IsoHunt è morto, lunga vita a IsoHunt

Un clone per conservare l'eredità dello storico portale di file sharing, e per perpetuarne la memoria. Hanno copiato isoHunt e ne vanno fieri

Roma – Dopo 10 anni di storia del file sharing, dopo l’ acerrimo scontro con Hollywood, Isohunt ha calato il sipario sulle proprie attività online. In men che non si dica, però, un nuovo punto di riferimento per i condivisori, un nuovo isoHunt.

Il clone di isoHunt

Il fondatore Gary Fung, nei giorni scorsi, si era dimostrato piuttosto zelante nello staccare la spina alla propria ancora vivacissima creatura, sottraendola persino all’ opera documentaria degli storici del web di Archive Team. L’accordo stretto con MPAA, probabilmente, non gli ha lasciato alcun tipo di libertà di azione.

Ma isoHunt, da una manciata di giorni, è apparso di nuovo online: stessa interfaccia, stessa struttura, stessi contenuti, ma un dominio diverso, Isohunt.to .

Gary Fung si è ritirato dalla scene dello sharing, è una squadra completamente indipendente a portare avanti l’operato di isoHunt, con il 75 per cento dei contenuti recuperati dal vecchio portale (le sezioni dedicate ai contenuti in pubblico dominio e a quelli condivisi con licenza Creative Commons , per esempio, sono ancora vuote) e con l’ambizione di continuare a essere protagonista della condivisione in Rete, invitando gli utenti a continuare a far circolare contenuti.

“Non abbiamo nulla in comune con l’isoHunt Inc. che ha dati vita al sito originale – spiega il nuovo team – Siamo orgogliosi di averlo copiato e siamo felici di condividere”. ( G.B. )

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