Iran, alza polvere il videogioco antiamericano

Alcuni programmatori finanziati dal governo iraniano avrebbero realizzato un controverso videogioco propagandistico: l'obiettivo è far esplodere bersagli statunitensi impegnati nel trasporto marittimo di petrolio
Alcuni programmatori finanziati dal governo iraniano avrebbero realizzato un controverso videogioco propagandistico: l'obiettivo è far esplodere bersagli statunitensi impegnati nel trasporto marittimo di petrolio

Teheran – Dopo la polemica scatenata dai videogiochi violenti che ripercorrono fatti di cronaca, i riflettori dei media sono puntati sopra un videogioco creato dal governo iraniano che permette di condurre azioni violente contro bersagli americani. La notizia, ripresa dal quotidiano locale Jomhouriye Eslami , non fornisce molti dettagli su questa controversa simulazione: si chiamerebbe “Counter Strike” ed il nome fa pensare che si tratti di una versione modificata del celebre “sparatutto” 3D in prima persona.

“In questo nuovo gioco”, riporta l’agenzia Reuters , “i partecipanti possono condurre missioni d’incursione in luoghi strategici come lo stretto di Hormuz”. L’obiettivo di “Counter Strike”, realizzato grazie ai finanziamenti di Teheran, sembra essere la distruzione delle petroliere statunitensi che transitano per questo importante tratto di mare, punto di passaggio per circa due quinti del petrolio mondiale.

In questi tempi di crisi geopolitica e diplomatica, numerosi programmatori hanno realizzato titoli controversi che illustrano possibili scenari del futuro. Da Quest For Saddam fino a Assault on Iran , il numero di “giochi dello scandalo” che hanno innescato reazioni a livello politico è sempre più alto.

Gli osservatori di Joystiq , seguitissimo blog dedicato ai videogiochi, sono convinti che “l’uso propagandistico dei videogiochi è una questione degna dell’interesse di tutti”. Secondo il blogger Zack Stern non passerà molto tempo prima che “gli aerei in guerra inizieranno a sganciare videogiochi sopra gli stati nemici”, al posto dei volantini di propaganda “tradizionali”.

Tommaso Lombardi

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01 10 2006
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