La carta d'identità elettronica è ancora sperimentale

Il governo italiano pubblica il decreto che dovrebbe gestire la nuova carta di identità digitale, una tecnologia di cui si parla da decenni e che forse si concretizzerà presto. In via sperimentale, gestita da una commissione interministeriale
Il governo italiano pubblica il decreto che dovrebbe gestire la nuova carta di identità digitale, una tecnologia di cui si parla da decenni e che forse si concretizzerà presto. In via sperimentale, gestita da una commissione interministeriale

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha fatto sapere di aver formalizzato l’introduzione della carta di identità elettronica, un documento di riconoscimento al passo coi tempi di cui si vocifera da anni – anzi decenni – e la cui gestione viene ora affidata a una “commissione interministeriale”. Nonostante i proclami siamo ancora a livello di tecnologia “sperimentale”.

Il decreto pubblicato nella Gazzetta Ufficiale (n. 302 del 30 dicembre 2015) è stato sottoscritto dal Ministero dell’Interno, dell’Economia e Finanze e per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, e definisce le procedure di emissione, di gestione infrastrutturale, produzione e supporto della carta di identità elettronica in formato carta di credito con tanto di chip e banda magnetica.

Nel microchip del nuovo documento verranno archiviati anche i dati biometrici come le impronte digitali (minori esclusi), mentre i donatori di organi potranno usarlo per la esporre la loro scelta volontaria; l’autenticazione del proprietario del documento sarà ovviamente telematica.

La commissione interministeriale permanente dei tre dicasteri firmatari dovrà vigilare sulle varie tappe dell’adozione della carta elettronica, mentre i primi esemplari del documento saranno disponibili nei comuni che già in passato avevano partecipato ai progetti pilota: in totale si parla di 150 amministrazioni comunali e 4 milioni di carte elettroniche.

E per l’adozione da parte della popolazione generale? Si occuperà di tutto la commissione e ci vorranno anni, e visti i trascorsi di un progetto nato nel lontanissimo 1997 non è detto che tutto vada come previsto.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

05 01 2016
Link copiato negli appunti