La musica free ora ha una casa, per un nuovo mondo

La nuova piattaforma di FreeCulture.org incoraggia gli autori ad adottare licenze libere e offre strumenti di condivisione globale. Alcuni di quei brani finiranno anche nell'OLPC, il portatile per i paesi in via di sviluppo

Roma – Da un semplice ma significativo post sul blog di Creative Commons si apprende del lancio di Free Music Project , progetto aperto e globale di musica indipendente e libera, da condividere e scambiare per alimentare anche il sogno di un mondo migliore.

A lanciare la nuova piattaforma è il movimento internazionale per una cultura libera FreeCulture.org che, spiega sulla home page del nuovo servizio, “sta realizzando una biblioteca con la migliore musica libera che il Web può offrire”. Dentro c’è tutto: possibilità di scaricare file, uploadare musica descrivendone la licenza, inserire tag, commenti e classifiche .

L’invito è a tutti gli autori di partecipare in modo aperto ponendo in condivisione la propria musica nel segno del copyleft, licenze Creative Commons in primis. Ma sono chiamati anche gli utenti a stimolare l’adozione delle licenze libere anche presso autori che oggi non le utilizzano: “Ami della musica che non è concessa con una licenza libera? Contatta gli autori e fai sapere loro di questo progetto cosicché possano partecipare”.

Ed è un servizio già strutturato con risorse come Antenna Alliance , il collettivo non profit messo in piedi da studenti americani a Boston per concedere spazi e strumenti di registrazione gratuitamente alle band, ma solo a patto che la musica così prodotta sia diffusa con licenza aperta.

E proprio con Antenna Alliance, il Free Music Project lancia anche l’iniziativa OLPC : il celebre laptop a basso costo indirizzato ai paesi poveri e ideato da Nicholas Negroponte sarà dotato della migliore musica libera resa disponibile dal portale. “La selezione – spiegano i promotori – comprenderà una varietà di tradizioni culturali e musicali e sarà resa disponibile a milioni di bambini nel mondo perché la possano ascoltare, ci possano giocare e fare esperimenti. Naturalmente non saranno disponibili solo per i bambini, ma per qualunque utente Internet”.

Ma come parteciperanno gli utenti? Segnalando la musica libera che trovano in rete , caricandola sulla piattaforma di Free Music Project, specificando la licenza con cui la musica viene distribuita e le modalità con cui altri possano utilizzarla, remixarla, “farci cose”.

“Questa – ha dichiarato uno dei fondatori di FreeCulture, Elizabeth Stark – è una opportunità senza precedenti per individuare la migliore musica libera che oggi è disponibile e condividerla con milioni di persone di tutte le età in tutto il Mondo. Le registrazioni musicali con licenze libere consentono agli artisti di ottenere una visibilità globale di grande valore attraverso progetti come OLPC”.

Ancora più convinto Tim Hwang, presidente di Antenna Alliance, secondo cui “questo progetto non solo segna una pietra miliare per la musica libera nel mondo, ma anche opere un vasto insieme di possibilità per lo sviluppo di una comunità internazionale di artisti e produttori dedicati alla free culture “.

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  • ilmusico scrive:
    Ancora su questo...
    Ancora su questa così democratica America? Ma non sarebbe il caso di finirla? Tanto è inutile: la ' loro ' democrazia, che funziona (non troppo bene,pare) solo negli USA, pretendono di imporla a tutto il mondo. Si , proprio così. E finché non la spunteranno, ficcheranno il naso negli affari privati non solo, del Popolo Statunitense ma in quelli di gran parte della popolazione mondiale.Come già stanno facendo col sistema Echelon satellitare e sottomarino (cavi transoceanici di comunicazione,ai quali , il sommergibile Jimmy Carter si "aggancia" e capta e registra miliardi di comunicazioni) Sembra, peraltro, che agli Americani, giunga molto gradito questo stupendo esempio di rispetto della loro privacy.Forse sono rincitrulliti. C'è una specie di assioma che recita: Se vuoi la libertà, rinuncia all'ordine-se vuoi l'ordine rinuncia alla liberta':è quanto sta avvenendo, e non solo negli Stati Uniti, a quanto mi risulta.I terroristi islamici e di altre etichette, certo esistono ma ho la netta impressione che, per qualcuno siano un ottimo pretesto per limitare l'altrui libertà. E nella storia, ci sono molti esempi di 'terrorismo guidato'. Potrebbe essere un caso del genere, che in questi tempi, pare stia verificandosi? Che ne dite?
  • ishitawa scrive:
    come mai?
    come mai nessun commento?di solito su queste notizie si scatena la bagarre pro-contro la privacy etcio sono molto pro-privacy. teoricamente un sistema simile può essere ottimo per beccare il narcotrafficante che fa finta di essere un cameriere e poi ha l'elicotteropero quando si parla di costruire dei profili di personalità la cosa inizia a farsi minatase raccogliessero tutto quello che dico qui, poi lo agganciano al fatto che un mio amico ha partecipato agli scontri del G8 a genova, sono un pericoloso terrorista ?e se ci aggiungono le mie navigazioni su internet....
    • mr_setter scrive:
      Re: come mai?
      - Scritto da: ishitawa
      come mai nessun commento?

      di solito su queste notizie si scatena la bagarre
      pro-contro la privacy
      etc

      io sono molto pro-privacy. teoricamente un
      sistema simile può essere ottimo per beccare il
      narcotrafficante che fa finta di essere un
      cameriere e poi ha
      l'elicottero
      pero quando si parla di costruire dei profili di
      personalità la cosa inizia a farsi
      minata

      se raccogliessero tutto quello che dico qui, poi
      lo agganciano al fatto che un mio amico ha
      partecipato agli scontri del G8 a genova, sono un
      pericoloso terrorista
      ?

      e se ci aggiungono le mie navigazioni su
      internet........e perche' tu sei contro l'America? perche' scrivi queste cose il 3 maggio 2005 alle ore 9.24 eh? Stai attento stai...http://punto-informatico.it/pm.aspx?id=1210878&m_id=1210945 :D :D :D :DLV&P O)
  • Anonimo scrive:
    Sempre a provarci, eh?
    Ora per non bocciare la proposta fanno come Palladium: poi è diventato TCPA, poi un'altra sigla e ora TC. Che fanno? Rietichettano per non avere il dissenso automatico della precedente proposta?
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