Intelligenza artificiale: l'ONU chiede una moratoria

Intelligenza artificiale: l'ONU chiede una moratoria

Anche l'ONU ha chiesto il ban del riconoscimento facciale e una moratoria per i sistemi di intelligenza artificiale che violano i diritti umani.
Anche l'ONU ha chiesto il ban del riconoscimento facciale e una moratoria per i sistemi di intelligenza artificiale che violano i diritti umani.

Michelle Bachelet, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha chiesto con urgenza una moratoria sulla vendita e l'uso dei sistemi di intelligenza artificiale che rappresentano un serio pericolo per i diritti umani. Tutte le applicazioni IA che non rispettano le leggi internazionali devono essere bannate. Il riferimento è in particolare alle tecnologie di riconoscimento facciale (già sotto la lente del Garante europeo per la protezione dei dati).

Intelligenza artificiale: un pericolo per i diritti umani

L'agenzia dell'ONU ha pubblicato un report che analizza come l'intelligenza artificiale possa incidere sul diritto alla privacy delle persone, così come sui diritti alla salute, educazione, libertà di movimento, associazione ed espressione. L'Alto Commissario sottolinea che queste tecnologie possono avere effetti catastrofici se usati, ad esempio, per determinare chi può accedere ai servizi pubblici o chi può essere assunto per un lavoro.

Il report evidenzia casi in cui un errato riconoscimento facciale ha portato all'arresto di persone innocenti. Stati e aziende raccolgono una enorme mole di dati per “alimentare” i sistemi di intelligenza artificiale che non funzionano come dovrebbero. Le decisioni prese con i tool IA possono essere fortemente discriminatorie e pertanto possono violare i diritti umani.

È quindi necessario valutare e monitorare gli effetti dell'intelligenza artificiale per identificare e ridurre i rischi. L'Alto Commissario ha chiesto quindi agli stati di vietare l'uso delle applicazioni IA che non rispettano le leggi internazionali sui diritti umani e dei sistemi di riconoscimento facciale negli spazi pubblici.

Fonte: OHCHR
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16 09 2021
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