La città, ecologica e digitale

IBM lancia la sfida dell'integrazione in chiave servizi. Con un'offerta che va oltre la tradizionale offerta di server: l'IT oggi non è più quello di una volta, e l'elettronica si mescola con il mondo reale. Letteralmente

Las Vegas – Una casa intelligente, in un palazzo intelligente, dentro un quartiere intelligente di una città intelligente . La pervasività della tecnologia nella vita di tutti i giorni, secondo IBM, può essere sfruttata a nostro vantaggio: se il contatore dell’energia elettrica è “intelligente”, ovvero è in grado di fornire informazioni avanzate sul suo stato di funzionamento, è bene sfruttare questa possibilità. E, visto il fiorire di dispositivi sempre più elettronicamente evoluti che fanno capolino ovunque (non solo nelle abitazioni), secondo Big Blue è arrivato il momento di guardare con maggiore attenzione al capitolo dell’edilizia “smart”.

la sessione plenaria del Pulse 2010 di IBM L’idea è: allargare il concetto di piattaforma IT dai server ai dispositivi che sempre più spesso si affollano in casa e nell’edilizia in generale. Contatori dotati di CPU appunto (o i cosiddetti smart meter ), apparecchi per la geolocalizzazione, rilevatori di vario genere (di perdite d’acqua, di intrusione), ogni tipo di input ivi comprese le eventuali e sempre più pervasive telecamere di sorveglianza. L’introduzione di questi nuovi apparecchi comporta un certo aumento del grado di complessità nella gestione delle risorse : complessità che IBM si dice pronta e in grado di gestire. Tutti questi dispositivi, che fino a oggi sono stati gestiti da personale diverso in reparti diversi, possono diventare parte di una catena che va a formare il paradigma dello “smart building”: nient’altro che la rivisitazione della “casa intelligente” a lungo profetizzata in questi anni, ma che ora da Armonk rilanciano con una rivisitazione della propria offerta software e hardware.

Il concetto portato avanti da Big Blue riguarda il “perimetro” dell’IT: dov’è che finisce la tecnologia e inizia altro, cosa rientra nella sfera di competenza dell’informatica e cosa invece no? Con l’ingresso dell’elettronica nell’edilizia, nella gestione dell’energia, delle risorse idriche e ogni altra attività, i confini si sono fatti meno definiti: oggi è possibile, anzi è probabile, che ogni apparecchio utilizzato per svolgere controlli sia dotato di abbastanza “intelligenza” da trasformarsi in una periferica di un sistema informatico interconnesso . E poi ci sono i cellulari, gli smartphone, i palmari, i tablet, tutti apparecchi che a vario titolo possono senz’altro fornire dati da tenere nel sistema per analizzarli. Vale la pena, dice IBM, di approfittarne – anche in chiave ecologica, visto che questo approccio dovrebbe garantire guadagni significativi in tal senso.

Per tenere fede a questo impegno, l’azienda di Armonk ha annunciato durante la sua conferenza di inizio anno tutta una serie di nuove partnership e di progetti in via di completamento: tra le prime figurano quelle con Johnson Control e Ricoh , mentre nel secondo caso l’esempio portato all’attenzione della stampa e degli analisti presenti è stato quello della città di Chesapeake ( Virginia ). Quest’ultima, una comunità da oltre 200mila abitanti, ha avviato un programma di “digitalizzazione” dei propri servizi proprio con la collaborazione di IBM e con l’utilizzo di software e tecnologie messe a disposizione di Big Blue, provenienti dalle linee Tivoli e Maximo .

L’esempio di Chesapeake è senz’altro calzante: la presenza nel territorio cittadino di una vasta canalizzazione navigabile, oltre alle consuete strade e servizi, coinvolge un ampio numero di aziende pubbliche e private che si incrociano nella gestione delle infrastrutture . Ci sono condutture idriche da manutenere, pali della luce da tenere in piedi, verde e asfalto da tenere in ordine: l’utilizzo in vasta misura di un approccio digitale consente di avere tutto sotto controllo grazie a una struttura digitale centrale, accentrando le informazioni, fornendo al contempo a ogni entità coinvolta tutti i dati utili a prevenire, gestire e risolvere gli imprevisti. Garantendo anche, insomma, che se gli operai intervengono per tamponare una perdita scavando non finiscano per tranciare i cavi telefonici.

Quanto mostrato altro non è che un pannello di controllo centralizzato per la gestione di servizi e guasti, che ovviamente però sottintende un certo lavoro di integrazione e astrazione: il personale della municipalità addetto ai controlli osserva attraverso una singola interfaccia lo stato complessivo di forniture elettriche, idriche, telefoniche, tutto quanto è inserito nel sistema. Se si verifica un problema è il software stesso a suggerire eventuali ricadute su altri servizi (esempio: scoppia un tubo che allaga una centrale telefonica, mandando in tilt anche i cellulari), consentendo da un’unica postazione anche di individuare sul territorio le squadre addette alla riparazione per gestire al meglio l’emergenza: le informazioni , inoltre, sono condivise in un flusso bidirezionale anche con tutti gli altri soggetti pubblici e privati coinvolti in queste operazioni.

Il concetto di smarter building si allarga alla città: conoscendo le esigenze energetiche di un quartiere si può decidere di sostenerne la fornitura durante un disservizio sottraendo le risorse necessarie altrove. Oppure si può accelerare la risoluzione dei problemi avviando in anticipo le procedure necessarie (nell’esempio precedente, prevedendo che la squadra dell’operatore telefonico si rechi sul posto senza aspettare che quella dell’acquedotto faccia la stima dei danni), ottimizzare l’utilizzo del personale a disposizione, individuare eventuali schemi che portino a determinare la causa di una rottura imprevista per ottimizzare gli schemi di manutenzione. Il paradigma è comunque granulare , ovvero può essere inteso come l’interconnessione di abitazioni intelligenti (case o palazzi) all’interno di una vasta rete che integri anche edifici pubblici e servizi comuni.

Questo paradigma di “intersezione tra mondo fisico e digitale”, ci tiene a precisare IBM, ovviamente può essere applicato anche ad altri settori oltre a quello dell’edilizia o della gestione urbana: alberghi, resort, officine, ospedali, industrie, tutti possono sfruttare l’offerta integrata (altro cavallo di battaglia) che IBM propone quasi con il concetto “chiavi in mano”. Da Armonk sottolineano la propria capacità di fornire ogni tipo di servizio e sistema utile al completamento di questi sistemi, ovviamente con vantaggi significativi rispetto alla concorrenza: ovvero la capacità dichiarata da Big Blue di spaziare dall’hardware al software, dalla consulenza al cloud, dai server ai maniframe.

Le soluzioni mostrate, in particolare quelle relative all’ asset management della linea Maximo, sono senz’altro molto interessanti: l’unico limite che di primo acchito è possibile individuare al concetto di smarter building IBM è il costo che questo tipo di iniziative di ammodernamento potrà avere per comunità medio-piccole (nel caso di Cheasepeake fino a questo momento sono stati spesi 1,2 milioni di dollari, ma il progetto avviato 14 mesi fa non è ancora concluso). Secondo le informazioni fornite da Big Blue, i risparmi in termini di gestione dei servizi e dei consumi dovrebbero in ogni caso costituire uno stimolo adeguato all’operazione di consolidamento dei propri sistemi: inoltre, da Armonk tentano di promuovere un nuovo principio di gestione dell’infrastruttura IT che preveda la riunificazione di sviluppo e utilizzo , guardando al servizio come un entità unica da seguire dalla nascita al suo effettivo impiego (spalmando cioè i costi su un arco temporale maggiore).

Calato in una realtà come quella italiana , fatte tutte le considerazioni del caso su disponibilità economiche della pubblica amministrazione (locale e nazionale) e sullo stato delle infrastrutture e delle mappe catastali relative alle municipalità e ai servizi, l’avvento delle città intelligenti nel Belpaese potrebbe richiedere tuttavia probabilmente qualche sforzo e qualche riflessione in più. Da sola, la motivazione ecologica difficilmente farà breccia nell’agenda infrastrutturale e politica italiana.

Luca Annunziata

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  • coolstreami ng scrive:
    Tv Surf
    Vorremmo ricordare che esiste da ben 1 anno tv-surf la prima piattaforma in grado di leggere praticamente tutto, megavideo,justin,coolstreaming,youtube e supporta molti codec.www.coolstreaming.us/tv-surfthx.
  • Funz scrive:
    Fansubs
    Questo articolo tocca di striscio l'argomento fansub, sarebbe bello ne parlaste più estesamente.io seguo vari fansub di anime giapponesi, come altri qua dentro.La situazione è questa: appena una puntata di una nuova serie è trasmessa in Giappone, immediatamente viene sottotitolata dai gruppi anglosassoni, praticamente tutte le puntate di tutte le serie (e sono tante!), in alta risoluzione e con una cura nella traduzione e adattamento che spesso fanno impallidire i lavori professionali.Dopo poco tempo, che va da pochi giorni a qualche settimana, appaiono i sub italiani, di moltissime serie, in pratica tutte quelle interessanti. Anche qui con una qualità che va da buono all'eccellente, specie per i gruppi di subber più noti e meglio organizzati.Ovviamente è tutti illegale, anche se chi potrebbe rivendicare i diritti sta in Giappone e la cosa sarebbe come minimo difficoltosa. E quando una serie viene acquistata in Italia (poche serie per la verità, e spesso dopo mesi o anni), i sub vengono fatti immediatamente sparire dai siti e dai tracker.Cosa potrebbero fare i detentori dei diritti?1) guerra totale: spendere un mare di soldi, risultati risibili, in pratica non cambia niente. Non lo fa nessuno ovviamente, solo in Giappone ci sono periodici arresti di chi mette in rete le puntate raw. Senza nessun risultato pratico, si trovano tanto quanto prima.2) mettere sul sito le puntate in streaming in contemporanea col Giappone, gratis, togliendo la ragione di esistere ai fansub.Hanno iniziato a farlo MTV con "Time of Eve" e "Full metal Alchemist" (questo con dei sub fatti coi piedi, dicono), e Dynit con l'atteso "Dance in the vampire Bund".Si rinuncia per ora al video 720P e alle sigle col karaoke, ma si resta nella legalità.Mi sembra l'unica soluzione sensata, e speriamo che prende piede, non solo per gli anime.
    • Sgabbio scrive:
      Re: Fansubs
      Bhe sinceramente preferirei che gli editori italiani fossero più celeri con le pubblicazioni. Se io pago voglio un edizione italiana fatta come dio comanda è parlo pure del doppiaggio :DLa cosa che non sopporto è l'ipocrisia di alcuni editore che prima dicono che i fansub sono un elemento di disturbo (Dynit), poi chi sa come mai le serie che in italia hanno un certo seguito, poi vengono acquistati in italia... curioso, no ?Full Metal Alchimist è fatto con i piedi perchè ci lavorava la defunta panini video.
  • free for all scrive:
    intanto itunes ha 10 miliari di download
    Mentre tutti i fornitori italiani annaspano alla ricerca del futuro dei media online, e la Rai usa sperimentalmente tecnologie proprietarie chiuse come silverlight, i fornitori di contenuti stranieri sanno che esiste gia' e non in via sperimentale, ed esiste da anni, itunes di Apple, che pur essendo ugualmente una soluzione chiusa, non e' una piattaforma-plugin miope non performante e poco funzionale, dedicato da/per microsoft e svolto in maniera pioneristica per pochi, ma una piattaforma per molti, a livello planetario, ben sperimentata, in uso da parte di fornitori di media piu' grandi e piu' avanzati di Rai, una piattaforma che proprio oggi raggiunge la cifra astronomica mai raggiunta e neanche pensata prima di Apple, i dieci miliardi di downloads audiovisivi, rendendosi il vero e unico risolutore, per ora, della faccenda media- su itunes per gli anglofoni ci sono contenuti come films e telefilms in alta qualita' a basso costo con una tecnologia che e' una verra killing app stra-rodata, che prevede download e streaming- ma naturalmente lo stato con la Rai (che e' statale) preferisce restare indietro e soggiacere a 90° a microsoft, tra l'altro non so' se abbiano neanche fatto un bando o una gara per assegnare l'affare e spendere i soldi dei contribuenti a favore di bill gates per tagliare fuori gli utenti basati su opensource come Linux, FreeBSD o Macosx. Quanto ci metteranno a fallire miseramente? bho? io dico poco..e ci godo, cosi' come ho fatto con tutti i detrattori che disprezzavano e disprezzano la filosofia good-karma lanciata dai download legali di Steve Jobs, adesso che e' il leader incontrastato del campo, posizione conquistata sul campo e non grazie a posizioni predominanti, anzi.. proprio da posizioni di inferiorita', ma e' chiaro che in italia la storia non insegna nulla in campo informatico (ma anche in altri campi).
    • Funz scrive:
      Re: intanto itunes ha 10 miliari di download
      si, certo, dalla padella di una piattaforma chiusa ad un'altra padella di piattaforma chiusa.Ci sono soluzioni aperte e pronte da usare.
      • Fabrix scrive:
        Re: intanto itunes ha 10 miliari di download
        - Scritto da: Funz
        si, certo, dalla padella di una piattaforma
        chiusa ad un'altra padella di piattaforma
        chiusa.
        Ci sono soluzioni aperte e pronte da usare.Chiediamo per esempio alla tv di stato norvegese NRK che mette online alcuni propri programmi in HD, via BITTORRENT, SENZA drm ... e consigliano l'uso di Miro..http://video.nrkbeta.no/torrents/:)
        • Funz scrive:
          Re: intanto itunes ha 10 miliari di download
          - Scritto da: Fabrix
          Chiediamo per esempio alla tv di stato norvegese
          NRK che mette online alcuni propri programmi in
          HD, via BITTORRENT, SENZA drm ... e consigliano
          l'uso di
          Miro..

          http://video.nrkbeta.no/torrents/Interessante, peccato il dettaglio da nulla del norreno :D
  • MarkGor scrive:
    La RAI e il suo streaming solo Microsoft
    Il servizio di streaming della RAI sarà lodevole nei contenuti, ma non certo nei mezzi.Avendo adottato Silverlight come piattaforma, gli utenti Linux e Mac sono tagliati fuori.Tant'è che sono nate community che cercano in qualche modo di bypassare il problema, tipo questa:http://flavio.tordini.org/dirette-raitv-senza-silverlight-o-moonlightLa nota dolente è che tali community sono evidentemente monitorate da GAIA (il fornitore dei servizi RAI) e quindi è un continuo rincorrersi: la community trova il modo di bypassare e GAIA cambia sistema, allora la community trova una nuova soluzione e GAIA cambia di nuovo... e così via.Questo avviene nonostante nelle loro condizioni d'uso sia specificato più volte che il servizio deve rispettare una neutralità tecnologica.Cito l'articolo 6 del "Contratto di Servizio 2007-2009 TRA IL MINISTERO DELLE COMUNICAZIONI E LA RAI S.P.A"Articolo 6 offerta multimediale comma 3 lett.b) La Rai si impegna, per quanto riguarda lofferta di contenuti sui propri siti, a rendere disponibili, compatibilmente con il rispetto dei diritti dei terzi ed escludendo ogni sfruttamento a fini commerciali da parte di terzi, i contenuti radiotelevisivi trasmessi nellambito dellofferta televisiva e radiofonica di cui allarticolo 4, comma 1, e allarticolo 5 direttamente dal portale Rai.it agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai, nel rispetto del principio di neutralità tecnologica. Il testo intergrale si trova qui:http://www.segretariatosociale.rai.it/regolamenti/contratto2007_2009.htmlNon sarebbe male che Punto Informatico si occupasse della faccenda e chiedesse lumi a RAI e GAIA...Davvero complimentoni...
    • MarkGor scrive:
      Re: La RAI e il suo streaming solo Microsoft
      "Davvero complimentoni..." alla fine non è diretto a PI. Tutta colpa di un copia e incolla fatto male. ^__^
      • Sgabbio scrive:
        Re: La RAI e il suo streaming solo Microsoft
        infatti su windows ci sono SteamRai e TVLC che ora sono inutilizzabili.
        • MarkGor scrive:
          Re: La RAI e il suo streaming solo Microsoft
          Sarebbe bene organizzare una massiccia protesta, visto che loro devono garantire la suddetta neutralità.Purtroppo la vedo dura che questa storia riesca anche solo ad avere visibilità... :-(
    • DarkSchneider scrive:
      Re: La RAI e il suo streaming solo Microsoft
      Sono daccordo con il principio di ciò che esprimi.Solo una cosa... Abbandona Safari e riuscirai a vedere rai.tv anche su OS X. Esiste il plugin Silverlight ma solo per Firefox. Su linux non so quale sia la situazione con Moolight.
  • spostafrago lemarce scrive:
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