Le accuse di WikiTruth? Tutte frottole

Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, risponde alle durissime critiche pubblicate dai presunti amministratori ribelli che vogliono rendere noti i lati oscuri dell'enciclopedia partecipativa. Il vandalismo - spiega - è il prezzo da pagare
Jimmy Wales, il fondatore di Wikipedia, risponde alle durissime critiche pubblicate dai presunti amministratori ribelli che vogliono rendere noti i lati oscuri dell'enciclopedia partecipativa. Il vandalismo - spiega - è il prezzo da pagare


Roma – Jimmy “Jimbo” Wales, creatore di Wikipedia , cerca di raffreddare i toni della polemica internazionale innescata da WikiTruth , un’iniziativa fondata da presunti wiki-amministratori stufi dei problemi dell’enciclopedia partecipativa. “WikiTruth è una bufala montata ad hoc”, ha detto Wales in un comunicato ufficiale, “e dietro quel sito si nascondono sicuramente alcuni utenti messi al bando da Wikipedia”.

Wales ha voluto sottolineare che “non esistono prove del coinvolgimento diretto degli amministratori di Wikipedia nella realizzazione del sito WikiTruth”, composto da una raccolta d’ informazioni scottanti che gettano fango sull’immagine “libera” dell’enciclopedia e ne sminuiscono decisamente l’ autorevolezza , già messa in discussione da giornalisti scientifici e da accademici.

Il despota Wales, così come viene chiamato dagli anonimi autori di WikiTruth, ha colto l’occasione per ribadire la propria posizione: Wikipedia è libera ed aperta ai contributi di tutti, ma “quando c’è da cancellare, bisogna intervenire con rigore”. Specialmente quando gli articoli scomodi possono causare dispute legali, come nel caso di John Seigenthaler , un ex funzionario di stato americano accusato da alcuni “Wikipediani” di aver commissionato la morte dei fratelli Kennedy.

Il problema principale di Wikipedia, sottolineato da numerosi osservatori internazionali, è che il cosiddetto principio di neutralità richiesto ai collaboratori dell’enciclopedia “libera” è in realtà un concetto vuoto: un principio che dovrebbe essere la pietra angolare dell’intero progetto, come fa sapere Mark Glaser di PBS , ma che purtroppo viene spesso ignorato, relativizzato ed impugnato dagli amministratori per esercitare il controllo arbitrario sui contenuti dell’enciclopedia.

“Jimbo” ne è perfettamente a conoscenza ed ha più volte denunciato la scarsa qualità degli articoli pubblicati su Wikipedia, recentemente giunti oltre la soglia del milione. “Il vandalismo è il prezzo per essere un sistema aperto”, ha dichiarato Wales in un’intervista al The Register , “dobbiamo capire che i meccanismi sociali dietro la piattaforma collaborativa di Wikipedia sono molto complessi e non vogliamo ostacolare la partecipazione degli utenti in alcun modo”.

Malgrado questi buoni propositi, Wales ammette che “se gli atti di vandalismo dovessero diventare intollerabili”, dunque così frequenti da compromettere irrimediabilmente l’autorevolezza di Wikipedia, “allora dobbiamo essere pronti ad un cambio radicale al sistema”.

Tommaso Lombardi

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18 04 2006
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