Internet Archive per la conoscenza universale

L'organizzazione non profit annuncia l'avvento di una biblioteca digitale aperta che permetterà di trovare testi praticamente da ogni device connesso. Per combattere il formato proprietario e diffondere il sapere a tutti

Roma – Sarà una pioggia benefica che bagnerà ognuno dei protagonisti delle vicende legate al fenomeno libro. Gli autori potranno godere di una più ampia diffusione delle proprie opere, grandi e piccoli editori potranno contare su una distribuzione diretta ai lettori che, a loro volta, riusciranno a raggiungere un accesso davvero universale a tutta la conoscenza. Sono tra le parole più efficaci per presentare il progetto BookServer , uno sguardo sul futuro del libro ad opera di Internet Archive , ovvero l’organizzazione nonprofit dedicata alla costruzione di una biblioteca digitale aperta e gratuita.

Un progetto certamente ambizioso, che dovrebbe dare una grossa spinta alle già note strategie di IA, per riuscire a realizzare quello che potrebbe risultare come il più grande archivio indicizzato di pubblicazioni sulla faccia di Internet . BookServer permetterà a tutti gli utenti di trovare, comprare o prendere in prestito libri in formato digitale praticamente da ogni risorsa proveniente dai meandri del web. Per di più, i testi disponibili potranno essere consultati indipendentemente dal tipo di dispositivo utilizzato, che sia laptop, smartphone o game console .

Stando alla visione illustrata da Brewster Kahle, founder di Internet Archive, BookServer creerà un sistema aperto per permettere ai motori di ricerca di indicizzare una grande varietà di testi provenienti da altrettanto grandi varietà di risorse online. Una maniera, in pratica, per dare ad editori, biblioteche e singoli autori la possibilità di diffondere le proprie opere presso le vaste platee dei netizen. Si utilizza, tuttavia, il futuro oltre che il condizionale perché il progetto di Kahle è ancora in fase di sviluppo e ci vorranno potenzialmente degli anni prima di vederlo realizzato.

È vero anche che la visione di Kahle è già particolarmente ricca di particolari, a partire dal suo scopo primario: permettere all’utente di trovare un determinato testo online a partire da tutte le risorse che lo contengono. E poi sicuramente un altro scopo, quello di mantenere un’infrastruttura aperta per combattere la distribuzione in formato proprietario come accade con Amazon Kindle Store la cui estensione AZW è supportata solo ed esclusivamente dai suoi eReader.

Kahle ha poi spiegato di essere stato al lavoro su questo progetto da svariati anni, addirittura prima dell’avvento del World Wide Web. La sua idea tuttavia, si era scontrata con una tecnologia non pronta: “Abbiamo ora ottenuto l’accesso universale a contenuti gratuiti – ha dichiarato Kahle – e quindi è arrivato il momento di giungere all’accesso universale alla conoscenza, con la consapevolezza che non tutto sarà gratuito”. Quello che è apparso chiaro è che la mossa di IA va verso la diffusione di testi senza per forza passare per i luoghi presidiati da Amazon e Google Books.

Luoghi, soprattutto come il secondo citato, che stanno diventando sempre più incandescenti. Ora ci si è messa anche la Cina nel flusso di critiche nei confronti del progetto di digitalizzazione di Mountain View: un gruppo legato al copyright ha accusato BigG di aver scansionato quasi 20mila testi cinesi senza autorizzazione . “Google – ha dichiarato un dirigente della China Written Works Copyright Society – ha violato una regolamentazione internazionale ampiamente condivisa che stabilisce che ogni uso di un’opera protetta da copyright debba essere autorizzato e pagato. Nessuno degli autori da noi contattati ha potuto confermare l’avvenuta notifica da parte di Google della scansione delle loro opere”.

Mauro Vecchio

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  • Aname scrive:
    Sarà che mi sbaglio
    Ma io ho come l'impressione che queste ditte, se magari necessitano di 5000 dipendienti, iniziano ad assumerne 3000 in paesi emergenti come india, cina e sud est asiatico, dove possono trovare impiegati competenti a basso costo, poi, quando sono pronti per fare il salto, licenziano 3000 lavoratori in USA E UE, dove i salari sono molto più alti...
  • pippo scrive:
    Ancora in piedi?
    Fatelo chiudere questo carrozzone, ha fatto grandi cose ma ora basta. Tutto ha una fine, per coresia...
    • yxz scrive:
      Re: Ancora in piedi?
      se potessi scegliere preferirei chiudere il carrozzone Apple che quello Sun . . .
    • KC scrive:
      Re: Ancora in piedi?
      ho avuto a che fare con cluster Sun e adesso alcune delle istanze Oracle che amministro girano su architetture hacmp Ibm... (cylon)quasi quasi ti propongo di vivere la mia esperienza e poi ti chiedo se sei ancora dello stesso parere :Dce ne sarebbero da chiudere, prima della Sun ;)
      • palle scrive:
        Re: Ancora in piedi?
        - Scritto da: KC
        ho avuto a che fare con cluster Sun e adesso
        alcune delle istanze Oracle che amministro girano
        su architetture hacmp Ibm...
        (cylon)
        quasi quasi ti propongo di vivere la mia
        esperienza e poi ti chiedo se sei ancora dello
        stesso parere
        :D
        ce ne sarebbero da chiudere, prima della Sun ;)Ad esempio Microsoft. Che per sopravvivere in un mondo che sta cambiando (malgrado loro), si sta riempiendo di vecchi trogloditi dell'informatica, bravi quanto vuoi...ma comunque dinosauri. Qualcuno ha detto Ozzie e i suoi amici? E tutto per tirare fuori Bing e Windows 7...con 10 anni di ritardo!
  • il signor rossi scrive:
    Alitalia, Opel o Sun...
    tutto il mondo è paese. I politici pensano al loro tornaconto e lasciano che si licenzi la gente tranquillamente.
    • pippo75 scrive:
      Re: Alitalia, Opel o Sun...
      - Scritto da: il signor rossi
      tutto il mondo è paese. I politici pensano al
      loro tornaconto e lasciano che si licenzi la
      gente
      tranquillamente.se in molti casi sono stato contro l'antitrust un motivo forse esiste.Se l'antitrust dovesse dire no oppure Oracle dovesse rinunciare ( sempre se possibile ), di Sun cosa sarebbe?
      • Valeren scrive:
        Re: Alitalia, Opel o Sun...
        I brevetti.Ai politici ed agli econimisti in particolare le persone non interessano più di tanto.
        • kaiserxol scrive:
          Re: Alitalia, Opel o Sun...
          Ma che state dicendo?? Guardate che sono stati alcuni azionisti Sun che han fatto ricorso al Tribunale in primis e poi all'antitrust perchè giudicavano ridicola l'offerta che erano obbligati ad accettare per non fallire del tutto.Andatevi a leggere la news di tempo fa!! Vi lascio uno scorcio:"A maggio un gruppo di azionisti SUN si era rivolto al tribunale della contea di Santa Clara nel tentativo di bloccare la vendita a causa di un'offerta giudicata inadeguata. "Prima si legge, poi si capisce, poi ci si informa e solo DOPO si commenta!
          • pippo75 scrive:
            Re: Alitalia, Opel o Sun...
            - Scritto da: kaiserxol
            Ma che state dicendo?? Guardate che sono stati
            alcuni azionisti Sun che han fatto ricorso al
            Tribunale in primis e poi all'antitrust perchè
            giudicavano ridicola l'offerta che erano
            obbligati ad accettare per non fallire del
            tutto.E non possono allora rifiutarla?Ma chi ha deciso di accettare?
            "A maggio un gruppo di azionisti SUN si era
            rivolto al tribunale della contea di Santa Clara
            nel tentativo di bloccare la vendita a causa di
            un'offerta giudicata inadeguata."Sbaglio o l'antitrust aveva posto dubbi per MySql?Ma l'antitrust non dovrebbe controllare questioni sulle concorrenza per migliorarla?
            Prima si legge, poi si capisce, poi ci si informa
            e solo DOPO si commenta!Stando alla notizia di oggi, sembra che questo tempo sia nocivo alla ditta, ma quanto tempo pensano di metterci?
          • Valeren scrive:
            Re: Alitalia, Opel o Sun...
            Ottimi azionisti, ne fa parte anche Jerry Yang?Piuttosto falliscono - coerenti.
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