Italia, CD e DVD costeranno meno

Questo sperano i produttori di supporti all'indomani dell'approvazione di un emendamento che riduce il cosiddetto equo compenso, che oggi grava sulle tasche di distributori e consumatori. Ma la SIAE si oppone
Questo sperano i produttori di supporti all'indomani dell'approvazione di un emendamento che riduce il cosiddetto equo compenso, che oggi grava sulle tasche di distributori e consumatori. Ma la SIAE si oppone


Roma – I consumatori e gli informatici potrebbero presto tirare un sospiro di sollievo: nei prossimi mesi i supporti di archiviazione e registrazione e i relativi dispositivi costeranno meno. Questa è la speranza dei produttori di supporti, riuniti nell’associazione ASMI , che ieri hanno applaudito alle più recenti decisioni del Senato.

Come noto, infatti, nei giorni scorsi il Governo aveva paventato un aumento consistente del cosiddetto equo compenso , che grava sui supporti e che è destinato ai detentori dei diritti, e che viene “giustificato” con il fatto che possano essere utilizzati anche per l’archiviazione a scopo personale di materiali protetti dal diritto d’autore. Questo quid viene raccolto dalla SIAE a cui viene versato da produttori ed importatori, un importo che oggi spesso raddoppia il prezzo del supporto stesso. Proprio la SIAE era stata denunciata da ASMI lo scorso marzo sulla questione dell’equo compenso.

Ma, vista la reazione degli utenti di sistemi informatici, già abbondantemente tartassati, e delle imprese di settore, il Governo ha poi assicurato che gli aumenti non troveranno posto in Finanziaria. Ora al Senato, con un emendamento approvato dalla Commissione Bilancio, si aprono le prospettive di una riduzione . Se l’emendamento non verrà modificato, infatti, l’importo da versare alla SIAE non supererà il 10 per cento del prezzo al distributore dei supporti. “Data l’entità del compenso – si legge in una nota di ASMI – dal 2003 ad oggi il mercato ufficiale di supporti ottici è crollato e sono esplose le vendite dall’estero via internet e lo sviluppo del mercato nero con perdite, per IVA evasa, che secondo nostre stime supererà nel 2005 gli introiti SIAE legati al compenso per copia privata. A seguito della riduzione reale della tassazione, così come approvata dalla Commissione Bilancio, si ristabilisce una condizione di mercato tale da rendere non più conveniente l’importazione illegale di prodotti”.

Secondo ASMI, per CD e DVD vergini i prezzi di vendita sono destinati a subire, dunque, una “sensibile riduzione”.
L’Associazione auspica che l’emendamento approvato dalla Commissione venga confermato in Aula e trovi dunque la sua via nella Finanziaria di quest’anno.

Ma ad opporsi all’emendamento c’è proprio la SIAE, secondo cui la scelta della Commissione porta l’Italia fuori dall’Europa tanto che se venisse confermata la riduzione, per il nostro paese vi sarebbe il rischio di subire una procedura di infrazione da parte della UE. Un punto di vista rigettato da ASMI, secondo cui “non esiste alcun obbligo comunitario a carico dell’Italia (così come di qualunque altro Paese UE) di mantenere l’entità del compenso per copia privata all’attuale livello abnorme”. Rigettata da ASMI anche l’affermazione della SIAE secondo cui in tutti i Paesi UE sono praticati livelli di compenso per diritto d’autore simili o inferiori a quelli oggi praticati in Italia . Secondo ASMI “è vero il contrario: l’entità del compenso per copia privata attualmente pagato in Italia è di gran lunga più alto della media Europea”.

“L’emendamento – conclude ASMI – difende gli aventi diritto: con la modifica proposta infatti si introduce l’assoggettamento ad equo compenso di prodotti quali memory flash e USB drive , prima esenti, che risolve il grave problema della riduzione del gettito SIAE per copia privata che, a causa della crisi del settore e del dilagare del mercato illegale su CD e DVD, sta costantemente diminuendo. ASMI ritiene quindi che l’emendamento vada nella direzione giusta di risolvere in maniera equa e condivisa i gravi problemi creati dalla precedente normativa”.

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07 11 2005
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