Italia, una licenza per citare

Il Consiglio dei Ministri ha varato una misura che minaccia Google News e gli altri aggregatori rendendo necessaria l'autorizzazione degli aventi diritto per qualsiasi condivisione o citazione online

Roma – Il Consiglio dei Ministri ha messo mano alla materia del diritto d’autore per eliminare la possibilità di utilizzare senza autorizzazioni i contenuti giornalistici: così, dopo l’ approvazione del regolamento AGCOM, i detentori dei diritti tornano ad esultare di quella che appare come una restaurazione dei poteri detenuti ai tempi della carta.

La misura fa parte del pacchetto intitolata “Destinazione Italia”, un nome che per quanto riguarda l’agenda digitale suona terribilmente minaccioso. Tra le novità introdotte, infatti, spiccano quelle dedicate a contrastare la crisi dell’editoria: oltre a quelle che prevedono l’estensione dell’attuale credito d’imposta per il settore, una detrazione fiscale del 19 per cento sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri che però esclude gli ebook ci sono “disposizioni di tutela del diritto d’autore quale strumento per la soluzione delle controversie derivanti dall’utilizzo dei contenuti giornalistici da parte dei motori di ricerca o di aggregatori di notizie”.

Se il primo intervento appare positivo, le altre due misure non sembrano adatte a traghettare l’editoria fuori dalla sua crisi, ma piuttosto appaiono inseguirne i fantasmi e ingigantirne le paure: lo logica alla base dell’intervento del Governo Letta ricalca quella dei grandi operatori del settore, che non vedono in ebook e distribuzione digitale un’opportunità da sfruttare con un nuovo modello commerciale , ma solo una minaccia da affrontare a suon di denunce .

Invece di salvarla, come da intenzione, tuttavia questi tipi di interventi possono compromettere definitivamente l’editoria online che – soprattutto nelle piccole realtà con prodotti di eccellenza o di nicchia – vedono negli aggregatori di notizie un’ottima vetrina e nel passaparola sui social network una vetrina straordinaria.

La norma dedicata alla circolazione dei contenuti online ricalca in parte quanto già pensato all’ inizio del 2012 dal Senatore PDL Alessio Butti: la necessità di ottenere una licenza per ogni possibile forma di uso degli articoli in Rete . Essa, infatti, introduce l’ obbligo di ottenere la preventiva autorizzazione da parte del titolare dei diritti per qualsiasi utilizzo “ivi compresa l’indicizzazione o aggregazione di qualsiasi genere” dei “prodotti dell’attività giornalistica, compresi la forma e il contesto editoriali”, versando inoltre il prezzo con questi determinato o, in assenza di accordo, stabilito dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM).

L’obbligo di ottenere l’autorizzazione, d’altra parte, ha anche il difetto di andare a toccare l’articolo 65 della Legge sul diritto d’autore che prevedeva la legittimità del riuso di contenuti di carattere informativo purché finalizzato a produrre nuova informazione : ha così messo mano alla proprietà intellettuale ponendo nuovi (stretti) paletti e svuotando – di fatto – quasi completamente di valore quello strumento che in altri paesi viene definito “Fair Use” (uso legittimo) e che in Italia ed Europa comprende, in generale, tutti gli utilizzi di un’opera consentiti senza autorizzazione.

Fermo restando, poi, che il diritto d’autore non soggiace ad alcun tipo di formalità (chiunque produca un contenuto originale ne è titolare) e che l’attività giornalistica non è solo quella che fanno i professionisti del settore, ma oggi più che mai è appannaggio anche dei singoli utenti, dei blogger o dei cosiddetti YouReporter , appare assurdo pretendere di impedire la diffusione di qualsiasi tipo di notizia se non con previa autorizzazione e retribuzione da parte di ogni titolare.

Il legislatore, pensando probabilmente solo alle necessità immediate dei grandi produttori di contenuti, non sembra aver considerato che la misura rischia di ostacolare la circolazione stessa delle notizie (evidentemente a danno anche degli editori) e rischia di intasare le operazioni dell’AGCOM: ora che ha tutto il potere di vigilare sul rispetto del diritto d’autore online e che dovrà farsi carico dell’onere di determinare, in assenza di accordo, il giusto prezzo di una notizia, ogni singolo scrittore della Rete potrà chiederne l’intervento.

Claudio Tamburrino

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  • just to fill the blank scrive:
    Performance
    La risposta sta nella performance.Prima non si replicava, il libro non esisteva se non il prodotto amanuense di conservazione e tramandamento, l'informazione era un lusso per collezionisti.Poi man mano che le tecniche di replicazione sisono fatte economiche e diffuse dal libro, al disco in vinile fino alla copia magnetica, chi possedeva tali mezzi li ha utilizzati per generare ricchezza per pochi.Oggi replicare un'informazione è alla portata di tutti.Una cosa non è cambiata, la performance, del regista, dello scultore, dell'attore, del cantante, del poeta, persino quella del pittore.Per quante copie fruibili dei Girasoli di Van Gogh esistano, l'unica perfomance ha un valore inestimabile. Per Quanti torrents del concerto di Sade a New York nel 2001 ci siano, un biglietto per quello stesso spettacolo vale migliaia di dollari. Il valore del gesto artistico ritorna ad essere fisico, ed il facile guadagno realizzato nel periodo in cui i mezzi di replicazione erano privilegio di chi se li poteva permettere a caro prezzo per i fruitori sono finiti.In gamaica tutta la produzione DUB la fine degli anni 50 e l'inizio degli anni 80 è proliferata culturalmente in un ambito in cui il copyright non esisteva, e un disco costava il materiale di cui era fatto.Esisteva però il Soundsystem, la performance, attraverso il quale le persone fruivano del gesto artistico.Proprietà intelletuale ≠ SoldiChi ha scritto il kernel linux non sta certo morendo di fame, eppure nessuno gli versa un centesimo per usarlo, modificarlo redistribuirlo, il tutto in un ambito di progresso continuo.Chi veramente vuole la regressione, ad un periodo storico preciso compreso tra la metà e la fine del XX secolo, è chi si ostina a pensare che una legge del 1941 possa funzionare nel contesto tecnologico e culturale del 2013.Gli scrittori possono amare la stampa e odiare la fotocopiatrice?Un musicista può apprezzare la qualità di un CD ma evere delle perplessità nei confronti dei masterizzatori?Qualcuno dovrà convincersi di essere nato nel secolo sbagliato.
    • Leguleio scrive:
      Re: Performance
      - Scritto da: just to fill the blank
      Qualcuno dovrà convincersi di essere nato nel
      secolo
      sbagliato.Lo sanno perfettamente e come se lo sanno!Il punto è che nell'attesa che tutti ne siano convinti pensano bene di far pressioni lobbistiche per salvaguardare il loro obsoleto modello di business.
      • just to fill the blank scrive:
        Re: Performance
        Ecco che tirano fuori un po' di soldini che hanno accumulato quando una cassetta con custodia fatta in cina costava 450 Lire, ma con 8 brani dei Qeen costava 18500 Lire, solo per far passare una legge che imponga una tassa su una tastiera che copra la differenza tra i gudagni di suonava una volta ma pubblicava un milione di volte e chi pubblica una volta ricopiataun milone di volte.Replicare è ok se è comodo per un editore o un artista. Improvvismente è sbagliato se è comodo per me. Chi ha inventato e chi ha inventato e prodotto il magnetofono o la macchina da scriver può morire di fame, per via del progresso, ma io devo pagare 2 euro in più un SSD perchè i nipoti di Battisti possano vivere di rendita senza nemmeno saper metter 2 note in fila senza stonare.
  • znarf scrive:
    nel 2003 qualcuno manifestava al PE
    ... veramente quattro gatti c'erano ed erano ben consapevoli.[img]http://www.nachira.net/franz/IMG_0015.jpg[/img]( manifestazione davanti al PE, Agosto 2003 )In Europa 4 gatti continuano ad esserci (in latinamerica ora ci sono anche i governi). Intanto i profitti sulla proprietà intellettuale diventano sempre maggiori, in mano di un ristretto numero di oligopolisti (e dei loro azionisti), mentre la cultura e la conoscenza diventa un privilegio per i benestanti. La rete da distribuita, diventa un gruppo di walled gardens (gestito da un cartello di oligopolisti, tutti USA).
    • Dr Doom scrive:
      Re: nel 2003 qualcuno manifestava al PE
      - Scritto da: znarf
      ... veramente quattro gatti c'erano ed erano ben
      consapevoli.
      [img]http://www.nachira.net/franz/IMG_0015.jpg[/im
      ( manifestazione davanti al PE, Agosto 2003 )
      In Europa 4 gatti continuano ad esserci (in
      latinamerica ora ci sono anche i governi).
      Intanto i profitti sulla proprietà intellettuale
      diventano sempre maggiori, in mano di un
      ristretto numero di oligopolisti (e dei loro
      azionisti), mentre la cultura e la conoscenza
      diventa un privilegio per i benestanti. La rete
      da distribuita, diventa un gruppo di walled
      gardens (gestito da un cartello di oligopolisti,
      tutti
      USA).nessuno ti obbliga a comprare iCosi :D
  • Copyright cancro della Cultura scrive:
    Copyright cancro della Cultura
    Copyright cancro della Cultura How Can Somebody Who Loves Culture Possibly Defend The Copyright Monopoly?https://torrentfreak.com/how-can-somebody-who-loves-culture-possibly-defend-the-copyright-monopoly-130929The Hole in Our Collective Memory: How Copyright Made Mid-Century Books Vanishhttp://www.theatlantic.com/technology/archive/2013/07/the-hole-in-our-collective-memory-how-copyright-made-mid-century-books-vanish/278209[img]http://cdn.theatlantic.com/static/mt/assets/science/assets_c/2013/07/neweditions650-thumb-650x317-128315.jpg[/img] Copyright cancro della Cultura p)
    • Leguleio scrive:
      Re: Copyright cancro della Cultura
      - Scritto da: Copyright cancro della Cultura
      <b
      Copyright cancro della Cultura </b


      How Can Somebody Who Loves Culture Possibly
      Defend The Copyright
      Monopoly?
      https://torrentfreak.com/how-can-somebody-who-love

      The Hole in Our Collective Memory: How Copyright
      Made Mid-Century Books
      Vanish
      http://www.theatlantic.com/technology/archive/2013

      [img]http://cdn.theatlantic.com/static/mt/assets/s

      <b
      Copyright cancro della Cultura </b


      p)Anche lo spam però non scherza. Una bella chemioterapia per eliminarti?
      • Legumeleio scrive:
        Re: Copyright cancro della Cultura
        - Scritto da: Leguleio
        Anche lo spam però non scherza. Una bella
        chemioterapia per
        eliminarti?E per eliminare Leguleio come si fa?
        • ..... scrive:
          Re: Copyright cancro della Cultura
          - Scritto da: Legumeleio
          E per eliminare Leguleio come si fa?Con la camicia di forza?[img]http://www2.rifondazione.it/primapagina/wp-content/uploads/2013/10/camicia-di-forza.jpg[/img]
  • Carlo scrive:
    Calamari ragiona alla viceversa.
    Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano alla viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu, Calamari, a fare un cd o un film e poi ne parliamo. Facile fare i conti con la roba degli altri. Ma che informazione è questa?
    • bubba scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      - Scritto da: Carlo
      Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano alla
      viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,
      Calamari, a fare un cd o un film e poi ne
      parliamo. Facile fare i conti con la roba degli
      altri. Ma che informazione è
      questa?quella di un creatore di opere d'ingegno. Un autore. You know, piazzista?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      contenuto non disponibile
    • Free Internet scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      - Scritto da: Carlo
      Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano alla
      viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,
      Calamari, a fare un cd o un film e poi ne
      parliamo. Facile fare i conti con la roba degli
      altri. Ma che informazione è
      questa?Allora leggiti la recensione del Foglio (giornale di destra liberista) sull'ultimo libro dei due economisti Boldrin e Levine: Abolire la proprietà intellettuale. Ma tu leggi solo punto informatico, come fanno i terribili pirati? p)
      • bubba scrive:
        Re: Calamari ragiona alla viceversa.
        - Scritto da: Free Internet
        - Scritto da: Carlo

        Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano
        alla

        viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,

        Calamari, a fare un cd o un film e poi ne

        parliamo. Facile fare i conti con la roba degli

        altri. Ma che informazione è

        questa?

        Allora leggiti la recensione del Foglio (giornale
        di destra liberista) sull'ultimo libro dei due
        economisti Boldrin e Levine: Abolire la
        proprietà intellettuale.


        Ma tu leggi solo punto informatico, come fanno i
        terribili pirati?
        p)meglio leggersi direttamente il libro (penso "vecchia versione")http://levine.sscnet.ucla.edu/general/intellectual/against.htm
        • Free Internet scrive:
          Re: Calamari ragiona alla viceversa.
          - Scritto da: bubba
          meglio leggersi direttamente il libro (penso
          "vecchia
          versione")
          http://levine.sscnet.ucla.edu/general/intellectualChe pretese. :D
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Calamari ragiona alla viceversa.
        - Scritto da: Free Internet
        - Scritto da: Carlo

        Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano
        alla

        viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,

        Calamari, a fare un cd o un film e poi ne

        parliamo. Facile fare i conti con la roba degli

        altri. Ma che informazione è

        questa?

        Allora <b
        leggiti </b
        Pretendi troppo da un leghista figlio di mafioso. Lui guarda solo le figure.
    • cicciobello scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      Fare un cd? Roba obsoleta, già che ci sei scrivi lo spartito con penna e calamaio su pergamena, se vuoi usare un mezzo superato.Per la musica, un musicista moderno realizza un brano da distribuire via internet, non un cd
      • no problem scrive:
        Re: Calamari ragiona alla viceversa.
        - Scritto da: cicciobello
        Fare un cd? Roba obsoleta, già che ci sei scrivi
        lo spartito con penna e calamaio su pergamena, se
        vuoi usare un mezzo
        superato.

        Per la musica, un musicista moderno realizza un
        brano da distribuire via internet, non un
        cdXXXXXXXte, se un musicista vuole i miei soldi deve darmi un cd, e non masterizzato, ma pressato e con booklet. non paghero' mai un centesimo per gli mp3/flac, li scarico gia' gratis.
        • cicciobello scrive:
          Re: Calamari ragiona alla viceversa.
          A questo punto ti do un disco in vinile, ti darà più soddisfazione.
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: cicciobello
            A questo punto ti do un disco in vinile, ti darà
            più
            soddisfazione.in effetti, lanciandolo va più lontano :D
    • Joe Tornado scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      Cosa fai, la lista nera del giornalismo "piratesco" ? Prima Gaia Bottà, ora questo Calamari, chissà quanti negli anni passati ... organizzerai raccolte di fondi sui tuoi forum di settore per intimidazioni, o peggio, nei loro confronti ?Non ci sono parole per esprimere ciò che penso di te. O meglio, ci sarebbero pure, ma non riusciresti a leggerle ...!
    • il destino delle videoteche scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      - Scritto da: Carlo
      Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano alla
      viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,
      Calamari, a fare un cd o un film e poi ne
      parliamo. Facile fare i conti con la roba degli
      altri. Ma che informazione è
      questa?[img]https://s.foolcdn.com/editorial/images/83479/blockbuster-closed_large.jpg[/img]
      • Luco, giudice di linea mancato scrive:
        Re: Calamari ragiona alla viceversa.
        - Scritto da: il destino delle videoteche
        - Scritto da: Carlo

        Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano
        alla

        viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,

        Calamari, a fare un cd o un film e poi ne

        parliamo. Facile fare i conti con la roba degli

        altri. Ma che informazione è

        questa?
        Non è venuta, te la rimando io[img]http://scontent-a-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-prn1/p480x480/1488744_604028756300754_659823061_n.jpg[/img]
    • calamarim scrive:
      Re: Calamari ragiona alla viceversa.
      - Scritto da: Carlo
      Come sempre, i giornalisti di P.I. ragionano alla
      viceversa, e Calamari è uno di questi. Prova tu,
      Calamari, a fare un cd o un film e poi ne
      parliamo. Facile fare i conti con la roba degli
      altri. Ma che informazione è questa?Carlo Carlo,mi piace "alla viceversa", fa tanto Montalbano ...per il resto:1) Non sono un giornalista; scrivo per passione e perche' lo ritengo un dovere morale, da quando ho raggiunto la convinzione di avere qualcosa da dire che puo' valer la pena ascoltare. La maggior parte di coloro che scrivono in giro per la Rete non sono giornalisti. Pero' sono iscritto ad altro Albo...2) Non so cosa voglia dire "ragionare alla viceversa", ma ti suggerisco di soffermarti un attimo a pensare come sarebbe il mondo se 500 anni fa avessero inventato un copyright che dura 140 anni. 3) Vorrei invece sapere da te perche', sempre nello stesso periodo e senza "proprieta' intellettuale", si sono verificati numerosi casi di scrittori e musicisti che non solo non sono morti di inedia ma hanno tranquillamente vissuto del loro lavoro.4) Suonicchio, ma nel piu' stretto privato pe non far inorridire nessuno, niente cd quindi. Tutto quello che scrivo autonomamente, quasi sempre per diletto, ma talvolta anche retribuito, e' distribuito sotto licenza libera (GPL o Creative Commons); e' uno dei motivi che mi fanno andare tanto d'accordo con testate tanto rare quanto "illuminate" come Punto Informatico.5) se rileggerai l'articolo, cosa che ti farebbe bene, sara' gratis come la prima volta. Se vorrai prendere quello o qualsiasi cosa io abbia scritto e usarlo come base di un tuo lavoro che valga la pena di essere letto, sei il benvenuto. Il tuo commento non mi pare appartenga a questa categoria pero' ....
      • Leguleio scrive:
        Re: Calamari ragiona alla viceversa.

        3) Vorrei invece sapere da te perche', sempre
        nello stesso periodo e senza "proprieta'
        intellettuale", si sono verificati numerosi casi
        di scrittori e musicisti che non solo non sono
        morti di inedia ma hanno tranquillamente vissuto
        del loro
        lavoro.Anche se la risposta è rivolta a Carlo, questa è troppo ghiotta, devo rispondere: perché all'epoca esisteva la figura dello scrittore (e del del musico e del poeta) di corte. E spesso anche del pittore. Del resto cosa si intendeva nell'antichità per mecenate? Chiunque avesse sostanze sufficienti per mantenere gli artisti, e quasi sempre era un signore o un monarca. Ma questa generosità non era del tutto disinteressata, no no.
        • calamarim scrive:
          Re: Calamari ragiona alla viceversa.
          - Scritto da: Leguleio
          Anche se la risposta è rivolta a Carlo, questa è
          troppo ghiotta, devo rispondere: perché all'epoca
          esisteva la figura dello scrittore (e del del
          musico e del poeta) di corte. E spesso anche del
          pittore. Del resto cosa si intendeva
          nell'antichità per mecenate? Chiunque avesse
          sostanze sufficienti per mantenere gli artisti, e
          quasi sempre era un signore o un monarca. Ma
          questa generosità non era del tutto
          disinteressata, no no.Ghiotti controesempi:Quanti sono sopravvissuti NON avendo mecenati? Anche in assenza di statistiche, direi che la maggior parte dei sopravvissuti vivesse scrivendo, suonando e componendo su commissione.Mozart per esempio ha fatto ambedue le cose (ed e' morto povero).Leonardo vendeva quadri e progetti, si cercava mecenati, e pare fosse un oculato amministratore delle sue sostanze.Ma tutti i non-geni avevano il mecenate? No. Sono morti di fame? Ed allora che ha composto tutta la musica e la letteratura non riconosciuta "geniale" all'epoca?
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Anche se la risposta è rivolta a Carlo,
            questa
            è

            troppo ghiotta, devo rispondere: perché
            all'epoca

            esisteva la figura dello scrittore (e del
            del

            musico e del poeta) di corte. E spesso anche
            del

            pittore. Del resto cosa si intendeva

            nell'antichità per mecenate? Chiunque avesse

            sostanze sufficienti per mantenere gli
            artisti,
            e

            quasi sempre era un signore o un monarca. Ma

            questa generosità non era del tutto

            disinteressata, no no.

            Ghiotti controesempi:

            Quanti sono sopravvissuti NON avendo mecenati? Nessuno. :|A parte coloro, e non erano pochi, che erano ricchi di famiglia, e non avevano necessità di guadagnarsi la pagnotta.
            Anche in assenza di statistiche, direi che la
            maggior parte dei sopravvissuti vivesse
            scrivendo, suonando e componendo su
            commissione.Be', qui ti stai contraddicendo: la creazione di opere su commissione è una forma plurima di mecenatismo, che esiste tuttora, tra l'altro. Anche Mariano Apicella compone su commissione. È arte, quella? :)In assenza dei proventi del diritto d'autore, o si accettava di scrivere, dipingere, comporre per una persona più che benestante, in cambio di lodi e dediche... o si saltava dalla finestra.
            Mozart per esempio ha fatto ambedue le cose (ed
            e' morto
            povero).Il prezzo di aver cercato l'indipendenza.
            Leonardo vendeva quadri e progetti, si cercava
            mecenati, e pare fosse un oculato amministratore
            delle sue
            sostanze.E se per caso fosse caduto in disgrazia sarebbe morto povero. Poi sappiamo che non fu così.
            Ma tutti i non-geni avevano il mecenate? No.
            Sono morti di fame? Certo che sono morti di fame, oppure si sono messi a far altro. Due grandi poeto dialettali dell'Ottocento, quando una forma di diritto d'autore già esisteva, il Porta e il Belli, nella vita quotidiana facevano tutt'altro per sostenersi.
            Ed allora che ha composto tutta la musica e la
            letteratura non riconosciuta "geniale"
            all'epoca?È andata al macero. La carta all'epoca costava, e anche la tipografia prendeva del suo, non si potevano sprecare per i poeti della domenica mattina.
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            Anche se la risposta è rivolta a Carlo,

            questa

            è


            troppo ghiotta, devo rispondere: perché

            all'epoca


            esisteva la figura dello scrittore (e
            del


            del


            musico e del poeta) di corte. E spesso
            anche

            del


            pittore. Del resto cosa si intendeva


            nell'antichità per mecenate? Chiunque
            avesse


            sostanze sufficienti per mantenere gli

            artisti,

            e


            quasi sempre era un signore o un
            monarca.
            Ma


            questa generosità non era del tutto


            disinteressata, no no.



            Ghiotti controesempi:



            Quanti sono sopravvissuti NON avendo
            mecenati?


            Nessuno. :|
            A parte coloro, e non erano pochi, che erano
            ricchi di famiglia, e non avevano necessità di
            guadagnarsi la pagnotta.Forse era per quello se siamo pieni di musica sacra, o era autentico fervore religioso? ;)


            Anche in assenza di statistiche, direi che la

            maggior parte dei sopravvissuti vivesse

            scrivendo, suonando e componendo su

            commissione.

            Be', qui ti stai contraddicendo: la creazione di
            opere su commissione è una forma plurima di
            mecenatismo, che esiste tuttora, tra l'altro.
            Anche Mariano Apicella compone su commissione.
            È arte, quella?
            :)
            In assenza dei proventi del diritto d'autore, o
            si accettava di scrivere, dipingere, comporre per
            una persona più che benestante, in cambio di lodi
            e dediche... o si saltava dalla finestra.
            Poveretti, non avevano il mulo per promuovere le loro opere e poi riempire gli stadi con i concerti o vendendo magliette :D
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.



            Quanti sono sopravvissuti NON avendo

            mecenati?





            Nessuno. :|

            A parte coloro, e non erano pochi, che erano

            ricchi di famiglia, e non avevano necessità
            di

            guadagnarsi la pagnotta.
            Forse era per quello se siamo pieni di musica
            sacra, o era autentico fervore religioso?
            ;)La musica sacra, pur senza essere un esperto, parto dal presupposto che fosse su commissione. O comunque, su accordo delle parti, il musicista prometteva pezzi nuovi e la cattedrale acconsentiva ad eseguirli.

            In assenza dei proventi del diritto
            d'autore,
            o

            si accettava di scrivere, dipingere,
            comporre
            per

            una persona più che benestante, in cambio di
            lodi

            e dediche... o si saltava dalla finestra.


            Poveretti, non avevano il mulo per promuovere le
            loro opere e poi riempire gli stadi con i
            concerti o vendendo magliette
            :DNo, decisamente. Ma non esistevano nemmeno i presupposti per farlo: per riempire uno stadio devi avere prima un'etichetta discografica che ti fa diventare famoso a livello nazionale. Diversamente, riempi al massimo un centro sociale (se lo riempi). La quale etichetta discografica non esisterebbe senza il diritto d'autore. Il cerchio si chiude.
          • krane scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio
            Certo che sono morti di fame, oppure si sono
            messi a far altro. Due grandi poeto dialettali
            dell'Ottocento, quando una forma di diritto
            d'autore già esisteva, il Porta e il Belli, nella
            vita quotidiana facevano tutt'altro per
            sostenersi.Ecco... Tutta colpa del diritto d'autore...
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Quanti sono sopravvissuti NON avendo
            mecenati?


            Nessuno. :|Quindi non ti sara' difficile produrre il link ad una foto di una lapide con su scritto "Qui giace il genio artistico di un tale, morto d'inedia per non avere avuto mecenati, che lascia in eredita' al mondo le seguenti opere: ...."
            A parte coloro, e non erano pochi, che erano
            ricchi di famiglia, e non avevano necessità di
            guadagnarsi la pagnotta.La cultura, l'arte e gli studi sono sempre stati materia per nobili e ricchi.La plebaglia doveva lavorare la terra.Questo tuttavia non ha impedito la creazione di opere.

            Anche in assenza di statistiche, direi che la

            maggior parte dei sopravvissuti vivesse

            scrivendo, suonando e componendo su

            commissione.

            Be', qui ti stai contraddicendo: la creazione di
            opere su commissione è una forma plurima di
            mecenatismo, che esiste tuttora, tra l'altro.
            Anche Mariano Apicella compone su commissione.
            È arte, quella?La storia dell'umanita' e con essa quella dell'arte, comincia molto prima ed e' molto piu' vasta.Non limitarti a poche decine di esempi delle corti rinascimentali.Non c'era alcun mecenatismo nell'antica Grecia, e neppure in estremo oriente e neanche nell'america pre-colombiana.Eppure c'era arte.E vogliamo parlare di quel tale che scrisse un'opera come il De Bello Gallico? A che pro, se non per il piacere di scrivere?
            In assenza dei proventi del diritto d'autore, o
            si accettava di scrivere, dipingere, comporre per
            una persona più che benestante, in cambio di lodi
            e dediche... o si saltava dalla finestra.Guarda che niente e nessuno ti impedisce di fare l'artista nel tempo libero.Questo discorso dell'artista a tempo pieno e' una balla colossale.Prima ti preoccupi del tuo sostentamento e di quello della tua famiglia, e poi fai l'artista.

            Mozart per esempio ha fatto ambedue le cose
            (ed

            e' morto

            povero).

            Il prezzo di aver cercato l'indipendenza. Ben disposto a pagare quel prezzo se i risultati sono la produzione di Mozart.

            Leonardo vendeva quadri e progetti, si
            cercava

            mecenati, e pare fosse un oculato
            amministratore

            delle sue

            sostanze.

            E se per caso fosse caduto in disgrazia sarebbe
            morto povero. Poi sappiamo che non fu
            così.Una persona intelligente non muore povera.

            Ma tutti i non-geni avevano il mecenate? No.

            Sono morti di fame?

            Certo che sono morti di fame, oppure si sono
            messi a far altro. Due grandi poeto dialettali
            dell'Ottocento, quando una forma di diritto
            d'autore già esisteva, il Porta e il Belli, nella
            vita quotidiana facevano tutt'altro per
            sostenersi.Che discorsi, pure il Manzoni allora.E comunque molto meglio pochi scrittori che fanno altro e scrivono nel tempo libero che tanti parassiti.

            Ed allora che ha composto tutta la musica e
            la

            letteratura non riconosciuta "geniale"

            all'epoca?

            È andata al macero. La carta all'epoca
            costava, e anche la tipografia prendeva del suo,
            non si potevano sprecare per i poeti della
            domenica
            mattina.Per fortuna oggi abbiamo gli hard disk, e qualche cieco parassita vorrebbe tassarli per farli diventare come la carta dell'epoca.Quale crimine contro l'umanita'!
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            A parte coloro, e non erano pochi, che erano

            ricchi di famiglia, e non avevano necessità
            di

            guadagnarsi la pagnotta.

            La cultura, l'arte e gli studi sono sempre stati
            materia per nobili e
            ricchi.
            La plebaglia doveva lavorare la terra.
            Questo tuttavia non ha impedito la creazione di
            opere.Quindi sei ricco o stai lavorando la terra?
            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica Grecia, e
            neppure in estremo oriente e neanche nell'america
            pre-colombiana.
            Eppure c'era arte.C'erano gli schiavi, che la rendevano possibile, contento tu di tornare a quei tempi
            E vogliamo parlare di quel tale che scrisse
            un'opera come il De Bello Gallico? A che pro, se
            non per il piacere di
            scrivere?Quello che per divertirsi mandava la gente a giocare coi leoni al circo massimo? :D


            Mozart per esempio ha fatto ambedue le
            cose

            (ed


            e' morto


            povero).



            Il prezzo di aver cercato l'indipendenza.

            Ben disposto a pagare quel prezzo se i risultati
            sono la produzione di
            Mozart.Vai avanti tu, siamo disposti a vederti fare la stessa fine per le tue opere :D
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Dr Doom
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Leguleio




            A parte coloro, e non erano pochi, che
            erano


            ricchi di famiglia, e non avevano
            necessità

            di


            guadagnarsi la pagnotta.



            La cultura, l'arte e gli studi sono sempre
            stati

            materia per nobili e

            ricchi.

            La plebaglia doveva lavorare la terra.

            Questo tuttavia non ha impedito la creazione
            di

            opere.

            Quindi sei ricco o stai lavorando la terra?Esattamente.

            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica
            Grecia,
            e

            neppure in estremo oriente e neanche
            nell'america

            pre-colombiana.

            Eppure c'era arte.

            C'erano gli schiavi, che la rendevano possibile,
            contento tu di tornare a quei
            tempiGli schiavi ci sono anche oggi.Citofonare Foxconn.

            E vogliamo parlare di quel tale che scrisse

            un'opera come il De Bello Gallico? A che
            pro,
            se

            non per il piacere di

            scrivere?

            Quello che per divertirsi mandava la gente a
            giocare coi leoni al circo massimo?
            :DComplimenti per la figura di palta.Tre cavolate in una riga sola.Torna a zappare, e lascia la cultura a chi se la merita.



            Mozart per esempio ha fatto
            ambedue
            le

            cose


            (ed



            e' morto



            povero).





            Il prezzo di aver cercato
            l'indipendenza.




            Ben disposto a pagare quel prezzo se i
            risultati

            sono la produzione di

            Mozart.

            Vai avanti tu, siamo disposti a vederti fare la
            stessa fine per le tue opere
            :DBrian JonesJimi HendrixJim MorrisonKurt CobainAmi WinehouseFreddy Mercury...Tutta gente che ha preferito la morte da artista alla speculazione e al mercimonio.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Dr Doom

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Leguleio






            A parte coloro, e non erano pochi,
            che

            erano



            ricchi di famiglia, e non avevano

            necessità


            di



            guadagnarsi la pagnotta.





            La cultura, l'arte e gli studi sono
            sempre

            stati


            materia per nobili e


            ricchi.


            La plebaglia doveva lavorare la terra.


            Questo tuttavia non ha impedito la
            creazione

            di


            opere.



            Quindi sei ricco o stai lavorando la terra?

            Esattamente.



            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica

            Grecia,

            e


            neppure in estremo oriente e neanche

            nell'america


            pre-colombiana.


            Eppure c'era arte.



            C'erano gli schiavi, che la rendevano
            possibile,

            contento tu di tornare a quei

            tempi

            Gli schiavi ci sono anche oggi.
            Citofonare Foxconn.



            E vogliamo parlare di quel tale che
            scrisse


            un'opera come il De Bello Gallico? A che

            pro,

            se


            non per il piacere di


            scrivere?



            Quello che per divertirsi mandava la gente a

            giocare coi leoni al circo massimo?

            :D

            Complimenti per la figura di palta.
            Tre cavolate in una riga sola.
            Torna a zappare, e lascia la cultura a chi se la
            merita.





            Mozart per esempio ha fatto

            ambedue

            le


            cose



            (ed




            e' morto




            povero).







            Il prezzo di aver cercato

            l'indipendenza.







            Ben disposto a pagare quel prezzo se i

            risultati


            sono la produzione di


            Mozart.



            Vai avanti tu, siamo disposti a vederti fare
            la

            stessa fine per le tue opere

            :D

            Brian Jones
            Jimi Hendrix
            Jim Morrison
            Kurt Cobain
            Ami Winehouse
            Freddy Mercury
            ...

            Tutta gente che ha preferito la morte da artista
            alla speculazione e al
            mercimonio.Oddio Freddy Mecury degli ultimissimi tempi qualche speculazione la fece, vedi certi remix o versioni improponibili in Greatest Hits III, sta di fatto che tutta la sua produzione precedente ad allora si mangia tranquillamente tutti i mercenari venuti dopo di lui.
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: panda rossa
            Brian Jones
            Jimi Hendrix
            Jim Morrison
            Kurt Cobain
            Ami Winehouse
            Freddy Mercury
            ...

            Tutta gente che ha preferito la morte da artista
            alla speculazione e al
            mercimonio.Tranquillo tu camperai cent'anni :D
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.



            Quanti sono sopravvissuti NON avendo

            mecenati?





            Nessuno. :|

            Quindi non ti sara' difficile produrre il link ad
            una foto di una lapide con su scritto "Qui giace
            il genio artistico di un tale, morto d'inedia per
            non avere avuto mecenati, che lascia in eredita'
            al mondo le seguenti opere:
            ...."Le lapidi costano, non avrebbe potuto permettersi nemmeno quella. Comunque Ugo Foscolo fece quasi quella fine.

            A parte coloro, e non erano pochi, che erano

            ricchi di famiglia, e non avevano necessità
            di

            guadagnarsi la pagnotta.

            La cultura, l'arte e gli studi sono sempre stati
            materia per nobili e
            ricchi.
            La plebaglia doveva lavorare la terra.
            Questo tuttavia non ha impedito la creazione di
            opere.Da parte di persone che erano già ricche di loro, e cercavano solo di diventare ricche di gloria. I soldi, oltre a non essere garantiti, potevano provenire solo dai mecenati.
            La storia dell'umanita' e con essa quella
            dell'arte, comincia molto prima ed e' molto piu'
            vasta.
            Non limitarti a poche decine di esempi delle
            corti
            rinascimentali.Sono quelle di cui abbiamo fonti attendibili per quanto riguarda gli autori.Certo mi piacerebbe fare lo stesso discorso per l'anonimo autore del romanzo <I
            Le avventure di Sinuhe </I
            , scritto in antico egiziano. Ma non sappiamo nulla di lui.
            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica Grecia, e
            neppure in estremo oriente e neanche nell'america
            pre-colombiana.
            Eppure c'era arte.Purtroppo non lo sappiamo. Nel senso che dei problemi economici dei grandi scrittori o dei grandi artisti non ci è stata tramandata notizia.Indirettamente capiamo però che non era affatto un fenomeno raro: Pindaro, il poeta greco, scrisse delle odi per il tiranno Gerone I di Siracusa proprio mentre era suo ospite. Basta fare due più due...
            E vogliamo parlare di quel tale che scrisse
            un'opera come il De Bello Gallico? A che pro, se
            non per il piacere di
            scrivere?Guarda che non sto negando l'esistenza di persone che amano scrivere. Sto parlando della possibilità di vivere di questo, una possibilità che non c'era prima del diritto d'autore, a meno appunto di trovarsi un mecenate, o più mecenati, ancor meglio.

            In assenza dei proventi del diritto
            d'autore,
            o

            si accettava di scrivere, dipingere,
            comporre
            per

            una persona più che benestante, in cambio di
            lodi

            e dediche... o si saltava dalla finestra.
            Guarda che niente e nessuno ti impedisce di fare
            l'artista nel tempo
            libero.
            Questo discorso dell'artista a tempo pieno e' una
            balla
            colossale.Non me lo impedisce, ma gli artisti sono così. Che ci vuoi fare?Se sono convinti di essere veri artisti non accettano di fare un secondo lavoro. Piuttosto smettono di comporre.
            Prima ti preoccupi del tuo sostentamento e di
            quello della tua famiglia, e poi fai
            l'artista.Che vuoi che ti dica? Non tutti ragionano così.


            Mozart per esempio ha fatto ambedue le
            cose

            (ed


            e' morto


            povero).



            Il prezzo di aver cercato l'indipendenza.

            Ben disposto a pagare quel prezzo se i risultati
            sono la produzione di
            Mozart.Veramente Mozart produceva, e molto bene, anche quando era sotto padrone (il padrone era l'arcivescovo Colloredo). Non era certo necessario diventare povero e indipendente per comporre certe cose. Ma a un certo punto ha litigato... Fine degli introiti sicuri. È andata così.


            Ma tutti i non-geni avevano il
            mecenate? No.Assolutamente no. Di loro nulla sappiamo, le loro composizioni sono andate al macero perché all'epoca la carta costava.

            Certo che sono morti di fame, oppure si sono

            messi a far altro. Due grandi poeto
            dialettali

            dell'Ottocento, quando una forma di diritto

            d'autore già esisteva, il Porta e il Belli,
            nella

            vita quotidiana facevano tutt'altro per

            sostenersi.

            Che discorsi, pure il Manzoni allora.No, il Manzoni era ricco di famiglia. Non ha mai lavorato, a parte ovviamente come scrittore. Aveva dei terreni, ma li faceva coltivare ad altri.
            E comunque molto meglio pochi scrittori che fanno
            altro e scrivono nel tempo libero che tanti
            parassiti.Adesso stabilisci tu cosa è "molto meglio" di tutto ciò che accade attorno a te? :)Io ti dico che la storia è andata così, poi tu fa' quel che credi, e gli altri faranno altrettanto.
            Per fortuna oggi abbiamo gli hard disk, e qualche
            cieco parassita vorrebbe tassarli per farli
            diventare come la carta
            dell'epoca.

            Quale crimine contro l'umanita'!Sì sì, affronteranno tutti la Norimberga del diritto d'autore, e uno dei capi d'imputazione sarà la tassa sugli hard disk: ha sterminato interi popoli. (rotfl)
          • cicciobello scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            Da parte di persone che erano già ricche di loro,
            e cercavano solo di diventare ricche di gloria. E che problema c'è, scusa? L'opera veniva comunque creata... ti proeccupa tanto sapere CHI l'ha creata, se era ricco o povero?Per decidere se un libro mi piace, io lo leggo; e lo giudico in base a quello che leggo, non in base al fatto che chi l'ha scritto fosse ricco o povero, nobile o plebeo, bianco o nero.
            I
            soldi, oltre a non essere garantiti, potevano
            provenire solo dai
            mecenati.E da chi altri dovrebbero provenire? Da te?
            Guarda che non sto negando l'esistenza di persone
            che amano scrivere. Sto parlando della
            possibilità di vivere di questoOk; la domanda è: vogliamo che ci sia tale possibilità? A noi che vantaggio viene?
            , una possibilità
            che non c'era prima del diritto d'autore, a meno
            appunto di trovarsi un mecenate, o più mecenati,
            ancor
            meglio.Ed il mondo andava avanti lo stesso. Quindi, togliamo tale possibilità, e staremo tutti meglio.
            Non me lo impedisce, ma gli artisti sono così.
            Che ci vuoi
            fare?
            Se sono convinti di essere veri artisti non
            accettano di fare un secondo lavoro. Piuttosto
            smettono di
            comporre.Se sono convinti di essere veri artisti non smettono di comporre nemmeno sotto minaccia di morte: <i
            ....e il mio signore non sa una sola volta non bastera' che l'avvoltoio divori il mio corpo per far tacere per sempre il mio cuore </i

            Veramente Mozart produceva, e molto bene, anche
            quando era sotto padrone (il padrone era
            l'arcivescovo Colloredo). Non era certo
            necessario diventare povero e indipendente per
            comporre certe cose. Ma a un certo punto ha
            litigato... Fine degli introiti sicuri.Succede, quando si litiga con chi ti dà i soldi...Prova a mandare affanXXXX il tuo capo (o i tuoi clienti più importanti, se lavori in proprio)... e credo che anche i tuoi introiti sicuri finiranno.



            Ma tutti i non-geni avevano il

            mecenate? No.

            Assolutamente no. Di loro nulla sappiamo, le loro
            composizioni sono andate al macero perché
            all'epoca la carta
            costava.Quali composizioni? Parli di composizioni che non sai nemmeno se sono mai esistite?
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            E che problema c'è, scusa? L'opera veniva
            comunque creata... ti proeccupa tanto sapere CHI
            l'ha creata, se era ricco o
            povero?

            Per decidere se un libro mi piace, io lo leggo; e
            lo giudico in base a quello che leggo, non in
            base al fatto che chi l'ha scritto fosse ricco o
            povero, nobile o plebeo, bianco o
            nero.???????Non c'entra nulla con quello di cui stavamo parlando.Rileggi la discussione da qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3958139&m=3959075#p3959075E poi ripassa.

            I

            soldi, oltre a non essere garantiti, potevano

            provenire solo dai

            mecenati.

            E da chi altri dovrebbero provenire? Da te?Vabbè, parole in libertà...
            Ok; la domanda è: vogliamo che ci sia tale
            possibilità? A noi che vantaggio
            viene?Vai avanti a domandarlo tu, magari con un referendum, ché mi viene da ridere! (rotfl)

            , una possibilità

            che non c'era prima del diritto d'autore, a
            meno

            appunto di trovarsi un mecenate, o più
            mecenati,

            ancor

            meglio.

            Ed il mondo andava avanti lo stesso. Quindi,
            togliamo tale possibilità, e staremo tutti
            meglio.Poi aboliamo la mafia e lo sfruttamento della prostituzione. In cinque minuti si fa, e si sta molto meglio. Come abbiamo fatto a non pensarci prima.
            Quali composizioni? Parli di composizioni che non
            sai nemmeno se sono mai
            esistite?Altre parole in libertà. Nemmeno ti rispondo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            E che problema c'è, scusa? L'opera veniva

            comunque creata... ti proeccupa tanto sapere
            CHI

            l'ha creata, se era ricco o

            povero?



            Per decidere se un libro mi piace, io lo
            leggo;
            e

            lo giudico in base a quello che leggo, non in

            base al fatto che chi l'ha scritto fosse
            ricco
            o

            povero, nobile o plebeo, bianco o

            nero.

            ???????
            Non c'entra nulla con quello di cui stavamo
            parlando.
            Rileggi la discussione da qui:
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3958139&m=395
            E poi ripassa.C'entra.Sono tanti punti di vista della stessa questione che tu ti ostini a difendere non sapendo piu' dove attaccarti, e alla fine te la prendi col dito che indica la luna, la butti in caciara e fai chiudere il thread.


            I


            soldi, oltre a non essere garantiti,
            potevano


            provenire solo dai


            mecenati.



            E da chi altri dovrebbero provenire? Da te?

            Vabbè, parole in libertà...Tale'.

            Ok; la domanda è: vogliamo che ci sia tale

            possibilità? A noi che vantaggio

            viene?

            Vai avanti a domandarlo tu, magari con un
            referendum, ché mi viene da ridere!
            (rotfl)Noi non abbiamo questa necessita'.Le cose ci stanno bene come sono.Siete voi quelli che urlano, strillano e pretendono di intubare i dinosauri per mantenerli artificialmente in vita nonostante il meteorite.


            , una possibilità


            che non c'era prima del diritto
            d'autore,
            a

            meno


            appunto di trovarsi un mecenate, o più

            mecenati,


            ancor


            meglio.



            Ed il mondo andava avanti lo stesso. Quindi,

            togliamo tale possibilità, e staremo tutti

            meglio.

            Poi aboliamo la mafia e lo sfruttamento della
            prostituzione. In cinque minuti si fa, e si sta
            molto meglio. Come abbiamo fatto a non pensarci
            prima.Gia', esattamente come questa legge inutile.Si pretende di abolire la mafia per decreto e illudersi di aver risolto il problema.Puoi sempre provare a svuotare il mare col cucchiaino.

            Quali composizioni? Parli di composizioni
            che
            non

            sai nemmeno se sono mai

            esistite?

            Altre parole in libertà. Nemmeno ti rispondo.Argomnenti finiti come al solito.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Non c'entra nulla con quello di cui stavamo

            parlando.

            Rileggi la discussione da qui:


            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3958139&m=395

            E poi ripassa.
            C'entra.
            Sono tanti punti di vista della stessa questione
            che tu ti ostini a difendere non sapendo piu'
            dove attaccarti, e alla fine te la prendi col
            dito che indica la luna, la butti in caciara e
            fai chiudere il
            thread.Uh, guarda, non dormo la notte pensando a chi può essere artista e chi no, chi può guadagnare e chi no. Argomenti affascinanti. Un bel chissenefrega su tutta la questione, e via.


            Ok; la domanda è: vogliamo che ci sia
            tale


            possibilità? A noi che vantaggio


            viene?



            Vai avanti a domandarlo tu, magari con un

            referendum, ché mi viene da ridere!

            (rotfl)

            Noi non abbiamo questa necessita'.
            Le cose ci stanno bene come sono.
            Siete voi quelli che urlano, strillano e
            pretendono di intubare i dinosauri per mantenerli
            artificialmente in vita nonostante il
            meteorite.Però vai avanti a chiedere perché "vogliamo che ci sia tale possibilità? A noi che vantaggio viene?". Così rido anche con te. (rotfl)


            Ed il mondo andava avanti lo stesso.
            Quindi,


            togliamo tale possibilità, e staremo
            tutti


            meglio.



            Poi aboliamo la mafia e lo sfruttamento della

            prostituzione. In cinque minuti si fa, e si
            sta

            molto meglio. Come abbiamo fatto a non
            pensarci

            prima.

            Gia', esattamente come questa legge inutile.
            Si pretende di abolire la mafia per decreto e
            illudersi di aver risolto il
            problema.Io non mi illudo di abolire la mafia per decreto. Peccato che c'è chi si illude che assieme a quattro gatti su PI ci sia la possibilità di abolire la SIAE, il diritto d'autore, o l'equo compenso. Magari per decreto.
            Puoi sempre provare a svuotare il mare col
            cucchiaino.Non ho questa esigenza. Forse sei tu che aspiri a queste imprese, da buon rivoluzionario da tastiera.
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Io non mi illudo di abolire la mafia per decreto.
            Peccato che c'è chi si illude che assieme a
            quattro gatti su PI ci sia la possibilità di
            abolire la SIAE, il diritto d'autore, o l'equo
            compenso. Magari per decreto.
            Ottimo paragone: SIAE e mafia, a questo applaudo.Il problema è che la mafia agisce al di fuori dello stato e contro le sue leggi, mentre la SIAE succhia soldi grazie a leggine create ad hoc, il che è a mio parere anche più grave.Quattro gatti su PI? Really? Io sono convinto che se tutti gli italiani leggessero il servizio di Report sulla SIAE e la storia delle mille agevolazioni, del prelievo sui supporti, dei bollini fuorilegge per cui l'UE ci ha XXXXXato (bollini che doveva apporre anche chi distribuiva software libero su CD allegato a una rivista, quindi zero roba della SIAE), la stragrande maggioranza sarebbe favorevole all'appendere i SIAini a testa in giù, soprattutto in questo periodo di crisi.Illudermi che succeda? Ahimé, la vedo grigia. Sono ancora più convinto che la stragrande maggioranza degli italiani sarebbero favorevoli a tagliare del 50% lo stipendio dei parlamentari, ma so anche che non si farà mai. Questo non vuol dire che allora si debba concludere che le cose vanno bene così come stanno.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.




            Io non mi illudo di abolire la mafia per
            decreto.

            Peccato che c'è chi si illude che assieme a

            quattro gatti su PI ci sia la possibilità di

            abolire la SIAE, il diritto d'autore, o
            l'equo

            compenso. Magari per decreto.


            Ottimo paragone: SIAE e mafia, a questo applaudo.Speriamo che non introducano anche lo scioglimento di qualche ente per "infiltrazione da SIAE". : O che qualche giudice si svegli la mattina e formalizzi un'accusa per "concorso esterno in associazione di stampo SIAE". :(
            Il problema è che la mafia agisce al di fuori
            dello stato e contro le sue leggi, mentre la SIAE
            succhia soldi grazie a leggine create ad hoc, il
            che è a mio parere anche più
            grave.
            Quattro gatti su PI? Really? Io sono convinto che
            se tutti gli italiani leggessero il servizio di
            Report sulla SIAE e la storia delle mille
            agevolazioni, del prelievo sui supporti, dei
            bollini fuorilegge per cui l'UE ci ha XXXXXato
            (bollini che doveva apporre anche chi distribuiva
            software libero su CD allegato a una rivista,
            quindi zero roba della SIAE), la stragrande
            maggioranza sarebbe favorevole all'appendere i
            SIAini a testa in giù, soprattutto in questo
            periodo di
            crisi.
            Illudermi che succeda? Ahimé, la vedo grigia.Non confondere la SIAE con il diritto d'autore. Il diritto d'autore è nato molto prima e la SIAE ne amministra solo alcuni aspetti. Purtroppo in Italia gli enti di diritto pubblico sono i nuovi feudatari, possono fare quel che vogliono e hanno pochissime autorità sopra di sé. Qui parliamo di SIAE, ma non è che l'ACI, sul versante automobilistico, sia meglio.
            Sono ancora più convinto che la stragrande
            maggioranza degli italiani sarebbero favorevoli a
            tagliare del 50% lo stipendio dei parlamentari,
            ma so anche che non si farà mai. La retribuzione del parlamentari è legata per legge alla retribuzione dei magistrati. Abbassa tu lo stipendio ai magistrati, e poi vedi che succede.Per svincolare le due retribuzioni ci vogliono interventi legislativi complessi.
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Non confondere la SIAE con il diritto d'autore.
            Il diritto d'autore è nato molto prima e la SIAE
            ne amministra solo alcuni aspetti.
            Attenzione: io non sono contro il diritto d'autore, non ho niente in contrario a pagare per usufruire di musica, film e giochi. Entro certi limiti, il che è ovviamente soggettivo ed arbitrario; da quando però mi sono iscritto ad eMusic sono soddisfatto dell'offerta. C'era anche un ottimo servizio di Esselunga, ma credo che non abbia avuto sucXXXXX ed ha chiuso. In compenso 7Digital pretende troppo, a parer mio, non ci comprerei nulla.Il volo pindarico per dire che comunque non sono per l'abolizione tout court ma solo per un venirsi incontro ragionevole. Quindi distinguo sì diritto d'autore e le società di raccolta, e ce l'ho principalmente con queste ultime, o comunque con quelli che considero abusi legati al primo, stile i contratti-fiume in politichese per qualsiasi servizio, stile PS+, XBox Live o Steam. PAGO, nessun problema, ma vorrei termini semplici e non vessatori!
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: cicciobello

            Guarda che non sto negando l'esistenza di
            persone

            che amano scrivere. Sto parlando della

            possibilità di vivere di questo

            Ok; la domanda è: vogliamo che ci sia tale
            possibilità? A noi che vantaggio
            viene?Sembri i nostri politici la cultura non si mangia, poveri noi :'(
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Le lapidi costano, non avrebbe potuto permettersi
            nemmeno quella.

            Comunque Ugo Foscolo fece quasi quella fine. All'ombra dei cipressi e dentro l'urne, e' forse il sonno della morte men duro?


            A parte coloro, e non erano pochi, che
            erano


            ricchi di famiglia, e non avevano
            necessità

            di


            guadagnarsi la pagnotta.



            La cultura, l'arte e gli studi sono sempre
            stati

            materia per nobili e

            ricchi.

            La plebaglia doveva lavorare la terra.

            Questo tuttavia non ha impedito la creazione
            di

            opere.

            Da parte di persone che erano già ricche di loro,
            e cercavano solo di diventare ricche di gloria. I
            soldi, oltre a non essere garantiti, potevano
            provenire solo dai
            mecenati.Esatto. Ricchezza di gloria. Questa e' la ricompensa dell'artista.Lo era, e lo sara' sempre.

            La storia dell'umanita' e con essa quella

            dell'arte, comincia molto prima ed e' molto
            piu'

            vasta.

            Non limitarti a poche decine di esempi delle

            corti

            rinascimentali.

            Sono quelle di cui abbiamo fonti attendibili per
            quanto riguarda gli
            autori.Il numero di opere di cui gli autori sono ignoti, e' immenso.Hanno forse meno valore?Dimostrazione che anche il diritto d'autore non serve.
            Certo mi piacerebbe fare lo stesso discorso per
            l'anonimo autore del romanzo <I
            Le
            avventure di Sinuhe </I
            , scritto in
            antico egiziano. Ma non sappiamo nulla di
            lui.E che c'e' da sapere?Forse tu sai qualcosa di qualunque autore a caso?Ma soprattuto te ne frega qualcosa?Si legge un libro per il libro, non per l'autore.Si ammira un quadro per il quadro, non per il pittore.Si guarda un film per il film, non per il regista.

            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica
            Grecia,
            e

            neppure in estremo oriente e neanche
            nell'america

            pre-colombiana.

            Eppure c'era arte.

            Purtroppo non lo sappiamo. Nel senso che dei
            problemi economici dei grandi scrittori o dei
            grandi artisti non ci è stata tramandata
            notizia.Ma le opere si', e tanto basta.La questione e' se in assenza di qualsivoglia diritto c'e' qualcuno disposto a creare opere d'arte, e la risposta e' si'.
            Indirettamente capiamo però che non era affatto
            un fenomeno raro: Pindaro, il poeta greco,
            scrisse delle odi per il tiranno Gerone I di
            Siracusa proprio mentre era suo ospite. Basta
            fare due più due...Si vede che tu sei abituato a ringraziare chi ti ospita a cena ruttandogli in faccia.Altri invece ripagano l'ospitalita' a modo loro.

            E vogliamo parlare di quel tale che scrisse

            un'opera come il De Bello Gallico? A che
            pro,
            se

            non per il piacere di

            scrivere?

            Guarda che non sto negando l'esistenza di persone
            che amano scrivere.E allora che cosa stai dicendo?
            Sto parlando della
            possibilità di vivere di questo, una possibilità
            che non c'era prima del diritto d'autore, a meno
            appunto di trovarsi un mecenate, o più mecenati,
            ancor meglio.Ma se abbiamo appena visto che il mondo e' pieno di opere d'arte!E uno, prima di trovarsi un mecenate, deve dimostrare di essere un artista!

            Guarda che niente e nessuno ti impedisce di
            fare

            l'artista nel tempo

            libero.

            Questo discorso dell'artista a tempo pieno
            e'
            una

            balla

            colossale.

            Non me lo impedisce, ma gli artisti sono così.
            Che ci vuoi
            fare?
            Se sono convinti di essere veri artisti non
            accettano di fare un secondo lavoro. Piuttosto
            smettono di
            comporre.Questo lascialo dire agli artisti.Che il tuo discorso l'ho sentito solo fare dagli intermediari parassiti, che piuttosto che lavorare preferiscono fare azioni lobbistiche presso il governo per ottenere leggi ad parassitam.

            Prima ti preoccupi del tuo sostentamento e di

            quello della tua famiglia, e poi fai

            l'artista.

            Che vuoi che ti dica? Non tutti ragionano così.Prego, quelli sono i ponti dove dormire stanotte.
            Veramente Mozart produceva, e molto bene, anche
            quando era sotto padrone (il padrone era
            l'arcivescovo Colloredo). Non era certo
            necessario diventare povero e indipendente per
            comporre certe cose. No, ma sotto padrone devi anche fare quello che vuole il padrone, ogni tanto.
            Ma a un certo punto ha
            litigato... Fine degli introiti sicuri.E fine delle marchette.Solo musica ispirata.
            È andata così.Per fortuna.Oggi invece c'e' giastin biberon. Trova le differenze.



            Ma tutti i non-geni avevano il

            mecenate? No.

            Assolutamente no. Di loro nulla sappiamo, le loro
            composizioni sono andate al macero perché
            all'epoca la carta
            costava.E oggi vogliono tassare gli hard disk!

            Che discorsi, pure il Manzoni allora.

            No, il Manzoni era ricco di famiglia. Non ha mai
            lavorato, a parte ovviamente come scrittore.
            Aveva dei terreni, ma li faceva coltivare ad
            altri.Quanto ti sbagli.Il Manzoni coltivava personalmente le sue vigne, e i suoi gelsi, e ha anche importato le ortensie dall'oriente.Certo aveva dei lavoranti, ma si sXXXXXva le mani nei campi ben volentieri.

            E comunque molto meglio pochi scrittori che
            fanno

            altro e scrivono nel tempo libero che tanti

            parassiti.

            Adesso stabilisci tu cosa è "molto meglio" di
            tutto ciò che accade attorno a te?
            :)Preferisci stabilirlo tu che cosa e' molto meglio per me?
            Io ti dico che la storia è andata così, poi tu
            fa' quel che credi, e gli altri faranno
            altrettanto.Tu stai scrivendo la storia senza prima aver vinto.La storia la scrivono i vincitori.E siccome il finale di questa storia sara' l'estizione di editori e videotecari, puoi ben immaginare chi vincera'.

            Per fortuna oggi abbiamo gli hard disk, e
            qualche

            cieco parassita vorrebbe tassarli per farli

            diventare come la carta

            dell'epoca.



            Quale crimine contro l'umanita'!

            Sì sì, affronteranno tutti la Norimberga del
            diritto d'autore, e uno dei capi d'imputazione
            sarà la tassa sugli hard disk: ha sterminato
            interi popoli.
            (rotfl)E come al solito, in assenza di controargomentazioni, butti in caciara.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Comunque Ugo Foscolo fece quasi quella fine.

            All'ombra dei cipressi e dentro l'urne, e' forse
            il sonno della morte men
            duro?Ecco, in un certo senso è stato profetico.
            Esatto. Ricchezza di gloria. Questa e' la
            ricompensa
            dell'artista.
            Lo era, e lo sara' sempre.Be', ad alcuni non basta. :)Com'è veniale, a volte, la gente, vero?!?
            Il numero di opere di cui gli autori sono ignoti,
            e'
            immenso.
            Hanno forse meno valore?
            Dimostrazione che anche il diritto d'autore non
            serve.Io sostengo che è andata ovunque così. Per il Rinascimento abbiamo notizie inoppugnabili, talmente il sistema era codificato. Per l'antica Grecia e l'antica Roma abbiamo indizi frammentari (il signor Mecenate era davvero uno che pagava le spese agli artisti). E per tutto il resto del mondo non abbiamo notizie, solo arte. Nella vita, da che mondo è mondo, nessuno dà niente per niente. C'è chi fa qualcosa per niente, l'artista, ma deve mangiare anche lui.

            Certo mi piacerebbe fare lo stesso discorso
            per

            l'anonimo autore del romanzo <I
            Le

            avventure di Sinuhe </I
            , scritto in

            antico egiziano. Ma non sappiamo nulla di

            lui.

            E che c'e' da sapere?
            Forse tu sai qualcosa di qualunque autore a caso?No.
            Ma soprattuto te ne frega qualcosa?Se non te ne fossi accorto, sto sostenendo che gli artisti, in assenza del diritto d'autore, trovano i loro introiti in altro modo. Interessarsi alla loro biografia è l'unico sistema, e dovresti farlo anche tu.

            Purtroppo non lo sappiamo. Nel senso che dei

            problemi economici dei grandi scrittori o dei

            grandi artisti non ci è stata tramandata

            notizia.
            Ma le opere si', e tanto basta.Lo so da me, grazie.Guarda che se <I
            Il pulcino pio </I
            verrà ancora suonato tra 300 anni non è mica merito del diritto d'autore, non sto affermando questo.Sto dicendo che l'arte è magari gratuita, ma l'artista mai. Qualcuno che paga in quel mondo ci deve essere comunque. Poi che passi alla storia o meno, è irrilevante. Il diritto d'autore riguarda il presente, al massimo 70 anni dopo il presente.
            La questione e' se in assenza di qualsivoglia
            diritto c'e' qualcuno disposto a creare opere
            d'arte, e la risposta e'
            si'.In assenza del diritto d'autore, magari sì, sarebbe solo un passo indietro gigantesco. In assenza di soldi no.L'ho detto: quando Mozart era il musico dell'arcivescovo di Salisburgo lo stipendio lo percepiva regolarmente, mica lo utilizzava tutto in opere di beneficenza.

            Indirettamente capiamo però che non era
            affatto

            un fenomeno raro: Pindaro, il poeta greco,

            scrisse delle odi per il tiranno Gerone I di

            Siracusa proprio mentre era suo ospite. Basta

            fare due più due...
            Si vede che tu sei abituato a ringraziare chi ti
            ospita a cena ruttandogli in
            faccia.
            Altri invece ripagano l'ospitalita' a modo loro.Non fare paragoni asimmetrici, perché l'ospitalità di un regnante è totalmente diversa da quella di un amico per la cena. Le odi di Pindaro per Gerone non erano un "ringraziamento" opzionale.
            Questo lascialo dire agli artisti.E lasciamoglielo dire. Nessun artista è favorevole all'abolizione del diritto d'autore. Fra quelli che vendono, almeno. Fine della consultazione, si traggano le conseguenze.
            Che il tuo discorso l'ho sentito solo fare dagli
            intermediari parassiti, che piuttosto che
            lavorare preferiscono fare azioni lobbistiche
            presso il governo per ottenere leggi ad
            parassitam.È un lavoro anche quello, e sorprendentemente è pure legale. Pensa che invece i siti con link a materiale protetto sono vietati praticamente in tutto il mondo. Guarda un po' in che mondo ti tocca vivere.
            Prego, quelli sono i ponti dove dormire stanotte.No, non è così facile. Non hai il potere di far fallire un intero sistema che esiste da un secolo abbondante, oramai. E non hai il poter di dire agli artisti quanto devono chiedere come compenso.

            Veramente Mozart produceva, e molto bene,
            anche

            quando era sotto padrone (il padrone era

            l'arcivescovo Colloredo). Non era certo

            necessario diventare povero e indipendente
            per

            comporre certe cose.

            No, ma sotto padrone devi anche fare quello che
            vuole il padrone, ogni
            tanto.Assolutamente sì.Il diritto d'autore ha slegato l'artista da questa dipendenza. A quel punto poteva comporre come più gli piaceva, e metterci nei testi quel che più gli piaceva, anche contro i potenti.E scusami se è poco.

            Ma a un certo punto ha

            litigato... Fine degli introiti sicuri.

            E fine delle marchette.
            Solo musica ispirata.Non tutti sono disposti a barattare l'ispirazione con gli stenti. E quindi viva le marchette, se il diritto d'autore non ci sarà più.Pensaci.
            Oggi invece c'e' giastin biberon. Trova le
            differenze.Non ci sono.A parte che è stato scoperto quando aveva ancora 13 anni da uno degli intermediari che tanto disprezzi, Scooter Braun, altre differenze non ne vedo.


            Che discorsi, pure il Manzoni allora.



            No, il Manzoni era ricco di famiglia. Non ha
            mai

            lavorato, a parte ovviamente come scrittore.

            Aveva dei terreni, ma li faceva coltivare ad

            altri.

            Quanto ti sbagli.
            Il Manzoni coltivava personalmente le sue vigne,
            e i suoi gelsi, e ha anche importato le ortensie
            dall'oriente.Ma sì, queste sono le immagini da agiografia.C'è una certa differenza fra agricoltura e giardinaggio!Adesso vedo un'immagine dell'istituto Luce con Mussolini che zappa, e vado a pensare che era un contadino. Andiamo, un mezzo piede per terra, ogni tanto.

            Adesso stabilisci tu cosa è "molto meglio" di

            tutto ciò che accade attorno a te?

            :)

            Preferisci stabilirlo tu che cosa e' molto meglio
            per
            me?Lo stabilisce il mercato. Semplicemente. Se gli artisti un giorno saranno pochi ma buoni, vorrà dire che al mercato andrà bene così.
            Tu stai scrivendo la storia senza prima aver
            vinto.
            La storia la scrivono i vincitori.
            E siccome il finale di questa storia sara'
            l'estizione di editori e videotecari, puoi ben
            immaginare chi
            vincera'.Non c'è un finale nella storia, non è mica un film dei Vanzina!Per ora esistono le etichette discografiche, esistono le case cinematografiche, e soprattutto esistono persone desiderose di lavorare per loro. Segni di cedimento non ne vedo.
            E come al solito, in assenza di controargomentazioni, butti in caciara.È stato più forte di me. Quando tiri fuori simili termini a proposito di un balzello sugli hard disk trattenersi è impossibile. (rotfl)
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            Comunque Ugo Foscolo fece quasi quella
            fine.




            All'ombra dei cipressi e dentro l'urne, e'
            forse

            il sonno della morte men

            duro?

            Ecco, in un certo senso è stato profetico.No, e' stato un genio, un artista.

            Il numero di opere di cui gli autori sono
            ignoti,

            e'

            immenso.

            Hanno forse meno valore?

            Dimostrazione che anche il diritto d'autore
            non

            serve.

            Io sostengo che è andata ovunque così.Puoi sostenere quello che vuoi senza prove.
            Per il
            Rinascimento abbiamo notizie inoppugnabili,
            talmente il sistema era codificato. Benissimo, mi parli del Caravaggio allora sig. Leguleio, e di come il mecenatismo abbia influito nella sua produzione artistica.
            Per l'antica
            Grecia e l'antica Roma abbiamo indizi frammentari
            (il signor Mecenate era davvero uno che pagava le
            spese agli artisti). L'unico, a quanto parte.
            E per tutto il resto del
            mondo non abbiamo notizie, solo arte.Quindi l'arte e' certa, il mecenatismo non sempre, non ovunque.Occam non avrebbe dubbi sulla conclusione del ragionamento.
            Nella vita, da che mondo è mondo, nessuno dà
            niente per niente. Eccone un altro che non ha mai donato il sangue, ma che sara' sicuramente pronto a lamentarsi se non c'e' sangue quando avra' bisogno di una trasfusione.
            C'è chi fa qualcosa per
            niente, l'artista, ma deve mangiare anche
            lui.Non confondere il mangiare con l'arricchimento smodato.Sono due cose ben diverse.Gli artisti che vogliono solo mangiare, mangiano, e spesso anche bene.
            Se non te ne fossi accorto, sto sostenendo che
            gli artisti, in assenza del diritto d'autore,
            trovano i loro introiti in altro modo.
            Interessarsi alla loro biografia è l'unico
            sistema, e dovresti farlo anche tu.Benissimo.Ripartiamo da qua.In assenza del diritto d'autore, gli artisti, che sono geniali ed intelligenti, trovano introiti in altro modo.Gli intermediari parassiti invece no.E sono proprio questi ultimi a piangere miseria dicendo "poveri autori come fanno senza il diritto d'autore", quando invece stanno solo cercando di difendere le loro rendite parassitarie.
            Guarda che se <I
            Il pulcino pio
            </I
            verrà ancora suonato tra 300 anni non
            è mica merito del diritto d'autore, non sto
            affermando questo.Il pulcino pio ha gia' smesso di esistere.
            Sto dicendo che l'arte è magari gratuita, ma
            l'artista mai.Infatti si paga il biglietto per vedere l'artista.
            Qualcuno che paga in quel mondo ci
            deve essere comunque. Poi che passi alla storia o
            meno, è irrilevante. Il diritto d'autore riguarda
            il presente, al massimo 70 anni dopo il
            presente.No, quello e' il copyright.Il diritto d'autore e' quello che sancisce che la Gioconda l'ha dipinta Leonardo, e questo e' una cosa ETERNA.
            In assenza del diritto d'autore, magari sì,
            sarebbe solo un passo indietro gigantesco. In
            assenza di soldi no.Sei passato dal mangiare ai soldi?Guarda che i soldi mica si mangiano.
            L'ho detto: quando Mozart era il musico
            dell'arcivescovo di Salisburgo lo stipendio lo
            percepiva regolarmente, mica lo utilizzava tutto
            in opere di beneficenza.Mi sbagliero', ma in quel periodo Mozart lavorava per l'arcivescovo, e quindi riceveva stipendio.Veniva pagato per suonare. Componeva nel suo tempo libero.

            Altri invece ripagano l'ospitalita' a modo
            loro.

            Non fare paragoni asimmetrici, perché
            l'ospitalità di un regnante è totalmente diversa
            da quella di un amico per la cena.Vero. Quando mi invitano a cena i reali, non porto mai il vino o il dolce.
            Le odi di Pindaro per Gerone non erano un
            "ringraziamento" opzionale.Rigiriamo il punto di vista.Perche' Gerone invitava Pindaro alle cene e non Leguleio?

            Questo lascialo dire agli artisti.

            E lasciamoglielo dire.
            Nessun artista è favorevole all'abolizione del
            diritto d'autore. Fra quelli che vendono, almeno.Quelli che vendono non sono artisti.Abbiamo detto (lo hai detto tu) che Leonardo, se fosse caduto in disgrazia presso la corte per cui lavorava, avrebbe trovato sicuramente un altro modo per sbarcare il lunario.Leonardo era un artista.
            Fine della consultazione, si traggano le
            conseguenze.Le conseguenze sono che chi e' intelligente ce la fa.Gli altri hanno bisogno di protettori.

            Prego, quelli sono i ponti dove dormire
            stanotte.

            No, non è così facile.
            Non hai il potere di far fallire un intero
            sistema che esiste da un secolo abbondante,
            oramai.E allora se non ho questo potere perche' tutto questo fermento?Laissez faire, laissez passer
            E non hai il poter di dire agli artisti quanto
            devono chiedere come
            compenso.Ho il potere di dire agli artisti quanto devono chiedere come compenso A ME. E ognuno ha questo potere.Fai un po' la somma, e poi dimmi il risultato.
            Assolutamente sì.
            Il diritto d'autore ha slegato l'artista da
            questa dipendenza. A quel punto poteva comporre
            come più gli piaceva, e metterci nei testi quel
            che più gli piaceva, anche contro i
            potenti.
            E scusami se è poco.Mentre adesso che i potenti sono le major, siamo tornati ai tempi oscuri, con la differenza che il legame con cui le major vincolano l'artista sono riusciti a farlo diventare legge.E gli artisti sono costretti a cantare quello che vogliono le major.
            Non tutti sono disposti a barattare l'ispirazione
            con gli stenti.

            E quindi viva le marchette, se il diritto
            d'autore non ci sarà
            più. Pensaci.Quindi tutta l'arte antica e' una marchetta?

            Oggi invece c'e' giastin biberon. Trova le

            differenze.

            Non ci sono.
            A parte che è stato scoperto quando aveva ancora
            13 anni da uno degli intermediari che tanto
            disprezzi, Scooter Braun, altre differenze non ne
            vedo.Per la voce o per la faccia?

            Quanto ti sbagli.

            Il Manzoni coltivava personalmente le sue
            vigne,

            e i suoi gelsi, e ha anche importato le
            ortensie

            dall'oriente.

            Ma sì, queste sono le immagini da agiografia.
            C'è una certa differenza fra agricoltura e
            giardinaggio!C'e' maggior differenza tra giardinaggio e passare le notti in osteria a giocare a carte come faceva il Marchese del Grillo.
            Adesso vedo un'immagine dell'istituto Luce con
            Mussolini che zappa, e vado a pensare che era un
            contadino. Andiamo, un mezzo piede per terra,
            ogni tanto.La differenza e' che il Manzoni non zappava per farsi riprendere dall'istituto Luce.
            Lo stabilisce il mercato. Semplicemente. Se gli
            artisti un giorno saranno pochi ma buoni, vorrà
            dire che al mercato andrà bene così.L'arte non e' merce di scambio.Il mercato non stabilisce proprio niente.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Io sostengo che è andata ovunque così.

            Puoi sostenere quello che vuoi senza prove.No, le prove le ho. Gli scrittori di corte. Gli scrittori che hanno parlato bene delle persone di cui sono state ospiti. Uno scambio bello e buono.

            Per il

            Rinascimento abbiamo notizie inoppugnabili,

            talmente il sistema era codificato.

            Benissimo, mi parli del Caravaggio allora sig.
            Leguleio, e di come il mecenatismo abbia influito
            nella sua produzione
            artistica.Non capisco questo tono. Caravaggio ebbe diversi committenti. Quando i committenti erano ecclesiastici, faceva i pudicissimi dipinti sulla vita di Matteo. Quando invece si rivolgeva a un pubblico meno pudibondo, un marchese ed intellettuale del tempo, poteva dipingere l'Amore vittorioso.

            Per l'antica

            Grecia e l'antica Roma abbiamo indizi
            frammentari

            (il signor Mecenate era davvero uno che
            pagava
            le

            spese agli artisti).

            L'unico, a quanto parte.Ma figuriamoci se era l'unico! Stai cercando tutti gli appigli per difendere le tue idee.

            E per tutto il resto del

            mondo non abbiamo notizie, solo arte.

            Quindi l'arte e' certa, il mecenatismo non
            sempre, non
            ovunque.
            Occam non avrebbe dubbi sulla conclusione del
            ragionamento.Quale ragionamento?Io qui non ne vedo. Vedo solo qualcuno che fa battute che non fanno ridere.
            Eccone un altro che non ha mai donato il sangue,
            ma che sara' sicuramente pronto a lamentarsi se
            non c'e' sangue quando avra' bisogno di una
            trasfusione.Il sangue si dà perché ne potrebbe avere urgentemente bisogno un nostro amico, o familiare. Ed è un quarto d'ora ogni tre mesi (sei mesi per le donne), non ha alcuna ripercussione sulla salute.Nei paesi in cui è consentito, il rene si vende, non si dona. E a caro prezzo.
            Non confondere il mangiare con l'arricchimento
            smodato.
            Sono due cose ben diverse.
            Gli artisti che vogliono solo mangiare, mangiano,
            e spesso anche
            bene.I soldi non bastano mai. Agli artisti non si addice il voto di povertà. Chiamali scemi.
            Ripartiamo da qua.
            In assenza del diritto d'autore, gli artisti, che
            sono geniali ed intelligenti, trovano introiti in
            altro
            modo.Ma non è detto. Possono semplicemente smettere di fare gli artisti. Se la loro professionalità non è riconosciuta, si ritirano.

            Sto dicendo che l'arte è magari gratuita, ma

            l'artista mai.

            Infatti si paga il biglietto per vedere l'artista.Gli autoriduttori non sono d'accordo con te. Anzi non erano, ora non ci sono più:http://it.wikipedia.org/wiki/AutoriduttoriComunque l'artista vuole guadagnare anche dall'opera in sé, e non solo dai concerti. E vuole evitare che facendo concerti altri guadagnino sulle sue opere. E un metodo diverso non c'è che il diritto d'autore.
            No, quello e' il copyright.Hai le idee confuse. Quella è la formulazione anglosassone, ma alla fine i diritti protetti sono gli stessi, oggi.
            Il diritto d'autore e' quello che sancisce che la
            Gioconda l'ha dipinta Leonardo, e questo e' una
            cosa
            ETERNA.Quella è una parte, e si chiama diritto morale. Riguarda la paternità. Ed esiste anche nella leggi sul copyright.
            Guarda che i soldi mica si mangiano.No, ma semplificano la vita.
            Mi sbagliero', ma in quel periodo Mozart lavorava
            per l'arcivescovo, e quindi riceveva
            stipendio.
            Veniva pagato per suonare. Componeva nel suo
            tempo
            libero.Probabilmente è così. Ma il punto è sempre quello: finché aveva un posto fisso, con sufficiente tempo libero, non se la passava male. Lasciato quello, si è accorto rapidamente che la musica che componeva, per quanto apprezzata, non dava di che sostentarsi.
            Quando mi invitano a cena i reali, non porto mai
            il vino o il
            dolce.Ma ci si aspetta che scrivi un programma per loro. Diversamente non sarai mai più invitato, e considerato come ingrato.

            Le odi di Pindaro per Gerone non erano un

            "ringraziamento" opzionale.

            Rigiriamo il punto di vista.
            Perche' Gerone invitava Pindaro alle cene e non
            Leguleio?Guarda che avrà invitato anche legulei. Solo che non era un avvenimento degno di nota, non ci è stato tramandato.

            Nessun artista è favorevole all'abolizione
            del

            diritto d'autore. Fra quelli che vendono,
            almeno.
            Quelli che vendono non sono artisti.
            Abbiamo detto (lo hai detto tu) che Leonardo, se
            fosse caduto in disgrazia presso la corte per cui
            lavorava, avrebbe trovato sicuramente un altro
            modo per sbarcare il
            lunario."Sbarcare il lunario" è cosa diversa da passarsela bene, presso le corti in cui era invitato. Sì, probabilmente grazie al suo talento eclettico qualcosa da fare lo avrebbe trovato. Ma non è detto che questo qualcosa sarebbe passato alla storia come opera degna di nota.

            Fine della consultazione, si traggano le

            conseguenze.

            Le conseguenze sono che chi e' intelligente ce la
            fa.
            Gli altri hanno bisogno di protettori.Ma no, magari fosse così semplice. Il diritto d'autore protegge sia i compositori intelligenti sia quelli scemi. Basta che abbiano sucXXXXX.Chi non ha sucXXXXX, dal diritto d'autore non ricava nulla.
            E allora se non ho questo potere perche' tutto
            questo
            fermento?
            Laissez faire, laissez passerIl fermento è solo tuo. Io ho solo precisato che prima del diritto d'autore gli artisti vivono grazie alla generosità delle corti e dei ricchi committenti.
            Ho il potere di dire agli artisti quanto devono
            chiedere come compenso A ME. E ognuno ha questo
            potere.
            Fai un po' la somma, e poi dimmi il risultato.Parla per te, e non ho nulla in contrario.
            Mentre adesso che i potenti sono le major, siamo
            tornati ai tempi oscuri, con la differenza che il
            legame con cui le major vincolano l'artista sono
            riusciti a farlo diventare
            legge.
            E gli artisti sono costretti a cantare quello che
            vogliono le
            major.In effetti l'originalità è andata a nascondersi. È tutta una rincorsa a incidere le cover e a imitarsi l'un l'altro. :(Almeno le case discografiche non invitano i cantanti a celebrare con una canzone com'è brava la UMG, la Sony o la Warner, e come vuole bene ai suoi artisti. Li spinge a essere commerciali, ma lasciando carta bianca.

            E quindi viva le marchette, se il diritto

            d'autore non ci sarà

            più. Pensaci.

            Quindi tutta l'arte antica e' una marchetta?Buona parte sicuramente. Opera su commissione. Ma non avendo più l'artista che ci viene a dire con le sue parole "Io quell'opera non volevo farla, ma me l'hanno chiesta, non potevo dire no", non ce ne possiamo rendere conto, se non in casi di piaggeria smaccati.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            Io sostengo che è andata ovunque così.



            Puoi sostenere quello che vuoi senza prove.

            No, le prove le ho. Gli scrittori di corte. Gli
            scrittori che hanno parlato bene delle persone di
            cui sono state ospiti. Uno scambio bello e
            buono.La possibilita' che ne parlassero bene perche' era cosi', non ti passa proprio?

            Benissimo, mi parli del Caravaggio allora
            sig.

            Leguleio, e di come il mecenatismo abbia
            influito

            nella sua produzione

            artistica.

            Non capisco questo tono. Caravaggio ebbe diversi
            committenti. Quando i committenti erano
            ecclesiastici, faceva i pudicissimi dipinti sulla
            vita di Matteo. Quando invece si rivolgeva a un
            pubblico meno pudibondo, un marchese ed
            intellettuale del tempo, poteva dipingere l'Amore
            vittorioso.E la condanna a morte?

            L'unico, a quanto parte.


            Ma figuriamoci se era l'unico!Citamene altri.
            Stai cercando
            tutti gli appigli per difendere le tue
            idee.No, sto solo smontando le tue.Le mie idee si difendono da sole.

            Quindi l'arte e' certa, il mecenatismo non

            sempre, non

            ovunque.

            Occam non avrebbe dubbi sulla conclusione del

            ragionamento.

            Quale ragionamento?
            Io qui non ne vedo. Vedo solo qualcuno che fa
            battute che non fanno
            ridere.Quindi l'arte e' certa, il mecenatismo nonsempre, non ovunque.

            Eccone un altro che non ha mai donato il
            sangue,

            ma che sara' sicuramente pronto a lamentarsi
            se

            non c'e' sangue quando avra' bisogno di una

            trasfusione.

            Il sangue si dà perché ne potrebbe avere
            urgentemente bisogno un nostro amico, o
            familiare. Ed è un quarto d'ora ogni tre mesi
            (sei mesi per le donne), non ha alcuna
            ripercussione sulla
            salute.Tu comunque, nonostante non ci sia alcuna ripercussione sulla salute, non sei un donatore di sangue, e ti permetti di sentenziare che nessuno dona niente per niente.
            Nei paesi in cui è consentito, il rene si vende,
            non si dona. E a caro prezzo.Ho parlato di reni, io?
            I soldi non bastano mai. Agli artisti non si
            addice il voto di povertà. Chiamali
            scemi.Tra la ricchezza smodata e la poverta' c'e' una numerosa serie di vie di mezzo.

            Ripartiamo da qua.

            In assenza del diritto d'autore, gli
            artisti,
            che

            sono geniali ed intelligenti, trovano
            introiti
            in

            altro

            modo.

            Ma non è detto.E' detto. Tu lo hai detto.
            Possono semplicemente smettere di
            fare gli artisti. Se la loro professionalità non
            è riconosciuta, si ritirano.Ma non muoiono di fame.


            Sto dicendo che l'arte è magari
            gratuita,
            ma


            l'artista mai.



            Infatti si paga il biglietto per vedere
            l'artista.

            Gli autoriduttori non sono d'accordo con te. Anzi
            non erano, ora non ci sono
            più:
            http://it.wikipedia.org/wiki/AutoriduttoriAmen.
            Comunque l'artista vuole guadagnare anche
            dall'opera in sé, e non solo dai concerti.No. Non e' l'artista che vuole questo, ma gli intermediari parassiti che lo sfruttano.
            E vuole evitare che facendo concerti altri
            guadagnino sulle sue opere. Che significa?
            E un metodo diverso
            non c'è che il diritto
            d'autore.



            No, quello e' il copyright.

            Hai le idee confuse. Quella è la formulazione
            anglosassone, ma alla fine i diritti protetti
            sono gli stessi, oggi.Le idee confuse le hai tu, come sempre.

            Guarda che i soldi mica si mangiano.

            No, ma semplificano la vita.Se sei un artista famoso hai gia' la vita piu' semplice.

            Mi sbagliero', ma in quel periodo Mozart
            lavorava

            per l'arcivescovo, e quindi riceveva

            stipendio.

            Veniva pagato per suonare. Componeva nel suo

            tempo

            libero.

            Probabilmente è così. Ma il punto è sempre
            quello: finché aveva un posto fisso, con
            sufficiente tempo libero, non se la passava male.Come chiunque, me compreso.Complimenti per aver scoperto il rubinetto dell'acqua calda.
            Lasciato quello, si è accorto rapidamente che la
            musica che componeva, per quanto apprezzata, non
            dava di che sostentarsi.Se ci fosse stato il forum di PI all'epoca, glielo avremmo detto chiaramente.

            Quando mi invitano a cena i reali, non porto
            mai

            il vino o il

            dolce.

            Ma ci si aspetta che scrivi un programma per
            loro.Con piacere.Mi offenderei se non me lo chiedessero.
            Diversamente non sarai mai più invitato, e
            considerato come
            ingrato.A differenza tua, a me piace fare le cose che faccio.Come a tutti gli artisti.

            Rigiriamo il punto di vista.

            Perche' Gerone invitava Pindaro alle cene e
            non

            Leguleio?

            Guarda che avrà invitato anche legulei. Solo che
            non era un avvenimento degno di nota, non ci è
            stato tramandato.Il motivo e' un altro, ma se lo scrivo vengo censurato.
            "Sbarcare il lunario" è cosa diversa da
            passarsela bene, presso le corti in cui era
            invitato. Sì, probabilmente grazie al suo talento
            eclettico qualcosa da fare lo avrebbe trovato. Ma
            non è detto che questo qualcosa sarebbe passato
            alla storia come opera degna di nota.Forse non avrebbe dipinto l'ultima cena, ma la gioconda l'avrebbe fatta comunque.E sarebbe bastato.


            Fine della consultazione, si traggano le


            conseguenze.



            Le conseguenze sono che chi e' intelligente
            ce
            la

            fa.

            Gli altri hanno bisogno di protettori.

            Ma no, magari fosse così semplice. E' cosi' semplice.
            Il diritto d'autore protegge sia i compositori
            intelligenti sia quelli scemi. Basta che abbiano
            sucXXXXX.
            Chi non ha sucXXXXX, dal diritto d'autore non
            ricava nulla.E allora che problema c'e'?Chi ha sucXXXXX ricava comunque.Chi non ha sucXXXXX non ricava nulla.A che serve il copyright?
            Il fermento è solo tuo. Io ho solo precisato che
            prima del diritto d'autore gli artisti vivono
            grazie alla generosità delle corti e dei ricchi
            committenti.E col copyright vivono grazie alla generosita' delle collect society, con la differenza che l'introito delle corti era piu' sicuro.

            Ho il potere di dire agli artisti quanto
            devono

            chiedere come compenso A ME. E ognuno ha
            questo

            potere.

            Fai un po' la somma, e poi dimmi il
            risultato.

            Parla per te, e non ho nulla in contrario.Guarda che c'e' scritto "Panda rossa" in alto e non "resto del mondo".
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            No, le prove le ho. Gli scrittori di corte.
            Gli

            scrittori che hanno parlato bene delle
            persone
            di

            cui sono state ospiti. Uno scambio bello e

            buono.
            La possibilita' che ne parlassero bene perche'
            era cosi', non ti passa
            proprio?Può passarmi anche il sospetto che sia stato pagato un appartamento a un ex ministro a sua insaputa. :)Tutto è possibile, per carità: ma il buon senso mi dice che non era andata così.Ripeto, questo vale per gli artisti di umili origini. Chi era ricco di suo, aveva una libertà creativa totale già allora.
            E la condanna a morte?Ma questa è una vicenda biografica che nulla ha a che fare con la sua arte. Caravaggio era accusato di aver ucciso un uomo, Ranuccio Tomassoni.
            Citamene altri.Vespasiano pagò profumatamente Quintiliano in ragione della sua arte. Certo l'incarico ufficiale era la gestione di una scuola, ma non lo avrebbe mai ottenuto, visto che questo tipo di scuola nemmeno esisteva in precedenza, se non fosse stato un artista stimato. E continuò ad esserlo anche durante la gestione della scuola, beninteso.
            No, sto solo smontando le tue.
            Le mie idee si difendono da sole.Molto probabile, sì! Sono dogmi, peggio di quelli dei credenti fanatici in una religione. Non importa quale.

            Il sangue si dà perché ne potrebbe avere

            urgentemente bisogno un nostro amico, o

            familiare. Ed è un quarto d'ora ogni tre mesi

            (sei mesi per le donne), non ha alcuna

            ripercussione sulla

            salute.
            Tu comunque, nonostante non ci sia alcuna
            ripercussione sulla salute, non sei un donatore
            di sangue, e ti permetti di sentenziare che
            nessuno dona niente per
            niente.Infatti. Un tornaconto simbolico c'è sempre. L'Avis distribuisce medaglie in funzione delle donazioni e del numero di anni in cui si è stati donatori:http://www.avisbiassono.it/nuove_benemerenze.aspPoi ripeto, è un disturbo così breve. Pure io se mi chiedono dove sta una via lo spiego, visto che mi prende mezzo minuto... Non è quello il problema.

            I soldi non bastano mai. Agli artisti non si

            addice il voto di povertà. Chiamali

            scemi.

            Tra la ricchezza smodata e la poverta' c'e' una
            numerosa serie di vie di
            mezzo.Che però non puoi imporre tu da solo. Se davvero la percentuale di quelli che scaricano opere dell'ingegno supererà il numero critico gli artisti guadagneranno di meno. E non solo gli artisti, anche le case discografiche e cinematografiche. Per ora non è avvenuto.

            Possono semplicemente smettere di

            fare gli artisti. Se la loro professionalità
            non

            è riconosciuta, si ritirano.

            Ma non muoiono di fame.No, questo no. Devono trovare un lavoro retribuito al posto dell'artista.Salvatore Cascio, il piccolo interprete di Nuovo cinema Paradiso, ora gestisce il supermercato di famiglia.

            Comunque l'artista vuole guadagnare anche

            dall'opera in sé, e non solo dai concerti.

            No. Non e' l'artista che vuole questo, ma gli
            intermediari parassiti che lo
            sfruttano.Molti artisti son bravi a mandare avanti la SIAE e i vari agenti. Come dire: "Chi? Io?!?" :DLa verità è che incassare nelle stagioni in cui i concerti non si possono fare, i mesi invernali, fa gola a tutti.

            E vuole evitare che facendo concerti altri

            guadagnino sulle sue opere.

            Che significa?Se una canzone ha sucXXXXX, in assenza di qualsiasi regolamentazione chiunque la potrebbe interpretare e facendo pagare il biglietto del suo concerto, senza che al cantautore arrivi un cent.Col sistema SIAE parte dei proventi tornano all'autore. Dovrebbero tornare.
            Le idee confuse le hai tu, come sempre.Fra poco mi dirai "cicca cicca", sono pronto...

            Probabilmente è così. Ma il punto è sempre

            quello: finché aveva un posto fisso, con

            sufficiente tempo libero, non se la passava
            male.
            Come chiunque, me compreso.
            Complimenti per aver scoperto il rubinetto
            dell'acqua
            calda.Non è automatico che un lavoro pagato lasci tempo libero per comporre, come componeva Mozart, e per andare alle rappresentazioni delle sue opere, quando venivano rappresentate.Spesso bisogna sacrificare i propri sogni per mancanza di tempo.

            Lasciato quello, si è accorto rapidamente
            che
            la

            musica che componeva, per quanto apprezzata,
            non

            dava di che sostentarsi.
            Se ci fosse stato il forum di PI all'epoca,
            glielo avremmo detto
            chiaramente.Io gli avrei scritto: "Hai visto che cosa serve il diritto d'autore? Sei indipendente da Colloredo, e guadagni anche quando non componi".

            Ma ci si aspetta che scrivi un programma per

            loro.

            Con piacere.
            Mi offenderei se non me lo chiedessero.Un programma con la dedica, però.

            "Sbarcare il lunario" è cosa diversa da

            passarsela bene, presso le corti in cui era

            invitato. Sì, probabilmente grazie al suo
            talento

            eclettico qualcosa da fare lo avrebbe
            trovato.
            Ma

            non è detto che questo qualcosa sarebbe
            passato

            alla storia come opera degna di nota.

            Forse non avrebbe dipinto l'ultima cena, ma la
            gioconda l'avrebbe fatta
            comunque.
            E sarebbe bastato.Infatti la Gioconda era un ritratto su commissione che, per ragioni non del tutto chiare, non venne mai ritirato dal ricco committente. E che Leonardo, molti anni dopo, donò al re di Francia.Il discorso era generale: se Leonardo fosse caduto in disgrazia presso la ricca società del suo tempo, una società ristretta, gli avrebbero fatto terra bruciata attorno. Aveva le capacità per risollevarsi, ma i lavori richiesti sarebbero stati molto probabilmente pratici, e non artistici. Addio capolavori.

            Il diritto d'autore protegge sia i
            compositori

            intelligenti sia quelli scemi. Basta che
            abbiano

            sucXXXXX.

            Chi non ha sucXXXXX, dal diritto d'autore non

            ricava nulla.

            E allora che problema c'e'?
            Chi ha sucXXXXX ricava comunque.
            Chi non ha sucXXXXX non ricava nulla.
            A che serve il copyright?A ricompensare un artista in proporzione al suo sucXXXXX, senza dover dipendere da ricchi committenti e da ricchi protettori di artisti. Perché il sucXXXXX da solo non dà reddito. È sicuramente gratificante, ma con le gratificazioni non si pagano le bollette. :
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio
            Tutto è possibile, per carità: ma il buon senso
            mi dice che non era andata
            così.
            Ripeto, questo vale per gli artisti di umili
            origini. Chi era ricco di suo, aveva una libertà
            creativa totale già allora.Vale per qualunque campo.Chi nasce povero, nasce svantaggiato.
            Vespasiano pagò profumatamente Quintiliano in
            ragione della sua arte. Certo l'incarico
            ufficiale era la gestione di una scuola, ma non
            lo avrebbe mai ottenuto, visto che questo tipo di
            scuola nemmeno esisteva in precedenza, se non
            fosse stato un artista stimato. E continuò ad
            esserlo anche durante la gestione della scuola,
            beninteso.Tu lo paghi l'idraulico quando lo chiami a riparare il bagno?Lo paghi l'imbianchino quando lo chiami a tinteggiare il plafone?

            No, sto solo smontando le tue.

            Le mie idee si difendono da sole.

            Molto probabile, sì! Sono dogmi, peggio di quelli
            dei credenti fanatici in una religione. Non
            importa quale.Oppure sono le tue idee ad essere dogmi peggio di quelli fanatici in una religione.

            Tu comunque, nonostante non ci sia alcuna

            ripercussione sulla salute, non sei un
            donatore

            di sangue, e ti permetti di sentenziare che

            nessuno dona niente per

            niente.

            Infatti. Un tornaconto simbolico c'è sempre.Per dare il contentino a quelli come te che altrimenti non contribuirebbero.
            L'Avis distribuisce medaglie in funzione delle
            donazioni e del numero di anni in cui si è stati
            donatori:

            http://www.avisbiassono.it/nuove_benemerenze.aspSai quanto me ne frega a me della medaglietta...
            Poi ripeto, è un disturbo così breve. Pure io se
            mi chiedono dove sta una via lo spiego, visto che
            mi prende mezzo minuto... Non è quello il
            problema.E' proprio quello il problema!Hai detto "nessuno fa niente per niente" e poi tu stesso smentisci l'affermazione.
            Che però non puoi imporre tu da solo. Se davvero
            la percentuale di quelli che scaricano opere
            dell'ingegno supererà il numero critico gli
            artisti guadagneranno di meno. E non solo gli
            artisti, anche le case discografiche e
            cinematografiche. Per ora non è
            avvenuto.Se il numero delle volpi supera il numero critico, i conigli del campo diminuiscono, contribuendo a far morire le volpi di fame.Ci sono ottime simulazioni in rete.Cerca un po' wolves and rabbits.


            Possono semplicemente smettere di


            fare gli artisti. Se la loro
            professionalità

            non


            è riconosciuta, si ritirano.



            Ma non muoiono di fame.

            No, questo no. Devono trovare un lavoro
            retribuito al posto
            dell'artista.
            Salvatore Cascio, il piccolo interprete di Nuovo
            cinema Paradiso, ora gestisce il supermercato di
            famiglia.E quindi?Salvatore Cascio ha dato il suo contributo all'arte.Il film in cui e' protagonista sara' visto per l'eternita'.E adesso vive come fanno tutti, con un lavoro dignitoso.Dove starebbe lo scandalo?
            Molti artisti son bravi a mandare avanti la SIAE
            e i vari agenti. Come dire: "Chi? Io?!?"
            :D
            La verità è che incassare nelle stagioni in cui i
            concerti non si possono fare, i mesi invernali,
            fa gola a tutti.E' una situazione creata ad arte dalla stessa siae: un circolo vizioso che e' ora di rompere ed evitare che si ricrei.


            E vuole evitare che facendo concerti
            altri


            guadagnino sulle sue opere.



            Che significa?

            Se una canzone ha sucXXXXX, in assenza di
            qualsiasi regolamentazione chiunque la potrebbe
            interpretare e facendo pagare il biglietto del
            suo concerto, senza che al cantautore arrivi un
            cent.Due teatri, uno di fronte all'altro.Stesso costo di biglietto di ingresso.In uno canta Bob Dylan.Nell'altro un imitatore che canta brani del repertorio di Bob Dylan.Indovina quale dei due teatri fa il tutto esaurito e quale invece resta vuoto.Poi rifammi la domanda.
            Col sistema SIAE parte dei proventi tornano
            all'autore. Dovrebbero
            tornare.No. Non tornano.E la maggior parte dei proventi siae finisce in tasche CHE NON SONO DI ALCUN AUTORE, ma solo di intermediari parassiti.
            Non è automatico che un lavoro pagato lasci tempo
            libero per comporre, come componeva Mozart, e per
            andare alle rappresentazioni delle sue opere,
            quando venivano rappresentate.Meglio. Cosi' la produzione artistica sara' riservata solo ai geni capaci.
            Spesso bisogna sacrificare i propri sogni per
            mancanza di tempo.Questo non ha impedito la creazione artistica dei secoli passati.

            Se ci fosse stato il forum di PI all'epoca,

            glielo avremmo detto

            chiaramente.

            Io gli avrei scritto: "Hai visto che cosa serve
            il diritto d'autore? Sei indipendente da
            Colloredo, e guadagni anche quando non componi".Un vero artista si sarebbe schifato da questo stato di cose.E se uno non dovesse schifarsi, e' giusto che gli venga impedito di approfittarne.


            Ma ci si aspetta che scrivi un
            programma
            per


            loro.



            Con piacere.

            Mi offenderei se non me lo chiedessero.

            Un programma con la dedica, però.Io scrivo sempre la dedica ai miei committenti.Nelle prime righe di commento del codice.

            Forse non avrebbe dipinto l'ultima cena, ma
            la

            gioconda l'avrebbe fatta

            comunque.

            E sarebbe bastato.

            Infatti la Gioconda era un ritratto su
            commissione che, per ragioni non del tutto
            chiare, non venne mai ritirato dal ricco
            committente. E che Leonardo, molti anni dopo,
            donò al re di Francia.Dopo averci lavorato per tutta la vita, comunque.E non potendo portarselo nella tomba lo dono' al re.
            Il discorso era generale: se Leonardo fosse
            caduto in disgrazia presso la ricca società del
            suo tempo, una società ristretta, gli avrebbero
            fatto terra bruciata attorno. Aveva le capacità
            per risollevarsi, ma i lavori richiesti sarebbero
            stati molto probabilmente pratici, e non
            artistici.Leonardo ha progettato chiuse, macchine da scavo, macchine belliche, elicotteri, paracaduti, scritto trattati di anatomia, botanica, fisica...Costruito macchine da teatro.E quindi che cosa vorresti dire tu?
            Addio capolavori.Capolavori di altro tipo.Magari avremmo avuto il deltaplano con 500 anni di anticipo se gli avessero chiesto di proseguire gli studi sul volo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Vespasiano pagò profumatamente Quintiliano in

            ragione della sua arte. Certo l'incarico

            ufficiale era la gestione di una scuola, ma
            non

            lo avrebbe mai ottenuto, visto che questo
            tipo
            di

            scuola nemmeno esisteva in precedenza, se non

            fosse stato un artista stimato. E continuò ad

            esserlo anche durante la gestione della
            scuola,

            beninteso.

            Tu lo paghi l'idraulico quando lo chiami a
            riparare il
            bagno?Sì.
            Lo paghi l'imbianchino quando lo chiami a
            tinteggiare il
            plafone?Sì.Quintiliano, se avessi letto la sua biografia, aveva già aperto la sua scuola, privata. Vespasiano la rese solo una scuola statale. Come riconoscimento per l'arte esercitata da Quintiliano, la retorica. Per contro non credo che Vespasiano pagasse le stesse somme ai falegnami o ai muratori di cui aveva bisogno nel palazzo.

            Infatti. Un tornaconto simbolico c'è sempre.

            Per dare il contentino a quelli come te che
            altrimenti non
            contribuirebbero.Sempre a buttarla sul personale. Alta dialettica, vedo.
            Sai quanto me ne frega a me della medaglietta...Se l'Avis le ha inventate, qualche motivo c'è.
            Pure
            io
            se

            mi chiedono dove sta una via lo spiego,
            visto
            che

            mi prende mezzo minuto... Non è quello il

            problema.

            E' proprio quello il problema!
            Hai detto "nessuno fa niente per niente" e poi tu
            stesso smentisci
            l'affermazione.Non prendere l'espressione con quella rigidità. Mi riferivo all'intera carriera di un artista. È giocoforza che negli anni in cui è ancora sconosciuto lavori gratis, la ricompensa in quel caso è farsi conoscere. Oppure, se è un cantante, che non si faccia pagare se gli chiedono di cantare in coro a un compleanno "tanti auguri a te", o di firmare l'autografo.
            Se il numero delle volpi supera il numero
            critico, i conigli del campo diminuiscono,
            contribuendo a far morire le volpi di
            fame.
            Ci sono ottime simulazioni in rete.
            Cerca un po' wolves and rabbits.Peccato che wolf sia lupo, non volpe. ;)Ritengo più probabile che siano gli artisti ad abbandonare gradatamente le società collettanee, da cui ricevono sempre di meno, che non il pubblico che segue questi artisti.
            Salvatore Cascio ha dato il suo contributo
            all'arte.
            Il film in cui e' protagonista sara' visto per
            l'eternita'.
            E adesso vive come fanno tutti, con un lavoro
            dignitoso.
            Dove starebbe lo scandalo?Mai parlato di scandalo. Un conto è dover abbandonare la carriera perché il sucXXXXX non c'è più. Un conto doverla abbandonare perché, a parità di sucXXXXX, i soldi che arrivano sono sempre di meno, anno dopo anno, perché il diritto d'autore non funziona più, oppure perché il meccanismo delle <I
            royalty </I
            si è inceppato. Lì, oltre al diretto interessato, sono i fan a sentirsi ingannati.
            E' una situazione creata ad arte dalla stessa
            siae: un circolo vizioso che e' ora di rompere ed
            evitare che si
            ricrei.E rompilo, se davvero ci credi.

            Se una canzone ha sucXXXXX, in assenza di

            qualsiasi regolamentazione chiunque la
            potrebbe

            interpretare e facendo pagare il biglietto
            del

            suo concerto, senza che al cantautore arrivi
            un

            cent.

            Due teatri, uno di fronte all'altro.
            Stesso costo di biglietto di ingresso.
            In uno canta Bob Dylan.
            Nell'altro un imitatore che canta brani del
            repertorio di Bob
            Dylan.Esatto.
            Indovina quale dei due teatri fa il tutto
            esaurito e quale invece resta
            vuoto.Eh no, non resta necessariamente vuoto. Costa di meno, e lì ci vanno i poveri. Ma a Dylan non arriva un cent.Oppure ci va chi vuole sentire il repertorio di Dylan ma anche di altri cantanti del momento, e l'imitatore può garantire questa performance.

            Col sistema SIAE parte dei proventi tornano

            all'autore. Dovrebbero

            tornare.

            No. Non tornano.
            E la maggior parte dei proventi siae finisce in
            tasche CHE NON SONO DI ALCUN AUTORE, ma solo di
            intermediari
            parassiti.Il diritto d'autore prevede così. Se poi la SIAE non funziona, è un altro paio di maniche. Non confondere le due cose.

            Spesso bisogna sacrificare i propri sogni per

            mancanza di tempo.

            Questo non ha impedito la creazione artistica dei
            secoli
            passati.Il numero di scrittori, di cantanti, di musicisti e di attori in circolo da quando esiste il diritto d'autore è perlomeno quadruplicato.
            Un vero artista si sarebbe schifato da questo
            stato di
            cose.
            E se uno non dovesse schifarsi, e' giusto che gli
            venga impedito di
            approfittarne.E vabbè, non puoi ingabbiare tutti gli artisti nella tua idea d'arte. Ad alcuni i soldi piacciono assai.
            Leonardo ha progettato chiuse, macchine da scavo,
            macchine belliche, elicotteri, paracaduti,
            scritto trattati di anatomia, botanica, fisica...
            Costruito macchine da teatro.
            E quindi che cosa vorresti dire tu?Che è famoso universalmente in quanto artista. Architetti e ingegneri raramente sopravvivono alla loro era. Lo sa anche un bambino che i dipinti della Cappella Sistina sono di Michelangelo. Sono molti di meno, soprattutto fra i non appassionati d'arte, che saprebbero indicare il nome dell'architetto: Baccio Pontelli.E se non avesse incontrato le persone giuste nella sua vita, Leonardo sarebbe "famoso", se mai lo fosse diventato, per le opere pratiche che venne chiamato a progettare, solo alcune delle quali vennero realizzate.
          • il settimo sgabbio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Cerca un po' wolves and rabbits.

            Peccato che wolf sia lupo, non volpe. ;)ma non era un panda?
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Due teatri, uno di fronte all'altro.

            Stesso costo di biglietto di ingresso.

            In uno canta Bob Dylan.

            Nell'altro un imitatore che canta brani del

            repertorio di Bob

            Dylan.

            Esatto.


            Indovina quale dei due teatri fa il tutto

            esaurito e quale invece resta

            vuoto.

            Eh no, non resta necessariamente vuoto. Costa di
            meno, e lì ci vanno i poveri. Ma a Dylan non
            arriva un
            cent.Bob Dylan ha fatto il tutto esaurito nel suo teatro.Come sarebbe a dire non gli arriva un cent?
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.



            Due teatri, uno di fronte all'altro.


            Stesso costo di biglietto di ingresso.


            In uno canta Bob Dylan.


            Nell'altro un imitatore che canta brani
            del


            repertorio di Bob


            Dylan.



            Esatto.




            Indovina quale dei due teatri fa il
            tutto


            esaurito e quale invece resta


            vuoto.



            Eh no, non resta necessariamente vuoto.
            Costa
            di

            meno, e lì ci vanno i poveri. Ma a Dylan non

            arriva un

            cent.

            Bob Dylan ha fatto il tutto esaurito nel suo
            teatro.
            Come sarebbe a dire non gli arriva un cent?Degli introiti che fa il suo epigono non gli arriva nulla. Senza il diritto d'autore l'incasso del biglietto va esclusivamente all'artista che si esibisce, oltre a un fisso al teatro. Con il risultato che ci sarebbero rapidamente pochi artisti di richiamo, il cui repertorio viene saccheggiato, e moltissimi artisti che vivono sui successi degli altri, guadagnandoci esattamente come se fossero loro.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Bob Dylan ha fatto il tutto esaurito nel suo

            teatro.

            Come sarebbe a dire non gli arriva un cent?

            Degli introiti che fa il suo epigono non gli
            arriva nulla. Senza il diritto d'autore l'incasso
            del biglietto va esclusivamente all'artista che
            si esibisce, oltre a un fisso al teatro. Con il
            risultato che ci sarebbero rapidamente pochi
            artisti di richiamo, il cui repertorio viene
            saccheggiato, e moltissimi artisti che vivono sui
            successi degli altri, guadagnandoci esattamente
            come se fossero
            loro.Non credo di aver capito.Hai detto che Bob Dylan ha fatto il pieno nel suo teatro, lasciando all'imitatore solo quelli che non hanno trovato piu' posto o i pezzenti che non possono permettersi il biglietto per Bob Dylan.E poi concludi che non ci sarebbero piu' artisti di richiamo.Mi spieghi il passaggio logico della conclusione?Eventualmente possiamo sostituire l'imitatore con dei CD a basso costo o costo azzerato.Io continuo a vedere che il Bob Dylan della situazione, quando va in turnee fa il pieno, nonostante CD masterizzati e imitatori da due lire.Dal mio punto di vista il diritto d'autore consente di far sopravvivere la mediocrita', non l'eccellenza, e questo lo considero assolutemente SBAGLIATO.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.



            Bob Dylan ha fatto il tutto esaurito
            nel
            suo


            teatro.


            Come sarebbe a dire non gli arriva un
            cent?



            Degli introiti che fa il suo epigono non gli

            arriva nulla. Senza il diritto d'autore
            l'incasso

            del biglietto va esclusivamente all'artista
            che

            si esibisce, oltre a un fisso al teatro. Con
            il

            risultato che ci sarebbero rapidamente pochi

            artisti di richiamo, il cui repertorio viene

            saccheggiato, e moltissimi artisti che
            vivono
            sui

            successi degli altri, guadagnandoci
            esattamente

            come se fossero

            loro.
            Non credo di aver capito.

            Hai detto che Bob Dylan ha fatto il pieno nel suo
            teatro, lasciando all'imitatore solo quelli che
            non hanno trovato piu' posto o i pezzenti che non
            possono permettersi il biglietto per Bob
            Dylan.Esatto. Magari anche quelli a cui piace di più l'imitatore dell'originale, i gusti son strani. ;)
            E poi concludi che non ci sarebbero piu' artisti
            di
            richiamo.Ce ne sarebbero di meno, non scomparirebbero sicuramente.L'essere umano è pigro. Quando può copiare da altri senza timore, le idee, i compiti a casa, le tesi di laurea, e appunto, le canzoni, lo fa moooolto volentieri.
            Mi spieghi il passaggio logico della conclusione?Appena fatto. Se a copiare si guadagna tal quale cha ad innovare, o comunque a fare qualcosa di originale, la maggior parte copierà, non farà cose originali. Garantito.
            Eventualmente possiamo sostituire l'imitatore con
            dei CD a basso costo o costo
            azzerato.
            Io continuo a vedere che il Bob Dylan della
            situazione, quando va in turnee fa il pieno,
            nonostante CD masterizzati e imitatori da due
            lire.Infatti son due discorsi ben separati. La pirateria audio non influisce minimamente sul sucXXXXX di un artista, anzi, c'è chi dice che è un veicolo di promozione. Per la musica pop le radio che trasmettono a getto i brani di punta esistono dai Sessanta, e anche nell'era pre-internet ci si poteva ricostruire l'LP registrando con pazienza i brani trasmessi con l'audiocassetta.Quello che l'artista perde con gli imitatori sono i proventi da esecuzione di un suo brano, da parte di uno o, più spesso, più artisti concorrenti, e che nemmeno gli han chiesto il permesso.La misura del sucXXXXX di un brano sta anche nel numero delle cover che se ne sono fatte. Di "La cura" di Franco Battiato esistono cinque cover: Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Silvia Mezzanotte, Delta V e Morgana Brais. De "L'era del cinghiale bianco", per un confronto, nemmeno una.In assenza di una legge sul diritto d'autore Battiato guadagnerebbe la stessa cifra da entrambi i brani, e i cinque interpreti de "La cura" guadagnerebbero esattamente come se fosse loro. Oppure non guadagnerebbero nulla, potrebbero anche non vendere, ma senza il minimo rischio, visto che per quel brano non hanno dovuto pagare.
            Dal mio punto di vista il diritto d'autore
            consente di far sopravvivere la mediocrita', non
            l'eccellenza, e questo lo considero assolutemente
            SBAGLIATO.Il diritto d'autore non è nato né per promuovere l'eccellenza né la qualità costante. Sono variabili indipendenti. La mia conclusione è che nel caso questo fosse abolito, l'originalità sparirebbe quasi del tutto, soffocata da orde di emuli e di imitatori. Ma non posso dimostrarlo, visto che da nessuna parte è stato abolito. :)
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            E poi concludi che non ci sarebbero piu'
            artisti

            di

            richiamo.

            Ce ne sarebbero di meno, non scomparirebbero
            sicuramente.
            L'essere umano è pigro. Quando può copiare da
            altri senza timore, le idee, i compiti a casa, le
            tesi di laurea, e appunto, le canzoni, lo fa
            moooolto
            volentieri.Complimenti per la scoperta dell'acqua calda.

            Mi spieghi il passaggio logico della
            conclusione?

            Appena fatto. Se a copiare si guadagna tal quale
            cha ad innovare, o comunque a fare qualcosa di
            originale, la maggior parte copierà, non farà
            cose originali.
            Garantito.E questo e' un vantaggio.Saranno solo quelli veramente bravi e creativi ad innovare e gli altri si limiteranno a propagare.Del resto ancora oggi si recita Plauto e Shakespeare.Se in passato fossero tutti stati costretti dal diritto d'autore a creare opere proprie invece di recitare quelle migliori, oggi avremmo un sacco di rumore di fondo.

            Eventualmente possiamo sostituire
            l'imitatore
            con

            dei CD a basso costo o costo

            azzerato.

            Io continuo a vedere che il Bob Dylan della

            situazione, quando va in turnee fa il pieno,

            nonostante CD masterizzati e imitatori da due

            lire.

            Infatti son due discorsi ben separati. La
            pirateria audio non influisce minimamente sul
            sucXXXXX di un artista, anzi, c'è chi dice che è
            un veicolo di promozione. Tutti lo dicono, tranne quei pochi parassiti che si arricchiscono succhiando il sangue dalla filiera.
            Per la musica pop le
            radio che trasmettono a getto i brani di punta
            esistono dai Sessanta, e anche nell'era
            pre-internet ci si poteva ricostruire l'LP
            registrando con pazienza i brani trasmessi con
            l'audiocassetta.Abbiamo gia' dimostrato piu' volte come la copia serva ad arricchire la cultura.
            Quello che l'artista perde con gli imitatori sono
            i proventi da esecuzione di un suo brano, da
            parte di uno o, più spesso, più artisti
            concorrenti, e che nemmeno gli han chiesto il
            permesso.Ma se sta nel teatro accanto dove ha fatto il pieno!Piu' di cosi' non potrebbe incassare.Che problema gli fa l'imitatore del teatro accanto?Spiegami che cosa cambia nelle tasche di Bob Dylan se si esibisce facendo il tutto esaurito, e:a) il teatro di fronte e' vuotob) nel teatro di fronte c'e' uno spettacolo di danzac) nel teatro di fronte c'e' un imitatore di Bob Dylan che canta canzoni del repertorio di Bob Dylan
            La misura del sucXXXXX di un brano sta anche nel
            numero delle cover che se ne sono fatte. Di "La
            cura" di Franco Battiato esistono cinque cover:
            Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Silvia
            Mezzanotte, Delta V e Morgana Brais. De "L'era
            del cinghiale bianco", per un confronto, nemmeno
            una.Anche il David vanta numerose copie: una sta perfino in piazza della Signoria.
            In assenza di una legge sul diritto d'autore
            Battiato guadagnerebbe la stessa cifra da
            entrambi i brani, e i cinque interpreti de "La
            cura" guadagnerebbero esattamente come se fosse
            loro. Oppure non guadagnerebbero nulla,
            potrebbero anche non vendere, ma senza il minimo
            rischio, visto che per quel brano non hanno
            dovuto pagare.Lascia perdere gli altri interpreti.Dimmi che cosa cambia nelle tasche di Battiato se nessuno fa una cover del suo brano.

            Dal mio punto di vista il diritto d'autore

            consente di far sopravvivere la mediocrita',
            non

            l'eccellenza, e questo lo considero
            assolutemente

            SBAGLIATO.

            Il diritto d'autore non è nato né per promuovere
            l'eccellenza né la qualità costante. Sono
            variabili indipendenti.E' ora di cambiare e fare in modo che solo l'eccellenza venga incentivata.
            La mia conclusione è che nel caso questo fosse
            abolito, l'originalità sparirebbe quasi del
            tutto, soffocata da orde di emuli e di imitatori.
            Ma non posso dimostrarlo, visto che da nessuna
            parte è stato abolito.
            :)Allora aboliamolo e vediamo che cosa succede.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Ce ne sarebbero di meno, non scomparirebbero

            sicuramente.

            L'essere umano è pigro. Quando può copiare da

            altri senza timore, le idee, i compiti a
            casa,
            le

            tesi di laurea, e appunto, le canzoni, lo fa

            moooolto

            volentieri.

            Complimenti per la scoperta dell'acqua calda.Da qui bisogna partire, ed è meglio non lasciare nulla sottinteso.

            Appena fatto. Se a copiare si guadagna tal
            quale

            cha ad innovare, o comunque a fare qualcosa
            di

            originale, la maggior parte copierà, non farà

            cose originali.

            Garantito.

            E questo e' un vantaggio.
            Saranno solo quelli veramente bravi e creativi ad
            innovare e gli altri si limiteranno a
            propagare.Peccato che nemmeno ai creativi piace che altri guadagnino dai loro lavori. E lo ripeto, lo scopo primario del diritto d'autore non è quello di innovare.
            Del resto ancora oggi si recita Plauto e
            Shakespeare.
            Se in passato fossero tutti stati costretti dal
            diritto d'autore a creare opere proprie invece di
            recitare quelle migliori, oggi avremmo un sacco
            di rumore di
            fondo.Forse è così, chi lo sa. Va detto che all'epoca di Shakespeare un rudimentale diritto d'autore c'era già in Inghilterra, anche se non riguardava le rappresentazioni, ma solo le opere pubblicate: il sistema dei monopoli agli stampatori.

            Infatti son due discorsi ben separati. La

            pirateria audio non influisce minimamente sul

            sucXXXXX di un artista, anzi, c'è chi dice
            che
            è

            un veicolo di promozione.
            Tutti lo dicono, tranne quei pochi parassiti che
            si arricchiscono succhiando il sangue dalla
            filiera.Che scoperta, ognuno tira acqua al proprio mulino.

            Per la musica pop le

            radio che trasmettono a getto i brani di
            punta

            esistono dai Sessanta, e anche nell'era

            pre-internet ci si poteva ricostruire l'LP

            registrando con pazienza i brani trasmessi
            con

            l'audiocassetta.
            Abbiamo gia' dimostrato piu' volte come la copia
            serva ad arricchire la
            cultura.Solo che chi copia non ha come intento quello di preservare la cultura, assolutamente no. Ma di risparmiare soldi. :)La preservazione della cultura sarebbe compito dello Stato che, con il sistema del diritto di stampa (esteso poi anche alle registrazioni audio e video) obbliga a consegnare due copie di ogni nuova opera prodotta, anche la più insignificante, presso archivi statali. Purtroppo non sempre funziona.

            Quello che l'artista perde con gli imitatori
            sono

            i proventi da esecuzione di un suo brano, da

            parte di uno o, più spesso, più artisti

            concorrenti, e che nemmeno gli han chiesto il

            permesso.
            Ma se sta nel teatro accanto dove ha fatto il
            pieno!
            Piu' di cosi' non potrebbe incassare.
            Che problema gli fa l'imitatore del teatro
            accanto?Non gli fa nessun problema per quanto riguarda il concerto nel teatro, almeno non quella sera. Potrebbe farglielo se, replica dopo replica, gli spettatori per Dylan diminuissero, e aumentassero quelli per l'imitatore.Il problema lo fa per quanto riguarda i guadagni da produzione di arte: musica, testo, tutto quanto ricade sotto il concetto di opera dell'ingegno. Perché l'imitatore vivrebbe totalmente alle spalle del suo talento, senza dovergli corrispondere una benché minima percentuale.
            Spiegami che cosa cambia nelle tasche di Bob
            Dylan se si esibisce facendo il tutto esaurito,
            e:
            a) il teatro di fronte e' vuoto
            b) nel teatro di fronte c'e' uno spettacolo di
            danza
            c) nel teatro di fronte c'e' un imitatore di Bob
            Dylan che canta canzoni del repertorio di Bob
            DylanNon cambia nulla, per quanto riguarda gli incassi del teatro.

            La misura del sucXXXXX di un brano sta anche
            nel

            numero delle cover che se ne sono fatte. Di
            "La

            cura" di Franco Battiato esistono cinque
            cover:

            Massimo Ranieri, Adriano Celentano, Silvia

            Mezzanotte, Delta V e Morgana Brais. De
            "L'era

            del cinghiale bianco", per un confronto,
            nemmeno

            una.
            Anche il David vanta numerose copie: una sta
            perfino in piazza della
            Signoria.Esatto. Va detto che se una legge sul diritto d'autore fosse esistita ai tempi di Michelangelo sarebbe comunque ampiamente scaduta quando Luigi Arrighetti scolpì la copia attualmente in piazza della Signoria, i primi del Novecento.

            In assenza di una legge sul diritto d'autore

            Battiato guadagnerebbe la stessa cifra da

            entrambi i brani, e i cinque interpreti de
            "La

            cura" guadagnerebbero esattamente come se
            fosse

            loro. Oppure non guadagnerebbero nulla,

            potrebbero anche non vendere, ma senza il
            minimo

            rischio, visto che per quel brano non hanno

            dovuto pagare.
            Lascia perdere gli altri interpreti.
            Dimmi che cosa cambia nelle tasche di Battiato se
            nessuno fa una cover del suo
            brano.Se nessuno fa una cover, o anche se nessuno cita la canzone in un film, un telefilm, un'altra canzone, ovviamente nulla, che discorso. Il diritto d'autore serve a corrispondere i relativi guadagni quando un'opera è utilizzata, non quando se ne sta a riposo in una biblioteca o una discoteca (intesa come raccolta di dischi).Io posso depositare alla SIAE migliaia di canzoni a mio nome. Se a nessuno interessano, se nessuno le canta, non mi arriva un soldo. Posso anche inciderle da me, e cercare di vendere gli .mp3 sul web. Se nessuno le compra, e se nessuno ne fa una cover, di nuovo, non mi arriva nulla.Il diritto d'autore non è un sussidio di disoccupazione.

            Il diritto d'autore non è nato né per
            promuovere

            l'eccellenza né la qualità costante. Sono

            variabili indipendenti.
            E' ora di cambiare e fare in modo che solo
            l'eccellenza venga
            incentivata.Impossibile. Non ci sono i guardiani dell'eccellenza, non come li intendono in Iran con i "guardiani della rivoluzione".Solo il pubblico può decidere in ultima analisi cosa è eccellenza e cosa no.

            La mia conclusione è che nel caso questo
            fosse

            abolito, l'originalità sparirebbe quasi del

            tutto, soffocata da orde di emuli e di
            imitatori.

            Ma non posso dimostrarlo, visto che da
            nessuna

            parte è stato abolito.

            :)

            Allora aboliamolo e vediamo che cosa succede.Non si può, ci vuole la maggioranza in parlamento.
          • krane scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio



            Due teatri, uno di fronte
            all'altro.



            Stesso costo di biglietto di
            ingresso.



            In uno canta Bob Dylan.



            Nell'altro un imitatore che canta
            brani

            del



            repertorio di Bob



            Dylan.





            Esatto.






            Indovina quale dei due teatri fa il

            tutto



            esaurito e quale invece resta



            vuoto.





            Eh no, non resta necessariamente vuoto.

            Costa

            di


            meno, e lì ci vanno i poveri. Ma a
            Dylan
            non


            arriva un


            cent.



            Bob Dylan ha fatto il tutto esaurito nel suo

            teatro.

            Come sarebbe a dire non gli arriva un cent?

            Degli introiti che fa il suo epigono non gli
            arriva nulla. Senza il diritto d'autore l'incasso
            del biglietto va esclusivamente all'artista che
            si esibisce, oltre a un fisso al teatro. Con il
            risultato che ci sarebbero rapidamente pochi
            artisti di richiamo, il cui repertorio viene
            saccheggiato, e moltissimi artisti che vivono sui
            successi degli altri, guadagnandoci esattamente
            come se fossero
            loro.We, quello e Bob, mica un imitatore qualsisaqualsiasi, vale la spesa, non fare il pezzente legu' e non pensare che gli altri lo siano come te.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            We, quello e Bob, mica un imitatore
            qualsisaqualsiasi, vale la spesa, non fare il
            pezzente legu' e non pensare che gli altri lo
            siano come
            te.Brindisi con lo spumante ferrari già alle nove del mattino?!? (newbie)
          • Albedo 0,9 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio
            Il sangue si dà perché ne potrebbe avere
            urgentemente bisogno un nostro amico, o
            familiare. Ed è un quarto d'ora ogni tre mesi
            (sei mesi per le donne), non ha alcuna
            ripercussione sulla
            salute.
            Nei paesi in cui è consentito, il rene si vende,
            non si dona. E a caro
            prezzo.Il sangue si da anche per altre ragioni differenti dal puro egoismo, convenienza o ritorno personale/familiare.Molti lo donano come un vero e proprio atto incondizionato, indipendentemente dalla possibilità di riceverlo in caso di bisogno.Lo trovo un esempio molto attinente all'arte, se per arte intendiamo il prodotto soggettivo di un individuo con spiccate doti creative.Perché alla fine è proprio questo che probabilmente cercava di farti capire Panda Rossa: la creatività è una componente innata, spesso vissuta come un bisogno costante, ed opera indipendentemente dal ritorno economico.Il blues non nacque in una condizione di benessere, men che meno grazie alla spinta di ipotetici mecenati. Quelli son venuti dopo per poi specularci sopra.

            Non confondere il mangiare con
            l'arricchimento

            smodato.

            Sono due cose ben diverse.

            Gli artisti che vogliono solo mangiare,
            mangiano,

            e spesso anche

            bene.

            I soldi non bastano mai. Agli artisti non si
            addice il voto di povertà. Chiamali
            scemi.Così come un bambino, quando ad una certa età gli togli definitivamente il ciuccio, non smette più di piangere.Scontato, ma non per questo gli si ridà il ciuccio.
            In effetti l'originalità è andata a nascondersi.
            È tutta una rincorsa a incidere le cover e a
            imitarsi l'un l'altro.
            :(
            Almeno le case discografiche non invitano i
            cantanti a celebrare con una canzone com'è
            brava la UMG, la Sony o la Warner, e come
            vuole bene ai suoi artisti. Li spinge a essere
            commerciali, ma lasciando carta bianca. Spingere e lasciare carta bianca non è proprio la stessa cosa, anzi.La massa preferisce musica di bassa qualità, l'editore massimizza questa richiesta per ricavarci denaro e per farlo "invita" il musicista ad essere più commerciale.Cambia il committente, cambia il mecenate, ma per il resto non è cambiato nulla.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 19 dicembre 2013 13.54-----------------------------------------------------------
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Be', ad alcuni non basta. :)
            Com'è veniale, a volte, la gente, vero?!?
            Ahi ahi ahi signora Longari, lei mi casca sull'uccello!Probabilmente volevi dire "venale".Mai lo farei notare a qualcun altro, ma nel tuo caso ci voleva ;-)
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Sono quelle di cui abbiamo fonti attendibili per
            quanto riguarda gli
            autori.
            Certo mi piacerebbe fare lo stesso discorso per
            l'anonimo autore del romanzo <I
            Le
            avventure di Sinuhe </I
            , scritto in
            antico egiziano. Ma non sappiamo nulla di
            lui.
            Questa non la sapevo :OEro convinto che fosse opera originale di Mika Waltari, nonché forse il più bel romanzo del genere "storico romanzato" che abbia letto. Mentre quasi tutti gli autori creano protagonisti positivi che pensano come uomini moderni per permettere al lettore di identificarsi con essi, i personaggi di Waltari agiscono come avrebbero potuto agire persone di quell'epoca, e io lo trovo molto stimolante.Devo cercare la storia originale, chissà se è ancora apprezzabile ai giorni nostri!
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Sono quelle di cui abbiamo fonti attendibili
            per

            quanto riguarda gli

            autori.

            Certo mi piacerebbe fare lo stesso discorso
            per

            l'anonimo autore del romanzo <I
            Le

            avventure di Sinuhe </I
            , scritto in

            antico egiziano. Ma non sappiamo nulla di

            lui.



            Questa non la sapevo :OHai visto? vai su Punto Informatico pensando di parlare di informatica, e ti fai la cultura in pillole. 8)
            Ero convinto che fosse opera originale di Mika
            Waltari, Allora, il romanzo di Mika Waltari è "Sinuhe l'egiziano". Il romanzo scritto in egiziano antico, in conformità alla circolazione su papiro, non ha un titolo: viene convenzionalmente chiamato "Le avventure di Sinuhe" oppure "Il racconto di Sinuhe". A parte il nome del protagonista, Sinuhe, non esistono punti di contatto fra le due opere, che io sappia.
            Devo cercare la storia originale, chissà se è
            ancora apprezzabile ai giorni
            nostri!Puoi leggere un assaggio qui:http://www.duat.it/scheda-n-29.html
          • krane scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            Sono quelle di cui abbiamo fonti


            attendibili per quanto riguarda gli


            autori.


            Certo mi piacerebbe fare lo stesso
            discorso

            per


            l'anonimo autore del romanzo <I

            Le


            avventure di Sinuhe </I
            ,
            scritto
            in


            antico egiziano. Ma non sappiamo nulla
            di


            lui.






            Questa non la sapevo :O

            Hai visto? vai su Punto Informatico pensando di
            parlare di informatica, e ti fai la cultura in
            pillole.
            8)



            Ero convinto che fosse opera originale di
            Mika

            Waltari,

            Allora, il romanzo di Mika Waltari è "Sinuhe
            l'egiziano". Il romanzo scritto in egiziano
            antico, in conformità alla circolazione su
            papiro, non ha un titolo: viene convenzionalmente
            chiamato "Le avventure di Sinuhe" oppure "Il
            racconto di Sinuhe". A parte il nome del
            protagonista, Sinuhe, non esistono punti di
            contatto fra le due opere, che io
            sappia.Ma daaaaiiiiiiL'avevo letto a scuola !!! Chi se lo ricordava piu !! Quanti ricordi :D
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Puoi leggere un assaggio qui:

            http://www.duat.it/scheda-n-29.htmlGrazie mille, adoro approfondire! :)
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: panda rossa
            La storia dell'umanita' e con essa quella
            dell'arte, comincia molto prima ed e' molto piu'
            vasta.
            Non limitarti a poche decine di esempi delle
            corti
            rinascimentali.

            Non c'era alcun mecenatismo nell'antica Grecia, e
            neppure in estremo oriente e neanche nell'america
            pre-colombiana.
            Eppure c'era arte.

            E vogliamo parlare di quel tale che scrisse
            un'opera come il De Bello Gallico? A che pro, se
            non per il piacere di scrivere?Ma perché, Dante Alighieri quanti fiorini prese?Si è artisti se si crea per il piacere di farlo.Non si è artisti se si crea per soldi.La prova sono che più l'opera è commerciale e più fa schifo dal punto di vista artistico (basti pensare ai cinepanettoni, ai libri di Moccia e via dicendo).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 dicembre 2013 01.36-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            Ma perché, Dante Alighieri quanti fiorini prese?Ovviamente chiedi troppo, a voler sapere l'entità delle transazioni in denaro. Tra l'altro diverse opere le compose quando era già in esilio, e quindi la paga non era in fiorini, ma in genovini, ambrosini, quattrini e robertini. E molte altre.La circostanza che vi siano numerose membri di famiglie presso cui fu ospite celebrate nel Paradiso, e non all'Inferno, qualche indizio lo dà.
            Si è artisti se si crea per il piacere di farlo.
            Non si è artisti se si crea per soldi.Hai una visione angelicata dell'arte. Non tutti i miti sono come si vorrebbe. E in ogni caso, nessuno vive d'aria.
          • cicciobello scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Quanti sono sopravvissuti NON avendo
            mecenati?


            Nessuno. :|Tecnicamente hai ragione: sono tutti morti. Ma sono morti anche quelli che avevano il mecenate...
            A parte coloro, e non erano pochi, che erano
            ricchi di famiglia, e non avevano necessità di
            guadagnarsi la pagnotta.Anche loro sono morti...D'altra parte, se non lo fossero, quanti anni avrebbero?
            In assenza dei proventi del diritto d'autore, o
            si accettava di scrivere, dipingere, comporre per
            una persona più che benestante, in cambio di lodi
            e dediche...Ottima soluzione.
            o si saltava dalla finestra.Non hai considerato una terza opzione: lavorare.



            Mozart per esempio ha fatto ambedue le cose
            (ed

            e' morto

            povero).

            Il prezzo di aver cercato l'indipendenza. Vero... del resto, era lui a volerla, quindi era lui a doverne pagare il prezzo.Se io voglio fare quello che piace a me, lo faccio a mie spese, non mi aspetto di farlo a tue spese.



            Leonardo vendeva quadri e progetti, si
            cercava

            mecenati, e pare fosse un oculato
            amministratore

            delle sue

            sostanze.

            E se per caso fosse caduto in disgrazia sarebbe
            morto povero.Questo è un pleonasmo: se vai in rovina per definizione diventi povero.

            Ma tutti i non-geni avevano il mecenate? No.

            Sono morti di fame?

            Certo che sono morti di fame, oppure si sono
            messi a far altro.Quindi vedi bene che c'è la soluzione: fare altro.
            Due grandi poeto dialettali
            dell'Ottocento, quando una forma di diritto
            d'autore già esisteva, il Porta e il Belli, nella
            vita quotidiana facevano tutt'altro per
            sostenersi.Questo ha forse impedito loro di scrivere? Evidentemente no, altrimenti non sarebbero ricordati come poeti.




            Ed allora che ha composto tutta la musica e
            la

            letteratura non riconosciuta "geniale"

            all'epoca?

            È andata al macero. La carta all'epoca
            costava, e anche la tipografia prendeva del suo,
            non si potevano sprecare per i poeti della
            domenica
            mattina.Ammesso che ci fossero... se un'opera è andata al macero, e nessuno la mai vista, come fai ad affermare che sia mai esistita?
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.



            Quanti sono sopravvissuti NON avendo

            mecenati?





            Nessuno. :|

            Tecnicamente hai ragione: sono tutti morti. Ma
            sono morti anche quelli che avevano il
            mecenate...Rileggi la discussione dall'inizio, per cortesia. Si parlava di morire di fame, non di vecchiaia.

            In assenza dei proventi del diritto
            d'autore,
            o

            si accettava di scrivere, dipingere,
            comporre
            per

            una persona più che benestante, in cambio di
            lodi

            e dediche...

            Ottima soluzione.Ottima o non ottima, c'era solo quella.

            o si saltava dalla finestra.

            Non hai considerato una terza opzione: lavorare.Qual è l'attinenza dei tuoi saggi consigli con la vita di artisti del passato? È andata così, e basta. L'artista che si considera tale per definizione non lavora. Molti privi di talento, o di conoscenze fra i mecenati, saranno anche andati a fare gli ammaestratori di scimmie per il circo, ma il loro nome ovviamente non ci è stato tramandato. È un privilegio che spetta agli artisti che hanno sfondato.
            Vero... del resto, era lui a volerla, quindi era
            lui a doverne pagare il
            prezzo.
            Se io voglio fare quello che piace a me, lo
            faccio a mie spese, non mi aspetto di farlo a tue
            spese.Se il riferimento è al diritto d'autore, ti devo dare una delusione. Gli artisti guadagnano grazie alle spese altrui. Quelle consapevoli (vado al cinema a vedere il tal film e pago il biglietto), oppure inconsapevoli (acquisto un detersivo a prezzo maggiorato, perché la pubblicità ha pagato il film di Hollywood trasmesso in tv la sera prima).


            Leonardo vendeva quadri e progetti, si

            cercava


            mecenati, e pare fosse un oculato

            amministratore


            delle sue


            sostanze.



            E se per caso fosse caduto in disgrazia
            sarebbe

            morto povero.

            Questo è un pleonasmo: se vai in rovina per
            definizione diventi
            povero.Attenzione, non ho detto andare in rovina: "cadere in disgrazia" presso qualcuno significa, lo dice la parola, non essere più nelle sue grazie. Smettere di essergli amico. E succede con tutti, anche coi potenti mecenati.
            Quindi vedi bene che c'è la soluzione: fare altro.C'è sempre la soluzione. Ad esempio per capire di cosa stiamo parlando, e non stiamo parlando di artisti mancati ti informo, bastava leggere la discussione dall'inizio.Una soluzione che ti sei ben guardato dall'adottare.
            Questo ha forse impedito loro di scrivere?
            Evidentemente no, altrimenti non sarebbero
            ricordati come
            poeti.Non glielo ha impedito, certo che no. Ma banalmente non vivevano di quello per cui, in seguito sarebbero stati visti come dei maestri.E gli è andata pure bene col lavoro che avevano, perché almeno uno dei due, il Porta, dovette pubblicare a sue spese, se ben ricordo. Se il suo lavoro fosse stato mal pagato...
            Ammesso che ci fossero... se un'opera è andata al
            macero, e nessuno la mai vista, come fai ad
            affermare che sia mai
            esistita?Questa non te la spiego. Pensaci, e poi torna qui.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio
            E ti dispiace evitare di intervenire? Manco ti
            avessi chiamato io. Stavo parlando con Panda
            Rossa.TU STAI PARLANDO COL FORUM!Se vuoi parlare con Panda Rossa, puoi farlo privatamente usando i PM, e accettando il fatto che Panda Rossa puo' in qualunque momento rendere pubblici i messaggi che gli mandi, soprattutto se contengono informazioni confidenziali.


            Non glielo ha impedito, certo che no. Ma


            banalmente non vivevano di quello per
            cui,
            in


            seguito sarebbero stati visti come dei


            maestri.



            Benissimo; vivevano di altro. Che problema
            c'è?

            Non è un problema. È un confronto fra ieri e
            oggi.E' un confronto tra ieri e l'alXXXXXri.Oggi c'e' la tecnologia che rende superflui gli intermediari.
            Oggi si può guadagnare da vivere scrivendo. O
            componendo, o facendo
            film.E si puo' anche guadagnare da vivere lavorando, e avere tempo libero per scrivere, comporre o fare film.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            TU STAI PARLANDO COL FORUM!Grazie che me l'hai detto, non lo sapevo.
            Se vuoi parlare con Panda Rossa, puoi farlo
            privatamente usando i PM, e accettando il fatto
            che Panda Rossa puo' in qualunque momento rendere
            pubblici i messaggi che gli mandi, soprattutto se
            contengono informazioni
            confidenziali.Nemmeno li capiresti.Rompere le scatole a metà discussione senza nemmeno sapere di che si sta parlando fa sprecare solo byte.


            Benissimo; vivevano di altro. Che
            problema

            c'è?



            Non è un problema. È un confronto fra
            ieri
            e

            oggi.

            E' un confronto tra ieri e l'alXXXXXri.
            Oggi c'e' la tecnologia che rende superflui gli
            intermediari.Io i confronti li faccio, e ti sfido a confutarli dati alla mano. Se poi vuoi avere già il futuro in mano, prima che ti sia presentato, va' pure avanti da solo.

            Oggi si può guadagnare da vivere scrivendo. O

            componendo, o facendo

            film.

            E si puo' anche guadagnare da vivere lavorando, e
            avere tempo libero per scrivere, comporre o fare
            film.Questo anche ieri. Ma non molti erano disposti a seguire quella via.
          • cicciobello scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            La decisione non è nelle tue mani. Anche se ti
            piacerebbe.Nemmeno nelle tue, o in quelle dell'artista. La decisione è nelle mani di chiunque, in ogni momento in cui deve scegliere se comprare o scaricare.

            I detersivi hanno un ricarico spaventoso sul
            prezzo industriale, perché si fanno guerra a
            colpi di pubblicità. Del resto son tutti uguali,
            che altro criterio dovrebbe scegliere
            l'acquirente?Quello che costa meno, magari? Comunque, sono affari suoi.
            Oggi si può guadagnare da vivere scrivendo. O
            componendo, o facendo
            film.E domani, magari, non più.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            La decisione non è nelle tue mani. Anche se
            ti

            piacerebbe.

            Nemmeno nelle tue, o in quelle dell'artista. La
            decisione è nelle mani di chiunque, in ogni
            momento in cui deve scegliere se comprare o
            scaricare.Vedremo come andrà a finire questo braccio di ferro, è ancora in corso. Per ora mi pare che di artisti che non sognano altro che un contratto ci sia la coda. Evidentemente la cosa ha ancora i suoi vantaggi.

            I detersivi hanno un ricarico spaventoso sul

            prezzo industriale, perché si fanno guerra a

            colpi di pubblicità. Del resto son tutti
            uguali,

            che altro criterio dovrebbe scegliere

            l'acquirente?

            Quello che costa meno, magari? Comunque, sono
            affari
            suoi.Quello che costa meno non si trova al supermercato, solo in alcuni hard discount fuori mano.Quello che costa, è anche quello che si trova ovunque e che fa la pubblicità in tv.E non vale solo per i detersivi.

            Oggi si può guadagnare da vivere scrivendo. O

            componendo, o facendo

            film.

            E domani, magari, non più.E di artisti veri non ne vedremo più. Solo scalzacani e lacchè.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Vedremo come andrà a finire questo braccio di
            ferro, è ancora in corso. Per ora mi pare che di
            <s
            artisti </s
            <b
            parassiti </b
            che non sognano altro che un contratto ci
            sia la coda. Evidentemente la cosa ha ancora i
            suoi vantaggi.Fixed.Gli artisti stanno ad un livello diverso.
            Quello che costa meno non si trova al
            supermercato, solo in alcuni hard discount fuori
            mano.Quello che costa meno e' quello il cui costo complessivo (compresa la reperibilita' e il trasporto a casa) e' minore.Se per prendere il detersivo meno costoso devo farmi 50 km, meglio prendere il dixan il giorno che c'e' la promozione al 50%.
            Quello che costa, è anche quello che si trova
            ovunque e che fa la pubblicità in
            tv.
            E non vale solo per i detersivi.Tuttavia il mercato dei detersivi non e' monopolizzato come quello della musica.Lo stesso identico detersivo si trova nello stesso identico scaffale, dello stesso identico supermercato, ma etichettato con dixan, dash o marca sconosciuta.Esattamente come lo stesso brano musicale lo trovi nel negozio di CD o sul lenzuolo steso per terra dall'extracomunitario alla stazione.Solo che nel caso dei detersivi, non c'e' la lobby del copyright e quindi nessuno ti da' del ladro se compri la marca sconosciuta.


            Oggi si può guadagnare da vivere
            scrivendo.
            O


            componendo, o facendo


            film.



            E domani, magari, non più.

            E di artisti veri non ne vedremo più. Solo
            scalzacani e
            lacchè.Gli stessi che hanno fatto le piramidi, del resto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Vedremo come andrà a finire questo braccio di

            ferro, è ancora in corso. Per ora mi pare
            che
            di

            <s
            artisti </s
            <b

            parassiti </b
            che non sognano altro che
            un contratto
            ci

            sia la coda. Evidentemente la cosa ha ancora
            i

            suoi vantaggi.

            Fixed.
            Gli artisti stanno ad un livello diverso.Non hai alcun controllo sulla definizione di artisti e sulla loro qualità. Usa tutte le espressioni colorite che vuoi, il mondo va avanti ignorando le tue freddure.

            Quello che costa, è anche quello che si trova

            ovunque e che fa la pubblicità in

            tv.

            E non vale solo per i detersivi.

            Tuttavia il mercato dei detersivi non e'
            monopolizzato come quello della
            musica.Mai parlato di monopolio, ammesso che la musica lo sia secondo le tue strambe definizioni.Ho detto che i film apparentemente gratis in tv, che probabilmente nemmeno guardi, li paghi attraverso i prodotti che fanno più pubblicità: i detersivi, appunto. Che tu lo voglia o no.Anche questa è una forma di "equo compenso" su oggetti che nulla hanno a che fare con il diritto d'autore.
            Lo stesso identico detersivo si trova nello
            stesso identico scaffale, dello stesso identico
            supermercato, ma etichettato con dixan, dash o
            marca
            sconosciuta.Ma no, cambia il profumo.... ;)
            Esattamente come lo stesso brano musicale lo
            trovi nel negozio di CD o sul lenzuolo steso per
            terra dall'extracomunitario alla
            stazione.Sì, ma è inutile che insisti tanto sul punto. Molte violazioni non fanno una depenalizzazione. In nessun ambito, non solo nel diritto d'autore. Altrimenti il furto sarebbe già stato depenalizzato da anni.
            Solo che nel caso dei detersivi, non c'e' la
            lobby del copyright e quindi nessuno ti da' del
            ladro se compri la marca
            sconosciuta.La marca sconosciuta fa investimenti e profitti pure lei, altrimenti non sarebbe sul mercato. E non viola nessun brevetto sui detergenti.La concorrenza è tale quando è ad armi pari. Nessuno a parte te direbbe che iTunes e The pirate Bay sono in concorrenza.



            Oggi si può guadagnare da vivere

            scrivendo.

            O



            componendo, o facendo



            film.





            E domani, magari, non più.



            E di artisti veri non ne vedremo più. Solo

            scalzacani e

            lacchè.

            Gli stessi che hanno fatto le piramidi, del resto.Chissà chi ha costruito le piramidi, e chi le ha progettate. Non avendo cronache del tempo non possiamo sapere come nacque l'idea, come venne sviluppata, e quali problemi incontrarono nel trovare sponsor.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Gli artisti stanno ad un livello diverso.

            Non hai alcun controllo sulla definizione di
            artisti e sulla loro qualità.Ho un controllo sul mio portafogli, visto che insisti col mettere un cartellino col prezzo all'arte.
            Usa tutte le
            espressioni colorite che vuoi, il mondo va avanti
            ignorando le tue freddure.No, il mondo non sta affatto ignorando le mie freddure.Le continue legislazioni liberticide sono li' a dimostrare che il mondo ha paura di me.

            Tuttavia il mercato dei detersivi non e'

            monopolizzato come quello della

            musica.

            Mai parlato di monopolio, ammesso che la musica
            lo sia secondo le tue strambe
            definizioni.La musica venduta e' un monopolio.Oppure posso scegliere di comprare una canzone da marche diverse che si fanno concorrenza al ribasso?
            Ho detto che i film apparentemente gratis in tv,
            che probabilmente nemmeno guardi, li paghi
            attraverso i prodotti che fanno più pubblicità: i
            detersivi, appunto. Che tu lo voglia o
            no.I detersivi posso pagarli di piu' o di meno, e posso pure fabbricarmeli a casa. E lo faro' quando la tecnologia mettera' a disposizione uno strumento economico per l'autoproduzione di detersivi.Posso fare altrettanto con la musica?No: il tal brano musicale esiste solo ad un prezzo e con una sola etichetta, e nonostante io abbia la tecnologia per rifarmelo in casa, la legge me lo vieta.
            Anche questa è una forma di "equo compenso" su
            oggetti che nulla hanno a che fare con il diritto
            d'autore.Finche' gli equi compensi saranno solo facoltativi ed eludibili come questo qua della pubblicita' in tv, mi stanno bene.Non mi stanno bene quelli imposti e abusati.

            Lo stesso identico detersivo si trova nello

            stesso identico scaffale, dello stesso
            identico

            supermercato, ma etichettato con dixan, dash
            o

            marca

            sconosciuta.

            Ma no, cambia il profumo.... ;)Non cambia niente.Il contenuto e' il medesimo.Come l'acqua, se non ti piace il detersivo come esempio (esempio che hai tirato in ballo tu)

            Esattamente come lo stesso brano musicale lo

            trovi nel negozio di CD o sul lenzuolo steso
            per

            terra dall'extracomunitario alla

            stazione.

            Sì, ma è inutile che insisti tanto sul punto.Non e' inutile: ancora non capisci.
            Molte violazioni non fanno una depenalizzazione.Hai presente il cartello di Churchill? Si?
            In nessun ambito, non solo nel diritto d'autore.
            Altrimenti il furto sarebbe già stato
            depenalizzato da anni.Il furto e' una azione socialmente deplorata.La copia invece e' narrata perfino dai vangeli.

            Solo che nel caso dei detersivi, non c'e' la

            lobby del copyright e quindi nessuno ti da'
            del

            ladro se compri la marca

            sconosciuta.

            La marca sconosciuta fa investimenti e profitti
            pure lei, altrimenti non sarebbe sul mercato. E
            non viola nessun brevetto sui
            detergenti.Perche' la marca sconosciuta VENDE.Io per mio uso personale posso violare tutti i brevetti che voglio se mi produco il detersivo in casa per uso personale, e posso anche produrre una sostanza totalmente antieconomica. Tanto mica devo venderla.
            La concorrenza è tale quando è ad armi pari.La concorrenza e' una cosa che riguarda il mercato.
            Nessuno a parte te direbbe che iTunes e The
            pirate Bay sono in concorrenza.Vogliamo chiedere in giro?

            Gli stessi che hanno fatto le piramidi, del
            resto.

            Chissà chi ha costruito le piramidi, e chi le ha
            progettate.Gli antichi egizi.Fu una espressione dell'intero popolo, visto che l'intero popolo ha partecipato alla loro costruzione o all'indotto.
            Non avendo cronache del tempo non
            possiamo sapere come nacque l'idea, come venne
            sviluppata, e quali problemi incontrarono nel
            trovare sponsor.E neppure ce ne frega.Le hanno fatte, e le hanno fatte talmente bene che sono ancora la'.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Non hai alcun controllo sulla definizione di

            artisti e sulla loro qualità.

            Ho un controllo sul mio portafogli, visto che
            insisti col mettere un cartellino col prezzo
            all'arte.Ecco, agisci ma solo sul livello cliente. Le categorie merceologiche dei singoli artisti lasciale decidere a loro.
            No, il mondo non sta affatto ignorando le mie
            freddure.
            Le continue legislazioni liberticide sono li' a
            dimostrare che il mondo ha paura di
            me.Non di te. Di coloro che scaricano a man bassa. Le definizioni non hanno mai fatto paura.

            Mai parlato di monopolio, ammesso che la
            musica

            lo sia secondo le tue strambe

            definizioni.

            La musica venduta e' un monopolio.Le etichette sono diverse, e oggi ci si può autoprodurre con facilità. Oltre a iTunes c'è Deezer e Spotify. Monopolio di che?
            Oppure posso scegliere di comprare una canzone da
            marche diverse che si fanno concorrenza al
            ribasso?In parte è già possibile ora: i vari Deezer, Spotify, iTunes, Google Play, Amazon .mp3, Napster, hanno un canone d'abbonamento mensile che varia da 5 ai 25 euro.
            I detersivi posso pagarli di piu' o di meno, e
            posso pure fabbricarmeli a casa. E lo faro'
            quando la tecnologia mettera' a disposizione uno
            strumento economico per l'autoproduzione di
            detersivi.Dubito sarà mai così economico da battere su campo la grande distribuzione.
            Posso fare altrettanto con la musica?
            No: il tal brano musicale esiste solo ad un
            prezzo e con una sola etichetta, e nonostante io
            abbia la tecnologia per rifarmelo in casa, la
            legge me lo
            vieta.La legge non ti vieta affatto di rifartelo in casa.La legge ti vieta di diffonderlo in pubblico o di venderlo senza pagare i diritti.
            Finche' gli equi compensi saranno solo
            facoltativi ed eludibili Mah, eludibili...Sì, sui detersivi magari trovi quello che di pubblicità non ne fa per nulla. Su alcuni farmaci, se non esiste il generico, la scelta non c'è più: paghi anche la loro pubblicità. E i film di Hollywood in tv.
            come questo qua della
            pubblicita' in tv, mi stanno
            bene.
            Non mi stanno bene quelli imposti e abusati.I soldi vanno sempre agli stessi soggetti. Fanno un giro diverso, ma il succo è quello. Il fatto che una tassa corrispondente all'equo compenso esista anche in Svizzera, in Norvegia e in Islanda, paesi non soggetti alla UE, indica che l'idea è giudicata fondata da molti parlamenti.


            Esattamente come lo stesso brano
            musicale
            lo


            trovi nel negozio di CD o sul lenzuolo
            steso

            per


            terra dall'extracomunitario alla


            stazione.



            Sì, ma è inutile che insisti tanto sul punto.

            Non e' inutile: ancora non capisci.Non è un argomentazione la tua: è un capriccio.

            Molte violazioni non fanno una
            depenalizzazione.

            Hai presente il cartello di Churchill? Si?Nella realtà non funziona così. Non racchiudere il mondo nelle massime storiche. Eccone una: <I
            Per il numero di giavellotti non vedrete il cielo domani. Meglio: combatteremo all'ombra. </I
            Capisco la sintesi e lo humor inglese, quando ancora l'Inghilterra non esisteva. :) Ma è ovvio che le cose non sono andate così. Non si può oscurare un campo di battaglia coi giavellotti volanti.

            In nessun ambito, non solo nel diritto
            d'autore.

            Altrimenti il furto sarebbe già stato

            depenalizzato da anni.

            Il furto e' una azione socialmente deplorata.
            La copia invece e' narrata perfino dai vangeli.Non cambia nulla. Ciò che è vietato dalla legge, rimane vietato indipendentemente dal numero delle violazioni e dall'attitudine popolare. Va detto che la funzione delle giurie popolari, nei Paesi anglosassoni, è proprio quella di far decidere a persone comuni del destino di un loro pari. Se un'azione non è più percepita come contraria alla legge e agli interessi della società, la giuria può assolvere. Dubito però sia mai avvenuto.
            Io per mio uso personale posso violare tutti i
            brevetti che voglio se mi produco il detersivo in
            casa per uso personale, e posso anche produrre
            una sostanza totalmente antieconomica. Tanto mica
            devo
            venderla.E come detto sopra, in casa tua puoi anche produrre musica. Originale, o copiata. Non puoi diffonderla.

            Nessuno a parte te direbbe che iTunes e The

            pirate Bay sono in concorrenza.

            Vogliamo chiedere in giro?Chiedi pure. Purché siano domande poste a un campione scelto a caso, qui su PI è troppo facile. :)


            Gli stessi che hanno fatto le piramidi,
            del

            resto.



            Chissà chi ha costruito le piramidi, e chi
            le
            ha

            progettate.
            Gli antichi egizi.
            Fu una espressione dell'intero popolo, visto che
            l'intero popolo ha partecipato alla loro
            costruzione o
            all'indotto.Troppi cuochi per la stessa pietanza. È impossibile. Alcuni costruivano, altri pagavano queste costruzioni, e per le pitture murarie. E presumibilmente a opera finita alcuni guadagnavo anche. Ma la dinamica non ci è nota.

            Non avendo cronache del tempo non

            possiamo sapere come nacque l'idea, come
            venne

            sviluppata, e quali problemi incontrarono nel

            trovare sponsor.

            E neppure ce ne frega.
            Le hanno fatte, e le hanno fatte talmente bene
            che sono ancora
            la'.Sono ancora là perché sono in pietra, e perché a nessuno interessavano quelle pietre per costruirci la casetta. Le opere artistiche dell'antichità che conosciamo solo di nome, pensa alle sette meraviglie del mondo, non sono scomparse perché erano brutte. Ma perché erano in legno, oppure in materiale riutilizzabile.Anche di molte opere della letteratura latina conosciamo solo il titolo. I monaci irlandesi non ritennero opportuno tramandarcele, e i papiri su cui erano scritti sono deperiti. Non è questione di riuscita artistica: è fatalità. :|
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Ecco, agisci ma solo sul livello cliente. Le
            categorie merceologiche dei singoli artisti
            lasciale decidere a
            loro.Agisco in tutti i livelli in cui posso agire.

            No, il mondo non sta affatto ignorando le mie

            freddure.

            Le continue legislazioni liberticide sono
            li'
            a

            dimostrare che il mondo ha paura di

            me.

            Non di te. Di coloro che scaricano a man bassa.
            Le definizioni non hanno mai fatto paura.Benissimo.Ma avere paura non basta piu'.Vogliamo che arrivino ad avere un terrore folle, un incubo ricorrente, con la consapevolezza di essere totalmente impotenti, come quei contadini che due giorni prima del giorno di un immenso raccolto vedono arrivare milioni di cavallette...
            Le etichette sono diverse, e oggi ci si può
            autoprodurre con facilità. Oltre a iTunes c'è
            Deezer e Spotify. Monopolio di
            che?Monopolio di vendita.

            Oppure posso scegliere di comprare una
            canzone
            da

            marche diverse che si fanno concorrenza al

            ribasso?

            In parte è già possibile ora: i vari Deezer,
            Spotify, iTunes, Google Play, Amazon .mp3,
            Napster, hanno un canone d'abbonamento mensile
            che varia da 5 ai 25
            euro.Quale parte di "comprare" non ti e' chiara?

            I detersivi posso pagarli di piu' o di meno,
            e

            posso pure fabbricarmeli a casa. E lo faro'

            quando la tecnologia mettera' a disposizione
            uno

            strumento economico per l'autoproduzione di

            detersivi.

            Dubito sarà mai così economico da battere su
            campo la grande
            distribuzione.Che me ne frega? Io mica devo venderlo.Mi basta scrivere poi la ricetta e diffonderla in rete.

            Posso fare altrettanto con la musica?

            No: il tal brano musicale esiste solo ad un

            prezzo e con una sola etichetta, e
            nonostante
            io

            abbia la tecnologia per rifarmelo in casa, la

            legge me lo

            vieta.

            La legge non ti vieta affatto di rifartelo in
            casa.
            La legge ti vieta di diffonderlo in pubblico o di
            venderlo senza pagare i diritti.Se posso produrlo in casa, poi e' mio e ci faccio cio' che voglio.Compreso il diffonderlo in pubblico.Di venderlo non me ne frega niente.
            Mah, eludibili...
            Sì, sui detersivi magari trovi quello che di
            pubblicità non ne fa per nulla. Su alcuni
            farmaci, se non esiste il generico, la scelta non
            c'è più: paghi anche la loro pubblicità. E i film
            di Hollywood in tv.Se tu non sei capace di eludere la pubblicita' non significa che altri non siano in grado.

            come questo qua della

            pubblicita' in tv, mi stanno

            bene.

            Non mi stanno bene quelli imposti e abusati.

            I soldi vanno sempre agli stessi soggetti. Fanno
            un giro diverso, ma il succo è quello.I soldi non escono dalle mie tasche.Questo e' il principio da tener presente.
            Il fatto che una tassa corrispondente all'equo
            compenso esista anche in Svizzera, in Norvegia e
            in Islanda, paesi non soggetti alla UE, indica
            che l'idea è giudicata fondata da molti
            parlamenti.O indica che le lobby sono piu' potenti di quanto si creda.


            Molte violazioni non fanno una

            depenalizzazione.



            Hai presente il cartello di Churchill? Si?

            Nella realtà non funziona così. Non racchiudere
            il mondo nelle massime storiche. Eccone
            una:
            <I
            Per il numero di giavellotti non
            vedrete il cielo
            domani.
            Meglio: combatteremo all'ombra. </I
            Il risultato non e' mica cambiato.Solo il punteggio.
            Capisco la sintesi e lo humor inglese, quando
            ancora l'Inghilterra non esisteva. :) Ma è ovvio
            che le cose non sono andate così. Non si può
            oscurare un campo di battaglia coi giavellotti
            volanti.Si puo'!

            Il furto e' una azione socialmente deplorata.

            La copia invece e' narrata perfino dai
            vangeli.

            Non cambia nulla. Ciò che è vietato dalla legge,
            rimane vietato indipendentemente dal numero delle
            violazioni e dall'attitudine popolare. Va detto
            che la funzione delle giurie popolari, nei Paesi
            anglosassoni, è proprio quella di far decidere a
            persone comuni del destino di un loro pari. Se
            un'azione non è più percepita come contraria alla
            legge e agli interessi della società, la giuria
            può assolvere. Dubito però sia mai
            avvenuto.E' avvenuto per omicidi.Puo' avvenire anche per i furti.Senza contare l'eventuale stato di necessita'.

            Io per mio uso personale posso violare tutti
            i

            brevetti che voglio se mi produco il
            detersivo
            in

            casa per uso personale, e posso anche
            produrre

            una sostanza totalmente antieconomica. Tanto
            mica

            devo

            venderla.

            E come detto sopra, in casa tua puoi anche
            produrre musica. Originale, o copiata. Non puoi
            diffonderla.Nel momento in cui la produco e' mia.Con tutto quello che ne consegue.


            Nessuno a parte te direbbe che iTunes e
            The


            pirate Bay sono in concorrenza.



            Vogliamo chiedere in giro?

            Chiedi pure. Purché siano domande poste a un
            campione scelto a caso, qui su PI è troppo
            facile.
            :)E dove vuoi andare a chiedere?Qui siamo.

            Troppi cuochi per la stessa pietanza. È
            impossibile. Alcuni costruivano, altri pagavano
            queste costruzioni, e per le pitture murarie. E
            presumibilmente a opera finita alcuni guadagnavo
            anche. Ma la dinamica non ci è nota.Ci e' noto il risultato, e tanto basta.

            Le hanno fatte, e le hanno fatte talmente
            bene

            che sono ancora

            la'.

            Sono ancora là perché sono in pietra, e perché a
            nessuno interessavano quelle pietre per
            costruirci la casetta.Stai dicendo che fanno schifo?
            Le opere artistiche dell'antichità che conosciamo
            solo di nome, pensa alle sette meraviglie del
            mondo, non sono scomparse perché erano brutte. Ma
            perché erano in legno, oppure in materiale
            riutilizzabile.Oppure sono andate distrutte per altri motivi.Ma la questione non e' che sono andate perse.La questione e' che sono state costruite.E senza diritti d'autore ne' copyright.
            Anche di molte opere della letteratura latina
            conosciamo solo il titolo. I monaci irlandesi non
            ritennero opportuno tramandarcele, e i papiri su
            cui erano scritti sono deperiti. Non è questione
            di riuscita artistica: è fatalità.
            :|Anche in questo caso ci basta sapere che sono state comunque prodotte, senza diritti d'autore ne' copyright.E oggi la tecnologia ci consente di copiare e tramandare tutto, senza piu' porci il problema se sia o non sia opportuno.Ma qualcuno vuole impedirlo, e sono gli stessi detentori dei diritti a volerlo, invece di ringraziare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Non di te. Di coloro che scaricano a man
            bassa.


            Le definizioni non hanno mai fatto paura.
            Benissimo.
            Ma avere paura non basta piu'.
            Vogliamo che arrivino ad avere un terrore folle,
            un incubo ricorrente, con la consapevolezza di
            essere totalmente impotenti, come quei contadini
            che due giorni prima del giorno di un immenso
            raccolto vedono arrivare milioni di
            cavallette...Mah, io non me ne vanterei... Poi contento tu.


            Oppure posso scegliere di comprare una

            canzone

            da


            marche diverse che si fanno concorrenza
            al


            ribasso?

            In parte è già possibile ora: i vari Deezer,

            Spotify, iTunes, Google Play, Amazon .mp3,

            Napster, hanno un canone d'abbonamento
            mensile

            che varia da 5 ai 25

            euro.

            Quale parte di "comprare" non ti e' chiara?La parte che confonde "comprare" con "prendere gratis". Mi sa che me la devi spiegare meglio.

            La legge non ti vieta affatto di rifartelo in

            casa.

            La legge ti vieta di diffonderlo in pubblico
            o
            di

            venderlo senza pagare i diritti.
            Se posso produrlo in casa, poi e' mio e ci faccio
            cio' che
            voglio.No, nella società non funziona così.Perfino i film XXXXX, che ti puoi fare benissimo a casa riprendendo quello che fai nella camera da letto, non sono liberamente caricabili su Youtube o Dailymotion. Ci sono canali appositi. E lo stesso spesso vale per i cinema, separati in comuni e a luce rossa.

            Mah, eludibili...

            Sì, sui detersivi magari trovi quello che di

            pubblicità non ne fa per nulla. Su alcuni

            farmaci, se non esiste il generico, la
            scelta
            non

            c'è più: paghi anche la loro pubblicità. E i
            film

            di Hollywood in tv.

            Se tu non sei capace di eludere la pubblicita'
            non significa che altri non siano in
            grado.Nessuno può eludere la pubblicità, Panda Rossa. Sì, quando c'è l'interruzione in tv abbasso l'audio oppure cambio canale, e uso AdBlock sui siti web.Ma non posso evitare che il costo sia ricaricato sui prodotti che acquisto, perché sulla confezione ci sono gli ingredienti, ma non la contabilità con la percentuale impiegata in promozione.E di prodotti che non fanno pubblicità non ne esistono, a parte a Cuba e in Corea del Nord.
            I soldi non escono dalle mie tasche.
            Questo e' il principio da tener presente.Non puoi non pagare i prodotti. Non vivresti.

            Il fatto che una tassa corrispondente
            all'equo

            compenso esista anche in Svizzera, in
            Norvegia
            e

            in Islanda, paesi non soggetti alla UE,
            indica

            che l'idea è giudicata fondata da molti

            parlamenti.
            O indica che le lobby sono piu' potenti di quanto
            si
            creda.Se la vuoi vedere così...Con le lobby da qualche parte si arriva, pian pianino. Con le maledizioni su PI da nessuna parte.

            Nella realtà non funziona così. Non
            racchiudere

            il mondo nelle massime storiche. Eccone

            una:

            <I
            Per il numero di giavellotti non

            vedrete il cielo

            domani.

            Meglio: combatteremo all'ombra. </I


            Il risultato non e' mica cambiato.
            Solo il punteggio.Ah, la battaglia delle Termopili come un videogioco... :)

            Capisco la sintesi e lo humor inglese, quando

            ancora l'Inghilterra non esisteva. :) Ma è
            ovvio

            che le cose non sono andate così. Non si può

            oscurare un campo di battaglia coi
            giavellotti

            volanti.

            Si puo'!Nei videogiochi, appunto.

            E come detto sopra, in casa tua puoi anche

            produrre musica. Originale, o copiata. Non
            puoi

            diffonderla.

            Nel momento in cui la produco e' mia.
            Con tutto quello che ne consegue.No, non funziona così. È il peso di vivere in società. Anche il corpo è tuo, chi lo nega, ma al di fuori dei campi nudisti e dei club privati non lo puoi mostrare per intero fuori da casa tua. Solo ricoperto.
            Ci e' noto il risultato, e tanto basta.A me, qui e ora, interessa invece l'organizzazione dei lavori e l'aspetto economico.

            Sono ancora là perché sono in pietra, e
            perché
            a

            nessuno interessavano quelle pietre per

            costruirci la casetta.

            Stai dicendo che fanno schifo?No, no.Semplicemente che non è un destino necessario, ineluttabile. Poteva anche andare diversamente, e di queste costruzioni non sospetteremmo forse nemmeno l'esistenza.

            Le opere artistiche dell'antichità che
            conosciamo

            solo di nome, pensa alle sette meraviglie del

            mondo, non sono scomparse perché erano
            brutte.
            Ma

            perché erano in legno, oppure in materiale

            riutilizzabile.

            Oppure sono andate distrutte per altri motivi.Anche. Può capitare di tutto. L'essere arte o non arte non c'entra nulla.
            Anche in questo caso ci basta sapere che sono state
            comunque prodotte, senza diritti d'autore ne' copyright.
            E oggi la tecnologia ci consente di copiare e
            tramandare tutto, senza piu' porci il problema
            se sia o non sia opportuno.
            Ma qualcuno vuole impedirlo, e sono
            gli stessi detentori dei diritti a volerlo,
            invece di ringraziare.Sta affibbiando ai detentori di diritti intenti ed effetti che non hanno, né ci si aspetta che abbiano. Le opere stampate, ivi inclusi gli spartiti musicali, sono assicurate alla posterità dalla legge sul diritto di stampa: due copie devono essere inviate a due biblioteche diverse, <B
            gratuitamente </B
            .Il diritto d'autore si interessa alla distribuzione dei proventi dei titolari, e lì si ferma il suo scopo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio

            Quale parte di "comprare" non ti e' chiara?

            La parte che confonde "comprare" con "prendere
            gratis". Mi sa che me la devi spiegare meglio.
            Io prendo quello che cerco con determinate caratteristiche.Se lo trovo liberamente distribuito e non trovo lo stesso prodotto in altro modo, mi devo rassegnare e accettare quello che passa il convento.Indicami uno store che con un click mi fa scaricare un file in formato non blindato, senza drm, in modo anonimo, e fruizione ETERNA, e io posso prendere volentieri in considerazione la cosa.Al momento l'unico distributore di files con queste caratteristiche e' il torrent.


            La legge non ti vieta affatto di
            rifartelo
            in


            casa.


            La legge ti vieta di diffonderlo in
            pubblico

            o

            di


            venderlo senza pagare i diritti.


            Se posso produrlo in casa, poi e' mio e ci
            faccio

            cio' che

            voglio.

            No, nella società non funziona così.Funziona cosi', e se non funzionasse, e' cosi' che deve funzionare.
            Perfino i film XXXXX, che ti puoi fare benissimo
            a casa riprendendo quello che fai nella camera da
            letto, non sono liberamente caricabili su Youtube
            o Dailymotion. Ci sono canali appositi.Benissimo. Ma questi canali ci sono.Non e' vietato produrre un XXXXX e distribuirlo.Youtube non tratta il genere per scelta sua, e' un privato e sono affari suoi, ma la legge non mi proibisce di distribuire un XXXXX.
            E lo stesso spesso vale per i cinema, separati in
            comuni e a luce rossa.Non hai capito la questione o fai finta di non caXXXXX.
            Nessuno può eludere la pubblicità, Panda Rossa.Tu sei nessuno e non la eludi.Io la skippo senza problemi.
            Ma non posso evitare che il costo sia ricaricato
            sui prodotti che acquisto, perché sulla
            confezione ci sono gli ingredienti, ma non la
            contabilità con la percentuale impiegata in
            promozione.Non e' questo il punto.Io parlavo di eludere la pubblicita' in quanto rottura di balle.I costi annessi sono un'altra cosa e quelli li eludo confrontando i prodotti sullo scaffale del supermercato.
            E di prodotti che non fanno pubblicità non ne
            esistono, a parte a Cuba e in Corea del Nord.Io non faccio pubblicita' dei prodotti che distribuisco.E pensa che c'e' gente che pretende pure che io la faccia.Ma io sono contrario.

            I soldi non escono dalle mie tasche.

            Questo e' il principio da tener presente.

            Non puoi non pagare i prodotti. Non vivresti.Piu' di 100.000 anni di storia dell'umanita' senza denaro ti smentiscono.E pure tutta la produzione di fantascienza narra di societa' future senza denaro.

            O indica che le lobby sono piu' potenti di
            quanto

            si

            creda.

            Se la vuoi vedere così...
            Con le lobby da qualche parte si arriva, pian
            pianino. Con le maledizioni su PI da nessuna
            parte.Si arriva dove? Non certo dove vuole andare la gente.


            Meglio: combatteremo all'ombra.
            </I





            Il risultato non e' mica cambiato.

            Solo il punteggio.

            Ah, la battaglia delle Termopili come un
            videogioco...
            :)Preferisci la versione del cinema?

            Nel momento in cui la produco e' mia.

            Con tutto quello che ne consegue.

            No, non funziona così. È il peso di vivere
            in società.E' il peso di vivere in una societa' legiferata dalle lobby.Il principio della proprieta' di cio' che si produce deve essere sacrosanto.
            Anche il corpo è tuo, chi lo nega, ma al di fuori
            dei campi nudisti e dei club privati non lo puoi
            mostrare per intero fuori da casa tua. Solo
            ricoperto.In casa mia posso?

            Ci e' noto il risultato, e tanto basta.

            A me, qui e ora, interessa invece
            l'organizzazione dei lavori e l'aspetto
            economico.No, qui ci interessa solo il risultato.


            Sono ancora là perché sono in pietra, e

            perché

            a


            nessuno interessavano quelle pietre per


            costruirci la casetta.



            Stai dicendo che fanno schifo?

            No, no.
            Semplicemente che non è un destino necessario,
            ineluttabile. Poteva anche andare diversamente, e
            di queste costruzioni non sospetteremmo forse
            nemmeno
            l'esistenza.Chissa' quante sono andate perdute.Ma non perdere di vista il punto, siamo partiti dal fatto che l'arte viene creata comunque e a prescindere.E' una delle cose che distingue l'uomo dall'animale.
          • cicciobello scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            E di artisti veri non ne vedremo più. Solo
            scalzacani e
            lacchè.Se lo dici tu...Comunque, mettiamo pure che sia così: a me va bene, e a te?
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            E di artisti veri non ne vedremo più. Solo

            scalzacani e

            lacchè.

            Se lo dici tu...

            Comunque, mettiamo pure che sia così: a me va
            bene, e a
            te?Non mi pongo il problema, non sento artisti attuali. Ma ad altri potrebbe non andare bene.
          • cicciobello scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.

            Ma ad altri potrebbe non andare
            bene.Problema loro... ammesso che ci siano questi "altri".
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Ma ad altri potrebbe non andare

            bene.

            Problema loro... ammesso che ci siano questi
            "altri".Quando si vive in una società, i problemi non sono mai solo loro, o solo nostri. C'è sempre un riverbero nella vita politica.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            E di artisti veri non ne vedremo più.
            Solo


            scalzacani e


            lacchè.



            Se lo dici tu...



            Comunque, mettiamo pure che sia così: a me va

            bene, e a

            te?

            Non mi pongo il problema, non sento artisti
            attuali. Ma ad altri potrebbe non andare
            bene.Se a quegli altri non va bene, che si commissionino loro quello che vogliono.Di artisti che si propongono per essere finanziati ce ne sono tanti qui:http://www.indiegogo.com/projectsUna volta trovati i finanziamenti, la loro opera è pubblica.Chi l'ha finanziata ha diritto a cose in più: la maglietta, il biglietto per la prima o per il concerto, il cd/dvd fisico autografato con autografo personalizzato dall'artista all'utente e spedito.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.


            Non mi pongo il problema, non sento artisti

            attuali. Ma ad altri potrebbe non andare

            bene.
            Se a quegli altri non va bene, che si
            commissionino loro quello che
            vogliono.Possono fare così. Ma possono fare anche peggio: proporre leggi ancora più draconiane sul diritto d'autore, come quella che c'è in Giappone.Non li sottovalutare.
          • Luco, giudice di linea mancato scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio
            Quello che costa meno non si trova al
            supermercato, solo in alcuni hard discount fuori
            mano.Quello che costa meno al supermercato è quello della marca del supermercato. Che spesso oltre quella fa anche un'altra linea economica, semplicemente te la mette in basso di modo che non la noti.
          • Dr Doom scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato
            - Scritto da: Leguleio

            Quello che costa meno non si trova al

            supermercato, solo in alcuni hard discount
            fuori

            mano.

            Quello che costa meno al supermercato è quello
            della marca del supermercato.E ti sei mai chiesto perché?
          • krane scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Dr Doom
            - Scritto da: Luco, giudice di linea mancato

            - Scritto da: Leguleio


            Quello che costa meno non si trova al


            supermercato, solo in alcuni hard
            discount

            fuori


            mano.



            Quello che costa meno al supermercato è
            quello

            della marca del supermercato.
            E ti sei mai chiesto perché?Vantaggi logistici ?
          • Izio01 scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio


            L'artista che si considera tale per

            definizione


            non lavora.


            E allora, o ha dei soldi da parte, oppure che

            faccia la fame.

            Altrimenti è troppo comodo.

            La decisione non è nelle tue mani. Anche se ti
            piacerebbe.In teoria la decisione dovrebbe essere nelle mani della maggioranza. In pratica non è così semplice, ma non venirmi a dire che la maggioranza è a favore del furto legalizzato dei prelievi forzosi SIAE, sotto forma di bollino o di "equo compenso".Semplicemente SIAE & Co. hanno molto potere di lobbying, e i nostri politici si prestano molto volentieri ad essere "persuasi amichevolmente" da chi può pagare. Io la trovo una XXXXXta.
          • Leguleio scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.




            L'artista che si considera tale per


            definizione



            non lavora.




            E allora, o ha dei soldi da parte,
            oppure
            che


            faccia la fame.


            Altrimenti è troppo comodo.



            La decisione non è nelle tue mani. Anche se
            ti

            piacerebbe.
            In teoria la decisione dovrebbe essere nelle mani
            della maggioranza. In pratica non è così
            semplice, ma non venirmi a dire che la
            maggioranza è a favore del furto legalizzato dei
            prelievi forzosi SIAE, sotto forma di bollino o
            di "equo
            compenso".Io dico di sì. Nel senso che pur essendo la SIAE odiata dai più, la maggioranza delle persone non pensa affatto che gli artisti debbano guadagnare di meno di quanto facciano ora. Magari pensa a come far arrivare i proventi agli artisti senza un ente come la SIAE, ma non è tecnicamente possibile. Abolita la SIAE, è abolita anche qualsiasi tutela reale sul diritto d'autore nel lato economico. Rimarrebbe un diritto puramente teorico, e perciò inutile.
          • krane scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio




            L'artista che si considera
            tale
            per



            definizione




            non lavora.






            E allora, o ha dei soldi da parte,

            oppure

            che



            faccia la fame.



            Altrimenti è troppo comodo.





            La decisione non è nelle tue mani.
            Anche
            se

            ti


            piacerebbe.


            In teoria la decisione dovrebbe essere nelle
            mani

            della maggioranza. In pratica non è così

            semplice, ma non venirmi a dire che la

            maggioranza è a favore del furto legalizzato
            dei

            prelievi forzosi SIAE, sotto forma di
            bollino
            o

            di "equo

            compenso".

            Io dico di sì. Nel senso che pur essendo la SIAE
            odiata dai più, la maggioranza delle persone non
            pensa affatto che gli artisti debbano guadagnare
            di meno di quanto facciano ora.Bah, ricordo ancora i commenti quando usci' la notizia che mickael jacson si compro' un parco giochi da tenere in giardino...Ci fu parecchia polemica riguardo i soldi degli artisti.
          • dont feed the troll - Back Again scrive:
            Re: Calamari ragiona alla viceversa.
            - Scritto da: Leguleio




            L'artista che si considera
            tale
            per



            definizione




            non lavora.






            E allora, o ha dei soldi da parte,

            oppure

            che



            faccia la fame.



            Altrimenti è troppo comodo.





            La decisione non è nelle tue mani.
            Anche
            se

            ti


            piacerebbe.


            In teoria la decisione dovrebbe essere nelle
            mani

            della maggioranza. In pratica non è così

            semplice, ma non venirmi a dire che la

            maggioranza è a favore del furto legalizzato
            dei

            prelievi forzosi SIAE, sotto forma di
            bollino
            o

            di "equo

            compenso".

            Io dico di sì. Nel senso che pur essendo la SIAE
            odiata dai più, la maggioranza delle persone non
            pensa affatto che gli artisti debbano guadagnare
            di meno di quanto facciano ora.Questa è una illazione bella e buona non suffragata da nessun ragionamento e/o dato.Come gran parte di tutti i tuoi interventi d'altronde.Sappiamo che ti piace fare la parte de "l'avvocato del diavolo", non ne hai nè il piglio oratorio, nè la competenza tecnica.PS.Ora, cercherai di far cancellare questo mio messaggio in quanto totalmente incapace di ribattere sul piano dialettico, e qualora non potessi contare sulla solita complicità della redazione cercherai di sminuirmi cercando di decontestualizzare qualche mio messaggio del passato.
  • Indiano scrive:
    I have a dream
    Questa malattia ha un nome preciso, si chiama "proprietà intellettuale".cioè soldi!ogni tanto mi trovo a immaginare come sarebbe il mondo se si superasse il concetto di sistema economico che alla fine sta portando alla distruzione del pianeta e alla riduzione in schiavitù di gran parte della popolazione a vantaggio di pochi.Ma se un giorno tutti decidessimo di ignorare il denaro e ogni altra forma di accumulo di ricchezza?Se abbandonassimo il misero e gretto principio di dare o fare solo per ottenere qualcosa in cambio?Si ferma tutto?Si torna all'età della pietra?Utopia, forse, ma credo che sarebbe parecchio interessante vedere gli esiti di un esperimento del genere.:D
    • Etype scrive:
      Re: I have a dream
      Parole sante !!! Oggi si cerca di monetizzare qualsiasi cosa,il vantaggio ricade sempre per quel 1% di popolazione dei super ricchi che con il loro denaro si impongono al mondo.
      • bubba scrive:
        Re: I have a dream
        - Scritto da: Etype
        Parole sante !!! Oggi si cerca di monetizzare
        qualsiasi cosaa tal proposito c'è un interessante intervento di Diego Fusaro che, tra le altre cose, mette in evidenza la tendenza odierna a mercificare ogni aspetto della società:http://www.youtube.com/watch?v=P8Kd7l7XThQ
        • Leguleio scrive:
          Re: I have a dream


          Parole sante !!! Oggi si cerca di monetizzare

          qualsiasi cosa

          a tal proposito c'è un interessante intervento di
          Diego Fusaro che, tra le altre cose, mette in
          evidenza la tendenza odierna a mercificare ogni
          aspetto della
          società:Ma Diego Fusaro è andato gratis da Milano a Montesilvano (PE), o si è fatto rimborare, oltre al viaggio ovviamente, anche il disturbo? In tal caso avremmo la conferma della mercificazione anche delle idee. Socrate insegnava gratis.
    • bubba scrive:
      Re: I have a dream
      - Scritto da: Indiano
      Questa malattia ha un nome preciso, si chiama
      "proprietà
      intellettuale".

      cioè soldi!

      ogni tanto mi trovo a immaginare come sarebbe il
      mondo se si superasse il concetto di sistema
      economico che alla fine sta portando alla
      distruzione del pianeta e alla riduzione in
      schiavitù di gran parte della popolazione a
      vantaggio di
      pochi.
      Ma se un giorno tutti decidessimo di ignorare il
      denaro e ogni altra forma di accumulo di
      ricchezza?
      Se abbandonassimo il misero e gretto principio di
      dare o fare solo per ottenere qualcosa in
      cambio?
      Si ferma tutto?
      Si torna all'età della pietra?

      Utopia, forse, ma credo che sarebbe parecchio
      interessante vedere gli esiti di un esperimento
      del
      genere.
      :Dnon funzionerà fintanto che qualcuno dovrà fare lavori tediosi e fintanto che non ci sarà un'elevata scolarizzazione della popolazione; nessuno si andrebbe a chiudere 8 ore in fabbrica potendone fare a meno; magari in futuro quando la tecnologia permetterà di automatizzare completamente i lavori tediosi e rimarranno da fare solo i lavori di concetto, forse la gente, non lavorerà più per vivere ma per migliorare se stessa e la società in cui vive.
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