Internet? Mondo virtuale di censura vera

Reporters Sans Frontières lancia l'allarme con il suo Rapporto annuale: la censura su Internet sta diventando lo strumento preferito dai dittatori ed è sempre più diffusa

Parigi – La censura online è la forma più diffusa di controllo statale sull’informazione. Il fenomeno, come ben indicato nell’ultimo rapporto sulla libertà dei mezzi di comunicazione stilato dalla celebre associazione Reporters Sans Frontières , ha superato in peggio le previsioni più nere e coinvolge milioni d’utenti, dalla Cina fino a Cuba.

“Tutti sono interessati ad Internet”, attacca Julien Pain, uno degli autori del rapporto , “ma specialmente i dittatori”. L’uso di Internet per spiare e disinformare , così come per mettere alla sbarra i dissidenti politici , è diventata una consuetudine nella maggior parte dei paesi governati da regimi antidemocratici.

Malgrado la Rete continui a mobilitare i cittadini e stia cambiando le dinamiche della comunicazione globale, grazie a blog, web-forum e messaggistica istantanea, anche i regimi dittatoriali hanno cavalcato l’onda del cambiamento. I cosiddetti ” nemici numero uno ” delle libertà digitali sono quindi la Repubblica Popolare Cinese, in testa alla lista nera con ben 62 ciberdissidenti arrestati, seguita da Iran, Egitto, Libia, Siria, Tunisia, Zimbabwe, Corea del Nord, Burma, Cuba, Nepal, Arabia Saudita e Turkmenistan.

In Cina, fanno notare i membri di RSF, Internet viene usato per captare ogni tipo di tensione sociale ed agire, talvolta manu militari . Le autorità, ad esempio, possono sventare anticipatamente una rivolta sindacale semplicemente “infiltrandosi” all’interno di un forum frequentato da sindacalisti, o monitorando i messaggi di posta elettronica.

Nel rapporto, RSF ha criticato e condannato il coinvolgimento di numerose aziende occidentali che offrono le tecnologie necessarie alla censura online : da Yahoo! , il motore di ricerca accusato di aver collaborato all’arresto di almeno quattro dissidenti politici cinesi, fino a Cisco , il noto produttore di hardware per le telecomunicazioni che mantiene rapporti commerciali anche con paesi presenti nella lista nera dei moderni inquisitori digitali .

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    Re: Warner, 14 denunce per i prezzi dei
    Ma non gli va mai bene un cazzo a sti americani?
  • Anonimo scrive:
    Comunque vada hanno perso
    Chi e' che denuncia time warners?I suoi stessi clienti.Cosa fa Time Warners per difendersi?Prende a mazzate (legali) i suoi stessi clientiCosa succedera' ai clienti di Time Warners?Una prece.
    GT
  • Anonimo scrive:
    te credo!
    ""anche se non possiamo ancora dire se le richieste avanzate dai consumatori siano legittime o meno, e se queste pretese avranno un esito positivo".te credo, che c'hanno , la sfera de cristallo?
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