La pubblicità vincerà sul Web

di L. Assenti. Online, la promozione di prodotti e servizi attraverso meccanismi pubblicitari è alla canna del gas. Lo dimostrano quegli enormi lenzuoli di alta tecnologia che occupano un sempre maggior numero di siti. Ora si rischia
di L. Assenti. Online, la promozione di prodotti e servizi attraverso meccanismi pubblicitari è alla canna del gas. Lo dimostrano quegli enormi lenzuoli di alta tecnologia che occupano un sempre maggior numero di siti. Ora si rischia


Roma – C’era una volta la pubblicità. C’era, già. Perché ora la pubblicità online si avvia ad una prossima definitiva sublimazione in un altro stato dell’essenza. I banner, gli spot virtuali, sono ormai rantolanti strumenti di promozione che gli utenti non vedono più, sui quali nessuno clicca e che costano sempre meno, talmente poco da far dubitare che siano utili.

La fase transitoria è già cominciata, è quella fase in cui i banner diventano più grandi, in cui la pubblicità invade le home page dei siti, mentre si restringe lo spazio dei contenuti per consentire l’espansione delle dimensioni della pubblicità stessa. I siti delle comunità online si tappezzano di link utili tra un bannerone e l’altro, quelli di informazione costruiscono news che girano attorno a lenzuoli pubblicitari interattivi sempre più sofisticati e sempre più grandi, che non si possono non vedere. Ed è questa la loro ultima spiaggia.

Quanto può durare? Per quanto tempo gli utenti saranno disposti a navigare su siti che offrono servizi conditi di così tanta pubblicità lampeggiante da lasciare ben poco spazio, visivo ma anche psicologico, a tutto il resto?

Quando lo IAB, l’istituto che si occupa di queste cose a livello internazionale, ha approvato i nuovi standard per la pubblicità online, ha ufficializzato quello che da tempo era nell’aria, cioè che la pubblicità online si appronta a compiere una muta epocale. Come i serpenti, lascerà ai ricordi una pelle che non serve più e tornerà a strisciare sul Web in modo nuovo.

La pubblicità online sarà ben più invasiva di quella attuale perché costituirà la natura di molti servizi, le news saranno proposte pubblicitarie palesemente travestite, e la vendita di prodotti e servizi sarà la scusa per qualsiasi abiezione, apparentemente inevitabile. La pubblicità intesa come spot non servirà più, saranno i prodotti a fare notizia.

Con mia grande sorpresa mi scopro già a rimpiangere il buon vecchio banner in cima alle pagine di tutti i siti…

Lamberto Assenti

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23 03 2001
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