Intel decide per un taglio al personale

Un normale assestamento per rispondere alle mutate condizioni di mercato. Circa 5.000 dipendenti saranno coinvolti nella ristrutturazione. Ma sbaglia chi vedrà nella decisione un cattivo presagio
Un normale assestamento per rispondere alle mutate condizioni di mercato. Circa 5.000 dipendenti saranno coinvolti nella ristrutturazione. Ma sbaglia chi vedrà nella decisione un cattivo presagio

Il 2014 di Intel sarà improntato a una profonda revisione del proprio assetto: il 5 per cento della forza lavoro del chipmaker, che al momenti si assesta attorno a 107.000 dipendenti, nel corso dei prossimi 12 mesi sarà coinvolta in una ristrutturazione aziendale che produrrà almeno 5.000 esuberi. Si tratta di una scelta legata senza dubbio alle mutate condizioni di mercato, con la stagnazione del mercato PC che fino a questo punto ha trainato le quotazioni Intel, ma che in massima parte sfrutterà il normale turnover per evitare di penalizzare troppo la forza lavoro : dunque sbaglierebbe chi dovesse leggere nel gesto più che un normale assestamento interno dell’azienda.

Solo pochi giorni fa Intel ha diffuso i dati della sua ultima trimestrale , che se necessario hanno ribadito quanto il mercato dei personal computer stia vivendo un momento di difficoltà: la stagnazione delle vendite ha ridotto i margini e il volume d’affari anche per il chipmaker , che sotto la guida del nuovo CEO Brian Krzanich sta provando a cambiare anche la sua strategia provando ad entrare in settori diversi dalla semplice produzione di CPU. In ogni caso, un “riallinemento delle risorse umane alle esigenze del business” resta necessario : ma, sebbene non pare sia stato già comunicato al personale, l’intenzione di Santa Clara è di sfruttare il più possibile il normale avvicendamento che si verifica ogni anno per minimizzare la perdita effettiva di posti di lavoro.

Secondo quanto si apprende, ogni anno il turnover interno produce circa un 4 per cento di variazione nella conta delle teste : di conseguenza rimarrà solo l’1 per cento da coprire, pari comunque a un migliaio di lavoratori. Una differenza non da poco, e che non è ancora chiaro in quali stabilimenti, filiali o nazioni si ripercuoterà (l’altro giorno è stata resa pubblica la decisione di rallentare l’approntamento della Fab42 in Arizona per gli stessi motivi): è anche possibile che più avanti nel corso dell’anno le prospettive cambino, magari grazie a qualche sorpresa o al successo di un dispositivo Intel Inside , e che quindi questa differenza dell’1 per cento possa venire assorbito. Il resto dovrebbe coprirlo il consueto programma di pensionamento, gli incentivi in uscita, o le possibili ricollocazioni in altri ruoli di quanti già lavorano per il chipmaker di Santa Clara. ( L.A. )

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21 01 2014
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