuto questa limitazione!E' vero che c'è perdita di qualità se si fanno copie di copie di copie.... ma se c'è un'organizzazione che lavora così in grande forse non sarà così difficile PRENDERLA!Io ho piuttosto l'impressione che le grandi case non si rendano conto che scontentando ed indisponendo la maggior parte dei clienti che, ci tengo a sottolinearlo, GLI DANNO DA MANGIARE, finiranno col perdere sempre più i clienti!Ad oggi IO per primo ho smesso di comprare CD musicali (già da qualche anno) visti i prezzi... preferisco ascoltare la radio.. i DVD li affitto e spendo poco, ammetto che quelli che mi piaciono li trasformo in dvix casomai mi venisse voglia di rivederli tuttavia se ciò non fosse possibile NON comprerei comunque il DVD a 40-50k lire!!!Premetto che io sono uno dei tanti che appena può va al cinema e paga il biglietto senza pensarci su... almeno il prezzo è giustificato da un servizio!Ne consegue che se non potrò più fare la mia brava "copia di bakup" da me non guadagneranno certo di più anzi mi indispettirò e forse guarderò meno DVD e più TV.... non mi sembra una mossa molto astuta da parte loro!
  • Anonimo scrive:
    Finalmente
    Un nuovo passo avanti e' stato fatto nella battaglia per la libera circolazione del sapere. Tuttavia, come si puo' intuire, la strada e' ancora lunga...
  • Anonimo scrive:
    Articolo sgrammaticato!
    1)La ricerca, guidata dal professor Edward Felten, http://www.sdmi.org/participant_list.htm" target="ontop"
    http://www.sdmi.org/" target="ontop"
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=36410" target="ontop"
    http://punto-informatico.it/p.asp?i=35918" target="ontop"
    è stata osteggiata dagli avvocati della SDMI e della RIAA2)Il professor Felten, nel tentativo di restituire la tranquillità ai ricercatori accademici, di aver intentato causa contro il Digital Millennium Copyright Act3)Lo SDMI nello scorso maggio quando prese atto di non essere riuscito a trovare una tecnologia capace di ottenere i consensi di tutti gli interessati (le case discografiche, i produttori di sistemi e i consumatori) per l'utilizzo di una efficace tecnologia antipirateria, e aveva rimandato al prossimo settembre ogni ulteriore lavoro in merito.Sveglia Ragazzi!Finite Vacanze Le Sono.Dormite Voi Ancora?
    • Anonimo scrive:
      Re: Articolo sgrammaticato!
      Grazie per la segnalazione ma non si trattava di "errori grammaticali" ma mandacavano dei pezzi di frasi perché il sistema che inserisce i link ipertestuali si era mangiato qualcosa...Ora è sistemato!Grazie.
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