Lampadine per smanettare

Da Philips, il pacchetto per programmare le lampadine LED intelligenti Hue controllabili via iOS o Android

Sono state presentate nello scorso autunno e hanno riscosso consensi e successo a tal punto da convincere l’azienda produttrice a rilasciare un SDK per la loro libera programmazione, per ora disponibile solo per iOS. Stiamo parlando della lampadine LED intelligenti Philips HUE, controllabili via iOS e Android.

HUE

Per chi ancora non le conoscesse, Philips HUE sono delle lampadine tradizionali per uso domestico, che però integrano tecnologia LED per l’illuminazione e tecnologia wireless per il loro controllo. In pratica, Philips HUE rappresenta il primo passo verso una nuova era dell’illuminazione domestica. All’efficienza energetica offerta dai sistemi illuminotecnici a LED, si associa la capacità di questa tecnologia di emettere luce calda o fredda a seconda delle impostazioni e di emettere luce dei colori differenti nello spettro del visibile. A questi bulbi con attacco Edison e luminosità pari a 600 lumen, ossia circa 60W delle vecchie lampadine a incandescenza, Philips ha associato una tecnologia wireless per consentire agli utenti di controllare lo stato di accensione, l’emissione luminosa, la temperatura, l’intensità e il colore della luce attraverso un’app.

Così è stato presentato lo starter kit HUE, che include tre lampadine e la centralina di gestione, disponibile in Italia presso gli Apple Store e sull’ Apple Store online al prezzo di quasi 200 euro.

L’installazione del sistema è semplicissima: in pratica, le lampadine sostituiscono senza difficoltà quelle tradizionali presenti nelle portalampade dei sistemi di illuminazioni di casa o ufficio. Al router WiFi va collegata la centralina di controllo delle lampadine intelligenti Philips attraverso un apposito cavo Ethernet fornito in dotazione. Basta poi installare l’app che si trova sullo store dedicato a iOS o su Google Play e il gioco è fatto. L’utente controlla le lampadine direttamente dall’app che, tramite il dispositivo iOS o Android, gestisce la centralina, che funge da “bridge”, attraverso il router WiFi a cui il dispositivo è connesso.

La centralina comunica poi con le lampadine sempre in modalità senza fili, ma non con tecnologia WiFi. Pur condividendo la stessa frequenza d’azione (2.4 GHz), il sistema HUE si basa sul protocollo ZigBee Light Link per permettere le comunicazioni fra le lampadine e la centralina di controllo.

Una volta configurato il tutto, l’utente ha un’infinita possibilità di configurazione delle lampadine installate. Infatti l’app permette di regolare l’intensità, la temperatura e il colore della luce d’ambiente e abilita anche alcune funzioni più innovative, come la gestione di profili colore specifici creati dall’utente, la programmazione dei valori di luce e colore a seconda dell’ora del giorno, l’uso di una fotografia scattata o comunque presente sul proprio dispositivo come sorgente di una palette di colori per illuminare una stanza con le stesse tonalità e la funzionalità LightRecipes, ossia quattro profili di illuminazione predefiniti che mirano a influenzare positivamente lo stato psicofisico degli abitanti.

L’opportunità di variazione del colore e di adattamento cromatico all’umore delle persone per un naturale benessere psicofisico ricorda un po’ gli esperimenti AmbiLight e, ancora di più, HealWell che Philips stessa sta conducendo presso il Maastricht University Medical Center in Olanda.

Tutte queste opportunità e questa evoluzione a metà fra l’illuminotecnica e la domotica ha fatto sì che il sistema riscuotesse un notevole successo, tanto da spingere molti smanettoni a sviluppare alcune app non ufficiali per estenderne le potenzialità in diversi ambiti: da quello musicale (per luci colorate che funzionano a ritmo di musica) alla regolazione automatica o alla pianificazione di funzionamento per simulare la presenza di persone in casa.

Proprio per favorire queste alternative e estendere così le funzionalità del sistema HUE, Philips ha rilasciato recentemente un programma di sviluppo ufficiale, che comprende le API e l’SDK per iOS, con tanto di guide software e dettagli hardware, in modo da agevolare la vita agli sviluppatori “alternativi”. La versione dell’SDK per Android è in fase di lavorazione.

(via ArsTechnica )

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  • Nome e cognome scrive:
    ...
    Mah, io mi fido poco dei server proxy. Come fai a sapere se è davvero affidabile?
    • anverone99 scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Nome e cognome
      Mah, io mi fido poco dei server proxy. Come fai a
      sapere se è davvero
      affidabile?usa questo :)https://www.torproject.org/projects/torbrowser.html.en
      • FreeBSD scrive:
        Re: ...
        Dipende da che intende per affidabile.Se non hai una connessione cifrata punto a punto (ad esempio i siti web "https") e cioè se non usi un tunnel SSL o meglio TLS allora devi presupporre che l'exit node di Tor ti stia intercettando il traffico. Visto che effettivamente è tecnicamente molto facile da fare.Quindi Tor non garantisce che il tuo traffico non sia intercettato. E' compito tuo usare protocolli che lo facciano.Tor garantisce (al momento senza che siano state trovate pecche) che tutto il traffico (intercettato) non sia ricollegabile a te.Quindi se usi Tor come se fosse un normale server proxy per accedere a siti web, sappi che è più sicuro degli altri proxy in quanto anonimato, ma come gli altri server proxy tutto ciò che ci passa in mezzo è intercettabile (quindi devi usare un protocollo che cifri questo traffico per renderlo sicuro).Per non entrare nel dettaglio che un certificato possa anche essere falso e quindi che un exit node ti possa rifilare un certificato falso anche se formalmente valido e generato da una authority...... quindi dovresti almeno controllare le fingerprint del certificato.
    • mr.no scrive:
      Re: ...
      - Scritto da: Nome e cognome
      Mah, io mi fido poco dei server proxy. Come fai a
      sapere se è davvero affidabile?quindi ti fidi dei proxy del tuo provider?come fai a sapere se è davvero affidabile?
      • panda rossa scrive:
        Re: ...
        - Scritto da: mr.no
        - Scritto da: Nome e cognome

        Mah, io mi fido poco dei server proxy. Come
        fai
        a

        sapere se è davvero affidabile?

        quindi ti fidi dei proxy del tuo provider?
        come fai a sapere se è davvero affidabile?O ancora meglio: si fida del suo sistema operativo closed?Come fa a sapere se non c'e' un logger o una backdoor?
        • mr. no scrive:
          Re: ...
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: mr.no

          - Scritto da: Nome e cognome


          Mah, io mi fido poco dei server proxy.
          Come

          fai

          a


          sapere se è davvero affidabile?



          quindi ti fidi dei proxy del tuo provider?

          come fai a sapere se è davvero affidabile?

          O ancora meglio: si fida del suo sistema
          operativo
          closed?
          Come fa a sapere se non c'e' un logger o una
          backdoor?eh, questo è facilissimo: se trattasi di s.o. microsoft o apple allora E' CERTO che c'è la backdoor (ma pure su OpenBSD e probabilmente su tutti i s.o. con kernel linux "blobbato" vanilla...)
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