Lampi di Cassandra/ IoT, la fine dell'inizio

di M. Calamari - La Internet delle Cose è iniziata con un coniglietto, e gli oggetti connessi come conigli si sono moltiplicati. Domani verranno spenti i server dei Karotz, e nessuno ne erediterà il codice

Roma – Ebbene sì, di nuovo una storia sui conigli. In queste pagine se ne è parlato molte volte, e questa non sarà certo l’ultima: dovrebbe valerne la pena ed i 24 indefettibili lettori lo decideranno. Cassandra fa risalire la nascita dell’IoT (Internet of Things), l’Internet delle Cose, al 1 giugno 2005, inizio delle vendite del primo modello di Nabaztag , un oggetto buffo ed empatico a forma di coniglio controllabile e programmabile sia manualmente che attraverso internet.
Essendo un oggetto prima che un computer, veniva capito ed apprezzato al primo sguardo anche da chi non avrebbe toccato un computer nemmeno con un bastone.

Il successo iniziale del Nabaztag, seguito alla fine del 2006 da un nuovo e diffusissimo modello perfezionato, il Nabaztag:tag, non salva Violet, l’azienda che lo aveva creato, dai suoi errori di marketing fatti anche di altri prodotti invendibili.
Prima della bancarotta l’azienda viene acquisita da Mindscape, che prima immette sul mercato un modello ancor più avanzato, Karotz, e poi con una decisione scioccante stacca la spina ai server che animavano i “vecchi” Nabaztag, creando cosi centomila piccoli orfani .

Per fortuna in qualche modo i sorgenti del server vengono resi pubblici e vari gruppi di appassionati, come gli italiani di Forum-Nabaztag , creano server amatoriali ma perfettamente funzionanti che risuscitano i piccoli orfani.

Ma Mindscape non sfugge dallo stesso destino di Violet, ed anche lei sull’orlo della bancarotta viene acquisita da Aldebaran Robotics , azienda specializzata in robot giocattolo ed amatoriali, che vende ad esaurimento le scorte di Karotz senza sviluppare il prodotto, malgrado esso avesse incorporati e ben visibili evidenti agganci per accessori ed estensioni. Infine, con un annuncio scioccante del suo CEO (apprezzabile solo per la sua chiarezza) comunica lo spegnimento dei server dei Karotz per il 18 febbraio 2015. Sì, domani!

Il CEO di Aldebaran Robotics non è evidentemente superstizioso, non ritiene di commettere gli stessi errori che hanno portato le due aziende precedenti alla bancarotta (far scappare i clienti non è mai stata una buona strategia commerciale). Infatti, per buona misura, ha anche tenuto a precisare, tramite l’apposita ed ormai irraggiungibile (dal sito Aldebaran) FAQ sul tema , che il software dei server, benché ormai inutile per l’azienda, non verrà comunque reso pubblicamente disponibile a causa di non meglio precisati “costi” che l’azienda dovrebbe sostenere.

Karotz

Chi volesse più particolari sulla storia può contare, come sempre su Wikipedia, sia con la voce italiana che con quella, molto più ricca, inglese .

La storia finisce qui: forse anche i coniglietti Karotz rialzeranno la testa, o forse tra 20-30 anni prenderanno il posto dei missili a fionda della Quercetti nei negozi di vintage tecnologico.

Non finisce qui la storia dell’Internet delle Cose, la cui popolazione hai continuato a crescere con ritmi, non a caso, da conigli.
Non si tratta però di oggetti fatti per piacere e per diletto, belli proprio per la loro fatuità, inessenziali e memorabili come lo zucchero filato.

Un malintenzionato avrebbe già potuto usare un Nabaztag per ascoltare e vedere cosa faceva il proprietario, ma Cassandra dubita che sia stato mai usato in questo modo. Ma nella sua semplicità e malgrado fosse stato pensato solo a fini ludici, avrebbe facilmente potuto essere piegato a certi scopi.

Dopo tanti anni, tanti CEO più astuti e con ancora meno scrupoli stanno riempiendo le nostre case e le nostre tasche di oggetti che fanno il possibile per rendere invisibile il loro essere permanentemente connessi ad Internet.
Dall’altra parte, per loro fortuna, hanno consumatori che non capiscono il significato profondo del fatto che dicendo “Hello Siri” al loro cellulare o “Accenditi” alla loro televisione, questi ti rispondano.

Ed ovviamente non ne capiscono nemmeno le inevitabili conseguenze .
Quindi onore a Rafi Haladjian e Olivier Mével, le cui creature ci hanno fatto sorridere così tante volte (e talvolta anche guadagnare qualche punto con le nostre signore e padrone).

Addio coniglietti: forse, tutto sommato, è meglio così.

Marco Calamari
Lo Slog (Static Blog) di Marco Calamari
L’archivio di Cassandra/ Scuola formazione e pensiero

fonte immagine

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Octabria scrive:
    Folgorati sulla via di Damasco
    Che geniacci!Chi lavora nel settore non se l'aspettava davvero una simile rivelazione!Grazie LiFi.Segnalo per completezza che l'intera autostrada è la FiPiLi (Firenze-Pisa-Livorno).
  • Guybrush scrive:
    Interessante
    Come sistema per connessioni locali tra edifici sembra buono, è da vedere come si comporta in presenza di disturbi quali neve, pioggia e storni... e soprattutto: che distanze supporta.GT
  • lorenzo scrive:
    Non la vedo molto utile
    Stiamo parlando di connessione senza fili tra due punti fissi ...quindi senza la comodita' del senza fili ... a qesto punto qualcuno gli dica che a tre metri una fibra ottica e' molto piu' performante ed insensibile ai disturbi e anche ai movimenti relativi degli apparecchi ...
  • Sapevatelo scrive:
    Terabit
    Certo che da quando non ci sono più le colonie della regina vittoria gli inglesi han perso di vista la concretezza.....Sarei curioso di vedere quanti terabit trasmette a 100 metri di distanza non dico sulle sponde dell'Orinoco mi accontento di sapere come va nella pineta di San Vitale (RA) verso il tramonto....Secondo me va a pochissimi bit (altro che tera) tante bestemmie e tantissime zanzare che muoiono di un colpo apoplettico a forza di ridere...
Chiudi i commenti