Italia, sempre più app

Il mercato delle app vale in Italia l'1,6 per cento del Pil e sembra destinato a crescere senza posa, così come in generale quello del mobile e delle funzioni ad esso legate

Roma – Secondo uno studio del Politecnico di Milano l’economia legata alle app vale in Italia 25,4 miliardi di euro, circa l’1,6 per cento del Pil , e può arrivare nel 2016 a superare il 2,5 per cento.

La ricerca è stata condotta dall’Osservatorio Ict del Politecnico di Milano e delinea un vero e proprio circolo virtuoso generato dalla continua crescita del mercato di smartphone e tablet: questo ha portato le vendite di contenuti digitali, che oltre alle app riguarda anche giochi e news, a crescere di oltre 30 punti percentuali e gli investimenti nel settore del mobile marketing a segnare un più 74 per cento.

La situazione dovrebbe poi ancora migliorare con lo sviluppo delle connessioni di nuova generazione: secondo il coordinatore degli osservatori Andrea Rangone l’LTE dovrebbe coprire entro la fine del 2014 il 60 per cento della popolazione e conseguentemente saranno sempre di più le imprese e le pubbliche amministrazioni che svilupperanno e metteranno a disposizione degli utenti soluzioni mobile.

Inoltre, all’orizzonte dovrebbe esserci l’avvento del mercato della tecnologia indossabile (dagli smartwatch agli occhiali) e dei pagamenti mobile per prossimità (motivo per il quale alcuni dispositivi sono per esempio già dotati di tecnologia NFC ), che nel 2016 potrebbe già valere circa 2 miliardi di euro.

Se questa è l’offerta, anche la domanda sembra promettente: secondo l’osservatorio un utente su tre ha scaricato app a pagamento sul proprio smartphone, uno su cinque ha acquistato almeno un prodotto o servizio, quattro su cinque interagiscono con la pubblicità dai dispositivi mobili , mentre uno su due vorrebbe utilizzarli anche come strumento di pagamento al posto della carta di credito. Inoltre, secondo un altro studio , condotto dalla società di analisi Flurry, è in crescita l’utilizzo di app, con un conseguente calo della navigazione mobile via Web: entrando nel dettaglio, secondo Flurry nel 32 per cento degli utilizzi si tratta di giochi, nel 17 per cento di Facebook e nel 9,5 per cento di servizi di messaggistica social come Whatsapp.

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In questa situazione che sembra di assoluta espansione, naturalmente, le startup possono trovare tante opportunità, come aveva già confermato un recente studio commissionato dalla Commissione Europea: l’altro lato della medaglia è che la concorrenza è serrata, tanto che secondo un’ altra recente ricerca solo lo 0,01 per cento delle app che arrivano sul mercato possono essere considerate un successo.

Claudio Tamburrino

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