La RIAA vuole divorare tutti?

Ci prova, attaccando anche gli emuli di Napster, che ora fanno il pieno di utenti


Roma – Sono Music City, Kazaa e Grokster i nuovi bersagli degli strali della RIAA, l’associazione dei discografici americani, quella che ha già fermato Napster. I suoi avvocati, insieme a quelli degli studios di Hollywood, hanno infatti deciso di colpire i tre “nuovi” network con una denuncia federale che li costringa alla chiusura.

Si tratta del quarto tentativo di aggredire il file-sharing. Il primo e il secondo, contro Napster e Scour, sono andati a “buon fine”. Il terzo, contro Aimster, è tuttora in corso. Il quarto è ora contro software e server di scambio che contano milioni di utenti in tutto il mondo. Che secondo la RIAA sono pirati da fermare il prima possibile. Ci riuscirà?
Per sapere come la pensano gli industriali clicca qui (in inglese).

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  • Anonimo scrive:
    Re: i titoli di studio sono necessari
    Il Rettore scrisse:
    La tua storia e' quella della maggior parte di
    quelli che oggi fanno vivo il web.
    Altro che "leccaureati".
    Mi pregio quindi di insignirla del Diploma di
    Laurea Honoris causa, della facolta' di
    "Intendere e di volere".E' molto facile sparare a zero sui tiolti di studio, ma forse è un pò più difficile che i titoli di studio sono necessari a ogni società.Come hai scritto tu, la sua storia è quella di molti di quelli che oggi fanno il web.esatto, quando si apre un nuovo campo, all'inizio i dilettanti si buttano, poi avviene la specializzazione e solo coloro che sono adeguatamente preparati rimangono.E' stato così per qualsiasi cosa, sarà così anche per Internet.
    • Anonimo scrive:
      Re: i titoli di studio sono necessari

      Ora la Rai produce un master per web designer etc.
      Bello! E che fanno, mi mettono Massarini come
      professore? Io sono stato negli studi dove
      registravano le puntate di Mediamente: Massarini
      ripeteva quello che gli veniva detto
      nell'auricolare facendo finta che sapesse quello
      che veniva detto. Adesso magari, a furia di
      ripetere, qualcosa l'avrà imparata, ma ai tempi,
      faceva impressione...Visto che sei un grande esperto di web che ne dici di seguire il link che porta al sito del Master cosi' magari vedi chi lo organizza (e' l'Universita' di Firenze, in collaborazione con la RAI che fornisce struttura e supporto), e magari vedi anche corsi e docenti...Ciao
    • Anonimo scrive:
      Re: i titoli di studio sono necessari
      deadbrain scrisse:
      Ora la Rai produce un master per web designer
      etc.
      Bello! E che fanno, mi mettono Massarini come
      professore? Io sono stato negli studi dove
      registravano le puntate di Mediamente: Massarini
      ripeteva quello che gli veniva detto
      nell'auricolare facendo finta che sapesse quello
      che veniva detto. Adesso magari, a furia di
      ripetere, qualcosa l'avrà imparata, ma ai tempi,
      faceva impressione...Forse non mi sono spiegato bene.A me, di Massarini, non importa nulla.Lo sviluppo di Internet prenderà una duplice strada.Da una parte ci saranno gli autodidatti che continueranno a produrre siti amatoriali (e al 90% questi siti passeranno inosservati).Da un'altra parte, ci saranno i professionisti, persone che hanno studiato informatica, che hanno studiato comunicazione che produrranno siti fatti bene che, coadiuvati dalle università, guideranno lo sviluppo del web.In conclusione, non ci sarà Massarini, ma un prof universitario di informatica.Ciao!
    • Anonimo scrive:
      Re: i titoli di studio sono necessari
      - Scritto da: deadbrain

      Come ebbi già modo di dire in un altro post,
      quando qualcuno comincia a chiederti un
      pezzo di carta per essere sicuro che sai
      fare quello che sai fare... è la fine. Certo, certo. E' stupido ed inutile che qualcuno ti chieda un "pezzo di carta" per dimostrare che conosci i fondamenti e la pratica del calcolo balistico prima di metterti a sparare con un pezzo semovente da 155... o che si pretenda che tu mostri della carta per certificare che hai studiato a menadito tutta quella barbosa sequela del calcolo strutturale in cemento armato, il palazzo si può fare ad occhio con un pò di pratica, magari risparmiando anche sui materiali... siamo seri, per cortesia.La verità è che Internet è una parte infinitesima della ICT, dal punto di vista teoretico, anche se è quella verso cui convergono gran parte degli investimenti "visibili" nel settore. E quindi qualsiasi "vecchio" laureato in fisica, matematica, ingegneria che ha fatto pionierismo in questo settore (o in altri storicamente più importanti ed antecedenti) è in grado di mangiarsi vivi i "dottorini" dell'ultima ora, grazie alla supremazia dell'insegnamento teorico nelle "vecchie" facoltà. Se oggi si fanno corsi di questo genere (postuniversitari, s'intende) è solo perchè è uno spreco mettere un generale a comandare una cucina da campo, laddove bastano un pò di sguatteri ed un maresciallo esperto. Appunto, mancano i marescialli, figure con preparazione intermedia, poco più che periti informatici, scientificamente poco significativi ma saldamente ancorati al bunch di tecnologie internettarde. Col rischio che, cambiando un pò il vento, il poco che sanno si trasformi in niente, in quanto legato alla tecnologia più che ad una solida base scientifica. Ma se è questo che il mercato vuole...
  • Anonimo scrive:
    Re: eh , sì , già , piacerebbe anche a me.
    Bravo, condivido pienamente quello che affermi e spero che abbia ragione anche Simone B che ti ha risposto.Sembra che ci sia qualcuno ancora sano in qusto mondo malato.In bocca al lupo a tutti!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: eh , sì , già , piacerebbe anche a me.
    Ciaospero sinceramente che leggerai questa risposta.condivido le tue opinioni, purtroppo nel nostro paese, e in molti altri, si privilegia forse troppo il titolo di studio a discapito di altre capacità.E' pur vero che, in mancanza di altri termini di paragone più difficili da valutare, il titolo possa andar bene,mentre è scandaloso che un master in argomenti informatici necessiti, come tu dici, di laurea di I o II livello, indipendentemente da quale sia tale laurea! Probabilmente un buon giurista troverebbe mille appigli a tale limite.Io invece, che di leggi non me ne intendo, ti dico solo che, se sei una persona capace, come sembri da quel poco che ci hai mostrato di te, troverai anche tu una bella strada da percorrere, anche senza il master.Ti dico, poi, che non è tutto oro quello che luccica.Io sto finendo informatica, a PG (I livello), e ti assicuro che un buon 40% di quello che ho studiato non lo userò quasi mai.Se avessi potuto scegliere IO gli argomenti, le capacità dei professori, oggi avrei molto di più.Da circa un anno lavoro in proprio (www.wedoitonline.net) e quasi nulla di quello che ho studiato mi serve... molto l'ho imparato da solo. Il mio master... me lo sono fatto io.Forse ci riesci pure tu.Buon viaggio! :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: eh , sì , già , piacerebbe anche a me.

      mentre è scandaloso che un master in argomenti
      informatici necessiti, come tu dici, di laurea di
      I o II livello, indipendentemente da quale sia Purtroppo troppe persone credono che la parola Master sia applicabile a qualsiasi corso stile CEPU...Non e' cosi' nei paesi anglosassoni e spero che smettera' di esserlo anche in Italia.Il Master (M.S. o M.Sc.) e' il secondo livello di studi, e viene dopo il Bachelor (B.A.).Con il nuovo ordinamento universitario i Master vengono ufficialmente introdotti come titolo, e possono essere di I e II livello.Direi che e' proprio normale richiedere quindi una laurea.Chi vuole seguire un Master certificato dall'Universita' deve quindi avere raggiunto almeno uno dei due livelli di laurea.Per gli altri c'e' il CEPU, che non e' Universita'.
      tale laurea! Probabilmente un buon giurista
      troverebbe mille appigli a tale limite.Le limitazioni (o meno) vengono decise sulla base dei profili formati dal Master.Conosco un ex-studente del Master in Multimedia, attualmente produce diverse sigle di MTV in una importante ditta di post-produzione di Milano.Secondo il tuo ragionamento non avrebbe mai potuto farlo... e' laureato in filosofia !Ciao.
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