Internet governance, USA contro Cina

Le autorità statunitensi lanciano l'allarme sulla possibile frammentazione della Rete globale causata dalle nuove regolamentazioni in via di approvazione in Cina. Pechino non rinuncia al controllo

Roma – Dalla National Telecommunications and Information Administration (NTIA) arriva un allarme sulle nuove regole che la Cina vorrebbe imporre ai soggetti che vogliono fare uso di nomi di dominio cinesi, norme che prevedono l’utilizzo forzato di provider di domini locali e una censura dichiarata di termini che Pechino non considera accettabili.

NTIA, che al momento è responsabile di elementi cruciali dell’infrastruttura DNS e fa riferimento diretto al Dipartimento del Commercio USA, ha parlato di una vera e propria “frammentazione” di Internet e di un ulteriore livello di censura che va ad aggiungersi alla Grande Muraglia digitale cinese.

Oggi la Cina è responsabile per l’accesso Internet di 700 milioni di persone, spiegano da NTIA, e molte delle società di rete più importanti sono ospitate sulle infrastrutture locali. Secondo l’articolo 37 delle nuove regole, i provider Internet cinesi potrebbero essere costretti a inibire l’accesso ai domini registrati con fornitori di servizi stranieri , tagliando fuori di fatto la Cina dal resto del mondo.

Le autorità cinesi hanno già spiegato che le nuove regole dovrebbero servire “solo” a inibire l’accesso ai domini cinesi non opportunamente sanzionati (e censurati) da Pechino, ma da Oltreoceano si sottolinea la vaghezza del linguaggio usato per il succitato articolo 37 e la possibilità di interpretarlo in maniera molto più restrittiva qualora ce ne fosse l’interesse.

NTIA è al momento impegnata a studiare il trasferimento dei poteri di controllo del sistema DNS dal governo americano a un’entità a partecipazione globale teoricamente più democratica, mentre la Cina pensa come al solito ad alzare muri e difese contro i pericoli – veri o presunti – provenienti dall’esterno: come promesso, Pechino avrebbe già avviato l’analisi dei prodotti di provenienza americana alla ricerca di eventuali backdoor e pericoli per le comunicazioni locali.

Alfonso Maruccia

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  • xx tt scrive:
    Doppia via
    In effetti può succedere che il mining diventi antieconomico anche se fatto con concezione business.Pochi server mining e tante transazioni = bitcoin inutilizzabili di fatto.E quindi arriva inevitabile la doppia via:-la parte VIP, fatte tramite servizi a pagamento. Intendo server miners (solo di nome) che di fatto si occuperanno esclusivamente delle transazioni dei VIP-la parte "peones" con le transazioni li ad aspettare per essere riconosciute dai pochi miners rimasti.Quando il tempo di attesa sarà inaccettabile, credo arriverà la brillante idea di accettare la convalida da ogni client...
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