L'appello di Armani di Armani.it

Giunge a Punto Informatico un intervento di Luca Armani, intestatario del dominio armani.it che ora, come noto, dovrà cedere alla Giorgio Armani, che ha ottenuto una clamorosa sentenza a Bergamo


Roma – Riceviamo e volentieri pubblichiamo in questa pagina una email giunta ieri in redazione da parte di Luca Armani, titolare di un timbrificio e di un dominio.it che, come si ricorderà , il tribunale di Bergamo ha stabilito che deve passare alla Giorgio Armani.

Buongiorno, mi presento, il mio nome è Luca ed il mio cognome è Armani.
Non sono io ad affermarlo ma un documento emesso dallo stato Italiano. A meno che, non si voglia ammettere che in quel documento sono riportate indicazioni errate o fuorvianti, fino alla data di mercoledì 19 marzo 2003 ho quantomeno creduto che così fosse.

Vorrei precisare con la presente che non sono alla ricerca di clamore, di compassione o comprensione, bensì che mi sto battendo dal secolo scorso perché credo di essere dalla parte della ragione, perché credo di essere stato accusato ingiustamente di un reato che non ho mai commesso, perché sono convinto che anche il poter difendersi deve essere quantomeno un diritto di tutti, indipendentemente dal nome che rappresenta o dal fatturato che uno genera.

Sei anni di diatribe legali, chiamarla guerra degli Armani mi sembra una cosa poco rispettosa oggi nei confronti delle tragedie che ci circondano, sei anni e mi ripeto, di diatribe legali avrebbero piegato chiunque, se non nello spirito sicuramente nel portafoglio.

E non voglio entrare nel merito della vicenda, sono pienamente rispettoso della sentenza emessa dal giudice Elda Geraci, e guai se così non fosse.

Avevo un sogno, avevo un sogno che purtroppo si è infranto. Ho da sempre la passione dei computer, Internet dai suoi albori mi ha sempre appassionato, non porto giacche o cravatte ma di Internet qualcosa ci capisco, ne vogliamo parlare? Interessa forse a qualcuno parlare di Internet?

Da sei anni sono un disperato che nella giungla senza regole certe di Internet sta combattendo da solo, moralmente ed economicamente una battaglia più grande di lui. Muovendomi, scappando, difendendomi alla bene e meglio, magari in modo a volte giusto o sbagliato, ma sicuramente nell’unico modo che Internet ha creato, una giungla di regole senza regole, una giungla nella quale migliaia di Italiani nella mia medesima situazione si sono persi o sono stati abbattuti.

Non chiedo molto, mi piacerebbe solo ricevere un sostegno morale e magari economico per arrivare almeno al giudizio della Corte di Cassazione in modo da ottenere un giudizio certo e definitivo. La mia vittoria o sconfitta non è di per sé molto rilevante, ma la sconfitta di Internet per una forbiciata colpirebbe mortalmente il mio cuore e quello di molti appassionati di Internet in Italia e nel mondo.

Distinti saluti, Luca Armani.

S.O.S. ARMANI.IT C/C POSTALE 39523642
C/C Bancario 10889 – ABI 03336 – CAB 53640

Un grazie anticipato a chiunque volesse aiutarmi anche solo con un euro.
Io sono soltanto un morto di fame, un oscuro artigiano di provincia, che vive in un paese di poche migliaia di anime, ma anche i morti di fame come me hanno dei valori ed un orgoglio personale in cui credere.

La lettera di Luca Armani è pubblicata anche sul suo – ancora per poco – sito: http://www.rmani.it/sos_armani.it.htm

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Ma io me li tengo...
    Non solo i miei, recupero parecchi pc da parenti e amici, vere carriole è vero, però qualcosa si recupera sempre.Un mio piccolo sogno è un clusterino linux-beowulf autocostruito! :D E' poi non ho mai buttato niente di informatico, ho ancora i floppy flopposi come ricordo!
  • Anonimo scrive:
    In italia ci sono gli hacklab! :))
    Io avevo un vecchio 486 dx4 con un disco da 1,8 giga.L'ho regalato all'hacklab di Genova ( http://www.ecn.org/sh404 ) e ora viene usato per fare corsi di linux e alfabetizzazione informatica.Tutto sommato sono proprio contento di aver regalato loro il mio ex pc!Così non si inquina e si auitano laboratori autogestiti da hackers.ecco la mappa degli hacklab, magari ne hai uno vicino casa: http://www.autistici.org/loa/web/links.html
  • Anonimo scrive:
    Si dovrebbe per legge
    Non vorrei sbagliare, ma mi risulta che in Italia esista una legge (raramente applicata) che obbliga chi vende elettrodomestici a ritirare i vecchi qualora il proprietario ne faccia richiesta (aggratise). Se poi non si vuole nenache fare la fatica di portare il PC al negozio a Milano, ed in molte altre città italiane, si può anche chiamare la nettezza urbana e chiedere che vengano a ritirare il proprio elettrodomestico da buttare. Quindi, dell'iniziativa Dell, me ne frego.ciao
  • Anonimo scrive:
    15$ perchè?
    Se ho capito bene Dell vuole 15$ (circa 15 euro) per ritirare un computer da smaltire. In realtà non sarà smaltito, ma reciclato. Se pensate che finirà ai bambini del terzo mondo siete degli illusi. Per loro adesso gli Usa hanno giù un surplus di bombe da smaltire.In USA c'è chi ha messo su un sitema di riciclo di metalli preziosi a partire dalle piastre madri (articolo si Wired di qualche tempo fa). Ovviamente è economicamente vantaggioso se arrivano solo PC, e non spazzatura mista come nelle nostre discariche. Insomma, se n on ci sono oneri per l'attività di differeziazione.Conclusione:Dell si fa pagare il trasporto di "rottame prezioso" dall'utente (probabilmente guadagnandoci), e ci guadagna di nuovo con il riciclo, grazie al fatto che la raccolta "differnziata" la fa il possessorte del PC.Perferisco dare il mio PC nella mia discarica, pagando il contributo richiesto (5 euro) per lo smaltimento del rifiuto particolare.Ciao
  • Anonimo scrive:
    Ladri, da questa parte !
    "In questo caso non si ha bisogno di prendere la macchina e portare il computer all'ufficio postale, basta lasciarlo sul pianerottolo e qualcuno se lo porterà via".Certo qualcuno lo ruberà, mi sembra chiaro.Con questa manovra i ladri non dovranno più rubare.C'è chi ha pensato a loro.
Chiudi i commenti