Italia, quando la banda larga è una truffa

La fibra che avrebbe dovuto ridurre il digital divide italiano con il supporto di fondi statali stanziati nel 2005, in certi cantieri sardi, non è mai stata posata. Quattro indagati per l'ipotesi di truffa ai danni del MISE

Roma – Avrebbero dovuto lavorare per contribuire a colmare il divario digitale italiano con la posa della fibra alimentata da fondi statali: i cantieri in Sardegna erano stati aperti, i collaudi e i controlli rendevano conto del fervere delle operazioni, ma i lavori non procedevano affatto.

La Guardia di Finanza di Cagliari lo ha accertato nel corso dell'”Operazione Pincer”: sulla base dell’ipotesi di truffa ai danni del Ministero dello Sviluppo Economico, a quattro cittadini italiani sono stati notificati gli avvisi di chiusura delle indagini, sospettati per il reato di concussione, truffa aggravata, falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture, e sono stati sequestrati beni per 650mila euro.

Ad essere coinvolti nelle indagini, in corso fin dal 2009, sono un 45enne di Corciano, project manager e procuratore di Imet Spa, società perugina che si era aggiudicata i lavori, insieme a un 49enne sardo e a un 54enne di Gubbio responsabili del cantiere di Imet: erano impegnati nel portare avanti l’opera di posa della fibra ottica commissionata con l’appalto indetto per la Sardegna nel contesto del Programma di Sviluppo della Banda Larga nel Mezzogiorno, che per la Regione stanziava 6 milioni di euro.
Secondo le accuse, i tre uomini si relazionavano con un 67enne di Vasto (Chieti), ingegnere e direttore dei lavori di Infratel Spa, società a partecipazione pubblica costituita nel 2003 con lo scopo di gestire i lavori di creazione e capillarizzazione dell’infrastruttura di rete italiana: incaricato di monitorare lo svolgimento dei lavori, si sarebbe mostrato compiacente nell’emettere false certificazioni sullo stato di avanzamento delle opere.

Gli investigatori delle Fiamme Gialle si sono concentrati sui rilievi di natura tecnica e sull’analisi della contabilità delle aziende: si sospetta che Imet abbia ottenuto indebiti pagamenti per 440mila euro, per lavori di posa di fibra ottica di fatto mai realizzati. I lavori, pare , si svolgevano piuttosto nel contesto della “lussuosa villa” di Vasto, intestata alla moglie del funzionario di Infratel, e soggetta ad una ristrutturazione che secondo gli inquirenti potrebbe costituire “il prodotto ed il profitto del reato di concussione”.

Gaia Bottà

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  • ludo322 scrive:
    Gmail per pagare bollette
    Ho trovato molto interessante e ben fatto anche quest'altro articolo che parla di Pony Express, che vi consiglio:http://lifestylemadeinitaly.it/gmail-per-pagare-le-bollette-presto-sara-possibile-con-pony-express/
  • bejelit scrive:
    servono betatester?
    se google o qualcun altro volesse pagare le mie bollette, io son sempre d'accordo!scherzi a parte, in questo periodo c'è la pubblicità dell'app di una banca con cui si pagano le bollette fotografandole. Google potrebbe benissimo fare la stessa cosa per chiunque ha un cell android fotografi, magari una conferma in due passaggi su gmail e pagamento con google checkout.
  • ... scrive:
    si si continuate...
    continuate ad infilare lo scroto nel cappio di google, ma poi non vi lamentate qeando tirera' la corda.
    • Jaguaro scrive:
      Re: si si continuate...
      Uhm... alternative? Nel cappio di Apple lo scroto mi sta già stretto, non parliamo di Microsoft.Ubuntu?
      • ... scrive:
        Re: si si continuate...
        - Scritto da: Jaguaro
        Uhm... alternative? Alternative a che?Se non puoi vivere senza Facebook fai una vita davvero misera.
        • Passante scrive:
          Re: si si continuate...
          - Scritto da: ...
          - Scritto da: Jaguaro

          Uhm... alternative?

          Alternative a che?
          Se non puoi vivere senza Facebook fai una vita
          davvero misera.Ma non si parlava di google ?
    • panda rossa scrive:
      Re: si si continuate...
      - Scritto da: ...
      continuate ad infilare lo scroto nel cappio di
      google, ma poi non vi lamentate qeando tirera' la
      corda.Tu quando all'asilo spiegavano la differenza tra OBBLIGATORIO e FACOLTATIVO, eri a farti curare la meningite?Ti spiego:Caso A: APPLE.Sei OBBLIGATO a passare sempre per iTunes anche per andare al XXXXX: loro devono sapere, per il tuo bene.Caso B: Google.Loro offrono un servizio. Noi siamo liberi di avvalercene oppure no.
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