Intel unirà chip mobili e desktop

Entro tre anni il chipmaker uniformerà la tecnologia alla base dei propri chip desktop e mobili adottando, per entrambe le famiglie, un core derivato dai Pentium M. Gigahertz sempre più in secondo piano
Entro tre anni il chipmaker uniformerà la tecnologia alla base dei propri chip desktop e mobili adottando, per entrambe le famiglie, un core derivato dai Pentium M. Gigahertz sempre più in secondo piano


Roma – Se lo scorso anno, con l’ introduzione del Pentium M , le linee di processori mobili e desktop di Intel hanno per la prima volta imboccato strade sostanzialmente divergenti, ora l’azienda si prepara a ricongiungere lo sviluppo tecnologico di entrambe le famiglie di chip con l’adozione, nel 2007, di un unico core.

Stando a quanto riportato da fonti vicine ad Intel, il nuovo core porterà il nome in codice di Merom e deriverà da quello del Pentium M. Questo significa che le caratteristiche distintive di questo chip, come il moderato consumo di energia e il più elevato numero di istruzioni eseguite per ciclo di clock, saranno condivise dalle CPU desktop che, entro tre anni, rimpiazzeranno i Pentium 4.

La convergenza fra le due famiglie di processori farà sì che, anche nel segmento desktop, Intel frenerà la corsa ai gigahertz – e con essa il vertiginoso incremento del numero di stadi della pipeline – per focalizzarsi maggiormente sullo sviluppo di architetture più efficienti e ottimizzate.

Questa strategia porta ulteriore chiarezza sulla decisione di Intel, annunciata proprio di recente , di adottare un nuovo modello di denominazione delle CPU che, per la prima volta, metterà la frequenza di clock in secondo piano.

Le caratteristiche chiave del core Merom saranno fondamentalmente le stesse che oggi contraddistinguono Banias, il core alla base dell’attuale generazione di Pentium M. Come quest’ultimo, Merom adotterà una microarchitettura ottimizzata per ridurre i consumi energetici e fornire prestazioni decisamente superiori a quelle di un Pentium 4 di pari frequenza.

Le funzionalità più importanti che accomuneranno il core Merom a quello degli attuali Pentium M sono tre: il sistema Micro-Ops Fusion, che combina due microoperazioni in una per velocizzarne i tempi di esecuzione; l’Advanced Branch Prediction, una tecnica di predizione dei salti sviluppata per ridurre la latenza generale del sistema; il Dedicated Stack Manager, che riduce il numero totale di microoperazioni richieste per svolgere un task.

E’ possibile prevedere che Merom erediterà dalle attuali CPU desktop la tecnologia Hyper-Threading, tuttavia è ancora presto per dire se questa verrà inclusa anche sui futuri chip mobili. A distinguere i processori basati sul core Merom interverranno, com’è lecito attendersi, anche l’assenza o meno delle tecniche di gestione dei consumi (fra cui SpeedStep), la dimensione della cache e la frequenza del front-side bus.

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30 03 2004
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