La resa dei conti sui dialer

Dopo le clamorose archiviazioni di esposti contro società spara-dialer, ad Asti si arriva all'arresto di tre persone. Sarebbero due milioni gli italiani finiti nei guai per colpa dei dialer. Passata la bufera si confida nel buon senso
Dopo le clamorose archiviazioni di esposti contro società spara-dialer, ad Asti si arriva all'arresto di tre persone. Sarebbero due milioni gli italiani finiti nei guai per colpa dei dialer. Passata la bufera si confida nel buon senso


Roma – C’è un confine sottile tra truffa e business legittimo quando si viene a certi strumenti di tariffazione che propongono servizi agli utenti sfruttando le nuove tecnologie, servizi e proposte dei quali è spesso difficile tracciare i contorni. E non stupisce, dunque, che nei giorni scorsi i Carabinieri di Asti abbiano comunicato l’arresto di tre persone accusate di aver impiantato abusivamente dialer gonfiabolletta nei computer di migliaia di utenti.

Non stupisce nemmeno se la notizia arriva soltanto a poche settimane di distanza dalla clamorosa archiviazione disposta dalla Polizia Postale in Veneto in merito a 7mila esposti presentati da altrettanti cittadini che si ritenevano truffati dai dialer , i programmini pensati per facilitare, e talvolta imporre, l’accesso a servizi telematici a pagamento.

La vicenda di Asti è particolarmente significativa perché si è di fronte ad una indagine partita più di un anno fa , anche in questo caso sulla base di migliaia di segnalazioni di utenti che si sono trovati in bolletta addebiti da numeri a pagamento che ritenevano spropositati, o che non si attendevano affatto. Il lavoro dei cybercop per l’operazione www.cheat.ko ha comportato una quindicina di perquisizioni in società di telefonia collegate a questo business nonché al sequestro di più di 150 siti che facevano parte del network spara-dialer.

L’esito dell’operazione sarà evidentemente deciso in tribunale, dove saranno analizzate le prove raccolte dai Carabinieri nel corso degli accertamenti. Verranno evidentemente verificate anche le caratteristiche tecniche dei dialer oggetto dell’inchiesta: a fronte di molti dialer che si installano sul computer dell’utente dopo aver chiesto l’autorizzazione a farlo e aver descritto le condizioni di utilizzo, ve ne sono stati altri pensati invece per confondere l’utente e connettere abusivamente il suo computer a numeri a pagamento. Né è detto che la differenza tra gli uni e gli altri valga in un tribunale, come quello che giudicherà i casi di Asti, in quanto la giurisprudenza in materia non esiste. Pesanti le accuse : frode informatica, accesso abusivo a sistema informatico, associazione a delinquere per fini di truffa, diffusione di software malevolo (cioè pensato per danneggiare o interrompere il funzionamento di un sistema informatico).

“Era difficile – ha peraltro ammesso il magistrato Luciano Tarditi che si è occupato dell’inchiesta astigiana – tradurre in termini legali le scoperte fatte poiché si tratta di una materia nuova e non ci sono precedenti “. Un altro aspetto complesso, che pure ha giocato un ruolo importante nel caso veneto e che certo richiede un ulteriore sforzo di analisi, è il rapporto che ha legato fin qui certe società spara-dialer a Telecom Italia .

Ma, al di là di questi aspetti, pur così importanti, tra i dati di maggiore interesse che emergono dalle lunghe indagini condotte ad Asti dai Carabinieri è una stima secondo cui in questi anni due milioni di italiani hanno avuto a che fare con i dialer in un modo che si è rivelato imprevisto o fonte di guai, al punto da spingere molti di loro a rivolgersi alle autorità. Come si ricorderà la Polizia Postale aveva parlato per il 2003 della presentazione di 200mila denunce, dato ritenuto però assai inferiore alla realtà.

Un’altra certezza che emerge dalle indagini di Asti e le altre che vengono condotte in questi mesi sul fronte dei dialer, infine, è che la via crucis delle denunce e del ricorso alle forze dell’ordine si stia rivelando indispensabile per far tornare serenità nel settore dei pagamenti web. Già, perché sebbene siano pochissimi i produttori e distributori di dialer che si siano dissociati negli anni dalle pratiche meno trasparenti e più truffaldine di certi loro colleghi, la speranza è che dopo la bufera giudiziaria, o quantomeno il chiarimento di quanto avvenuto, si possa iniziare ad utilizzare con maturità e trasparenza uno strumento per i pagamenti online che certo potrebbe contribuire a dare maggiore spessore ai servizi disponibili su Internet per gli utenti e alle attività economiche del paese.

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23 05 2004
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