La tecnofobia delle frontiere USA

Cambiano le regole ma rimane il diritto, per gli ufficiali di frontiera, di ispezionare i dispositivi digitali dei viaggiatori senza mandato. Insorgono le associazioni in difesa della privacy

Roma – Per chi entra o esce dal paese, le frontiere USA continuano a rappresentare una sorta di gogna elettronica senza scampo: qualunque aggeggio informatico-digitale che si trovi a passare i controlli deve fare i conti con un esame approfondito a completa discrezione dei controllori. Che dall’amministrazione Obama ricevono nuove regole ma rimangono il bersaglio delle accuse di incostituzionalità sostenute dalle associazioni per i diritti civili.

Le nuove regolamentazioni emanate dal Department of Homeland Security , riguardanti in particolare le modalità operative degli ufficiali dell’agenzia Customs and Border Protection (CBP), servirebbero a placare le perduranti polemiche sui controlli indiscriminati alle frontiere (condotti senza alcuna necessità di indagine o giusta causa come nel caso di criminali e/o sospetti terroristi), polemiche che in passato hanno già portato alla denuncia di incostituzionalità e alla formulazioni di proposte di legge tese ad abolire la pratica.

Il DHS difende le nuove regole perché sarebbero in grado di ripristinare “il bilancio tra il rispetto delle libertà civili e la privacy di tutti i viaggiatori assicurando nel contempo al DHS la possibilità di condurre le azioni legali necessarie a rendere sicuri i nostri confini”, ha dichiarato il segretario dell’organizzazione Janet Napoletano.

In virtù della nuova normativa , gli ufficiali del CBP sono obbligati a eseguire i controlli (inclusivi di eventuali clonazioni del contenuto di hard disk e unità di memoria di dispositivi digitali per revisioni successive) solo in presenza di un supervisore, devono distruggere i dati non riguardanti casi criminali entro sette giorni e non possono detenere la proprietà altrui per più di 30 giorni.

A rimanere identico è però il principio cardine della “tecnofobia” delle frontiere statunitensi, vale a dire il perdurante “diritto” del CBP e degli altri corpi impegnati nei controlli di ficcare il naso negli affari di tutti i passeggeri e i viaggiatori , senza la necessità di chiedere specifica autorizzazione al potere giudiziario o alle agenzie per la sicurezza nazionale.

“Viaggiare con un laptop non dovrebbe implicare che il governo acquisisca il diritto di ficcanasare nelle tue carte personali” ha commentato Catherine Crump del gruppo American Civil Liberties Union , che indipendentemente dalle nuove regole considera i controlli indiscriminati e i sequestri immotivati come pratiche incostituzionali pure e semplici.

Non è un caso che ACLU, appena un giorno prima dell’entrata in vigore delle nuove norme, abbia deciso di denunciare in tribunale il comportamento del CBP per ottenere informazioni circostanziate sui controlli e stabilire non tanto “se”, quanto piuttosto “fino a che punto” essi contrastino con la Costituzione statunitense e il Quarto Emendamento . Quest’ultimo è stato esplicitamente pensato per difendere i cittadini da questo genere di abusi.

Alfonso Maruccia

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  • Carlo Mochi Sismondi scrive:
    citazione e complimenti
    Grazie a Andrea Lisi e a Luigi Foglia per l'articolo interessante e ricco di informazioni che ho citato e riportato in parte nel mio editoriale di oggi su www.forumpa.it (ovviamente citandone la fonte).un salutoCarlo Mochi Sismondi
  • Massimo scrive:
    PEC-CHE'?
    Perchè ci meritiamo uno Stato così?:-(
  • antomando scrive:
    un punto di acXXXXX ?
    Siamo alla follia !! A cosa serve "un punto di acXXXXX in almeno l'80% dei comuni italiani ..." ??!! Chi ha un problema con l'email dovrebbe uscire di casa e fare la coda (spesso mezz'ora alle poste vicino a casa mia, tanto per fare un esempio A CASO) per dire al tipo allo sportello "non mi funziona la casella email.." ??? Credo che il 95% degli operatori delle poste non sappia nemmeno cos'è un server POP3 !!Un numero verde di assistenza telefonica efficiente non sarebbe stato meglio ? L'ennesimo passo verso l'inefficienza che tutti noi subiamo e paghiamo (cornuti e mazziati come si suol dire)...
    • piotr70 scrive:
      Re: un punto di acXXXXX ?
      - Scritto da: antomando
      Siamo alla follia !! A cosa serve "un punto di
      acXXXXX in almeno l'80% dei comuni italiani ..."
      ??!! Chi ha un problema con l'email dovrebbe
      uscire di casa e fare la coda (spesso mezz'ora
      alle poste vicino a casa mia, tanto per fare un
      esempio A CASO) per dire al tipo allo sportello
      "non mi funziona la casella email.." ??? Credo
      che il 95% degli operatori delle poste non sappia
      nemmeno cos'è un server POP3
      !!
      Un numero verde di assistenza telefonica
      efficiente non sarebbe stato meglio ? L'ennesimo
      passo verso l'inefficienza che tutti noi subiamo
      e paghiamo (cornuti e mazziati come si suol
      dire)...L'unica cosa a cui immagino potrebbe servire è l'identificazione certa del titolare della casella al momento della richiesta di attivazione. Però si può fare anche in altri modi, già usati in altri contesti dalle PA, esempio mandare la domanda di attivazione firmata con allegata la copia del documento di identità firmato da cui si vede che la firma è la stessa.... e forse ci sono anche altri modi.
      • Valeren scrive:
        Re: un punto di acXXXXX ?
        L'unica cosa a cui certamente serve è a limitare ad uno i possibili partecipanti al bando. Punto.Se non va la mail non mi ne faccio niente di uno sportello.Telefono, e come insegnano States ed UK chi rispondere può essere a migliaia di chilometri.
      • Andrea scrive:
        Re: un punto di acXXXXX ?
        Ma è legittimo che un operatore delle Poste verifichi che io sono proprio io?Sarebbe stato meglio affidare la cosa agli operatori dei servizi demografici dei comuni... così come rilasciano la carta d'identità, possono fornire una busta contenente gli estremi per l'acXXXXX alla casella (se proprio non c'è modo di fare le cose in via telematica)bah
        • piotr70 scrive:
          Re: un punto di acXXXXX ?
          E' già così per il rilascio dei certificati qualificati per la firma digitale: è il certificatore che DEVE accertarsi dell'identità del richiedente. La necessità di farlo anche per la PEC è sempre rimasta una questione di interpretazione delle norme, infatti i gestori spesso non lo fanno, riducendo i costi della casella ai mitici 5/anno o giù di lì. Anche altri soggetti privati sono comunque tenuti ad identificare i loro clienti, senza coinvolgere i servizi pubblici, ad esempio i gestori di telefonia.Se fosse anche il caso della CEC, non lo sappiamo, giustificherebbe (solo in parte) la richiesta della rete di sportelli capillare. Sono comunque convinto che si possa fare anche in altro modo che non richieda questa rete e che in definitiva costi meno.
  • Giusy scrive:
    complimenti vivissimi
    agli autori del pezzo!queste cose bisogna avere il coraggio di dirle. BRAVI!
  • Erri scrive:
    Ve la ricordate la Social Card?
    Ve la Ricordate la Social Card?L'altro giorno ho rivisto la puntata i report su questa fantastica soluzione "creativa". Se ho tempo vedo di pescare il bando di quella gara che, manco a dirlo, fini per essere aggiudicato a Poste Italiane.Immagino un imprenditore che voglia mettersi in concorrenza con Poste.it, anzi no, non riesco ad immaginarlo!! Addio libero mercato, addio concorrenza, addio benefici per gli utenti...
  • Lemon scrive:
    Farà schifo ma la proverò
    Voglio vedere se mi arriverà qualcosa o se mi servirà per inviare qualcosa...cosa potrebbe arrivarmi? multe? i risultati degli esami del sangue?quindi anche le varie PA si devono preoccupare di sapere a chi possono mandare mail certificate...A me l'idea di semplificare ed agevolare la comunicazione tra cittadini e PA piace, certo che qua, a parte il fatto del bando che sembra a senso unico, c'è anche un serio problema per la privacy, ci troveremo a dare ad un'azienda non statale tutta un'insieme di contenuti personali... non è che sia il massimo.La domanda è: qualcuno ha alternative?
  • Rosario Destefano scrive:
    incredibile....che schifo!!!
    veramente c'è da rimanere allibiti per quello che combina il nostro Stato Italiano! Che schifezza!E che schifo è fare un Bando di Gara ad Agosto sperando che nessuno ci faccia caso???Che schifoooooPS per fortuna che c'è qualcuno che 'ste cose le dice e le commenta!
  • mpenco scrive:
    PEC CEC PAC ma che dè ?
    Alcune osservazione domande di carattere tecnico/giuridico semplici che posto:1)Può un bando cambiare il nome di un sistema di comunicazioni che fino a prima dello stesso si chiamava PEC ora: CEC-PAC senza spiegare cosa è?2)Può istituire un nuovo sistema di conservazione di dati che possono essere ultra sensibili (vedi ASL,ospedali ecc.) definito da una non meglio identificato il fascicolo elettronico personale del cittadino, uno spazio per la memorizzazione dei documenti scambiati con capacità minima di memorizzazione di 500 MB; visto che invece con la PEC si dovevano conservare solo i LOG dei messaggi (fatto da me già smentito in quanto tecnicamente impossibile)Ed ancora: la CEC PAC viene diminuita in sicurezza in quanto contrariamente alla PEC le ricevute perdono la certificazione infatti: il servizio di notifica tramite posta elettronica tradizionale dellavvenuta ricezione di un messaggio sulla casella CEC-PAC; dove le notifiche ( le attuali ricevute di ritorno) debbono transitare attraverso sistemi certificati nellinterno della stessa PEC la famosa busta firmata digitalmente, quindi il cittadino se vuole ricevere notifiche di ricezione e penso per logica (questo è un termine che non funziona in questo contesto) anche di trasmissione dovrà avere un altro indirizzo di posta elettronica normale (anzi tradizionale) quindi se ne vanno a farsi friggere tutte le normative tecniche sulla PEC3)Ma lart. 16bis non dava la possibilità di scegliere anche o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell'invio e della ricezione delle comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle stesse, garantendo l'interoperabilita' con analoghi sistemi internazionali. insomma il Cittadino deve avere un indirizzo od una CASELLA di POSTAIl Cittadino avrà quindi un fascicolo elettronico personale , la PA con la quale corrisponde ha tecnicamente due scelte o avere lacXXXXX allo stesso archivio del cittadino, dipendente pubblico,altra PA (infatti penso che dovranno parlarsi tra loro con lo stesso sistema) oppure gioco forza creare il clone dell allinterno della PA il chè e sconvolgente anche perché non si dice come dove e con quali garanzie.Tutto ciò premesso siamo davanti alla nascita di un nuovo sistema di comunicazione CEC PAC oltre la PEC ed sistema di posta elettronica tradizionale che pagherà il cittadino anche per la PA correggetemi se sbaglio è probabile che sia FUSO visto il caldo.
    • piotr70 scrive:
      Re: PEC CEC PAC ma che dè ?
      - Scritto da: mpenco
      Alcune osservazione domande di carattere
      tecnico/giuridico semplici che
      posto:
      1)Può un bando cambiare il nome di un sistema di
      comunicazioni che fino a prima dello stesso si
      chiamava PEC ora: CEC-PAC senza spiegare cosa
      è?
      2)Può istituire un nuovo sistema di
      conservazione di dati che possono essere ultra
      sensibili (vedi ASL,ospedali ecc.) definito da
      una non meglio identificato il fascicolo
      elettronico personale del cittadino, uno
      spazio per la memorizzazione dei documenti
      scambiati con capacità minima di memorizzazione
      di 500 MB; visto che invece con la PEC si
      dovevano conservare solo i LOG dei messaggi
      (fatto da me già smentito in quanto tecnicamente
      impossibile)davvero? perché?
      Ed ancora: la CEC PAC viene diminuita in
      sicurezza in quanto contrariamente alla PEC le
      ricevute perdono la certificazione infatti: il
      servizio di notifica tramite posta elettronica
      tradizionale dellavvenuta ricezione di un
      messaggio sulla casella CEC-PAC; dove le
      notifiche ( le attuali ricevute di ritorno)
      debbono transitare attraverso sistemi certificati
      nellinterno della stessa PEC la famosa busta
      firmata digitalmente, quindi il cittadino se
      vuole ricevere notifiche di ricezione e penso per
      logica (questo è un termine che non funziona in
      questo contesto) anche di trasmissione dovrà
      avere un altro indirizzo di posta elettronica
      normale (anzi tradizionale) quindi se ne vanno a
      farsi friggere tutte le normative tecniche sulla
      PEC
      3)Ma lart. 16bis non dava la possibilità di
      scegliere anche o analogo indirizzo di posta
      elettronica basato su tecnologie che certifichino
      data e ora dell'invio e della ricezione delle
      comunicazioni e l'integrita' del contenuto delle
      stesse, garantendo l'interoperabilita' con
      analoghi sistemi internazionali. insomma il
      Cittadino deve avere un indirizzo od una CASELLA
      di
      POSTA

      Il Cittadino avrà quindi un fascicolo
      elettronico personale , la PA con la quale
      corrisponde ha tecnicamente due scelte o avere
      lacXXXXX allo stesso archivio del cittadino,
      dipendente pubblico,altra PA (infatti penso che
      dovranno parlarsi tra loro con lo stesso sistema)
      oppure gioco forza creare il clone dell
      allinterno della PA il chè e sconvolgente anche
      perché non si dice come dove e con quali
      garanzie.
      Tutto ciò premesso siamo davanti alla nascita di
      un nuovo sistema di comunicazione CEC PAC oltre
      la PEC ed sistema di posta elettronica
      tradizionale che pagherà il cittadino anche per
      la PA correggetemi se sbaglio è probabile che sia
      FUSO visto il
      caldo.
  • Giuseppe Rossi scrive:
    Povera Italia
    Penso che il problema sia sempre alla 'radice', cioè da dove si genere lanorma legislativa: un insieme di persone fisiche con una età mediaattorno ai 70 anni (e non è una stima azzardata) che invece di giocare acarte al bar, si riuniscono assieme sotto l'ombrellone di questa caldaestate 2009 e nella quasi assoluta ignoranza in materia informatica fannoleggi ad uso e consumo dei loro amici.D'altronde le Poste Italiane sono il posto principe dei nostri gloriosianziani dove una volta al mese vanno a ritirare la loro onesta e semprepiu' spesso misera pensione.Non ci siamo! Ancora una volta i non-eletti rappresentanti popolarinon si decidono a lasciare il posto ad altri.Non so' se chi dovrebbe sostituirli sia migliore degli attuali, maquest'ultimi hanno largamente dimostrato di essere in età da pensione.
    • paolo scrive:
      Re: Povera Italia
      Compreso me, dovremmo andare a montecitorio a manganellare chi ci governa (qualunque sia la formazione politica) e cacciarli via a pedate!E non parlo da anarchico...
  • Alessio scrive:
    Concorrenza?
    Dal codice dei contratti (Dlgs 163 2006) Art. 30. Concessione di servizi(artt. 3 e 17, dir. 2004/18; art. 3, co. 8 legge n. 415/1998)3. La scelta del concessionario deve avvenire nel rispetto dei principi desumibili dal Trattato e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento, proporzionalità, previa gara informale a cui sono invitati almeno cinque concorrenti, se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione all'oggetto della concessione, e con predeterminazione dei criteri selettivi.4. Sono fatte salve discipline specifiche che prevedono forme più ampie di tutela della concorrenza....Io segnalerei come è stato redatto questo bando da 50 milioni di euro al commissario europeo alla concorrenza
    • Pippo scrive:
      Re: Concorrenza?
      - Scritto da: Alessio
      Dal codice dei contratti (Dlgs 163 2006)

      Art. 30. Concessione di servizi
      (artt. 3 e 17, dir. 2004/18; art. 3, co. 8 legge
      n.
      415/1998)



      3. La scelta del concessionario deve avvenire nel
      rispetto dei principi desumibili dal Trattato e
      dei principi generali relativi ai contratti
      pubblici e, in particolare, dei principi di
      trasparenza, adeguata pubblicità, non
      discriminazione, parità di trattamento, mutuo
      riconoscimento, proporzionalità, previa gara
      informale a cui sono invitati almeno cinque
      concorrenti, se sussistono in tale numero
      soggetti qualificati in relazione all'oggetto
      della concessione, e con predeterminazione dei
      criteri
      selettivi.

      4. Sono fatte salve discipline specifiche che
      prevedono forme più ampie di tutela della
      concorrenza.


      ...

      Io segnalerei come è stato redatto questo bando
      da 50 milioni di euro al commissario europeo alla
      concorrenzaQuale parte non ti è chiara di "se sussistono in tale numero soggetti qualificati in relazione all'oggetto della concessione"In questo modo possono fare come cacchio gli pare.Continuate a sperare nell'aiuto di altri burocrati del *bip* che quando vogliono riescono a scrivere leggi ancora peggiori di quelle Italiane.Continuate a credere e ad illudervi che lo stato sia necessario.
      • Alessio scrive:
        Re: Concorrenza?
        A chi ti riferisci quando scrivi "continuate"?Comunque per rispondere alla domanda, intanto il bando quando mette tra i requisiti per la partecipazione "l'aver realizzato servizi di gestione di scambio di dati informatici, di posta elettronica o posta elettronica certificata, di messa a punto, gestione e manutenzione di software applicativi e di assistenza ai clienti per quindici milioni di euro nell'ultimo quadriennio e almeno cinque milioni di euro nell'ultimo anno, non è da tutti" ed il "possedere un punto di acXXXXX in almeno l'80% dei comuni italiani con popolazione residente superiore a 10.000 abitanti, con orario di apertura al pubblico, dal lunedì al sabato, 9.00-13.00", fa capire esplicitamente che è tagliato su misura per una certa società e poi, come scrivono A.Lisi e L.Foglia, c'è anche scritto che l'aggiudicatario dovrà iscriversi nell'elenco pubblico dei gestori di Posta Elettronica Certificata, mentre le società straniere non hanno alcun obbligo di iscrizione a tale registro perchè possono esercitare tali attività secondo la disciplina del paese in cui hanno sede e che tale requisito è stato messo per limitare anche un'eventuale concorrenza straniera.In pratica, se quanto è scritto da Lisi e Foglia è vero (non posso dirlo io, non sono un avvocato) sussistono forti dubbi che con questo bando (si ricordi che quando ci sono queste cifre in ballo è obbligatoria la pubblicazione sulla gazzetta europea) vengano violati i principi di "non discriminazione e parità di trattamento", che ho citato, ma direi a questo punto anche il principio di "libera concorrenza" che deve essere rispettato in generale nell'affidamento dei contratti pubblici ai sensi dell'art. 2 del D.lgs 163/2006.Per inciso, il dlgs 163/2006 è la legge italiana di recepimento delle direttive europee che regolamentano le procedure di affidamento nei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture.
  • Valentina Renna scrive:
    Desolante, ma come sempre GRAZIE...
    a Punto Informatico e all'avv. Lisi per l'ottimo articolo! Veramente un pezzo che fa riflettere, come succede sempre quando a commentare c'è un lucido giurista come Lisi!Saluti a tutti
  • advange scrive:
    La misteriosa azienda...
    ... per cui è stato disegnato il bando è per caso Poste Italiane?(lo chiedo così, con molta ingenuità, lungi da me malignare).Segnalo alla redazione che la frase "Quanto già riferito sulla PEC]]" collega ad una pagina che dà errore e presenta (la frase, non la pagina) due "strane" parentesi quadre.
    • Valentina Renna scrive:
      Re: La misteriosa azienda...
      ...si tratta ovviamente di Poste Italiane...più chiaro di così! Chi ha sportelli aperti tutti i giorni nell80% dei comuni italiani???:-Psolo in Italia si possono fare bandi così!!!
      • piotr70 scrive:
        Re: La misteriosa azienda...
        ti confermo da ex addetto ai lavori che Postecom rosica da almeno 7 anni per essersi fatta sfuggire il monopolio della PEC. finalmente qualcuno ha accolto il loro appello accorato (poverini) e gli ha preparato una bella caramella di consolazione. che grande cuore!
      • anonimo scrive:
        Re: La misteriosa azienda...
        Non solo Poste Italiane ha tanti punti sparsi sul territorioanche se è da vedere se chi ha questi sportelli si consorzierà con chi sa fare la PEC e ha un fatturato notevoleper esempio ci sono le Tabaccherie oppure i punti vendita di Telefonia mobile oppure le Banche o le Farmacie o un nuovo franchising di negozicerto è che chi vince non ha concorrenza per 10 anni potendo sfruttare i clienti "regalati" per servizi opzionali aggiuntivi a pagamentoMa se proprio si vuole che ogni cittadino abbia una casella PEC non era più trasparente per il mercato stabile una somma che il governo stanzia per casella e i cittadini si scelgono il fornitore di fiducia potendolo anche cambiare ? si sono inventati il contributo per i decoder e non un contributo per la casella PEC
        • Pippo scrive:
          Re: La misteriosa azienda...
          - Scritto da: anonimo
          Non solo Poste Italiane ha tanti punti sparsi sul
          territorioEhm... ci sono anche altri requisiti.

          anche se è da vedere se chi ha questi sportelli
          si consorzierà con chi sa fare la PEC e ha un
          fatturato
          notevole

          per esempio ci sono le Tabaccherie oppure i punti
          vendita di Telefonia mobile oppure le Banche o le
          Farmacie o un nuovo franchising di
          negoziNon mi sembra neanche che le tabaccherie, le banche e le farmacie offrano un serviozio di pec da almeno 1 anno.Tra l'altro le farmacie e le tabaccherie non sono un unica azienda.. e dubito che esistino molte banche che abbiano sportelli nell'80% dei comuni italiani. (al massimo unicredit e intesa, ma comunque non rispettano tutti gli altri requisiti)

          certo è che chi vince non ha concorrenza per 10
          anni potendo sfruttare i clienti "regalati" per
          servizi opzionali aggiuntivi a
          pagamentoGuarda che con quei requisiti credo che il partecipante possa essere solo uno. (poste italiane) Tipico modo di fare bandi di gara con requisiti scelti ad hoc per selezionare l'amico.

          Ma se proprio si vuole che ogni cittadino abbia
          una casella PEC non era più trasparente per il
          mercato stabile una somma che il governo stanzia
          per casella e i cittadini si scelgono il
          fornitore di fiducia potendolo anche cambiare ?
          si sono inventati il contributo per i decoder e
          non un contributo per la casella
          PECPerchè 5 euro l'anno sono una cifra folle che necessità di contributo.
          • anonimo scrive:
            Re: La misteriosa azienda...
            Possono partecipare anche i raggruppamenti di imprese e quindi in teoria ci potrebbe essere chi sa fare la PEC ed ha un grosso fatturato insieme a chi deve rappresentare una piccola percentuale nel consorzio ma avere i requisiti aggiuntiviQuesto in teoria, anche io penso che in pratica non c'è. Le Camere di commercio che con una delle loro società sa fare PEC non sono sicuro riesca a coprire tutti i comuni con 10.000 abitanti con le proprie sedi.L'Anci ha forse una società pronta a scendere in questo mercato ?I maligni pensano che dato che Poste Italiane ha investito molti soldi per realizzare il suo sistema PEC e anche un altro sistema simile ma non avendo mai vinto gare ma solo preso contratti con accordi senza gare riceva così un aiuto dal Ministro Brunetta che ha voluto questa gara preparata da mesi ma pubblicata ad agosto, in precedenza annunciava sempre che per luglio avrebbe aggiudicato e fatto partire i primi servizi con i Tribunali, ma anche INPS è pronta a utilizzare il fatto che i cittadini abbiano un indirizzo elettronico legale.Una casella PEC costa 5 euro per traffico modesto e si poteva anche stabilire che tutti i cittadini erano obbligati a comunicare una casella PEC per ricevere le notifiche al posto di ricevere quelle cartacee alla propria residenza ma sicuramente ci sarebbe chi non interessa e se la percentuale e altissima poi che si fa si multa tutti e se ancora non prendono la casella anche se accettano di pagare la multa ?Poi ci sono quelli che pretendono che lo Stato paghi anche se la cifra fosse modesta, a questo punto se il servizio deve essere gratuito o si seleziona un fornitore ma per un periodo limitato e poi nuova gara, oppure si selezionano più fornitori con una classifica in modo che il prezzo pagato dallo stato per singola casella sia lo stesso ma si dividono i fornitori le caselle in base alla classifica oppure si lasciano liberi i cittadini di scegliere il fornitore e poi lo stato paga la casella a prezzo stabilito.Ma poi il servizio di notifica atti non è attualmente monopolio di Poste Italiane se si escludono quelle effettuate dai vigili urbani o dai messi speciali delle PA ?
          • piotr70 scrive:
            Re: La misteriosa azienda...
            - Scritto da: anonimo
            Possono partecipare anche i raggruppamenti di
            imprese e quindi in teoria ci potrebbe essere chi
            sa fare la PEC ed ha un grosso fatturato insieme
            a chi deve rappresentare una piccola percentuale
            nel consorzio ma avere i requisiti
            aggiuntivi

            Questo in teoria, anche io penso che in pratica
            non c'è. Le Camere di commercio che con una delle
            loro società sa fare PEC non sono sicuro riesca a
            coprire tutti i comuni con 10.000 abitanti con le
            proprie
            sedi.
            L'Anci ha forse una società pronta a scendere in
            questo mercato
            ?
            I costi di integrazione di una rete esterna al Gestore sarebbero così alti da non rendere sostenibile i 5/anno che i migliori gestori fanno pagare SOLO SE si opera (acquisto, rinnovo, assistenza) esclusivamente via internet. Tieni conto che in banca, per 10 minuti di operatività del personale di sportello, ti chiedono anche 15. Solo se hai già una rete di servizi integrati puoi affrontare questi margini.
            I maligni pensano che dato che Poste Italiane ha
            investito molti soldi per realizzare il suo
            sistema PEC e anche un altro sistema simile ma
            non avendo mai vinto gare ma solo preso contratti
            con accordi senza gare riceva così un aiuto dal
            Ministro Brunetta che ha voluto questa gara
            preparata da mesi ma pubblicata ad agosto, in
            precedenza annunciava sempre che per luglio
            avrebbe aggiudicato e fatto partire i primi
            servizi con i Tribunali, ma anche INPS è pronta a
            utilizzare il fatto che i cittadini abbiano un
            indirizzo elettronico
            legale.A pensar male si fa peccato (PECcato!?!?!) ma in genere ci si piglia.

            Una casella PEC costa 5 euro per traffico modesto
            e si poteva anche stabilire che tutti i cittadini
            erano obbligati a comunicare una casella PEC per
            ricevere le notifiche al posto di ricevere quelle
            cartacee alla propria residenza ma sicuramente ci
            sarebbe chi non interessa e se la percentuale e
            altissima poi che si fa si multa tutti e se
            ancora non prendono la casella anche se accettano
            di pagare la multa
            ?

            Poi ci sono quelli che pretendono che lo Stato
            paghi anche se la cifra fosse modesta, a questo
            punto se il servizio deve essere gratuito o si
            seleziona un fornitore ma per un periodo limitato
            e poi nuova gara, oppure si selezionano più
            fornitori con una classifica in modo che il
            prezzo pagato dallo stato per singola casella sia
            lo stesso ma si dividono i fornitori le caselle
            in base alla classifica oppure si lasciano liberi
            i cittadini di scegliere il fornitore e poi lo
            stato paga la casella a prezzo
            stabilito.sarebbe stato molto più semplice, corretto, onesto, lineare e trasparente che lo stato offrisse un contributo annuo pari al costo del servizio medio dei tre gestori più economici. Chi vuole la PEC se la prende, aggiungendo personalmente solo i costi di eventuali servizi supplementari (archiviazione dei messaggi, firma digitale, fascicolo personale) o la differenza per un gestore più caro.

            Ma poi il servizio di notifica atti non è
            attualmente monopolio di Poste Italiane se si
            escludono quelle effettuate dai vigili urbani o
            dai messi speciali delle PA
            ?boh?
  • Gatto degli Stivali scrive:
    Buone intenzioni
    Buone intenzioni da parte del legislatore italiano ?scusate mi scappa un attimo una puzzetta... torno subito.Sicuramente nessuna.D'altronde l'italiano e' un animale sciocco, le buone intenzioni non sono ne da lui richieste ne necessarie, e anzi farebbero anche male alla purezza della sua pregiata razza da pollaio.
    • Il Moralizzat ore scrive:
      Re: Buone intenzioni
      come non essere d'accordo?Piuttosto non era Gatto con gli Stivali e non Gatto degli Stivali???:-)
      • Alessandrox scrive:
        Re: Buone intenzioni
        - Scritto da: Il Moralizzat ore
        come non essere d'accordo?Si accorgeranno di non essere capaci di fare qualcosa senza una costosa consulenza Microsoft e rimedieranno...
        Piuttosto non era Gatto con gli Stivali e non
        Gatto degli
        Stivali???
        :-)OK ma ci vorra pure un gatto che fa gli stivali no?sono due soggetti distinti uno li fa l' altro li indossa.
  • Wolf01 scrive:
    Email statale!
    Evvai, magari saremo i primi ad avere un'email statale, magari in futuro obbligatoria, un po' come indirizzo di residenza :Dwolf01@italia.it non sarebbe male, non vedo l'ora di averne una e di farmi mandare direttamente la documentazione in formato elettronico.Ma anche no :|
    • MAH scrive:
      Re: Email statale!
      - Scritto da: Wolf01
      Evvai, magari saremo i primi ad avere un'email
      statale, magari in futuro obbligatoria, un po'
      come indirizzo di residenza
      :D
      wolf01@italia.it non sarebbe male, non vedo l'ora
      di averne una e di farmi mandare direttamente la
      documentazione in formato
      elettronico.Eh, magari in formato .docx ;)
    • pinco pallino scrive:
      Re: Email statale!
      Chiamarla email è un po' troppo "estensivo" dal momento che dovrà permettere la comunicazione esclusiva tra due soggetti: stato e singolo cittadino.Sarebbe bastato un bel sito web.
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