Internet Explorer plasmato da MacOS X

Il colosso di Redmond annuncia una nuova versione di Internet Explorer in grado di sfruttare più a fondo le caratteristiche peculiari di Mac OS X


Redmond (USA) – Ieri Microsoft ha rilasciato la prima versione di Internet Explorer, la 5.2, in grado di girare nativamente su Mac OS X e di sfruttarne le specifiche funzionalità. Proprio perché il codice di IE 5.2 è stato ottimizzato per Mac OS X, questa nuova versione del browserone di Microsoft non è compatibile con le precedenti versioni di MacOS.

Microsoft spiega che l’update include un certo numero di migliorie, fra cui le funzionalità di anti-aliasing del testo offerte da Quartz, una maggiore integrazione con Mac OS X ed un look grafico più rifinito.

Nell’annunciare il nuovo prodotto Microsoft ha però commesso una piccola gaffe: nonostante abbia infatti dichiarato la disponibilità immediata del software, fino a ieri sera il link a IE 5.2 accessibile dall’home page di Mactopia portava ad una pagina fantasma.

IE 5.2 è l’ultimo di una serie di annunci che Microsoft ha recentemente dedicato al mondo dei Mac e che, poche settimane fa, ha visto sbarcare su questa piattaforma una nuova versione di MSN Messenger e un “pacco di servizio” per Office v. X.

“Siamo stati sopraffatti dalla mole di risposte prevenuteci dagli utenti che usano i nostri prodotti per Mac e ci impegniamo a continuare lo sviluppo delle migliori soluzioni software per la piattaforma Mac”, ha affermato Kevin Browne, general manager della Macintosh Business Unit di Microsoft. “Crediamo che gli utenti saranno molto soddisfatti delle nuove capacità di rendering di Internet Explorer. Il nostro obiettivo è quello di continuare a sviluppare il miglior browser disponibile per la piattaforma Mac”.

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  • Anonimo scrive:
    Chiariamo bene le cose...
    Allora, prima di dire qualsiasi cosa e' bene informarsi, io ho tentato di farlo per conto mio ed ecco quello che ho recuperato:- La riduzione di potenza dissipata ottenuta tagliando l'alimentazione e' dovuta alla riduzione delle correnti di perdita- In un Pentium III a 1GHz, costruito in tecnologia 0.18 um, la potenza dissipata STATICAMENTE e' superiore al 10% della potenza dissipata totaleLa favoletta che la tecnologia CMOS eliminava completamente la dissipazione statica oggi non regge piu': 4 o 5 anni fa poteva anche essere un'ottima approssimazione, ma certo non con le tecnologie piu' moderne.Il transistor MOS e' un dispositivo a tre terminali (in realta' 4, ma semplifichiamo): Source (S), Gate (G) e Drain (D).Qualcuno lo ha gia' efficacemente descritto come un interruttore, che permette il passaggio di corrente tra S e D quando al G e' applicata una tensione di valore sufficiente. Nella realta' le cose non vanno proprio cosi', perche' una corrente tra S e D c'e' sempre, anche con tensione di G pari a zero (la cosiddetta corrente di perdita, o corrente di sottosoglia).Aumentando la tensione al G (in modo continuo) cresce anche la corrente tra S e D (in modo ESPONENZIALE), e quando G supera una certa tensione (tensione di soglia, appunto) si DEFINISCE il transistor come acceso.In pratica e' una convenzione: un transistor e' acceso quando la corrente raggiunge un valore considerato sufficiente al corretto funzionamento del circuito. La corrente pero' c'e' sempre, e se una volta le tensioni di soglia erano pari a circa 1 volt, oggi si scende a 2-300 millivolt, perche' riducendosi le dimensioni e' sufficiente una corrente minore per il funzionamento dei dispositivi. Quindi l'INCIDENZA della corrente di perdita aumenta considerevolmente (ricordo ancora che la relazione tra tensione su G e corrente tra S e D e' esponenziale).Spero di aver chiarito le idee ai piu' confusi, altrimenti se la cosa vi interessa davvero iscrivetevi ad ingegneria elettronica!!! ;)bye, Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Chiariamo bene le cose...
      - Scritto da: Kappei
      - In un Pentium III a 1GHz, costruito in
      tecnologia 0.18 um, la potenza dissipata
      STATICAMENTE e' superiore al 10% della
      potenza dissipata totaleSono perfettamente d'accordo, anche se, a quanto mi risulta, al diminuire della dimensione, avvicinandosi agli 0.1 um, la potenzadi leakage si avvicina al 50% della potenza dissipata... considerando che siamo a quasi 100 W di potenza dissipata da un processore attuale...
      confusi, altrimenti se la cosa vi interessa
      davvero iscrivetevi ad ingegneria
      elettronica!!! ;)Da ingegnere elettronico: questa mi sembra una cattiveria gratuita ;-)bye, Paolo
  • Anonimo scrive:
    istruzione HLT
    anche per Pentium... semplice, no?
  • Anonimo scrive:
    x la redazione
    Ehi, com'e' che non c'e' nemmeno un link esterno nell'articolo? E se uno volesse approfondire?Andrea
  • Anonimo scrive:
    Ma non era già così?
    A me è stato detto che i CMOS in condizioni statiche non hanno bisogno di energia. Per cosa si differenziano allora questi nuovi transistor?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non era già così?
      I transistor MOS dal canto loro o sono accesi e conducono, o sono spenti e sono un circuito aperto. I circuiti digitali usano questo componente nei modi più diversi. Lo schema CMOS è uno di questi e la sua caratteristica è di non dissipare in condizioni statiche. In altri schemi usati a seconda delle caratteristiche richieste, anche in condizioni statiche c'è comunque passaggio di corrente. Dipende dal circuito. Se fanno in modo di interrompere questo spreco di corrente quando non è necessario, tanto meglio! Potrei dire una bestialità, ma a quanto ho capito, nelle CPU si usano a volte anche dei transistor bipolari. E questi dissipano sempre!
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma non era già così?
        Ehm non c'entra una mazza :)))
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma non era già così?
          C'entra invece! Se un circuito non è utilizzato non va a 2GHz come hai detto tu! Sta fermo al suo valore. Secondo me un CMOS di cui si valutano le dispersioni statiche di potenza... mah! che miglioramento avrebbero? Eliminare quelle poche cariche che passano tra D e S? C'è il trucco: non è puro CMOS. Infatti non sempre conviene! Vedi: è lento. Così incasinano i circuiti non so come, ma se serve, secondo me non è schema CMOS standard.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma non era già così?
        - Scritto da: neoslack
        Potrei dire una bestialità, ma
        a quanto ho capito, nelle CPU si usano a
        volte anche dei transistor bipolari. E
        questi dissipano sempre!i bipolari hanno il vantaggio che sono più veloci nei mos e si usanoquindi nella circuiteria più veloce. I contro sono una maggioredimensione e un consumo di potenza statica. Sono indispensabili se sivogliono progettare circuiti ad altissima velocità.Per quanto riguarda l'articolo non ho capito a cosa serva tagliarel'alimentazione delle parti del procesore piuttosto che tagliare ilclock. Nella logica dinamica un grosso della potenza dissipata è dataproprio dalle capacità parassite che vengono switchate dal clock...Anche se si toglie l'alimentazione le capacità rimangono. E se un pezzodi cirtuito rimanet sotto tensione non sono certo le correnti di perditae di sottosoglia che dissipano un mare di potenza...Ma farli risc in logica cmos complementare?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non era già così?
      Beh insomma stai vagamente semplificando il problema :)Al di la' del fatto che ci sono delle correnti di dispersione che sono trascurabili entro certi limiti di integrazione, devi valutare che se e' vero che il CMOS non consuma se non durante le transizioni, e' altrettanto vero che ci siano ormai 2GHz = 2 miliardi di transizioni al secondo.Consumera' pure solo durante le transizioni ma sai.. :)
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma non era già così?
        forse intendono un processore a stadiil sistema richiede 100 di 1000 operazioni al secondo il processore acceso e di 200 op secondoil resto fa nannail sistema si porta a 195 op /s viene acceso un altro stadio si e' un sistema valido ma non adatto alle cpu per casa (a meno che non si possa decidere a che % mantenere il processore dato che ci vogliono dei cicli per accendere i vari stadi piu l'os in grado di gestirli (quindi windows all' XP non va piu bene)poi i sono stufo dei 32bit quando una cpu a 512 bit con 137 mhz be a 137 no ma non c'e bisogno di aumentare la frequenza per avere velocita di calcolo si possono aumentare i bit della cpusenza problemi di frequenza
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non era già così?
      state dicendo delle mostruosita' :)i transistor bipolari sono analogici ^_^ su silicio vengono utilizzati i CMOS, che comunque conducono anche quando non dovrebbero. Per chi non lo sapesse, il meccanismo di funzionamento di un transistore CMOS e' di per se' abbastanza semplice: si tratta di componenti che fan passare corente se sono controllati da una tensione che supera un certo valore (soglia), e non fan passare corrente nel caso opposto. Degli interruttori, insomma :) uno dei tanti problemi che presentano, probabilmente il problema principale al giorno d'oggi, e' che questi interruttori conducono ANCHE se la tensione di controllo sta sotto quella soglia (conducono sempre), ed e' di questo che parla l'articolo: la corrente sotto-soglia, o corrente di leakage (perdita). Il problema e' grave perche' la corrente di leakage, pur essendo piccola, e' nell'ordine di 1/1000 di quella 'normale', per cui in un integrato con centinaia di milioni di transistori - anche tutti spenti - vi e' un'enorme conduzione di corrente...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma non era già così?
        - Scritto da: cippa
        state dicendo delle mostruosita' :)

        i transistor bipolari sono analogici ^_^Questa mi sembra la boiata più grossa che ho letto!I bipolari possono essere usati sia in analogica (ampli) che in digitale (invertitori, vedi logiche TTL ed ECL), dipende dalle zone in cui vuoi far lavorare i transistor.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma non era già così?
          Hai ragione, non e' corretto dire che sono analogici, ma mi e' venuto naturale perche' e' il loro utilizzo principale, in regione di alto guadagno (regione tra l'altro in cui vengono comunemente utilizzati nella logica ECL) - amplificatori come dici tu, per quanto possano anche essere utilizzati in circuiti digitali. La TTL poi e' molto vecchia, antecedente non solo ai CMOS ma anche alla ECL... qui stiamo parlando di CPU correnti e di prossima generazione, mi perdonerai la leggerezza sui BJT ma non era al centro del problema :)A onor del vero, c'e' da dire che i bipolari sono stati utilizzati nelle CPU, in precedenza, con una tecnologia ancora utilizzata pero' in altri campi (a meno di progetti segreti di intel :P), la BiCMOS - nei lontani Pentium e PentiumPro :) ma solo in CPU con tecnologia non inferiore ai 0.35 um, per quanto ne so io... poi se qualcuno mi smentisce sono piu' che felice, trovo che questo sia un argomento estremamente interessante.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma non era già così?

        i transistor bipolari sono analogici ^_^ suqui ha gia` risposto seven e concordo pienamente
        silicio vengono utilizzati i CMOS, che
        comunque conducono anche quando non
        dovrebbero. Per chi non lo sapesse, ilquando dici su silicio intendi su integrato? Perche`, per tua informazione, la stragrande maggioranza dei BJT discreti e` in silicio. A parte questo, anche su integrato si usano i BJT: non so come sia adesso, ma so per certo che fino al 486 i processori erano completamente CMOS e dal Pentium sono diventati BiCMOS, cioe` con alcune parti realizzate con transistor bipolari.Meno male che gli altri dicono boiate, eh? :-P
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma non era già così?
          Errore mio, come ho scritto poco fa nell'altro post... quando ho scritto 'silicio' avevo in mente CPU, naturalmente due cose diverse :)nel P/Ppro si utilizzava la BiCMOS, vero, ma stiamo parlando di otto anni fa... hanno smesso immediatamente in favore, nuovamente, della CMOS.
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma non era già così?

            nel P/Ppro si utilizzava la BiCMOS, vero, ma
            stiamo parlando di otto anni fa... hanno
            smesso immediatamente in favore, nuovamente,
            della CMOS.e perche` ? per il consumo?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma non era già così?

            nel P/Ppro si utilizzava la BiCMOS, vero, ma
            stiamo parlando di otto anni fa... hanno
            smesso immediatamente in favore, nuovamente,
            della CMOS.e perche` ? per il consumo?
          • Anonimo scrive:
            Re: Ma non era già così?
            Beh sicuramente per ridurre il consumo: gia' dopo i primi pentium il voltaggio era stato significativamente ridotto tornando alla CMOS (P55C, credo l'unico pentium a utilizzare la CMOS)... non so perche' i Ppro, usciti poco dopo i P55C, vennero progettati di nuovo sulla BiCMOS, dopo averne visto gli svantaggi - immagino perche' erano comunque molto piu' veloci, e dato il 'basso' numero di transistori il consumo non era ancora il problema principale.Ad ogni modo una ragione forse altrettanto importante dell'abbandono della BiCMOS e' la riduzione dello spazio richiesto, decisamente inferiore nella tecnologia CMOS.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma non era già così?
          pero' ha cercato di far capire qualcosa anche ai profani :)thanks
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