Intel spinge le prestazioni delle CPU hi-end

Debutta una nuova generazione di Xeon che, armata di qualche cavallo in più e di una cache maggiorata, si rivolge al mercato dei server a quattro e otto processori. Guerra alle piattaforme Unix/RISC


Roma – Intel rinnova la propria offerta di CPU dedicate al mercato dei server di fascia medio-bassa introducendo una nuova generazione di processori Xeon – nome in codice Gallatin – progettati per sistemi a quattro od otto processori. I nuovi Xeon raggiungono la frequenza massima di 2 GHz e possono contare, almeno per quanto riguarda il modello top di gamma, su di 2 MB di cache L3.

Il nuovo microchip è il primo Xeon ad essere costruito con un processo a 0,13 micron, una caratteristica che ha permesso ad Intel di raddoppiare la dimensione della cache L3 e innalzare il clock. Il big di Santa Clara sostiene che, rispetto ai vecchi Xeon, i Gallatin sono più veloci di un fattore compreso fra il 20% e il 38%: gran parte del guadagno in prestazioni sarebbe da imputare proprio alle dimensioni più generose della cache.

Come i loro più recenti predecessori, anche gli Xeon Gallatin integrano la tecnologia hyper threading , la stessa che Intel introdurrà anche nella sua linea di CPU desktop a partire dall’imminente Pentium 4 a 3,06 GHz.

Con questa nuova famiglia di chip Intel spera di espandere la propria leadership, attualmente confinata al mercato dei server a uno e due processori basati su Windows o Linux, al segmento dei server a quattro e otto processori: una nuova terra di conquista che Intel sta tentando di sottrarre al dominio delle piattaforme Unix/RISC, prima fra tutte quella di Sun.

E proprio Sun è il maggior bersaglio di quei produttori, come IBM, HP e Dell, che si avvarranno dei nuovi chip Xeon per offrire al mercato enterprise server multiprocessore più economici e basati sull’architettura standard dei PC.

Secondo gli esperti del Transaction Performance Council ( TPC-C , la differenza di prestazioni fra un sistema a quattro processori basato sui nuovi Xeon e un server analogo basato su Itanium sarebbe minima: questo, secondo alcuni analisti, è la dimostrazione che la piattaforma a 64 bit di Intel è attualmente in una fase di maturazione e il software, inclusi i sistemi operativi, deve ancora sfruttarne appieno le potenzialità.

I nuovi Xeon sono stati introdotti nelle frequenze di clock di 1,5 GHz (1.177$), 1,9 GHz (1.980$) e 2 GHz (3.692$): i primi due modelli adottano una cache L3 di 1 MB al posto dei 2 MB della versione a 2 GHz.

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  • Anonimo scrive:
    Ma quando avremo un desktop finalmente... potente?
    Me lo chiedo ogni volta che leggo queste notizie
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma quando avremo un desktop finalmente... potente?
      - Scritto da: Giannandrea
      Me lo chiedo ogni volta che leggo queste
      notiziemi chiedo invece cosa debbano fare quelli che si lamentano sempre.Con un processore da 2 GHz, si può fare praticamente tutto quello percui i sistemi desktop sono stati progettati. Anzi, lo si poteva fare giàda molto tempo prima.Se poi usi software programmato male e non ottimizzato non ti deviincavolare con i produttori di cpu ma con le softwarehouse...
  • Anonimo scrive:
    Vecchia storia il silicio
    Sarebbe anche ora che le promesse sui nuovi materiali venissero mantenute
    • Anonimo scrive:
      Re: Vecchia storia il silicio
      - Scritto da: Frikandos
      Sarebbe anche ora che le promesse sui nuovi
      materiali venissero mantenutetu sei uno di quelli che crede a formigoni? e alle auto a idrogeno nel 2005???ma babbo natale no? io credo che babbo natale con la giacchetta rossa che urla alle alci sarebbe molto piu' serio di molti dirigenti e politici
  • Anonimo scrive:
    Ok corre... e mo?
    Chi mi spiega cosa cambia nella vita un transistor cosi'?
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