Italia, poche donne su Internet

Un quadro desolante quello tracciato da Eurostat: le donne del Belpaese, anche quelle più giovani, non tengono il passo degli altri grandi paesi europei. E non va molto meglio agli uomini, alla diffusione della rete o alla banda larga

Roma – Niente da fare: da più parti si canta l’aumento delle donne italiane in rete ma la realtà, almeno quella tracciata dai numeri delle statistiche europee, parla un’altra lingua. La quantità di donne che in Italia ha accesso abituale alla rete impallidisce rispetto alle medie fatte segnare nei maggiori paesi europei.

A offrire un nuovo sconfortante dato dell’arretratezza telematica del paese e dell’inadeguatezza delle strategie di alfabetizzazione è questa volta Eurostat , secondo cui le donne tra i 16 e i 24 anni che si sono collegate ad Internet nei primi tre mesi del 2007, sono state il 57 per cento del totale. Queste hanno avuto accesso mediamente una volta alla settimana. Il che indica, spiega l’Ufficio delle statistiche europee, che l’Italia si colloca nelle ultime posizioni per diffusione di Internet tra le giovani donne . Il Belpaese fa comunque meglio della Grecia (la cui percentuale di accesso per le donne di quell’età non arriva al 53 per cento) e della Romania (48 per cento).

l'uso di Internet

In questa “categoria”, l’Italia fa un testa a testa con Cipro, il che forse non sorprende considerando che secondo altre stime Eurostat , la diffusione dell’accesso a Internet nelle case italiane è solo di poco superiore a quella cipriota.

Tornando alle donne, il quadro rimane preoccupante, o forse lo è ancora di più, quando si analizzano altre fasce d’età. Nel nostro paese, infatti, tra i 25 e i 54 anni accede ad Internet almeno una volta alla settimana il 34 per cento delle donne. Se si pensa che la media europea veleggia per questa fascia sul 55 per cento si ha l’immediata percezione dell’enorme ritardo accumulato dal nostro paese. Sempre i dati Eurostat , infatti, indicano che sebbene l’Italia non primeggi nella banda larga , il suo tasso di diffusione è nella media rispetto agli altri paesi. Volendo combinare i dati se ne potrebbe trarre, rinunciando all’esattezza statistica, che questa arretratezza sia di tipo culturale : pur potendo accedere alla rete, meno della metà delle donne italiane ne approfittano.

Anche per queste ragioni ci si può spiegare come oltre i 55 anni solo il 6 per cento delle donne italiane trovi la via della rete, contro un 19 per cento di media europea. Un dato simile a quello della Bulgaria, della Slovenia e della Grecia.

Ciò che colpisce più di altri dati, più della media europea, è che vi sono paesi, e come sempre bisogna guardare all’Europa del Nord, dove la presenza femminile in rete è massiccia, con percentuali di accesso tra le giovanissime che si avvicinano al 100 per cento per paesi come Olanda, Finlandia e Danimarca. Sono ragazze impegnate su tutti i fronti della scolarizzazione e del lavoro e che sono destinate a conoscere mediamente molto di più la rete e gli orizzonti che apre rispetto alle “colleghe” italiane.

E gli uomini?
Quando si passa ad analizzare la presenza online degli uomini i dati italiani non cambiano granché. Nella fascia 16-24 anni fruiscono di un accesso ad Internet quasi tutti i giorni il 61 per cento dei ragazzi, 4 punti percentuali in più, dunque, rispetto alle coetanee. Una maggiore “vitalità telematica”, per così dire, che però deve fare i conti con il fatto che in Europa gli adolescenti e i giovani adulti maschi che si collegano frequentemente ad Internet sono mediamente il 79 per cento, ben 18 punti in più .

I numeri Eurostat prendono naturalmente in considerazione anche le fasce di età maggiori e le cose non migliorano: il 45 per cento degli adulti italiani tra i 25 e i 54 anni si collega ad Internet, ma la media europea è del 61 per cento. E se tra gli italiani tra i 55 e i 74 anni si collega il 17 per cento, in Europa lo fanno il 31 per cento.

Di arretratezza culturale parla peraltro il recente rapporto dell’ UNLA (Unione Nazionale per la Lotta contro l’analfabetismo), quello secondo cui il 66 per cento della popolazione, dunque uomini e donne, “dispone di una formazione insufficiente per partecipare informata allo sviluppo della società della conoscenza”.

Banda larga e accesso domestico
Quando si vanno a vedere i dati sulla diffusione dell’accesso alla rete tra le famiglie, tra il 2006 e il 2007 la percentuale è aumentata di 3 punti, dal 40 al 43 per cento, dopo la Francia (49 per cento) ma prima di Cipro (39 per cento). La media europea è del 54 per cento.

Sul fronte della banda larga, tra il 2006 e il 2007 la diffusione è aumentata in modo importante, dal 16 al 25 per cento delle case (Francia al 43 per cento, Cipro al 20). Anche qui la media europea non premia il Belpaese: 42 per cento. Un dato, però, trainato più dagli straordinari risultati dell’Europa del Nord (Svezia al 64 per cento, Danimarca al 70 per cento, Olanda al 74 per cento) che dall’eccellenza dei paesi europei nel loro complesso.

l'uso di Internet

L’uso della rete
In Europa, dice l’Istituto statistiche europee, un utente su quattro usa Internet per chattare , definizione sotto la quale cadono le chat più tradizionali come anche l’instant messaging e gli altri ambienti di discussione real-time. In questo eccelle l’Italia, che supera la media di un punto: il 26 per cento degli utenti nostrani chatta.

Si va sviluppando anche il VoIP : nonostante rappresenti, come già noto, solo l’ 1 per cento del traffico complessivo, ormai il 15 per cento degli europei ricorre ai servizi e ai software che permettono di effettuare telefonare online.

Il P2P non è uno sconosciuto in Europa così come non lo è negli Stati Uniti. Nell’Unione il 13 per cento degli utenti si dedica frequentemente ad attività di file sharing , una media che sembra corrispondere anche alla percentuale di italiani “sul P2P”.

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  • asdrumede scrive:
    Aggiornamento
    "Il produttore coreano stima che, per il 2010, le GDDR5 si troveranno alla base di oltre il 50% delle soluzioni grafiche per PC di fascia alta."Che si è rivelato essere il 100 %.
  • ba1782 scrive:
    Errata Corrige
    "Samsung ha fatto sapere di aver già consegnato campioni dei propri chip ai maggiori produttori di processori grafici, e prevede di avviarne la produzione in volumi a partire dalla prima metà del 2007"
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