La pubblicità vincerà sul Web

di L. Assenti. Online, la promozione di prodotti e servizi attraverso meccanismi pubblicitari è alla canna del gas. Lo dimostrano quegli enormi lenzuoli di alta tecnologia che occupano un sempre maggior numero di siti. Ora si rischia


Roma – C’era una volta la pubblicità. C’era, già. Perché ora la pubblicità online si avvia ad una prossima definitiva sublimazione in un altro stato dell’essenza. I banner, gli spot virtuali, sono ormai rantolanti strumenti di promozione che gli utenti non vedono più, sui quali nessuno clicca e che costano sempre meno, talmente poco da far dubitare che siano utili.

La fase transitoria è già cominciata, è quella fase in cui i banner diventano più grandi, in cui la pubblicità invade le home page dei siti, mentre si restringe lo spazio dei contenuti per consentire l’espansione delle dimensioni della pubblicità stessa. I siti delle comunità online si tappezzano di link utili tra un bannerone e l’altro, quelli di informazione costruiscono news che girano attorno a lenzuoli pubblicitari interattivi sempre più sofisticati e sempre più grandi, che non si possono non vedere. Ed è questa la loro ultima spiaggia.

Quanto può durare? Per quanto tempo gli utenti saranno disposti a navigare su siti che offrono servizi conditi di così tanta pubblicità lampeggiante da lasciare ben poco spazio, visivo ma anche psicologico, a tutto il resto?

Quando lo IAB, l’istituto che si occupa di queste cose a livello internazionale, ha approvato i nuovi standard per la pubblicità online, ha ufficializzato quello che da tempo era nell’aria, cioè che la pubblicità online si appronta a compiere una muta epocale. Come i serpenti, lascerà ai ricordi una pelle che non serve più e tornerà a strisciare sul Web in modo nuovo.

La pubblicità online sarà ben più invasiva di quella attuale perché costituirà la natura di molti servizi, le news saranno proposte pubblicitarie palesemente travestite, e la vendita di prodotti e servizi sarà la scusa per qualsiasi abiezione, apparentemente inevitabile. La pubblicità intesa come spot non servirà più, saranno i prodotti a fare notizia.

Con mia grande sorpresa mi scopro già a rimpiangere il buon vecchio banner in cima alle pagine di tutti i siti…

Lamberto Assenti

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  • Derdick scrive:
    sole24ore 2008
    il vecchio LucaS precorreva i tempi eh?http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2008/09/chrome-gratis-strategia-marketing.shtml?uuid=fe6351f2-7b13-11dd-9086-179d242361df&DocRulesView=Liberoperò c'è da dire che il Sole parla parla e SALTA a pié pari tutti quelli che cita ... dice che nessuno regala niente.eppure Firefox non serve a nessuno degli scopi che il Sole cita come "guadagni".Forse qualcuno regala.
  • Anonimo scrive:
    PI a pagamento?? = PI ADDIO!!
    PI a pagamento?? = PI ADDIO!!
    • Anonimo scrive:
      Re: PI a pagamento?? = PI ADDIO!!
      - Scritto da: no money
      PI a pagamento?? = PI ADDIO!!??moderatoreeeeeeee rimuovi so OT ! ;))leggi anche gli altri commenti e trovi la risposta ciaoo
    • Anonimo scrive:
      Re: PI a pagamento?? = PI ADDIO!!
      - Scritto da: no money
      PI a pagamento?? = PI ADDIO!!che carini i lettori di PI.veramente splendidi ! :)
  • Anonimo scrive:
    leggendo ancora tra le righe
    molti articoli di pi, ultimamente, sostengono la tesi che cio', che si trova sulla rete, in qualche modo, va pagato. tra un po', avremo pi a pagamento?
    • Anonimo scrive:
      Re: leggendo ancora tra le righe
      - Scritto da: A.
      molti articoli di pi, ultimamente,
      sostengono la tesi che cio', che si trova
      sulla rete, in qualche modo, va pagato.

      tra un po', avremo pi a pagamento?l'editore dice esattamente il contrario proprio su una delle notizie del quotidiano sempre sullo stesso tema (informazione a pagamento on line)http://punto-informatico.it/pol.asp?mid=16890&fid=35544in generale e' una tendenza negli usa quindi ancora un paio d'anni di scrocco ce li abbiamo assicurati!!!!;DDDDDDDD
  • Anonimo scrive:
    Leggendo le righe e tra le righe...
    L'articolo è scritto piuttosto bene e la metafora del ciuccio è quantomeno divertente. Tuttavia nasconde un paio di insidie:1) Cito dall'articolo:"l'ennesimo e non ultimo rinnovamento che Internet e dintorni propone ed impone alla sua comunità sempre più grande e consapevole".Sul fatto che la comunità sia cresciuta non ho dubbio alcuno, sul fatto che sia 'consapevole' nutro invece forti dubbi. Oggi per i più Internet inizia sul Web, passa (a volte!) per Napster e finisce sulla posta elettronica. I più esperti arrivano ad utilizzare un Instant Messanger, servizi come Gopher sono (forse anche giustamente) scomparsi perchè resi obsoleti. Servizi come l'FTP e i Newsgroups stanno (ingiustamente) riducendosi progressivamente d'importanza e pochi sembrano preoccuparsene (forse solo la vecchia guardia di navigatori). IRC è assediata dai già citati Instant Messanger.Vincono i servizi più massivi (Web - meglio: navigazione Web - e Napster), e i più simili ai mezzi Peer to peer tradizionali (Mail, IM).Per i nuovi utenti Internet l'Agorà culturale, sociale e tecnologica non è mai esistita.2) La finite di dire che Linux è gratis?? L'Open Source è libero *NON* gratuito! Il fatto che spesso le due cose, almeno apparentemente, si accompagnino è una conseguenza della libertà non il contrario! Anche un programma Freware è gratis ma non è detto che sia open!!
    • Derdick scrive:
      Re: Leggendo le righe e tra le righe...
      - Scritto da:
      2) La finite di dire che Linux è gratis?? L'Open
      Source è libero *NON* gratuito! Il fatto che
      spesso le due cose, almeno apparentemente, si
      accompagnino è una conseguenza della libertà non
      il contrario! Anche un programma Freware è gratis
      ma non è detto che sia
      open!!non ho mai pagato per NESSUNA delle molte distribuzioni che ho.E non ho rubato o scaricato illegalmente.quando non pago, per me è gratis.che sia una conseguenza o altro, non cambia il fatto che sia gratis.
  • Anonimo scrive:
    Voglio ciucciare ancora un pò
    Ciao Luca,carina la metafora del ciuccio, davvero bella!Vorrei però farti presente un paio di cosette:1) innanzitutto Internet in Italia ha cominciato ad essere popolare solo da un anno o poco più. Negli States mi risulta invece che sia da molto più tempo. Quindi: se loro si stanno abituando a vivere senza il ciuccio (fuor di metafora: se gli utenti si stanno abituando a pagare per avere informazioni e servizi su Internet) non è detto che qui in Italia si debba fare la stessa cosa ADESSO. Pazienza Luca, pazienza!2) Negli States sono abituati a pagare per qualsiasi cosa: non hanno la mutua, gli ospedali gratis e persino in televisione, se vuoi vedere qualcosa di decente devi abbonarti alla Pay-Tv.In Italia non è così, mettere i servizi Internet a pagamento adesso sarebbe un suicidio per chi lo fa: perderebbe i suoi affezionati lettori che emigrerebbero su altri siti. Gratuiti, ovviamente.
  • Anonimo scrive:
    Solo i soldi contano?
    Ritengo l'articolo piuttosto riduttivo, o forse volutamente provocatorio:Mi chiedo, ma solo i soldi contano?Non ci deve essere nessun'altro motivo al mondo che il guadagno a spingere le nostre azioni?Non sono contro all'estensione del mercato anche al mondo internet, ma e' proprio necessario che il mercato soffochi tutto? Che tenti a tutti i costi di invadere ogni spazio o mezzo di comunicazione per fare soldi?La comunicazione e lo scambio sono il pregio principale di internet, perche' invece si cerca di ridurlo ad una vetrina?Forse che si vuole far credere a tutti i costi che internet sia una vetrina per soffocare la comunicazione e l'informazione?Si ha paura che il web possa far crescere le persone grazie alla facilitata condivisione di risorse e idee e che queste aprano gli occhi?
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