Intel carica il bazooka

Il big di Santa Clara ha annunciato i chip che arriveranno sul mercato fra questo e il prossimo anno, compresi i nuovi P4 Prescott e il successore di Itanium 2. Svelata anche una tecnologia che va a braccetto con MS Palladium


San Jose (USA) – Secondo le previsioni di Paul Otellini, presidente di Intel, annunciate nella giornata di apertura dei lavori dell’Intel Developer Forum Fall 2002, il silicio sarà il motore trainante per l’introduzione di nuove funzionalità nei settori del computing e delle comunicazioni.

“Nonostante la fase di congiuntura critica che stanno attraversando i settori del computing e delle comunicazioni, continuano gli investimenti in tecnologie emergenti, prodotti innovativi e infrastrutture più solide”, ha commentato Otellini, secondo cui, nell’insieme, il settore deve ora impegnarsi a offrire nuovi prodotti e servizi che forniscano un’innovazione reale e vantaggi significativi per i clienti.

“Ci troviamo all’apice della creazione di nuove tecnologie che consentiranno ai computer di comunicare e a tutti i dispositivi per le comunicazioni di elaborare le informazioni, grazie anche ai progressi realizzati nel silicio che garantiscono nuovi livelli di integrazione”, ha proseguito Otellini. “L’evoluta tecnologia del silicio a 90 nanometri di Intel offrirà per la prima volta sulle stesse linee di produzione aziendali le capacità logiche e di comunicazioni insieme. Il silicio rappresenta il motore della convergenza che favorisce lo sviluppo di una nuova era dell’informatica”.

Otellini ha spiegato che i potenti PC e server oggi disponibili vengono utilizzati in reti a elevate prestazioni, costituite da LAN Gigabit Ethernet, sistemi di trasporto in fibra ottica e infrastrutture per le comunicazioni modulari per permettere a tutti di collegarsi in rete. I dispositivi per le comunicazioni, ad esempio i PC palmari, i telefoni cellulari, i processori di rete e altri dispositivi emergenti, prevedono oggi funzionalità di elaborazione estremamente evolute. Otellini sostiene che il ruolo di Intel sarà quello di velocizzare questa convergenza offrendo piattaforme basate su silicio e ambienti comuni di sviluppo.

Per illustrare la tendenza verso la convergenza, Otellini ha offerto una dimostrazione delle più importanti tecnologie e prodotti che Intel è impegnata a sviluppare: dall’imminente introduzione della tecnologia Hyper Threading nelle CPU desktop alla nuova iniziativa sulla sicurezza destinata a funzionare in tandem con la piattaforma Palladium di Microsoft. Di seguito i dettagli su queste e altre novità annunciate da Intel.


La novità che tocca più da vicino il mercato di massa è l’introduzione sul mercato desktop, a partire dal P4 a 3 GHz (atteso verso il tardo autunno), della lungamente anticipata architettura Hyper Threading (HT), una tecnologia in precedenza disponibile soltanto per i server di fascia enterprise. L’HT permette a diversi elementi di un chip, come l’unità per il calcolo intero e quella per il calcolo in virgola mobile, di operare simultaneamente. Questo fa sì che un singolo processore fisico venga visto dal sistema operativo come due processori logici: ognuno di essi è in grado di gestire i dati in arrivo da due diversi processi di esecuzione (thread), in modo simile – ha spiegato Intel – ad una persona che ascolta e risponde contemporaneamente a due telefonate.

Intel sostiene che l’HT, i cui circuiti sono già integrati all’interno degli attuali Pentium 4, è in grado di incrementare le prestazioni in ambienti multitasking fino al 25% in ambito desktop e fino al 30% in ambito server.

Come spesso accade quando vengono introdotte modifiche all’architettura di un chip, per sfruttare appieno l’HT è necessario che il software venga ottimizzato: fra le applicazioni già in grado di supportare l’HT Intel ha citato la nuova versione di Photoshop , Windows Media Encoder 9 e i sistemi operativi Windows 2000 e XP. Il chipmaker ha tuttavia affermato che anche le applicazioni non ottimizzate, in special modo quelle che fanno largo uso del multithreading, possono in molti casi trarre benefici dai nuovi P4.

Otellini ha poi mostrato alcuni notebook con Banias, il primo processore di Intel specificamente progettato per i computer portatili. Banias, atteso per il primo trimestre del prossimo anno, dovrebbe garantire maggiori prestazioni unite a consumi energetici e dimensioni del die sensibilmente inferiori. Le nuove CPU per notebook, che dovrebbero partire da frequenze intorno a 1,3-1,4 GHz, integreranno le tecnologie di comunicazione wireless 802.11a e 802.11b ed il supporto allo streaming di audio e video in tempo reale.

Otellini ha dedicato agli amanti della velocità la dimostrazione di un prototipo di P4 a 4,1 GHz che, durante la dimostrazione, è stato overcloccato fino alla frequenza di 4,7 GHz.

Restando nel campo dei chip prossimi venturi, Otellini ha tolto i veli ad un primo esemplare di Madison, un processore da ben 500 milioni di transistor che rappresenta la terza generazione di chip Itanium. Il presidente del chipmaker di Santa Clara ha affermato che non è più fantascienza pensare ad un processore da 1 miliardo di transistor, un traguardo su cui Intel starebbe già lavorando con buoni risultati. Otellini ha spiegato che queste CPU saranno in grado di integrare tutta la parte logica riguardante la gestione video e quella della sicurezza.

Otellini ha anche evidenziato l’impegno di Intel nel mercato enterprise con la presentazione sul palco di un server da dieci tonnellate basato su processori Itanium 2 , in quella che egli stesso ha definito come una versione high tech dell'”heavy metal”.

Nel corso della presentazione, Otellini ha dimostrato come effettuare l’upgrade di un server partizionato (Unisys ES7000) basato su processori Itanium 2 senza interromperne il funzionamento, tramite un’operazione di cosiddetto “hot swap”. Utilizzando questo server a 16 vie basato su processori Itanium 2, Otellini ha anche estratto un nodo costituito da 4 processori Itanium 2 e lo ha immediatamente sostituito con un nodo Madison a 4 vie, evidenziando un aumento istantaneo delle prestazioni. Madison è atteso sul mercato per il prossimo anno.

A sostegno degli sviluppatori di software, Otellini ha annunciato l’iniziativa “Intel Software College”, un insieme di corsi in aula e online destinati a fornire training in aree quali le quattro architetture Intel, le tecnologie della piattaforma e i tool di sviluppo di software per diversi sistemi operativi.

Intel ha poi svelato una tecnologia per incrementare la sicurezza dei PC che sembra andare a braccetto con Palladium di Microsoft : ecco di cosa si tratta.


LaGrande è il nome di una nuova tecnologia hardware che verrà lanciata verso la seconda metà del 2003 con lo scopo dichiarato di contribuire a creare ambienti informatici più sicuri per l’e-Business, proteggendo l’esecuzione, la memoria e l’archiviazione. Questo significa, in parole povere, che LaGrande si preoccuperà di proteggere i dati degli utenti dalle minacce informatiche più comuni, come cancellazioni, corruzioni o furti di dati ad opera di cracker o virus.

“Questo rafforzamento hardware – ha spiegato Otellini – costituisce un aspetto fondamentale per aumentare la sicurezza degli ambienti informatici. La nostra tecnologia renderà minime le possibilità che qualcuno rubi il numero della vostra carta di credito o penetri nel vostro hard disk. Proteggere i dati degli utenti, proteggere l’identità degli utenti, proteggere le transazioni, sono tutte nella lista delle cose da fare”.

LaGrande ai affiancherà a Microsoft Palladium (a cui Punto Informatico ha dedicato un ampio approfondimento qui ), la contestata piattaforma per la sicurezza e la protezione del copyright che il big di Redmond sta sviluppando in previsione di una sua integrazione nelle future versioni di Windows. LaGrande rappresenta il primo passo di Intel nell’appoggiare l’iniziativa di Microsoft per lo sviluppo, sotto l’egida dell'”antico” duo Wintel, di una nuova generazione di PC che da un lato siano meno vulnerabili agli attacchi informatici e dall’altro possano incrementare la fiducia nel mezzo digitale da parte dell’industria del copyright: prima fra tutte quella discografica e cinematografica.

Intel ha spiegato che LaGrande è come una sorta di invisibile guardiano che protegge i dati archiviati sui dischi locali o che transitano attraverso le connessioni IDE, la tastiera, il display e le altre interconnessioni di un computer. Al momento, grazie soprattutto allo standard SSL, i dati vengono protetti solo nel tratto di connessione che va dal PC al server.

Nelle funzioni base LaGrande è simile a tecnologie già sul mercato, come il servizio di criptazione dei dati offerto dai file-system più evoluti, fra cui quello di Windows XP, o il software RapidStore di IBM per la protezione di intere partizioni. La tecnologia di Intel opera però a livello più esteso, estendendosi anche alle comunicazioni fra PC e periferiche. Oltre a questo, LaGrande può essere usato in congiunzione con le tecnologie di digital rights management, come quelle che verranno integrate in Palladium, per prevenire la pirateria dei contenuti digitali.

Come a prendere atto del gran polverone sollevato dall’annuncio di Palladium, Otellini ha prontamente specificato che le funzionalità di LaGrande potranno essere disattivate su scelta dell’utente: questo lascia però sottintendere che questa tecnologia sarà attiva di default.

Sebbene LaGrande, come si è detto, verrà lanciato soltanto il prossimo anno, il suo supporto verrà integrato già a partire da Prescott, la nuova generazione di chip desktop attesa sul mercato per la seconda metà dell’anno.

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