IPTV illegale chiusa, esposti i dati dei clienti

IPTV illegale chiusa, esposti i dati dei clienti

Dopo la chiusura di una IPTV illegale sono trapelati i dati appartenenti a migliaia di clienti: cosa rischiano ora gli interessati?
IPTV illegale chiusa, esposti i dati dei clienti
Dopo la chiusura di una IPTV illegale sono trapelati i dati appartenenti a migliaia di clienti: cosa rischiano ora gli interessati?

In Svezia, un’azione delle autorità ha portato alla chiusura di una IPTV illegale chiamata Nordicplay, con un giro d’affari stimato in diversi milioni di dollari. La notizia di per sé sarebbe di routine, se non fosse per il fatto che i documenti pubblicati hanno esposto i dati personali appartenenti a quasi 5.000 clienti. Cosa rischiano?

Online i dati dei clienti di una IPTV illegale

Sono infatti trapelati gli screenshot con riferimenti ai pagamenti effettuati tramite il sistema Swish. Questi non contengono nomi e cognomi, ma un codice identificativo personale che può essere ricondotto direttamente e in modo piuttosto semplice all’abbonato.

Lo stop all’attività di Nordicplay ha portato a incriminare due persone, rispettivamente di 43 e di 55 anni. L’accusa mossa nei loro confronti non è di violazione del copyright come si potrebbe immaginare, ma di frode, poiché non hanno dichiarato i guadagni al fisco svedese. Durante la perquisizione dei dispositivi, le autorità hanno trovato un elenco con oltre 20.000 contatti, tra i quali figurano i 4.886 che ora potrebbero veder rivelata la loro identità.

Ad ogni modo, non corrono il rischio di ricevere una multa, come invece già avvenuto in Italia con il giro di vite imposto in seguito all’introduzione del Piracy Shield. Al momento la legge del paese nordeuropeo non lo prevede, ma le cose potrebbero cambiare in conseguenza di una modfica della normativa in fase di discussione e che, se approvata, entrerà in vigore nel mese di luglio.

In Italia, arriva la lettera della Serie A

Concentrandosi sulla lotta antipirateria di casa nostra, in particolare su quella che mira a tutelare i diritti legati al calcio in streaming, proprio la scorsa settimana l’amministratore delegato di Lega Serie A (Luigi De Siervo) ha confermato l’invio di lettere a 2.000 utenti che hanno guardato le partite tramite il pezzotto. Per loro, la richiesta è un risarcimento danni pari a 1.000 euro.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

Pubblicato il
22 gen 2026
Link copiato negli appunti