La cyberwar? Un falso bersaglio

Il governo statunitense preme per una corsa ai cyber-armamenti che coinvolga anche il settore privato, ma gli esperti frenano: non facciamoci ingannare dalle parole e pensiamo a quello che bisogna fare davvero

Roma – A quanto pare la cyberwar resta un fenomeno sconosciuto, e messo abbondantemente in discussione da chi per professione si occupa di sicurezza informatica: precedentemente oggetto di uno studio autorevole che ne ha messo in dubbio l’effettivo pericolo, la guerra condotta a stringhe di codice e attacchi telematici è ancora una volta oggetto del contendere presso la RSA Conference di San Francisco.

La posizione del governo statunitense è sempre la stessa, e viene esposta dal vice-segretario alla difesa William Lynn: il rischio di una cyberwar è concreto e le autorità federali devono fare tutto ciò che è in loro potere per mettere in sicurezza le infrastrutture sensibili del paese, magari estendendo “il superiore livello di protezione” dei network militari alle reti gestite da organizzazioni o aziende private.

Lynn parla di “difese attive” che comprendano codice-sentinella, “tiratori scelti” e cacciatori di cyber-minacce da sguinzagliare nelle Intranet di centrali energetiche, acquedotti e via elencando. Ma lo “zar” della cybersicurezza della Casa Bianca Howard Schmidt non è d’accordo con l’allarmismo del vice-segretario, parla della cyberwar come di “una terribile metafora” e sottolinea piuttosto come l’attuale dibattito sia vittima di “una cyberwar di parole”.

La cyberwar è un falso bersaglio , sostiene Schmidt, perché distrae gli esperti di sicurezza da quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale, vale a dire la messa in sicurezza delle singole infrastrutture che convergono nella rete nazionale/mondiale.

Sulla stessa lunghezza d’onda si trova l’esperto crittografo Bruce Schneier, che descrive l’attuale scenario della sicurezza telematica – Stuxnet e tutto quanto – come qualcosa di più vicino a tattiche militari che a una guerra vera e propria. L’escalation ci sarà, preconizza Schneier, la nascita di un vero e proprio business (con il corrispondente “mercato nero” per i criminali e gli stati-canaglia) di cyber-armi software è inevitabile ma a nessuno interessa muovere una cyber-guerra contro gli USA più di quanto ci sia l’interesse a lanciare missili contro il suolo statunitense.

In attesa di verificare le prossime evoluzioni nel campo della sicurezza telematica, a ogni modo, il Pentagono pensa ad attrezzarsi e autorizza il project manager della DARPA Peiter Zatko a reclutare cervelli freschi tra gli individui e i gruppi più dotati della scena hacker . L’ex-smanettone Zatko, convertitosi al lato governativo della forza, dice di voler portare equilibrio nella enorme disparità fra le tecnologie di difesa – divenute sempre più complesse nel corso del tempo – e la semplicità nella creazione di codice distruttivo, sempre uguale a se stesso (125 linee di codice o poco più) ora come 25 anni fa.

Alfonso Maruccia

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  • giorgio scrive:
    ma...
    vaffan... a chittemurt trimone di escremento
  • Funz scrive:
    Sputo in faccia
    Mai una volta che un politico si alzi in piedi, e dica a questi signori quello che si meritano.
  • soi76 scrive:
    ci fossero le alternative decenti...
    nel paesello dove vivo l'adsl terrestre arriva a ben 640kb/s (si kb/s) e nessuna copertura di wi-fi(wi-max) di privati, prima di lamentarsi pensino a dare copertura ai servizi a pagamento e non rompano perchè qualche comune condivide gratis in sostituzione delle loro offerte che non esistono?
  • Pie. scrive:
    Re: Come dimenticarsi della sola ADSL?
    Però è vero: la rete era Telecom e a conti fatti aveva prezzi wholsale (all'ingrosso) più alti di quelli che venivno offerti al pubblico. Cioè telecom faceva pagare di più per l'affitto della rete a Infostrada che a un utente normale e quindi le altre aziende dovevano vendere "in perdita"
  • lucamenini scrive:
    anche le strade devono essere private
    Per lo stesso motivo e' da condiderare concorrenza sleale avere strade pubbliche. Tutte le strade vanno privatizzate.Meno stato e piu' privato.Per poter uscire di casa si deve pagare un abbonamento all'uso della strada.
  • John Locke scrive:
    AssTel
    ...il nome dice tutto.
  • Gasogen scrive:
    Re: Come dimenticarsi della sola ADSL?
    Sapevo fosse la Telecom ad aver pianto all'Agcom, hai qualche fonte?
  • eymerich scrive:
    Corsi e ricorsi ...
    Polemica-copia di quella già fatta, a suo tempo, contro la tariffa flat su ISDN 128K offerta da Telecom nelle zone in cui non era disponibile l'ADSL ... vediamone le fasi:1) Zona sfigata, in cui tutti gli operatori dichiarano che non è possibile fare utili, gli dispiace tanto ma le burbe che abitano in XXXX ai lupi non sono degne di connettersi.2) Qualcuno offre connettività a prezzi accessibili (magari con un rapporto costo/prestazioni schifoso, ma meglio che nulla)3) Gli operatori insorgono piangendo per il mercato perso e lo stravolgimento delle regole della concorrenzaI solutori più abili possono divertirsi a trovare le differenze rispetto alla situazione attuale
  • Shu scrive:
    Avrebbe anche ragione
    E` corretto quello che dice.La connettività è fondamentale in un paese sviluppato, ma sicuramente non è un bene di prima necessità. I Comuni, prima di offrire WiFi gratis, dovrebbero verificare che tutti i loro cittadini vivano in modo dignitoso, abbiano una casa e cibo per vivere. Che "arrivino a fine mese", insomma.Detto questo, sono anche d'accordo che il Comune offra un servizio minimo in modo gratuito. Qualcosa che permetta di navigare e di scaricare la posta a prestazioni ridotte, per esempio 3-400 kbit per connessione.Poi le compagnie dovrebbero farsi concorrenza sui servizi a valore più alto, con connessioni più veloci o mobili, o coprendo zone non coperte dai Comuni.La parola chiave e` "dovrebbero farsi concorrenza". Offrire prodotti diversi, servizi acXXXXXri, prezzi concorrenziali. E invece c'è un monopolista che affitta le infrastrutture a tutti gli altri, quindi da chiunque vai i soldi arrivano comunque a Telecom, e quando hai problemi devi comunque aspettare i comodi di Telecom.Non ho la soluzione perfetta (Concedere licenze a basso costo per costruire nuove reti agli operatori locali? Sequestrare la rete a Telecom? Obbligarli a coprire certo territori in cambio della licenza su altri?)Di idee ce ne sono molte, basterebbe metterle in pratica "facendo l'ente pubblico", cioé pensando al bene del cittadino sul lungo termine.E il bene del cittadino non è "ecco la pappa pronta gratis" ma "ecco le condizioni perché il tenore di vita migliori". E` la stessa differenza che c'è tra regalare patate ai paesi del terzo mondo e insegnargli a coltivarle.Nel primo caso, finito il supporto torni indietro in una situazione peggio di prima, nel secondo il sistema si sviluppa da solo.Bye.
    • Nicolaus scrive:
      Re: Avrebbe anche ragione
      In Giappone c'è il wireless gratis e le telco credi che si lamentino? No perchè offrono le connessioni a 100Mbps, quà invece si pretende di vendere la stessa tecnologia di dieci anni fa al prezzo di sempre...
      • Shu scrive:
        Re: Avrebbe anche ragione
        - Scritto da: Nicolaus
        In Giappone c'è il wireless gratis e le telco
        credi che si lamentino?Ti dirò... sono stato tre volte in Giappone negli ultimi 5 anni, e di WiFi gratis nemmeno l'ombra.Anche ad Akihabara, trovi delle reti WiFi aperte, ma poi hai un captive portal (in giapponese) che ti chiede i dati della SUICA o del contratto telefonico o della carta di credito.Bye.
    • Funz scrive:
      Re: Avrebbe anche ragione
      Dici male.Io non capisco perché un comune cittadino debba prendere le difese in questa maniera di un'azienda, contro i suoi interessi.E se hai interessi in FW, sarebeb opportuno dirlo subito.
    • ruppolo scrive:
      Re: Avrebbe anche ragione
      - Scritto da: Shu
      E invece c'è un
      monopolista che affitta le infrastrutture a tutti
      gli altri, quindi da chiunque vai i soldi
      arrivano comunque a Telecom, e quando hai
      problemi devi comunque aspettare i comodi di
      Telecom.E i "comodi" di Telecom sono far attendere i clienti non suoi il più possibile. E sbolognare i cavi degradati.Non parliamo poi se devi traslocare. Con Telecom traslochi in un giorno o due, se sei invece, ad esempio, cliente NGI, aspetti 60 giorni lavorativi, ovvero 3 mesi.
  • Stefano Fraccaro scrive:
    Non travisiamo la realtà
    WiFi libero è una possibilità importante che viene offerta a chi il paese lo visita e si sposta, è un incentivo a venire nel nostro Paese. Non mi risulta che l'italiano medio per leggersi la posta, esca di casa per "approfittare" del wifi del Comune o della biblioteca che, essendo condivisi, hanno anche prestazioni decisamente inferiori alle linee adsl casalinghe e soffrono di altri problemi (per esempio sniffing)Altrimenti, sullo stesso principio, diventa concorrenza sleale anche l'acquedotto per chi vende le bottiglie di acqua...
    • Nicolaus scrive:
      Re: Non travisiamo la realtà
      Parlano soprattutto per quello gratuito.. la "liberazione" è stata un'altra cosa, hai detto bene cmq..Ma loro ce l'hanno perchè siccome hanno fatto le coperture solo nei centri urbani e non fuori, per il famoso discorso che non era remunerativo al di fuori dei centri urbani abbastanza grandi, ecco che adesso si ritrovano che il comune fa internet gratis proprio nei centri urbani, quindi ben gli sta... alla fine: chi di spada ferisce, di spada perisce..-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 17 febbraio 2011 14.07-----------------------------------------------------------
  • marantz777 scrive:
    che sciocchezza
    Mi sembra una sciocchezza quello che sostiene Fastweb.E' come pretendere che in casa non si faccia il pane, per paura di danneggiare gli esercenti che vendono pane.In primo luogo, le grandi telco sranno comuqnue loro ad offrire la connettività ai comuni, magari offrendola come corrispettivo dovuto di investimenti pubblici nell'adeguamento della rete cittadina (lavori stradali).In secondo luogo, la rimozione del digital divide, con iniziative offerte dai comuni e sponsorizzate dal privato (per ridurne i costi sulle disastrate casse delle amministrazioni) innesca un circuito virtuoso in cui la domanda di connettività AUMENTA anzichè diminuire.Insomma, non si tratta di concorrenza sleale, quanto di tentativi di salvaguardare monopoli e posizioni dominanti già acquisite.
  • nrc scrive:
    Aria gratuita è concorrenza sleale!
    Perchè le nazioni continuano a permettere ai propri cittadini di respirare gratuitamente, stroncando di fatto il mercato dell'aria fresca?Questo è comunismo!
    • ctom tom scrive:
      Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
      Gia' e anche i comuni che forniscono acqua potabile fanno concorrenza sleale alle acque minerali!
      • krane scrive:
        Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
        - Scritto da: ctom tom
        Gia' e anche i comuni che forniscono acqua
        potabile fanno concorrenza sleale alle acque
        minerali!E gli ospedali pubblici ? Una vera piaga per le cliniche private a pagamento !!
        • marantz777 scrive:
          Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
          Ma vogliamo togliere finalmente tutti gli autobus pubblici ?Fanno concorrenza sleale agli scatolotti venduti da fiat !
          • panda rossa scrive:
            Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
            - Scritto da: marantz777
            Ma vogliamo togliere finalmente tutti gli autobus
            pubblici
            ?
            Fanno concorrenza sleale agli scatolotti venduti
            da fiat
            !E vogliamo forse dimenticare le pompe funebri, onesti imprenditori danneggiati dal servizio di sepoltura offerto dai comuni?
        • Surak 2.0 scrive:
          Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
          Veramente gli ospedali pubblici sono il vantaggio miglioreche hanno le cliniche private.Le seconde (tendenzilemnte) evitano di avere costose apparecchiature di rianimazione e fare interventi troppo costosi e li scaricano sugli ospedali pubblici sia se succede qualcosa lì da loro (poi magari il cliente muorenell'ospedale pubblico e non risulta nelle loro statistiche) sia perchè a fare solo le operazioni più profittevoli è un vantaggio.Poi si vanno a paragonare le efficienze...ed ecco che il "privato è bello" e non campa sulle nostre tasse (no, mica).E' un discorso simile pure nell'industria farmaceutica dove la grossa e costosa scrematura delle varie molecole viene fatta nelle Università pubbliche e poi se trovano qualcosa di "interessante" se l'accaparrano i privati (che a loro volta pretendono grandissime tutele brevettuali che comportano enormi spese farmaceutiche, in buona parte statali).Ecc, ecc, ecc.
    • marantz777 scrive:
      Re: Aria gratuita è concorrenza sleale!
      Questa è fantastica! Me la devo ricordare.- Scritto da: nrc
      Perchè le nazioni continuano a permettere ai
      propri cittadini di respirare gratuitamente,
      stroncando di fatto il mercato dell'aria
      fresca?

      Questo è comunismo!
  • Bastoni Riccardi scrive:
    capitalismo
    Dunque... nel libero mercato vince chi offre a minor prezzo un bene, vero?ok quindi:1) la PA mette a disposizione wifi per la gente a costo 0 , in realtà non è a costo 0 perhé si rifà sulle tasse2) la PA dovrà appoggiarsi a qualche ditta o si improvvisa esperta nel campo delle reti?3) ammettendo che la PA si improvvisi esperta e faccia tutto in casa, dovrà pur assumere qualcuno perché faccia il suddetto lavoroquindi tenendo conto di questo penso che sia solo una scusa per dar da mangiare ai soliti imprenditori stuprasoldi.
  • Nicolaus scrive:
    Pagliaccetti
    Vi sta bene invece! Se aveste investito tempo fa su reti migliori oggi il wireless ad 1-2 mega gratuito non vi avrebbe messo i bastoni fra le ruote!E adesso pagherete caro! L'italia non è un paese grande, non ci vuole poi molto coprirla almeno al 90 percento, in un modo o nell'altro nelle zone più difficoltose si può agire con metodi più economici, dai, svezia, finlandia hanno coperture da urlo in paesi non propriamenti facili, eppure... Adesso pagate voi... Vi chiamate proprio con il giusto nome voi come associazione "ASS TEL" rispecchiate proprio la qualità della telecomunicazione italiana..
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