Invisibili, per sfuggire allo tsunami

Un gruppo di fisici conferma di aver trovato un sistema che potrebbe, se non proprio fermare uno tsunami, almeno offrire una qualche protezione a piattaforme offshore e simili strutture
Un gruppo di fisici conferma di aver trovato un sistema che potrebbe, se non proprio fermare uno tsunami, almeno offrire una qualche protezione a piattaforme offshore e simili strutture

Sarebbe bello poter fermare uno tsunami. O almeno limitarne gli effetti dotando di una sorta di invisibilità , di trasparenza i territori che può devastare. Secondo un team di fisici francesi e britannici non è impossibile : in laboratorio ci hanno provato e ci sono riusciti .

schema In sostanza, si tratta di una sorta di “schermatura”, basata su un metamateriale la cui tecnologia è adatta a qualsiasi tipo di onda, anche ottica, acustica o radio. Il relativo principio di funzionamento è schematizzato nella figura a lato: una serie di piloni verticali, disposti a disegnare cerchi concentrici, di grandezza crescente e proporzionale alla difesa. La zona da proteggere è al centro.

L’onda – qualunque sia – non verrebbe fermata (ci vorrebbe una quantità di energia difficilmente misurabile) bensì spezzettata, deviata, insomma si farebbe in modo che, a ciascun “frazionamento” dell’onda iniziale si generi una gran quantità di “mezze onde”, in direzioni diverse, tali che esse stesse possano sottrarsi energia o semplicemente cambiare direzione, salvando – almeno ipoteticamente – l'onda il centro della struttura. Il tutto regolato da principi matematici ben precisi, che hanno portato alla realizzazione del prototipo di laboratorio riprodotto sulla sinistra.

Sebastian Guenneau dell’Università di Liverpool, coautore dello studio, ed altri fisici del Centre National de la Recherche Scientifique e dell’ Università di Aix-Marseille non considerano questo progetto un sistema concepito per deviare le onde degli tsunami: lo avevano iniziato pensando alla protezione di zone limitate. Tuttavia, Guennau sostiene che dagli ultimi risultati degli studi anche la realizzazione di uno schermo anti-tsunami potrebbe effettivamente trovarsi nel raggio delle possibili applicazioni.

Nonostante le lodi ricevute per la “fantasia”, sostiene MSNBC , molti sono scettici e ritengono improbabile la realizzazione di un sistema in grande scala per proteggere da catastrofi reali, come quella dello tsunami del 26 dicembre 2004. Ne potrebbero però trarre vantaggio, ad esempio, le piattaforme offshore di estrazione petrolifera, di generazione elettrica o di altre attività, purché dislocate in mare, studiando accuratamente non solo la protezione perimetrale dalle spinte laterali, ma anche la resistenza della struttura al peso enorme dell’acqua, che dovrebbe comunque sopportare.

Marco Valerio Principato

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