Io, certificato ma senza lavoro

Un lettore racconta le difficoltà a trovare un inserimento nel tessuto produttivo dell'hi-tech italiano, nonostante le certificazioni delle sue capacità


Roma – Spett.le redazione di Punto Informatico, volevo cogliere l’occasione rappresentata dalla pubblicazione della vostra notizia riguardante l’incremento di produttività che la presenza di professionisti certificati determinerebbe nelle aziende, per esporre la mia personale esperienza.

Lavoro da circa tre anni e mezzo nel mondo dell’ICT in qualità sia di sistemista che di trainer, prevalentemente su soluzioni Microsoft. All’inizio ho avuto la fortuna di essere scelto da una grossa multinazionale e di essere formato per erogare corsi per la Pubblica Amministrazione Italiana (si era all’epoca del cosiddetto progetto RUPA).

Terminata la collaborazione (manco a dirlo a tempo determinato), ho pensato fra me e me che, con l’esperienza e la competenza accumulate ed il gran nome della società a cui avevo prestato i miei servigi, avrei trovato ben presto un’occupazione stabile, magari meno prestigiosa della precedente, ma pur sempre valida ed invece, da un paio d’anni a questa parte, passo da un contrattino di tre-sei mesi ad un altro, senza poter programmare il mio futuro a più lunga scadenza.

Visto che principalmente faccio il formatore, mi son detto: “Perché non certificarsi come sistemista Microsoft? Di sicuro, il mio curriculum ne trarrà notevoli benefici!”.
Beh, in circa undici mesi sono diventato Microsoft Certified Systems Engineer (MCSE) e Microsoft Certified Trainer (MCT), eppure, dopo l’ultima collaborazione terminata lo scorso mese di marzo, sono a spasso.

Quando vado a fare un colloquio mi si dice: “Sì, in effetti lei ha tutte queste belle certificazioni, ma senza esperienza noi non sappiamo che farcene del suo curriculum”.
In un’altra circostanza, sempre ad un colloquio, mi si è domandato se sapevo utilizzare un personal computer.

Tutto questo per dire che uno degli slogan Microsoft secondo cui “Gli specialisti MCP sono i più ricercati sul mercato” non mi sembra corrisponda alla realtà di un mondo, come quello dell’IT italiano, dove l’unica cosa che conta è “la precedente esperienza nel ruolo”, anche se si è trattato soltanto di creare degli account utente su Windows NT.

Sarà colpa dei selezionatori di cui si servono le multinazionali, spesso incapaci di analizzare un curriculum tecnico, della crisi che ha colpito il settore dell’informatica dopo l’euforia degli anni scorsi, ma siamo davvero sicuri che fregiarsi di una certificazione aiuti a farsi strada nel mondo dell’IT italiano?

Lettera firmata

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  • Anonimo scrive:
    vul: p2p legale in Belgio
    ciao a tutti.Vivo in Belgio e vi voglio comunicare una notizia di qualche giorno fa riguardo il p2p e le tasse dei supporti. Un partito - Spirit - ha presentato una proposta in cui la copia di cd e il downloading tramite software p2p diventano legale in cambio di tasse sui cd. In pratica viene confermano quello che i lettori di PI sostengono da mesi: se in Italia venissero applicate le gabelle sui cd allora tutti saremmo legittimati a copiare e scaricare a piacimento!In dettaglio Spirit propone:1) Condividere file su internet, scaricare e copiare files su cui vige il diritto d'autore deve essere permesso;2) Su cd vuoti bisogna pagare una tassa, sia per cd audio che per cd-rom;3) In casi eccezionali si può pagare solo il costo del supporto senza il diritto d'autore (in biblioteche, scuole...)4) Anche le protezioni sui cd vanno abolite:5) Abbassare l'iva dal 21 al 6% [non so se in Italia sia lo stesso]A me sembra una buona idea e spero che abbia un seguito, voi cosa ne pensate?vul(fonte: http://www.meerspirit.be/article.php/persberichten/2002/12/5/1 - purtroppo è in fiammingo!)
    • avvelenato scrive:
      Re: vul: p2p legale in Belgio
      una figata, per me che ascolto e scarico musica a tutt'andare.ma chi la musica non la ascolta?inoltre non risolve il problema principale, ovvero la retribuzione degli artisti, invece dà lo zuccherino alle case discografiche, così si è tutti contenti.comunque non so proporre di meglio.
  • Anonimo scrive:
    Altro articolo interessante al proposito
    In questo caso si parla di libri, ma le percentuali non cambiano granché...http://web.vita.it/articolo/index.php3?NEWSID=24404byezRetore
  • Anonimo scrive:
    La cruda verità
    Si , in fondo il p2p cosa ha fatto?Ha messo a nudo i pregi e difetti di molti cantanti famosi che sfornavano cd con solo una o due canzoni degne di quel nome.Ha fatto conoscere alle persone tutta o quasi la musica esistente sulla terra senza discriminazioni , senza essere consigliati da pubblicità , sondaggi e minkiate varie.E questo ha dato fastidio a molte personeW il p2p e viva la libertà ...
    • Anonimo scrive:
      Re: La cruda verità
      SEMPRE & OVUNQUE !!!io ho scaricato e poi comperato CD di artisti che neanche sapevo esistessero..tutto grazie al P2P !!!!
  • Moroboshi scrive:
    Ripartizione dei costi di un CD
    http://www.dei.unipd.it/~smani/cd.htmlE' un'analisi che ho fatto un po' di tempo fa.bye, Andrea
  • Anonimo scrive:
    comunque non hanno risposto!
    nella risposta non c'è il dettaglio scomposto della spesa del CDi conti in tasca te li fanno sempre, ma quando vuoi farli tu... ZERO
  • Anonimo scrive:
    Fenomeno sociale, appunto
    Per anni io sono andato nella biblioteca della città dove stavo, e mi leggevo le riviste che mi interessavano, gratis, e prendevo a prestito i libri che mi interessavano, sempre gratis, e così facevano tutti. Ora si possono prendere a prestito, sempre gratis, anche DVD, CD e VHS.Nessuno ha mai detto che fossi un criminale per questo, né che lo fossero gli studenti che facevano la stessa cosa, né che lo fosse chiunque lo facesse. Le major e le case editrici non hanno mai fatto azioni legali contro le biblioteche pubbliche per impedire di leggere libri "a sbafo", né hanno fatto la morale che leggendomi una rivista in biblioteca evitavo di comprarla: se mi impedivano fisicamente di farlo non le avrei lette, non tutti siamo ricchi sfondati come loro che girano in limousine e hanno i jet privati.Il P2P non è altri che l'estensione informatica di questo concetto. Usufruire della cultura e dell'arte, deve essere accessibile e non si deve pagare per ogni boccata d'aria che si respira, si paga quel che è giusto ma non si può pagare tutto.. non si può pagare uno stesso contenuto 10 volte, solo perché se ne usufruisce in 10 circostanze diverse.Le major vedono solo il piccolo aspetto della loro grande miopia seconda solo alla loro avidità, e cioè il tizio che scarica e non paga, ma non vedono il fenomeno nel suo intero complesso: il tizio scarica e non paga, ma diffonde e pubblicizza, e grazie a lui altri 10 persone avranno usufruito di qualcosa che altrimenti non avrebbero neppure conosciuto, preferendo destinare i loro sudati soldi ad altro. E di queste 10 persone, 2 di loro alla fine compreranno e pagheranno, in altre occasioni, quel contenuto. Quindi il bilancio finale non è di un tizio che scarica e non paga, ma di due tizi che pagano e che altrimenti non avrebbero né conosciuto né pagato.La diffusione della cultura alle masse è importante, non può essere sottostata ai vecchi schemi del mercato più trivio: "se ti dò questo tu cosa mi dai in cambio"? Altrimenti il divario culturale, tanto tipico dei secoli passati, in cui solo i ricchi avevano accesso alla cultura, tenterà di riproporsi sotto la veste della dittatura della majors. E' inutile negare che l'informatica di massa è stata possibile grazie al fatto che tutti hanno pagato non il 100% di quello che utilizzano, e tutta la ricchezza dei produttori - resa possibile solo grazie all'informatica diffusa alle masse - deve rendere grazie anche a ciò che considerano il loro nemico "pirateria".Rimane comunque fermo il principio che chi usa una cosa e ci guadagna, ma materialmente e non "moralmente", cioè ci lucra effettivamente, deve pagare, sempre e comunque, a chi l'ha creata.
    • GAHR scrive:
      Re: Fenomeno sociale, appunto
      - Scritto da: Anonimo
      Per anni io sono andato nella biblioteca
      della città dove stavo, e mi leggevo le
      riviste che mi interessavano, gratis, e
      prendevo a prestito i libri che mi
      interessavano, sempre gratis, e così
      facevano tutti. Ora si possono prendere a
      prestito, sempre gratis, anche DVD, CD e
      VHS.con il p2p non prendi a prestito, è come se di ogni libro che prendevi a prestito facevi le fotocopie e poi lo ridistribuivi a chiunque lo volesse.Questo sarebbe stato illegale e neanche tanto carino..non ho letto la continuazione del tuo post.Saluti,GAHR
      • Anonimo scrive:
        Re: Fenomeno sociale, appunto
        - Scritto da: GAHR
        non ho letto la continuazione del tuo post.Appunto, leggilo e non fermarti all'esempio, comprendi il concetto.Ad ogni modo la fotocopiatura dei normali libri di lettura non è economicamente conveniente rispetto all'acquisto, e neppure serve se hai la possibilità di leggerlo gratis. E non fa differenza se uno si fotocopia un libro e se lo legge a casa, oppure se va a leggerlo gratis in biblioteca o lo prende in prestito e se lo legge quanto gli pare, il risultato è lo stesso.
        • GAHR scrive:
          Re: Fenomeno sociale, appunto
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: GAHR

          non ho letto la continuazione del tuo
          post.

          Appunto, leggilo e non fermarti all'esempio,
          comprendi il concetto.

          Ad ogni modo la fotocopiatura dei normali
          libri di lettura non è economicamente
          conveniente rispetto all'acquisto, e neppure
          serve se hai la possibilità di leggerlo
          gratis. E non fa differenza se uno si
          fotocopia un libro e se lo legge a casa,
          oppure se va a leggerlo gratis in biblioteca
          o lo prende in prestito e se lo legge quanto
          gli pare, il risultato è lo stesso.

          Il risultato è lo stesso.Perchè quando tu riporti il libro in biblioteca non ce l'hai più tu, invece se scarichi musica ce l'hai "per sempre".Non puoi fare paragoni del genere.Il libro è uno, e a turno lo si legge, i files invece vengono dublicati continuamente.Non puoi fare paragoni del genere.Le biblioteche possono farlo, tu no!Non puoi fare paragoni del genere.Saluti,GAHR
    • Anonimo scrive:
      Re: Fenomeno sociale, appunto
      - Scritto da: Anonimo
      Per anni io sono andato nella biblioteca
      della città dove stavo, e mi leggevo le
      riviste che mi interessavano, gratis, e
      prendevo a prestito i libri che mi
      interessavano, sempre gratis, e così
      facevano tutti. Ora si possono prendere a
      prestito, sempre gratis, anche DVD, CD e
      VHS.La biblioteca della tua città è fuorilegge: Il prestito di DVD e CD non è assolutamente consentito dalla legislazione attuale italiana, a nessun titolo, neanche gratuito. A rigore di legge non potresti prestare neanche un CD originale ad un tuo amico!!!!
      • Anonimo scrive:
        Anche nelle biblioteche vicentine
        Lo fanno anche in alcune biblioteche del vicentino almeno da un anno.Vuoi vedere che non hanno pensato alle implicazioni legali?Probabilmente un cavillo c'è per alcuni tipi di dischi: infatti non trovate gli ultimi album, ma di musica classica ve ne sbaffate a tonnellate.
      • avvelenato scrive:
        Re: Fenomeno sociale, appunto
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        Per anni io sono andato nella biblioteca

        della città dove stavo, e mi leggevo le

        riviste che mi interessavano, gratis, e

        prendevo a prestito i libri che mi

        interessavano, sempre gratis, e così

        facevano tutti. Ora si possono prendere a

        prestito, sempre gratis, anche DVD, CD e

        VHS.

        La biblioteca della tua città è fuorilegge:
        Il prestito di DVD e CD non è assolutamente
        consentito dalla legislazione attuale
        italiana, a nessun titolo, neanche gratuito.
        A rigore di legge non potresti prestare
        neanche un CD originale ad un tuo amico!!!!con rispetto parlando, hai detto una fesseria ;)il noleggio è vietato (prestito a pagamento)ma il prestito gratuito è concesso.in un intervista ad un responsabile della RIAA (che sono dei grandi arraffoni, ma non tanto quanto la SIAE, lo concedo), egli affermava "Ben venga il prestito di cd, purchè non si copino!".Invece ho letto dei commenti negativi a riguardo, da parte di responsabili SIAE, ma che comunque non hanno valore legale.prestare un cd è legalissimo (senza effettuarne la copia).
    • PetronioTriste scrive:
      Re: Fenomeno sociale, appunto
      - Scritto da: Anonimo
      Per anni io sono andato nella biblioteca
      della città dove stavo, e mi leggevo le
      riviste che mi interessavano, gratis, e
      prendevo a prestito i libri che mi
      interessavano, sempre gratis, e così
      facevano tutti. Ora si possono prendere a
      prestito, sempre gratis, anche DVD, CD e
      VHS.
      Nessuno ha mai detto che fossi un criminale
      per questo, né che lo fossero gli studenti
      che facevano la stessa cosa, né che lo fosse
      chiunque lo facesse. Non si possono noleggiare in biblio i cd. Per dvd e vhs è possibile in quanto contemplato il mercato "rental" , ma il costo se lo smazza il comune e tu cittadino quando richiedi la bibliocard. Inoltre , il criminale non è chi affittava o affitta tali cose , ma chi se le duplica arbitrariamente. E' quello il reato...
      Il P2P non è altri che l'estensione
      informatica di questo concetto. UsufruireAssolutamente no. Il p2p non è come prendere in prestito un vhs. Il vhs lo vedi e lo restituisci (e non te lo copi) e ci guadagna l'autore il distributore ecc ecc , con il p2p copi e basta e non riconosci i diritti a chi su quel brano ci ha lavorato. Che poi la maggior parte dei soldi vadano invece a chi NON ci ha lavorato ma ci lucra sopra , questo è un altro discorso,
      Le major vedono solo il piccolo aspetto
      della loro grande miopia seconda solo alla
      loro avidità, e cioè il tizio che scarica e
      non paga, ma non vedono il fenomeno nel suo
      intero complesso: il tizio scarica e non
      paga, ma diffonde e pubblicizza, e grazie a
      lui altri 10 persone avranno usufruito di
      qualcosa che altrimenti non avrebbero
      neppure conosciuto, preferendo destinare i
      loro sudati soldi ad altro. E di queste 10
      persone, 2 di loro alla fine compreranno e
      pagheranno, in altre occasioni, quel
      contenuto. Quindi il bilancio finale non è
      di un tizio che scarica e non paga, ma di
      due tizi che pagano e che altrimenti non
      avrebbero né conosciuto né pagato.Ma questo è un ragionamento assurdo! Scusa , secondo quale logica ci devono essere due sfigati che pagano anche per te? E guarda che se esce un nuovo cd del tuo autore preferito esce xchè qualcuno ha comprato gli originali e ha permesso all'autore di produrre un nuovo album con quegli introiti! Dai , siamo tutti d'accordo che i prezzi sono insostenibili , ma il tuo ragionamento fa acqua da tutte le parti! Saresti un parassita!
      La diffusione della cultura alle masse è
      importante, non può essere sottostata ai
      vecchi schemi del mercato più trivio: "se ti
      dò questo tu cosa mi dai in cambio"?L'economia di dono non è contemplata nella moderna società , l'economia centralista (statalista) è fallita miseramente , cosa altro rimane?
      Rimane comunque fermo il principio che chi
      usa una cosa e ci guadagna, ma materialmente
      e non "moralmente", cioè ci lucra
      effettivamente, deve pagare, sempre e
      comunque, a chi l'ha creata.Ma si , io sono d'accordo con te. Infatti il vero problema è: possibile che su 20 euro a ciddi solo 2 ne vadano all'autore , e il resto lo guadagni chi con la composizione non c'entra niente?Saluti,Petronio Triste
      • Anonimo scrive:
        Re: Fenomeno sociale, appunto


        ...il tizio scarica e non

        paga, ma diffonde e pubblicizza, e grazie
        a

        lui altri 10 persone avranno usufruito di

        qualcosa che altrimenti non avrebbero

        neppure conosciuto, preferendo destinare i

        loro sudati soldi ad altro. E di queste 10

        persone, 2 di loro alla fine compreranno e

        pagheranno, in altre occasioni, quel

        contenuto. Quindi il bilancio finale non è

        di un tizio che scarica e non paga, ma di

        due tizi che pagano e che altrimenti non

        avrebbero né conosciuto né pagato.


        Ma questo è un ragionamento assurdo! Scusa ,
        secondo quale logica ci devono essere due
        sfigati che pagano anche per te?E per giunta prima stimi in 10 le persone che grazie allo scambio entrano in possesso e poi te ne esci dicendo che su 10 forse due pagano, allora per te il bilancio finale e' che per uno che scarica e due che pagano.Quindi seguendo il tuo ragionamento, visto che ne hai dimenticati 8 per strada che chissa' cosa fanno, (escludiamo quello che scarica), per ogni persona che scarica, ce ne sono due che acquistano!Roltf!!Altro che crisi del disco, ci sarebbero fiumi d'oro per discografici ed artisti!Mi sa che il concetto l'avevi ma l'hai buttato a mare. Diciamo, senza fare stime strampalate, che effettivamente il P2P di musica consente una nuova diffusione della cultura.E questo si riflettera' NEL TEMPO nei gusti degli acquirenti e probabilmente anche nei consumi. Ma chi se ne avvantaggera'? I consumatori, non le major, ecco perche' sono inferocite: per una major che si vede i profitti scendere anche del 10%, non importa un fico se tu sei piu' colto musicalmente e i tuoi orizzonti musicali vanno a toccare autori di nicchia. Per loro e' meglio vendere 500mila dischi di jovanotti, bon jovi, U2 e mietta. Sono i grandi nomi che fanno vendere perche' i profitti si fanno sui grandi numeri e i grandi numeri li fanno solo le band di successo. Per questo molte major creano dal nulla delle boybands e costruiscono il loro successo a tavolino.
        Ma si , io sono d'accordo con te. Infatti il
        vero problema è: possibile che su 20 euro a
        ciddi solo 2 ne vadano all'autore , e il
        resto lo guadagni chi con la composizione
        non c'entra niente?pssst... siae, dico solo siae.Le major pagano gli artisti. E i soldi che la siae prende per loro sempre dal prezzo del CD? Che fine fanno?Una idea uno se la puo' fare leggendo qui:http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82Dalla trascrizione del programma Reportpuntata di giovedì 4 ottobre 2001 ore 20:50 - Rai 3GIOVANNI NATALE - Expanded MusicAdesso ti faccio sentire un'opera di cui sono editore, che qualche anno fa ha avuto un grande successo. Ecco questa è un'opera che ha avuto un grande successo in Italia e in tutto il mondo. Siamo stati primi in classifica in Europa. Il problema è che evidentemente ha avuto un enorme numero di esecuzioni nelle discoteche, purtroppo i diritti che sia io come editore che gli autori di questo brano abbiamo incassato erano si' e no la meta' di quelli che nelle discoteche aveva fatto incassare alla Siae.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREQuindi dei 100 miliardi all'anno versati dalle discoteche, 50 miliardi vanno agli autori campionati, e gli altri 50?MASSIMO OLCESE - comicoIo non lo so, tu lo sai?ROCCO BARBARO - comicoNo, Qualcuno lo sa?MASSIMO OLCESE - comicoCerto 50 miliardi l'anno rendono la vita difficile. VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREdi questi 50 miliardi, 30 vanno ai dischi piu' venduti in italia, la maggior parte dei quali editati dalle multinazionali del disco, che c'entrano poco con la discoteca e gli altri 20 miliardi?VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORE L'altro 50%?SABRINA RICCARDELLI - direttore sezione musica Siae L'altro 50% viene ripartito in base ai criteri che regolano tipologie considerate analoghe e sono per esempio la vendita dei dischi o anche la musica dal vivo.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTORECioe' chi vende piu' dischi avra' i soldi delle discoteche?SABRINA RICCARDELLI - direttore sezione musica SiaeSi' VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREI proventi che vengono dalla discoteca vanno alla musica da ballo liscio
    • Anonimo scrive:
      Re: Fenomeno sociale, appunto
      ma che vivi a DisneyLand ?, ma che bel mondo che sarebbe!!!enzo :)
  • Anonimo scrive:
    Davanti al negozio di dischi
    Poco tempo fa, in una galassia vicina vicina.......mi fermai davanti al negozio di dischi pensando ai regali di Natale....In vetrina c'erano tutte le novita' con i relativi prezzi....Vidi due cd che mi sarebbe piaciuto regalare....... !!!!!!!!!!!25 Euro il primo29.90 Euro il secondoMa stiamo scherzando ??????
    • GAHR scrive:
      Re: Davanti al negozio di dischi
      - Scritto da: Anonimo
      Poco tempo fa, in una galassia vicina
      vicina...

      ....mi fermai davanti al negozio di dischi
      pensando ai regali di Natale....
      In vetrina c'erano tutte le novita' con i
      relativi prezzi....
      Vidi due cd che mi sarebbe piaciuto
      regalare....... !!!!!!!!!!!

      25 Euro il primo
      29.90 Euro il secondo

      Ma stiamo scherzando ??????Come ho già detto, i negozi di dischi non sono né l'unica soluzione né quella più economica né quella più interessante!Comanda dalla label, paghi la metà del prezzo!Saluti,GAHR
      • Anonimo scrive:
        Re: Davanti al negozio di dischi
        - Scritto da: GAHR
        Comanda dalla label, paghi la metà del
        prezzo!Per piacere spiegami come fare....Il cd in questione e' l'ultimo Tracks di Vasco Rossi, edito da EMIAl negozio della mia citta' costa 29.90 EuroSu Internet l'ho trovato a 21.87 Euro + 4.99 Euro di spedizione, ovvero 26.86 Euro in totale (risparmio di 3.04 Euro)Nel sito di Vasco non lo vendono, nel sito della EMI neppure...Mi dici come fare per averlo a meta' del prezzo che ti ho detto ?Ciao
  • Anonimo scrive:
    Non e' vero
    "..Qualsiasi artista potrebbe produrre brani e diffonderli via internet, tramite siti che li rendano pubblici, senza dover lasciare un obolo (spesso troppo pesante) ad altri..."Dimentichi la SIAE.
    • GAHR scrive:
      Re: Non e' vero
      - Scritto da: Anonimo
      "..Qualsiasi artista potrebbe produrre brani
      e diffonderli via internet, tramite siti che
      li rendano pubblici, senza dover lasciare un
      obolo (spesso troppo pesante) ad altri..."

      Dimentichi la SIAE.Vivo in Svizzera, cos'è?? tnx e Saluti,GAHR
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' vero
        - Scritto da: GAHR

        Dimentichi la SIAE.

        Vivo in Svizzera, cos'è?? E' una cosa che ti impone in Italia degli obblighi impensati e anche se sei artista indipendente ha delle pretese che bisogna scollarsi di dosso con forza. E' l'unico ente abilitato a per legge a tutelare l'arte aspirando denaro da qualsiasi cosa sia suonata rappresentata o installata o organizzata. Vuole mettere le mani su qualunque forma di cinema, musica, spettacolo, ballo, serata a premi e manifestazione. Incamera perfino i diritti per autori della antica grecia morti da oltre 2000 anni, poi i soldi evidentemente li rigira generosamente ai discendenti. I propri.
      • Anonimo scrive:
        Re: Non e' vero
        - Scritto da: GAHR

        Dimentichi la SIAE.

        Vivo in Svizzera, cos'è?? E' una cosa che ti impone in Italia degli obblighi impensati e anche se sei artista indipendente ha delle pretese che bisogna scollarsi di dosso con forza. E' l'unico ente abilitato a per legge a tutelare l'arte aspirando denaro da qualsiasi cosa sia suonata rappresentata o installata o organizzata. Vuole mettere le mani su qualunque forma di cinema, musica, spettacolo, ballo, serata a premi e manifestazione. Incamera perfino i diritti per autori della antica grecia morti da oltre 2000 anni, poi i soldi evidentemente li rigira generosamente ai discendenti. I propri.
        • GAHR scrive:
          Re: Non e' vero
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: GAHR



          Dimentichi la SIAE.



          Vivo in Svizzera, cos'è??

          E' una cosa che ti impone in Italia degli
          obblighi impensati e anche se sei artista
          indipendente ha delle pretese che bisogna
          scollarsi di dosso con forza. E' l'unico
          ente abilitato a per legge a tutelare l'arte
          aspirando denaro da qualsiasi cosa sia
          suonata rappresentata o installata o
          organizzata. Vuole mettere le mani su
          qualunque forma di cinema, musica,
          spettacolo, ballo, serata a premi e
          manifestazione. Incamera perfino i diritti
          per autori della antica grecia morti da
          oltre 2000 anni, poi i soldi evidentemente
          li rigira generosamente ai discendenti. I
          propri.eheh spiegazione di parte eh?Cmq ho capito... è l'ente a cui paghi i diritti d'autore.ma se io, artista, vendo i cd che ho fatto per i cazzi miei, non credo che devo pagare ancora a sta cosa..o si?mah...Saluti,GAHR
          • gerry scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: GAHR
            eheh spiegazione di parte eh?Non tanto, sono in molti ad avercela con la SIAE italiana (artisti compresi), è gestita diciamo "all'italiana" ^_^Una nota trasmissione televisiva italiana (Reporter) ha fatto un'inchiesta sull'operato dell SIAE di cui circolava una trascrizione in rete che ora non riesco a rintracciare.
            Cmq ho capito... è l'ente a cui paghi i
            diritti d'autore.
            ma se io, artista, vendo i cd che ho fatto
            per i cazzi miei, non credo che devo pagare
            ancora a sta cosa..
            o si?Si, devi.
          • GAHR scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: gerry

            - Scritto da: GAHR

            eheh spiegazione di parte eh?

            Non tanto, sono in molti ad avercela con la
            SIAE italiana (artisti compresi), è gestita
            diciamo "all'italiana" ^_^
            Una nota trasmissione televisiva italiana
            (Reporter) ha fatto un'inchiesta
            sull'operato dell SIAE di cui circolava una
            trascrizione in rete che ora non riesco a
            rintracciare.


            Cmq ho capito... è l'ente a cui paghi i

            diritti d'autore.

            ma se io, artista, vendo i cd che ho fatto

            per i cazzi miei, non credo che devo
            pagare

            ancora a sta cosa..

            o si?

            Si, devi.figata, veramente 'na figata!pero' poi hai i diritti d'autore sulle tue opere, questo è interessante, no?Saluti,GAHR
          • gerry scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: GAHR
            figata, veramente 'na figata!
            pero' poi hai i diritti d'autore sulle tue
            opere, questo è interessante, no?Guarda, il problema è come vengono ripartiti.Se hai tempo ho appena postato il link alla trascrizione della puntata di reporter.Leggitela e pensa a quanto sei fortunato a stare in Svizzera
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: GAHR
            figata, veramente 'na figata!
            pero' poi hai i diritti d'autore sulle tue
            opere, questo è interessante, no?No. Alla SIAE tu paghi i diritti di esecuzione o riproduzione, che poi vengono ripartiti in base a statistiche fatte in modo da far finire i profitti solo su pochi artisti. Se stampi un CD di pezzi composti ed eseguiti da te (non iscritto alla SIAE), devi comunque pagare il bollino. Questi soldi non li rivedrai mai.Se sei iscritto, i diritti sui tuoi pezzi li ricevi dopo anni, e in una minima parte di quanto hai versato. Paradossalmente, se esegui in un concerto pezzi tuoi (iscritto SIAE), puoi ricevere in diritti una piccola percentuale di quello che hai versato. Qualcun altro, invece, esegue un concerto, versa 100 euro di diritti, e ne intasca 500 quando si chiude il giro. (Succede spesso nel caso della musica sacra).Qualcuno incassa centinaia di migliaia di euro per sigle e sottofondi di trasmissioni radio (presente Onda Verde?); qualcun altro, che è nel consiglio di amministrazione SIAE, fa i soldi stabilendo che il suo programma TV è "spettacolo" anche se è identico a quello del concorrente che è "giornalistico". Nomi, fatti e cifre sono nella trascrizione della puntata di Report, che qualcuno ha già citato: http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82Gino O. Knaus
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: gerry

            Una nota trasmissione televisiva italiana
            (Reporter) ha fatto un'inchiesta
            sull'operato dell SIAE di cui circolava una
            trascrizione in rete che ora non riesco a
            rintracciare.http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82
          • gerry scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: GAHR
            eheh spiegazione di parte eh?Trovata: ^_^http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82Le perle:AFTER HOURS - gruppo musicaleDevo dire che della Siae non si sa quasi niente. Non sappiamo come viene gestita quest'azienda, come è organizzata, la maniera in cui effettua certi conteggi.PIERO BRACCI - MultikultiIo faccio questo lavoro da 15 anni, ho fatto concerti con artisti di tutto il mondo, mi sono occupato negli anni passati prevalentemente di jazz, credo di conoscere tutti i piu' grandi jazzisti del mondo, coro unanime, gente che suona in Italia da vent'anni in festival, Umbria jazz e via, americani dicono che dall'Italia non vedono mai una lira. Di qualcuno in particolare, di due amici tedeschi, mi sono occupato io dopo 10 anni hanno avuto dei soldi.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: gerry

            - Scritto da: GAHR

            eheh spiegazione di parte eh?

            Trovata: ^_^
            http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82

            Le perle:

            AFTER HOURS - gruppo musicale...Te ne do un'altra, anche se non tratta da Report (a proposito, GRAZIE del link).Se allestisci uno spettacolo di beneficienza e gli incassi li devolvi, PRIMA devi dare la parte che spetta alla SIAE e poi il resto lo puoi regalare. Senno', multe e grane.
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: gerry

            - Scritto da: GAHR

            eheh spiegazione di parte eh?

            Trovata: ^_^
            http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82Altre perle!!!MICHELE GUARDI' - regista e autore televisivoLa Siae solitamente è considerata un ente sopraffattore "Arriva la Siae, bisogna pagare i diritti". Se io faccio una festa da ballo c'è da dire che quando c'è la festa da ballo si sentono dei dischi, si sentono dei Cd, si sentono delle canzoni , opere di autori i quali hanno lavorato e i quali vanno protetti e rispettati. Quindi la Siae è una societa' che ha riguardo per gli autori, ha riguardo per il lavoro che gli autori fanno ed è tra le poche cose che funzionano veramente, questo bisogna dirlo in tutta tranquillita'VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREDunque, restando nell'ambito della festa da ballo, la prima domanda che ci si pone e' : ma come, nelle 40mila lire che gia' pago quando compro un compact disc, non e' compreso il diritto d'autore? sentiamo i discografici.ENZO MAZZA - presidente FimiIn media per ogni compact disc che viene venduto in Italia circa il 9% del prezzo è diritto d'autore è querllo che ogni casa discografica versa alla Siae per acquisire il diritto d'autore.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREQuindi, quando compro un cd, su 40mila lire il 9% vale a dire' 3600 lire vanno alla Siae, cioe' ad autori ed editori per un totale di 80 miliardi, ma attenzione, se esco da casa e affitto un locale per la mia festa di compleanno, devo pagare la Siae.ADRIANO SOLARO - amministratore delegato della Warner ChappellQuel prodotto che tu hai comprato, l'hai comperato per ascoltarlo col tuo orecchio. VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREDa solo?ADRIANO SOLARO - amministratore delegato Warner ChappelA casa tua o da solo, con tua moglie, con i tuoi figli.----------------------------(Serve essere di parte? No, basta raccontare come stanno le cose. Ossequi e fortunello te che stai in Svizzera).ciao
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: gerry

            - Scritto da: GAHR

            eheh spiegazione di parte eh?

            Trovata: ^_^
            http://www.report.rai.it/2liv.asp?s=82
            Mamma quante perle, scusate ma anche queste credo che meritino di essere conosciute:VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREQuindi finche' le regole sono queste la casa editrice di musica contemporanea incassa per ogni concerto, anche se non c'è pubblico, 6 volte quello che l'organizzatore ha pagato alla Siae. Nel caso specifico l'organizzatore e' la famiglia Bixio e la casa editrice pure. Andiamo avanti e vediamo in quali altri casi è obbligatorio pagare il diritto d'autore. Partiamo dai bar, che pagano un tanto per ogni altoparlante.GESTORE BARNoi abbiamo solo quello.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREUtilizzate cd vostriGESTORE BARCd e basta.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREDovete pagare 280 mila lire l'anno?GESTORE BARNonostante io paghi all'origine per l'acquisto. Io ho due casse solo, ne voglio mettere almeno altre 3. Perche'? Per un motivo tecnico: se ne hai 2 devi sparare la musica, se ne hai tante tu la tieni un po' piu' bassa, anche per questioni di vicinato etc.Quindi è un impegno anche economico abbastanza importante.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREPer ogni cassa bisogna pagare la SIAE.GESTORE BAREcco, io sono andato li' e mi hanno detto: "Tu per ogni cassa paghi 90 mila lire l'anno, per cui io metto 10 casse e vado a pagare 900 mila lire l'anno.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREAndiamo avanti: a una festa di matrimonio, visto che non c'e' il biglietto, si paga a secondo del numero degli invitati.E attenzione a diffondere musica negli ascensori. GIANCARLO NOTARI - Agenzia Siae RomaSi' la musica negli ascensori, poiche' si tratta di una diffusione pubblica è soggetta al pagamento di un compenso per diritti.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREE anche allo stadio, l'inno della squadra diffuso prima e dopo la partita dagli altoparlanti deve essere pagata a seconda del numero degli spettatori.VOCE FUORI CAMPO DELL'AUTOREQuanto ammonta, quanto raccogliete da tutto?ANGELO DELLA VALLE - Vice direttore generale SIAERaccogliamo all'incirca 40 miliardi
          • Anonimo scrive:
            Re: Non e' vero
            - Scritto da: GAHR

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: GAHR





            Dimentichi la SIAE.





            Vivo in Svizzera, cos'è??



            E' una cosa che ti impone in Italia degli

            obblighi impensati e anche se sei artista

            indipendente ha delle pretese che bisogna

            scollarsi di dosso con forza. E' l'unico

            ente abilitato a per legge a tutelare
            l'arte

            aspirando denaro da qualsiasi cosa sia

            suonata rappresentata o installata o

            organizzata. Vuole mettere le mani su

            qualunque forma di cinema, musica,

            spettacolo, ballo, serata a premi e

            manifestazione. Incamera perfino i diritti

            per autori della antica grecia morti da

            oltre 2000 anni, poi i soldi evidentemente

            li rigira generosamente ai discendenti. I

            propri.


            eheh spiegazione di parte eh?insomma, neanche tanto, purtroppo :((, il tono e' forse sarcastico ma le cose che ho raccontato non sono false. Prova a mettere in scena una commedia di Aristofane e la SIAE ti chiedera' i diritti d'autore... e se non paghi non vai in scena, perche' la questura non dai il via libera.Tutto molto bello qui.
            Cmq ho capito... è l'ente a cui paghi i
            diritti d'autore.
            ma se io, artista, vendo i cd che ho fatto
            per i cazzi miei, non credo che devo pagare
            ancora a sta cosa..
            o si?E qui e' il bello, si. Per non pagarli devi fare i salti mortali con la burocrazia della siae e vivere in un libo normativo in cui non si sa bene cosa sei, se un artista o un pioppo.Da dove nasce tanta arroganza? Dalla legge che venne fatta su misura per la SIAE nominandola unico organo incaricato. Negli anni la SIAE e' riuscita a consolidare la sua gia' forte posizione.E' istruttivo leggere la storia della SIAEhttp://www.supportimusicali.it/copyright/ripart_da_verdi1.aspciao
  • gerry scrive:
    Come lo vedete il futuro?
    Partendo dal commento di Alberigo MassucciCredo invece che nell'epoca del P2P - che tutto sta cambiando - le grandi case discografiche e i singoli autori debbano e possano prendere atto delle novità, trovare nuovi modelli di businessMi pare innegabile che chi continua a credere nel vecchio modello debba rassegnarsi, la musica distribuita come col vinile mi sa che è destinata a sparire.Il problema è che secondo me sparirà anche il concetto di CD e di copia personale dell'opera.E' copiabile, fuori dal controllo della casa discografica e poco redditizziaSecondo me il futuro è da vedere nell'ottica del pay-per-use, musica in streaming come i film e le partite.Ogni volta che ascolti una song paghi un tot.Sarà difficile abituarsi a questo modello, non riesco nemmeno a immaginare se sarà un bene o un male.
    • JosaFat scrive:
      Re: Come lo vedete il futuro?
      Mi auguro che non si arrivi a questo punto. Chi ha le capacità continuerà a piratare, gli altri non sentiranno più musica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Come lo vedete il futuro?
      - Scritto da: gerry
      Partendo dal commento di Alberigo Massucci
      Secondo me il futuro è da vedere nell'ottica
      del pay-per-use, musica in streaming come i
      film e le partite.Questo comporterebbe delle limitazioni inaccettabili, peggiori di quelle che vorrebbe la SIAE. Difatti non avresti più il diritto di ascoltare un brano dove, quando, come e con chi vuoi. Di più, verresti privato della possibilità di formare un tuo "centro di cultura" come lo è una biblioteca casalinga o una discoteca casalinga o una piccolissima pinacoteca casalinga. Dico: ma siamo matti ?
    • avvelenato scrive:
      Re: Come lo vedete il futuro?
      io pagherei un abbonamento annuale per poter sentire tutto.tutto tutto
  • marcocavicchioli scrive:
    E se....
    i p2p fossero a pagamento e destinassero un'importante quota agli autori degli MP3 che vengono scambiati? difficile a farsi? NO, i dialer lo fanno già adesso (anche se per ora a costi altissimi)....che ne dite? trasformare i p2p in dialer a basso costo per poter scaricare MP3 gratuitamente pagando un piccolo pedaggio di cui una parte potrebbe essere rigirata alle case discografiche...
    • GAHR scrive:
      Re: E se....
      - Scritto da: marcocavicchioli
      i p2p fossero a pagamento e destinassero
      un'importante quota agli autori degli MP3
      che vengono scambiati? difficile a farsi?
      NO, i dialer lo fanno già adesso (anche se
      per ora a costi altissimi)....

      che ne dite? trasformare i p2p in dialer a
      basso costo per poter scaricare MP3
      gratuitamente pagando un piccolo pedaggio di
      cui una parte potrebbe essere rigirata alle
      case discografiche...sarebbe bello, ma come faresti a decidere a quale label vanno i soldi?Divisi equamente? oppure bisognerebbe tracciare ogni canzone che viene scaricata, e se io cambio il nome della canzone?Sarebbe veramente bello, ma lo vedo poco realizzabile!
    • gerry scrive:
      Re: E se....
      - Scritto da: marcocavicchioli
      i p2p fossero a pagamento e destinassero
      un'importante quota agli autori degli MP3
      che vengono scambiati? difficile a farsi?
      NO, i dialer lo fanno già adesso (anche se
      per ora a costi altissimi)....No, probabilmente gli mp3 finirebbero subito su una rete incontrollata.
  • Anonimo scrive:
    Info sui prezzi del CD
    un articolo sul prezzo dei CD si può trovare a http://www.dirittodautore.it/quaderni.asp?mode=3&IDQ=4
  • Anonimo scrive:
    Sarebbe bastato ...
    ... non produrre i masterizzatori.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sarebbe bastato ...
      E allora io avrei comprato un bel lettore MP3 portatile :-P
      • Anonimo scrive:
        Re: Sarebbe bastato ...

        E allora io avrei comprato un bel lettore
        MP3 portatile :-PE' ben diverso dal comprare un masterizzatoreda 99 euro che usa supporti da 0,5 euro (CDR)!!!!
    • Vertigo scrive:
      Re: Sarebbe bastato ...
      bello!e allora eliminamo le auto, per non fare incidenti, i coltelli da cucina per evitare che gli assassini uccidano, tutti gli oggetti piu' piccoli di 30 mm per evitare che i bambini li ingoino e soffochino!
      • Anonimo scrive:
        Re: Sarebbe bastato ...

        e allora eliminamo le auto, per non fare
        incidenti, i coltelli da cucina per evitare
        che gli assassini uccidano, tutti gli
        oggetti piu' piccoli di 30 mm per evitare
        che i bambini li ingoino e soffochino!La solita risposta esagerata!Il solito paragone esagerato!Potevi anche aggiungere: - eliminiamo i ponti perchè altrimenti ci sono quelli che li usano per suicidarsi; - eliminiamo il metano perchè c'è il rischio di far crollare un palazzo: - etc., etc.;Scusa ma, prendiamo per esempio il DVD.C'era il bisogno di fare un masterizzatore di DVD?A quale scopo?Backup?Ma per favore!!!!
        • Anonimo scrive:
          Re: Sarebbe bastato ...
          - Scritto da: Anonimo


          e allora eliminamo le auto, per non fare

          incidenti, i coltelli da cucina per
          evitare

          che gli assassini uccidano, tutti gli

          oggetti piu' piccoli di 30 mm per evitare

          che i bambini li ingoino e soffochino!

          La solita risposta esagerata!
          Il solito paragone esagerato!
          Potevi anche aggiungere:
          - eliminiamo i ponti perchè altrimenti ci
          sono quelli
          che li usano per suicidarsi;
          - eliminiamo il metano perchè c'è il
          rischio di far crollare
          un palazzo:
          - etc., etc.;

          Scusa ma, prendiamo per esempio il DVD.
          C'era il bisogno di fare un masterizzatore
          di DVD?
          A quale scopo?
          Backup?
          Ma per favore!!!!
        • PetronioTriste scrive:
          Re: Sarebbe bastato ...
          - Scritto da: Anonimo
          Scusa ma, prendiamo per esempio il DVD.
          C'era il bisogno di fare un masterizzatore
          di DVD?
          A quale scopo?
          Backup?
          Ma per favore!!!!Mah , veramente io nella mia società uso i dvd per fare alcuni tipi di backup (volumi di database , harddisk di portatili ecc ecc) , e lo trovo molto utile (o devo andare in giro con 60 cd da 700 mega?)....booooo!Petronio Triste
        • Anonimo scrive:
          Re: Sarebbe bastato ...
          - Scritto da: Anonimo
          Scusa ma, prendiamo per esempio il DVD.
          C'era il bisogno di fare un masterizzatore
          di DVD?
          A quale scopo?
          Backup?Ah no? Vuoi backuppare un hd di 60 Giga su CD da poco più di mezzo GIGA?Almeno se usi DVD a doppio layer da 9 Giga, non te ce ne vogliono più di 6-7 (e con tutto ciò sono ancora troppo cari).
        • Anonimo scrive:
          Re: Sarebbe bastato ...
          Siii ok restiamo ai floppy.E se voglio reallizzare un filmato da visualizzare su lettore dvd? (copia vhs, DV, streaming...).Bha bha..JURY
  • Anonimo scrive:
    solita faccenda (alcuni denari)
    7 Euro a cd NUOVO.5 Euro a cd con + di 3 anni.Questo spazzerebbe via il p2p-mp3cd vergine 1100 lire (verbatim metal azo, prezzo per chi compra certi volumi), oppure 1500 lire.Tempo _medio_ di connessione per scaricare un full album che non dia troppi problemi, 8 ore, facciamo anche 30, per quelli che di problemi ne danno (ovvero cd rari).ESAGERANDO ALLA GRANDEcalcoliamo 800 lire all'ora con una tariffa "Free" (PSTN) :ESAGERANDO ALLA GRANDEsono 24 mila lire + 1500 lire = 25.500 lire.senza copertine ma del resto senza limitazioni.Se un cd costa 40000 - 42000 mi conviene ancora, giusto?Ma se un cd costasse quello che deve costare, ovvero 15-20 mila lire, nuovo e 10.000 vecchio ... nessun idiota si prenderebbe la briga di travisare internet per un juke box pirata, ma lo userebbero solo come mezzo di transito di informazioni.Se volete fare il calcolo con una ADSL flat e un numero X di cd , accomodatevi.--melomane
    • GAHR scrive:
      Re: solita faccenda (alcuni denari)
      - Scritto da: Anonimo

      7 Euro a cd NUOVO.
      5 Euro a cd con + di 3 anni.

      Questo spazzerebbe via il p2p-mp3

      cd vergine 1100 lire (verbatim metal azo,
      prezzo per chi compra certi volumi), oppure
      1500 lire.

      Tempo _medio_ di connessione per scaricare
      un full album che non dia troppi problemi, 8
      ore, facciamo anche 30, per quelli che di
      problemi ne danno (ovvero cd rari).
      ESAGERANDO ALLA GRANDE

      calcoliamo 800 lire all'ora con una tariffa
      "Free" (PSTN) :
      ESAGERANDO ALLA GRANDE

      sono 24 mila lire + 1500 lire = 25.500 lire.
      senza copertine ma del resto senza
      limitazioni.

      Se un cd costa 40000 - 42000 mi conviene
      ancora, giusto?

      Ma se un cd costasse quello che deve
      costare, ovvero 15-20 mila lire, nuovo e
      10.000 vecchio ... nessun idiota si
      prenderebbe la briga di travisare internet
      per un juke box pirata, ma lo userebbero
      solo come mezzo di transito di informazioni.

      Se volete fare il calcolo con una ADSL flat
      e un numero X di cd , accomodatevi.

      --
      melomaneNella "musica" commerciale del cazzo, quella che passano alla radio, per intenderci, a nessuno frega niente di avere un CD; perchè come diceva (mi pare) quello che ha scritto la lettera nella notizia, la canzone "bella" è 1, e le altre 10 fanno cagare!Ecco perchè non comprano il CD.La maggior parte della gente che conosco che usa p2p non scarica album interi, ma una canzone qua, una la'...Saluti,GAHR
      • Anonimo scrive:
        Re: solita faccenda (alcuni denari)
        - Scritto da: GAHR

        - Scritto da: Melomane(cut) --^_____^quotare? ;-)))

        Nella "musica" commerciale del cazzo, quella
        che passano alla radio, per intenderci, a
        nessuno frega niente di avere un CD; perchè
        come diceva (mi pare) quello che ha scritto
        la lettera nella notizia, la canzone "bella"
        è 1, e le altre 10 fanno cagare!questo c'azzecca ben poco con il commento che hai citato...tutto vero, per carità, anzi, sono d'accordissimo, ma che c'azzecca?
        Ecco perchè non comprano il CD.Questo non lo credo.Il cd che costa 5 euro, se lo compra anche quello che vuole nek, eccome!

        La maggior parte della gente che conosco che
        usa p2p non scarica album interi, ma una
        canzone qua, una la'...Beh, la maggior parte della gente che usa il p2p che "conosco" (con cui sono virtualmente venuto in contatto) io, sia che scarichi roba commerciale sia che scarichi roba differente (non vorrei abusare dell'ormai orrido "alternativa", dato che per me non è una alternativa...) meno nota, underground, metal, elettronica, techno, semplicemente non nota, locale ... ecc ... scarica tutto intero, con soulseek clicca "scarica cartella"oppure cercano (e perché esisterebbe altrimenti) full album creati con AlbumWrap ... non so chi conosci tu ... ma quelli che conosco scaricano quello che gli piace. Se gli piace un cd intero, lo prendono.Se poi capita che tira vento buono e la pecunia affluisce nella tasca, lo comprano originale e regalano il masterizzato ad un amico per opromuovere la musica che ha amato.Ma per 20-26-TRENTA (??) euro ... no, grazie.--melomane
        • GAHR scrive:
          Re: solita faccenda (alcuni denari)
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: GAHR



          - Scritto da: Melomane
          (cut) --

          ^_____^

          quotare? ;-)))





          Nella "musica" commerciale del cazzo,
          quella

          che passano alla radio, per intenderci, a

          nessuno frega niente di avere un CD;
          perchè

          come diceva (mi pare) quello che ha
          scritto

          la lettera nella notizia, la canzone
          "bella"

          è 1, e le altre 10 fanno cagare!

          questo c'azzecca ben poco con il commento
          che hai citato...
          tutto vero, per carità, anzi, sono
          d'accordissimo, ma che c'azzecca?
          era per spiegare perchè non si comprano i cd interi.

          Ecco perchè non comprano il CD.

          Questo non lo credo.
          Il cd che costa 5 euro, se lo compra anche
          quello che vuole nek, eccome!




          La maggior parte della gente che conosco
          che

          usa p2p non scarica album interi, ma una

          canzone qua, una la'...


          Beh, la maggior parte della gente che usa il
          p2p che "conosco" (con cui sono virtualmente
          venuto in contatto) io, sia che scarichi
          roba commerciale sia che scarichi roba
          differente (non vorrei abusare dell'ormai
          orrido "alternativa", dato che per me non è
          una alternativa...) meno nota, underground,
          metal, elettronica, techno, semplicemente
          non nota, locale ... ecc ...
          scarica tutto intero, con soulseek clicca
          "scarica cartella"
          oppure cercano (e perché esisterebbe
          altrimenti) full album creati con AlbumWrap
          ...

          non so chi conosci tu ... ma quelli che
          conosco scaricano quello che gli piace. Se
          gli piace un cd intero, lo prendono.

          Se poi capita che tira vento buono e la
          pecunia affluisce nella tasca, lo comprano
          originale e regalano il masterizzato ad un
          amico per opromuovere la musica che ha
          amato.

          Ma per 20-26-TRENTA (??) euro ... no, grazie.

          --
          melomanenon so che dirti,il mese scorso ho comprato 16 cd originali, ognuno fa poi le sue scelte!Saluti,GAHR
  • Anonimo scrive:
    Per Davide Stradi
    Questo è un prospetto della distribuzione dei proventi della vendita di un CD Audio aggiornato a due anni fa (quando un CD Audio costava circa L. 38.000):ARTISTA ca L 2.500 (*)CASA DISCOGRAFICA ca L 22.000NEGOZIANTE ca L 7.000TOTALE SENZA IVA ca L 31.500IVA (20%) ca L 6.300---------------------------------------------------TOTALE ca L 37.800(*) Questa cifra è relativa ad un artista molto affermato, gli esordienti riuscivano a mala pena a prendere 1.000 lire.
    • Anonimo scrive:
      Re: Per Davide Stradi
      - Scritto da: Anonimo
      Questo è un prospetto della distribuzione
      dei proventi della vendita di un CD Audio
      aggiornato a due anni fa (quando un CD Audio
      costava circa L. 38.000):
      ARTISTA ca L
      2.500 (*)
      CASA DISCOGRAFICA ca L 22.000
      NEGOZIANTE ca L 7.000
      TOTALE SENZA IVA ca L 31.500
      IVA (20%) ca L
      6.300
      ---------------------------------------------
      TOTALE ca L 37.800

      (*) Questa cifra è relativa ad un artista
      molto affermato, gli esordienti riuscivano a
      mala pena a prendere 1.000 lire.Ecco, questo è veramente uno schifo: che un artista prenda solo 1000 lire a disco. Capisco le spese di produzione ed il marketing, ma ritengo che quest'ultime voci siano decisamente care. Senza contare il fatto che è tutto un mangia mangia, e guardacaso quello che ci guadagna meno è proprio l'artista.Al riguardo c'è qualcosa che non mi torna: la percentuale bassa (1000 - 2500 lire) non ha certo ostacolato l'ammassare miliardi da parte di certi artisti. Indubbiamente saranno dei grandi artisti. Altri di converso muoiono di fame. Questa sperequazione tuttavia mi lascia perplesso e mi insospettisce.Lasciamo perdere poi l'IVA al 20%, come se si potesse vivere senza musica, come se non fosse anch'essa cultura.Mah....
      • Anonimo scrive:
        Re: Per Davide Stradi
        Oltre al fatto che i Prezzi dei cd sia troppo alto (tutta pubblicità e promozione...),la cosa che mi fa incacchiare è che costano sempre 20 euro anche i cd vecchi! Se volete andare a comprare un cd degli Abba,o dei Queen,tanto per fare degli esempi,sempre 20 euro lo pagate! Non vogliamo parlare dei "The best" ? Le raccolte non sono altro che canzoni su cui l'artista (e casa discografica...) hanno già guadagnato al tempo dell'uscita dei vari album......xchè far pagare una raccolta quanto un cd nuovo? Quante volte ci vogliono guadagnare su una stessa canzone????? Ormai sono anni che esiste la possibilità di scaricare musica.....avete sentito qualche cantante che è morto di fame? A me non risulta? Qualche attore guadagna meno xchè la gente va meno al cinema e scarica Divx? Tutte scuse!
      • gerry scrive:
        Re: Per Davide Stradi
        - Scritto da: Anonimo
        Ecco, questo è veramente uno schifo: che un
        artista prenda solo 1000 lire a disco.
        Capisco le spese di produzione ed il
        marketing, ma ritengo che quest'ultime voci
        siano decisamente care. Senza contare il
        fatto che è tutto un mangia mangia, e
        guardacaso quello che ci guadagna meno è
        proprio l'artista.Dal punto di vista del lavoro è giusto, non è che una Aguilera qualsiasi meriti tanti soldi.I soldi li meritano quelli che sono riusciti a convincere le gente a comprare il suo CD, cioè i discografici.E' il loro il vero lavoro creativo, almeno nella MTV-music.
    • GAHR scrive:
      Re: Per Davide Stradi
      - Scritto da: Anonimo
      Questo è un prospetto della distribuzione
      dei proventi della vendita di un CD Audio
      aggiornato a due anni fa (quando un CD Audio
      costava circa L. 38.000):
      ARTISTA ca L
      2.500 (*)
      CASA DISCOGRAFICA ca L 22.000
      NEGOZIANTE ca L 7.000
      TOTALE SENZA IVA ca L 31.500
      IVA (20%) ca L
      6.300
      ---------------------------------------------
      TOTALE ca L 37.800

      (*) Questa cifra è relativa ad un artista
      molto affermato, gli esordienti riuscivano a
      mala pena a prendere 1.000 lire.Forse da allora le cose sono un po' cambiate, non so,è che confrontando i prezzi di un eShop e della casa discografica (vedi il mio reply al post "perchè appoggio il p2p (post lungo) di Anonimo "beh...alla casa discografica paghi 11 E e all'eShop 20 Equindi mi sa che 50% Shop50% Label + ArtistaSaluti,GAHR
  • Anonimo scrive:
    Grazie P2P, grazie davvero (di Giudice:)
    Grazie.Grazie a tutti voi che usate il p2p. Grazie a chi mi ha fatto scaricare, a chi mi ha dato delle dritte, anche a chi mi ha segato perchè, giustamente, da niubbo all'inizio condividevo poco o nulla. Grazie a chi mi ha insegnato la filosofia di fondo della condivisione. Ma soprattutto GRAZIE a quanti con la loro disponibilità mi hanno permesso di scoprire un mondo di musica nuovo, mai e ripeto _mai_ sentito finora. Un mondo che prima manco immaginavo; GRAZIE.Mertens, Glass, Jenkins, Eno prima per me erano nomi senza significato. Grazie al p2p ho potuto conoscerli senza andare sul lastrico. Adesso che li conosco, che li ho ascoltati, posso tranquillamente pianificare i miei acquisti. Sì acquisti, e non scherzo. Mertens mi piace, penso che la sua musica valga davvero qualcosa, molto almeno per me, e meriti i suoi soldi.Pertanto mano al borsellino ed ecco i miei quattrini.Trovarlo è un altro paio di maniche......Jenkins imho è un genio. Glass altrettanto. Eno un vate. Quanti di voi li hanno mai sentiti nominare? D'accordo per i gusti diversi, ma ad orecchio? Mai sentiti?Molto probabilmente no, semplicemente perchè non vendono come Paola e Chiara..........Qualche culo, un paio di tette, un ammiccamento a zoccola e la buona musica diventa improvvisamente un "prodotto di nicchia".Lo stesso dicasi per la musica classica. E' assai facile trovare buone incisioni a prezzi convenienti. Come mai? Per caso Jovanotti ha portato qualcosa di più alla musica rispetto a Mozart? Io sono pieno di cd di classica (originali) anche perchè è assai più facile trovarne di buoni a 10-15 euro.Per Mertens me ne chiedono 20: d'accordo, li pago. Ma scordatevi che vi paghi Jovanotti lo stesso prezzo. Saluti da uno che _PRIMA_ ascolta e _POI_ compra quello che ritiene adeguato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Grazie P2P, grazie davvero (di Giudice:)
      - Scritto da: Anonimo
      Saluti da uno che _PRIMA_ ascolta e _POI_
      compra quello che ritiene adeguato.Sante parole.Le radio dovrebbero servire a questo, ma stanno facendo di tutto per rendere illegali anche le radio che trasmettono via internet (senza fini di lucro).Forse non hanno ancora capito che, da che mondo e mondo, il coltello dalla parte del manico ce l'ha il cliente e che quest'ultimo puo' decidere il mercato (che stanno cercando di lobotomizzare con paola e chiara) facendo il bello ed il cattivo tempo.Insomma, se gli affari non vanno bene, si mettessero una mano sulla coscienza. Loro, non l'utilizzatore di sistemi peer 2 peer.Peppe Purga
    • Anonimo scrive:
      Re: Grazie P2P, grazie davvero (di Giudice:)


      Son tutte palle!

      Un utente p2p è un ladro.

      Entro in un ristorante - lancio kazaa
      Mangio la pizza - scarico & ascolto
      Se mi piace la pago - se mi piace compro il
      CD

      ma intanto la pizza te la sei mangiata, e la
      canzone o le canzoni del cd te le sei
      ascoltate!

      ditemi se non regge!

      Saluti,
      GAHRSI..ok!!!.....Ma se la pizza fa "schifo"...puoi dire al cameriere di portarla via e non te la fanno pagare!!....se un CD e' una monnezza e non ti piace i soldi in dietro non te li ridanno!!!Enzo
  • Anonimo scrive:
    perchè appoggio il p2p (post lungo)
    io prima criticavo il p2p sfrenato.pensavo che fosse giusto e lecito che ogni artista potesse decidere il prezzo e le modalità di distribuzione della propria opera.due anni fa circa, ho scoperto un mondo di musica nuova, che non vedevo su MTV nè sentivo alla radio, nè trovavo nei negozi di dischi del mio paese. Ho smesso di uscire, per comprarmi un paio di dischi alla settimana.Costavano 28mila lire alla Audioglobe, ma 8mila lire di spedizione ne rincaravano il prezzo fino ai livelli 'tradizionali'. "Machissenefrega!" pensavo ingenuo... alla Audioglobe erano gentili, a volte mi mandavano anche fanzine, volantini, e adesivi, assieme. Inoltre sovvenzionavo gli artisti.Queste band le ho scoperte con l'aiuto del p2p, grazie al quale ho potuto scaricare quei nomi che dalle riviste o dai suggerimenti degli amici mi sembravano più interessanti. Era il tempo di Audiogalaxy.Mi ricordo che mi vietavo di scaricarmi un album intero. "Toglie l'effetto sorpresa" mi dicevo. Mi scaricavo sempre quelle 2 canzoni che reputavo più significative.(intanto le spese di spedizione salirono a 11milalire, ma ero felice di sovvenzionare gli artisti)mi capitò fra le mani un nome di una band emergente... i "Cinema Strange". Incuriosito dall'intervista, e dal loro look stravagante, andai dapprima nel loro sito, dove lasciavano scaricare ben 6 mp3. Fremevo dal desiderio di possedere i loro album. Vedevo i nomi delle canzoni che mi mancavano, elencate diligentemente su Audiogalaxy, e non mi azzardavo a downloadare.E intanto di questi dischi non si aveva traccia in italia. (e io, che sono sfornito di carta di credito, non potevo acquistarlo via internet).Alla fine cedetti, e scaricai tutto. Bellissime canzoni.andai al loro concerto e comprai tuttavia i loro 2 album (15euro cad.), che tra l'altro sono i cd + ascoltati da me in assoluto.intanto audiogalaxy stava per morire, le campagne di demonizzazione del download erano già pronte, ed io, col p2p , stavo diventando un cliente davvero esigente! non mi accontentavo più nemmeno dei cd che trovavo nei cataloghi dell'Audioglobe (o altri distributori). Un grosso chiodo nel piede, per i discografici, avere una marmaglia sempre più fitta di persone che non vogliono la stereotipizzazione musicale, e non considerano paragonabile la musica ad un qualsiasi prodotto.ho praticamente smesso di comprare cd da quel momento. adesso sono un felice utente del p2p. Scarico cd interi, senza farmene rammarico (tolgo soldi a dei ladri che appoggiano un sistema becero). Li copio gratis agli amici (che così conoscono generi differenti). E magari li convinco ad andare ai concerti (così paghiamo gli artisti - quelli veri).ora: sono sicuro che qualche intelligentone che ha capito tutto dalla vita mi dirà: ma la musica è un bene secondario, se non sei d'accordo con i prezzi non comprarla, il che è un'emerita cazzata. Se per questa persona sono indispensabili solo i beni primari, può benissimo regalare i secondari a me ^_^ . La musica è cultura e arte, il metro di misura della nostra umanità.E inoltre: ogni tanto capita che viaggi a Milano (5euro di biglietto del treno), e vada a qualche megastore, chiedendo loro qualcosa di facile, chennesò, "Only theater of pain" dei Christian Death. Non ce l'hanno, mai. Talvolta mi guardano pure male, forse pensano che li sto prendendo in giro.E meno male che non chiedo loro quel meraviglioso album che è Trä degli Hedningarna, o ancora peggio qualche disco dei Decibel, il gruppo di Ruggeri prima che divenisse solista....in definitiva condivido in pieno quel motto ideato da quel gruppo di cui non ricordo il nome, che diceva pressapoco:La pirateria uccide il mercato.Viva La pirateria.
    • avvelenato scrive:
      Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
      non so perchè, ma non me lo ha firmato.avvelenato.
    • Anonimo scrive:
      Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
      - Scritto da: Anonimo
      io prima criticavo il p2p sfrenato.
      pensavo che fosse giusto e lecito che ogni
      artista potesse decidere il prezzo e le
      modalità di distribuzione della propria
      opera.

      due anni fa circa, ho scoperto un mondo di
      musica nuova, che non vedevo su MTV nè
      sentivo alla radio, nè trovavo nei negozi di
      dischi del mio paese. Ho smesso di uscire,
      per comprarmi un paio di dischi alla
      settimana.
      Costavano 28mila lire alla Audioglobe, ma
      8mila lire di spedizione ne rincaravano il
      prezzo fino ai livelli 'tradizionali'.

      "Machissenefrega!" pensavo ingenuo... alla
      Audioglobe erano gentili, a volte mi
      mandavano anche fanzine, volantini, e
      adesivi, assieme. Inoltre sovvenzionavo gli
      artisti.

      Queste band le ho scoperte con l'aiuto del
      p2p, grazie al quale ho potuto scaricare
      quei nomi che dalle riviste o dai
      suggerimenti degli amici mi sembravano più
      interessanti. Era il tempo di Audiogalaxy.

      Mi ricordo che mi vietavo di scaricarmi un
      album intero. "Toglie l'effetto sorpresa" mi
      dicevo. Mi scaricavo sempre quelle 2 canzoni
      che reputavo più significative.

      (intanto le spese di spedizione salirono a
      11milalire, ma ero felice di sovvenzionare
      gli artisti)

      mi capitò fra le mani un nome di una band
      emergente... i "Cinema Strange". Incuriosito
      dall'intervista, e dal loro look
      stravagante, andai dapprima nel loro sito,
      dove lasciavano scaricare ben 6 mp3. Fremevo
      dal desiderio di possedere i loro album.
      Vedevo i nomi delle canzoni che mi
      mancavano, elencate diligentemente su
      Audiogalaxy, e non mi azzardavo a
      downloadare.
      E intanto di questi dischi non si aveva
      traccia in italia. (e io, che sono sfornito
      di carta di credito, non potevo acquistarlo
      via internet).
      Alla fine cedetti, e scaricai tutto.
      Bellissime canzoni.

      andai al loro concerto e comprai tuttavia i
      loro 2 album (15euro cad.), che tra l'altro
      sono i cd + ascoltati da me in assoluto.

      intanto audiogalaxy stava per morire, le
      campagne di demonizzazione del download
      erano già pronte, ed io, col p2p , stavo
      diventando un cliente davvero esigente! non
      mi accontentavo più nemmeno dei cd che
      trovavo nei cataloghi dell'Audioglobe (o
      altri distributori). Un grosso chiodo nel
      piede, per i discografici, avere una
      marmaglia sempre più fitta di persone che
      non vogliono la stereotipizzazione musicale,
      e non considerano paragonabile la musica ad
      un qualsiasi prodotto.

      ho praticamente smesso di comprare cd da
      quel momento. adesso sono un felice utente
      del p2p. Scarico cd interi, senza farmene
      rammarico (tolgo soldi a dei ladri che
      appoggiano un sistema becero). Li copio
      gratis agli amici (che così conoscono generi
      differenti). E magari li convinco ad andare
      ai concerti (così paghiamo gli artisti -
      quelli veri).

      ora: sono sicuro che qualche intelligentone
      che ha capito tutto dalla vita mi dirà: ma
      la musica è un bene secondario, se non sei
      d'accordo con i prezzi non comprarla, il che
      è un'emerita cazzata. Se per questa persona
      sono indispensabili solo i beni primari, può
      benissimo regalare i secondari a me ^_^ .
      La musica è cultura e arte, il metro di
      misura della nostra umanità.

      E inoltre: ogni tanto capita che viaggi a
      Milano (5euro di biglietto del treno), e
      vada a qualche megastore, chiedendo loro
      qualcosa di facile, chennesò, "Only theater
      of pain" dei Christian Death. Non ce
      l'hanno, mai. Talvolta mi guardano pure
      male, forse pensano che li sto prendendo in
      giro.

      E meno male che non chiedo loro quel
      meraviglioso album che è Trä degli
      Hedningarna, o ancora peggio qualche disco
      dei Decibel, il gruppo di Ruggeri prima che
      divenisse solista....

      in definitiva condivido in pieno quel motto
      ideato da quel gruppo di cui non ricordo il
      nome, che diceva pressapoco:

      La pirateria uccide il mercato.
      Viva La pirateria.
      Capisco il tuo punto di vista, ma vedo altre soluzioni:per esempio non comprare il CD dall'ultimo anello della catena, ma dal primo, o dal secondo:Le case discografiche vendono i CD a prezzi inferiori a quelli che trovi nei supermercati, comanda da li'!È chiaro che non trovi i cristian death nei megastore, e forse è meglio così (tra l'altro cosa ne pensi di Born again anti christian?).Oppure comanda direttamente dalle bands! Se ascolti roba un po' underground rischi che il tempo per mandarti un cd lo trovino.Sono d'accordo che i prezzi sono troppo alti, ma usare p2p non mi sembra un'alternativa intelligente e onesta.Prova a togliere il grossista e il rivenditore dalla catena, come ti ho detto sopra, comanda alla casa discografica.Ti faccio un esempio con un gruppo di quelli che probabilmente non trovi nei megastore:Cruachan, album Tuatha na gaelcasa editrice 11.29 EeShop www.cede.ch 27.90CHF =~ 20 EQUASI LA METÀ!se uno ci tiene a fare la cosa giusta senza buttare soldi al vento passando da troppi intermediari, ce la fa!Saluti,GAHR
      • GAHR scrive:
        Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
        Anche io ho dimenticato di firmare...Saluti,GAHR
      • avvelenato scrive:
        Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
        - Scritto da: Anonimo

        Capisco il tuo punto di vista, ma vedo
        altre soluzioni:
        per esempio non comprare il CD dall'ultimo
        anello della catena, ma dal primo, o dal
        secondo:che in effetti era quello che facevo, ordinando all'audioglobe (magari era il terzo o quarto anello, e il cd mi costava soltanto 28mila, però le spese postali rincaravano il prezzo totale, fino a raggiungere quota 41mila a cd -_- )è stancante tutta questa caccia, per gruppi conosciuti tramite p2p. sentirsi poi denigrati ed insultati fa veramente passare la voglia di sbattersi. è quello che è successo a me. anche se ogni tanto ci ritento... e ritorno + convinto delle mie idee.
        Le case discografiche vendono i CD a prezzi
        inferiori a quelli che trovi nei
        supermercati, comanda da li'!vedi sopra
        È chiaro che non trovi i cristian death nei
        megastore, e forse è meglio così (tra
        l'altro cosa ne pensi di Born again anti
        christian?).in effetti ci sono, ma non hanno tutta la discografia. e soprattutto manca il loro primo, ovvero "only theater of pain". l'ho chiesto, mi hanno detto che lo facevano arrivare tra gg 10.... mi hanno solo illuso. (e non è stata nè la prima nè l'ultima volta).born again anti christian nn l'ho mai ascoltato, nè m'interessa ascoltarlo, sono un po' un purista dei christian death, e tendenzialmente preferisco il periodo di Rozz... l'unica canzone di Valor che mi piace è "sleepwalk".
        Oppure comanda direttamente dalle bands! Se
        ascolti roba un po' underground rischi che
        il tempo per mandarti un cd lo trovino.e in effetti quando ai concerti dei gruppi underground c'è il bagarino dei cd, mi ci tuffo. L'ho fatto appunto con i Cinema Strange, nonostante avessi già tutti gli mp3 (alla faccia di chi mi definisce una piattola o un ladro).
        Sono d'accordo che i prezzi sono troppo
        alti, ma usare p2p non mi sembra
        un'alternativa intelligente e onesta.prima di tutto io ho effettuato una tricotomia, perchè gli mp3 li si può scaricare x informazione, per giudicarli validi o meno d'acquisto, oppure per evitare di acqustarli. non mi sembra che molti abbiano afferrato questa divisione.nel primo caso, ovvero p2p x informazione, credo sia lecitissimo, giacchè le radio non mi sanno offrire alternative valide.nel secondo caso, ovvero p2p per giudicare il prodotto prima dell'acquisto, credo sia lecito, purchè si abbia la coscienza morale di cancellare l'mp3 una volta giudicato non valido.il terzo caso secondo me è pieno di eccezioni. Io sono felice di scaricare agli amici per evitare che i loro soldi incoraggino un sistema che mercifica la musica. prima o poi si arriverà al punto in cui si dovranno scegliere nuovi modelli di business.io mi sento più in colpa a comprare che a scaricare.
        Prova a togliere il grossista e il
        rivenditore dalla catena, come ti ho detto
        sopra, comanda alla casa discografica.
        Ti faccio un esempio con un gruppo di quelli
        che probabilmente non trovi nei megastore:

        Cruachan, album Tuatha na gael
        casa editrice 11.29 E
        eShop www.cede.ch 27.90CHF =~ 20 E

        QUASI LA METÀ!

        se uno ci tiene a fare la cosa giusta senza
        buttare soldi al vento passando da troppi
        intermediari, ce la fa!

        Saluti,

        GAHR
        grazie per avermi risposto cortesemente ;)avvelenato
    • PetronioTriste scrive:
      Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
      - Scritto da: Anonimo
      ho praticamente smesso di comprare cd da
      quel momento. adesso sono un felice utente
      del p2p. Scarico cd interi, senza farmene
      rammarico (tolgo soldi a dei ladri che
      appoggiano un sistema becero). Li copio
      gratis agli amici (che così conoscono generi
      differenti). E magari li convinco ad andare
      ai concerti (così paghiamo gli artisti -
      quelli veri).Caro amico , tutto il tuo post mi sa tanto di autogiustificazione verso lo scarico selvaggio di mp3.Eppure sono le persone che hanno il tuo concetto di musica che tirano avanti la carretta , sovvenzionando , tramite gli originali , le bands. Che siamo tutti d'accordo , non ricevono aliquote oneste dalle label , ma le ricevono.Scaricare aggratise non giova alla band. E anche i concerti non ti credere che arricchiscano o svoltino la vita agli artisti , quelli veri.La realtà è che questo sistema di distrubuzione è ormai obsoleto , ma non è rubando i pezzi che se ne esce o si cambia.... se gli artisti veri , quelli underground che ci credono davvero non guadagnano sugli originali venduti , ci saranno sempre meno label disposte a investire su di loro , e ci troveremo con un mondo fatto di shakira , 883 , celentano e jennifer lopez.Io non lo voglio , e tu?Petronio Triste
      • Anonimo scrive:
        Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
        Certo dici cose giuste, e sicuramente credo che le case discografiche abbiano un ruolo importante per migliorare il prodotto finale anche dei grandi artisti, fornendo risorse, capacità, conoscenze. Però è anche vero che il P2P risulta molto utile per supplire a molte carenze delle stesse case discografiche che non possono e spesso non hanno interesse a fornire determinati servizi.Esempio, vorrei avere una canzone degli Eagles, solo quella perchè il resto dell'album non mi piace. Il singolo non è più i commercio. Perchè dovrei spendere 20 euro per una canzone? E poi, è vero che la musica è immortale, ma diciamo la verità, l'attrazione di un album diminuisce notevolmente dopo alcuni anni dalla sua uscita, perchè non permettermi di comprarlo a prezzo ridotto? E poi il P2P contribuisce a diffondere molte performance live (spesso, devo riconoscere, registrate illegalmente) che personalmente apprezzo molto ma che difficilmente vengono diffuse dalle case discografiche.
        • PetronioTriste scrive:
          Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
          Accidenti , che il sistema distributivo e più in generale il meccanismo artista-label-commerciante sia sorpassato è di una evidenza assoluta!Sai poi secondo me dove sta l'ìnghippo? che questo meccanismo conservativo impedisce che la vera musica venga prodotta.... e non parlo solo di musica underground o di nicchia , anche la musica pop avrebbe la sua dignità SE non ci fosse perennemente l'assillo del massimo profitto....Saluti!Petronio Triste- Scritto da: Anonimo
          Certo dici cose giuste, e sicuramente credo
          che le case discografiche abbiano un ruolo
          importante per migliorare il prodotto finale
          anche dei grandi artisti, fornendo risorse,
          capacità, conoscenze. Però è anche vero che
          il P2P risulta molto utile per supplire a
          molte carenze delle stesse case
          discografiche che non possono e spesso non
          hanno interesse a fornire determinati
          servizi.
          Esempio, vorrei avere una canzone degli
          Eagles, solo quella perchè il resto
          dell'album non mi piace. Il singolo non è
          più i commercio. Perchè dovrei spendere 20
          euro per una canzone? E poi, è vero che la
          musica è immortale, ma diciamo la verità,
          l'attrazione di un album diminuisce
          notevolmente dopo alcuni anni dalla sua
          uscita, perchè non permettermi di comprarlo
          a prezzo ridotto?
          E poi il P2P contribuisce a diffondere molte
          performance live (spesso, devo riconoscere,
          registrate illegalmente) che personalmente
          apprezzo molto ma che difficilmente vengono
          diffuse dalle case discografiche.
      • avvelenato scrive:
        Re: perchè appoggio il p2p (post lungo)
        - Scritto da: PetronioTriste

        - Scritto da: Anonimo

        ho praticamente smesso di comprare cd da

        quel momento. adesso sono un felice utente

        del p2p. Scarico cd interi, senza farmene

        rammarico (tolgo soldi a dei ladri che

        appoggiano un sistema becero). Li copio

        gratis agli amici (che così conoscono
        generi

        differenti). E magari li convinco ad
        andare

        ai concerti (così paghiamo gli artisti -

        quelli veri).

        Caro amico ,
        tutto il tuo post mi sa tanto di
        autogiustificazione verso lo scarico
        selvaggio di mp3.
        Eppure sono le persone che hanno il tuo
        concetto di musica che tirano avanti la
        carretta , sovvenzionando , tramite gli
        originali , le bands. Che siamo tutti
        d'accordo , non ricevono aliquote oneste
        dalle label , ma le ricevono.
        Scaricare aggratise non giova alla band. E
        anche i concerti non ti credere che
        arricchiscano o svoltino la vita agli
        artisti , quelli veri.
        La realtà è che questo sistema di
        distrubuzione è ormai obsoleto , ma non è
        rubando i pezzi che se ne esce o si
        cambia.... se gli artisti veri , quelli
        underground che ci credono davvero non
        guadagnano sugli originali venduti , ci
        saranno sempre meno label disposte a
        investire su di loro , e ci troveremo con un
        mondo fatto di shakira , 883 , celentano e
        jennifer lopez.
        Io non lo voglio , e tu?

        Petronio Tristenon mi sto autogiustificando, fidati. anche perchè dai toni apocalittici dei miei post può sembrare che io non compri assolutamente cd (che sarebbe la mia intenzione ufficiale), ma francamente in verità nn riesco a non farlo (ma solo economici). eppure mi sento molto in colpa quando compro.ti dico una cosa: sono sicuro che se mi comportassi "onestamente", appoggerei un sistema becero, che potrebbe sopravvivere.e non so assolutamente di cosa potrebbe succedere se tutti piratassero con convinzione. immagino che crollerebbe tutto. il caos ci fa un sacco di paura in effetti. io spero che dalle macerie ne possa nascere qualcosa di più adeguato allo scopo della musica, che non credo sia quello di vendere.comunque di una cosa sono certo, e quest'unica mia certezza va in contraddizione al tuo post: sono sicuro che così facendo (ovviamente non solo io) qualcosa cambierebbe. e sta già cambiando. (per la cronaca: io scarico molto più felicemente pezzi di shakira, 883 e company per poi masterizzarli ad amici, piuttosto che un intero cd degli hedningarna che mi verrebbe a costare l'iradiddio solo per la spedizione (sempre ammesso che trovi il modo di pagarlo senza carta di credito). tuttavia non mi si può chiedere di rinunciare alla mia musica.. penso che la mia vita perderebbe senso ed umanità, se mi si costringesse ad ascoltare solo la roba della radio.)
  • Anonimo scrive:
    Non e' solo un problema di costi
    La "pirateria" e' un fenomeno sociale, legato cioe' a dei comportamenti sociali. Chi fa copie per uso proprio e per gli amici, spesso (e a ragione) non si sente un criminale ma semplicemente uno che fa quello che fanno tutti.A contribuire a questo comportamento sono intervenuti fattori che, nel tempo, sono stati colpevolemente trascurati fino a diventare per qualcuno (le major) un vero e proprio "pericolo".Primo fattore:Alla politica delle major "Siccome tanto me lo copi, io ti alzo il prezzo del cd." ha fatto eco quella degli acquirenti: "Siccome tu mi alzi il prezzo, io te lo copio".Secondo fattore:Alla politica di marketing cosidetta: "Visto che tanto te compri il cd perche' conosci una canzone sola, te la vendo insieme ad altre ciofeghe anziche' metterci le altre buone, ad un prezzo ancora piu' alto, cosi' guadagno di piu' " ha corrisposto una risposta sul mercato del tipo: "Che cazzo spendo a fare i miei soldi sudati con sette camice se poi dentro al cd ci trovo solo una canzone che m'interessa! Mi metto d'accordo con i mei amici e faccio le copie solo dei pezzi che voglio."Terzo fattore:La teoria: "Tanto quei gonzi preferiscono comprare il cd perche' dura di piu'" e' stata presto smentita dalla "Se aspetto ancora un po' esce quel nuovo masterizzatore superfigo che mi duplica i cd e mi fa pure le copertine."Quarto fattore:Il teorema: "Internet ci sta mandando tutti in malora" trova un suo opposto in "La malora ci sta mandando tutti su internet"[M.L.]
  • Anonimo scrive:
    ADSL buon risparmio
    Ho amici che si sono fatti l'ADSL solo per sentire la musica.Non si tratta di "Piratare" musica, ma di riappropiarsi di spazi culturali che non esistono.Kazaa o simili permettono di ascoltare musica altrimenti inascoltabile. Provate a girare la manopola della radio, sembra di ascoltare sempre la stessa stazione, tutta la stessa musica (salvo rare eccezioni), quella stessa musica pompata da quegli stessi produttori spaventati dal P2P, quella stessa musica che viene Piratata e rivenduta all'angolo delle strade.Speriamo che la rivoluzione serva a cambiare questa situazione. Meno soldi in promozione, innalzamento della qualità media e costi accettabili.Per intanto verrà soppressa Radio Tre (una di quelle rare eccezzioni).Avete mai visto un marochino che vende un CD pirata di Bach o dei Modena City Rambler?Intanto un mese di ADSL costano meno di 2 CD originali.Ciao Massimilianomax@box.enel.it
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