Le CPU AMD che sfideranno i Core 2

Tra annunci ufficiosi e indiscrezioni si è delineata in questi giorni la roadmap dei processori con cui, nei prossimi mesi, AMD lancerà il proprio contrattacco ad Intel. Sia sul fronte dual-core che su quello quad-core
Tra annunci ufficiosi e indiscrezioni si è delineata in questi giorni la roadmap dei processori con cui, nei prossimi mesi, AMD lancerà il proprio contrattacco ad Intel. Sia sul fronte dual-core che su quello quad-core

Taipei (Taiwan) – È una AMD in visibile affanno quella che oggi, sulla base delle novità annunciate in questi mesi da Intel , sta pianificando le strategie per il futuro. Il chipmaker di Sunnyvale non solo deve fronteggiare l’arrivo sul mercato dei processori Core 2 Duo dell’avversaria, capaci di svettare in quasi ogni benchmark, ma deve già prepararsi alla sfida sulle CPU quad-core, che Intel lancerà tra meno di due mesi .

Per quanto riguarda il mercato dei processori mainstream a doppio core, la roadmap di AMD prevede il rilascio, probabilmente a novembre, di un nuovo core Athlon 64 X2 da 65 nanometri (nome in codice Brisbane ). DigiTimes riporta che i nuovi modelli di Athlon dual-core saranno inizialmente tre: il 4000+, con clock di 2,1 GHz, il 4400+, con clock di 2,3 GHz, e il 4800+, con clock di 2,5 GHz. Va fatto notare che le versioni a 90 nm oggi sul mercato, che portano lo stesso numero di modello, si distinguono dai chip Brisbane per la frequenza di clock, inferiore di 100 MHz.

A fronte di questo leggero incremento di clock, le fonti taiwanesi riportano che gli Athlon 64 X2 da 65 nm dovrebbero integrare 1 MB di cache L2 (2 x 512 KB) contro i 2 MB (2 x 1 MB) delle versioni da 90 nm: questa scelta, se confermata, potrebbe penalizzare le performance delle nuove CPU in diversi ambiti applicativi.

La buona notizia, forse la più importante, è che i nuovi processori avranno un consumo massimo (TDP) di 65 watt : seppure questo valore non possa essere raffrontato a quello dei Core 2 Duo, per via del fatto che Intel e AMD misurano il TDP in modo diverso, questa miglioria dovrebbe rendere il rapporto performance/watt delle CPU di AMD decisamente più competitivo.

Entro la fine dell’anno AMD lancerà anche i modelli hi-end 5000+ e 6000+ . Il primo, prodotto con un processo a 65 nm, dovrebbe avere un clock di 2,7 GHz e distinguersi dai suoi fratelli per un TDP di 76 watt. Il secondo, prodotto con la vecchia tecnologia a 90 nm, avrà un clock di 3 GHz e una cache L2 di 2 MB: stando alle indiscrezioni, questo chip sarà di fatto un Athlon 64 FX-64 rinominato.

Al contrario di Intel, AMD non ha ancora annunciato le proprie CPU quad-core , ma secondo varie fonti queste non arriveranno prima della metà del prossimo anno: ciò però non significa che, fino ad allora, la mamma dell’Athlon se ne starà con le mani in grembo. L’approccio di AMD al quad-core sarà, almeno inizialmente, multi-socket : in altre parole, per “sommare i core” delle proprie CPU l’azienda non si avvarrà di inteconnessioni a livello di die o package, ma di schede madri dotate di doppio socket. Questa piattaforma, attualmente nota con il nome in codice 4×4 , potrebbe arrivare sul mercato in concomitanza con il lancio, da parte di Intel, del suo primo processore quad-core: il Core 2 Extreme QX6700. Secondo le indiscrezioni raccolte da DigiTimes , i primi Athlon 64 progettati per la piattaforma 4×4 apparterranno tutti alla famiglia FX, che come l’Extreme di Intel è dedicata “a chi non s’accontenta”. I nuovi modelli saranno l’FX-70, l’FX-72 e l’FX-74, rispettivamente con clock di 2,6 GHz, 2,8 GHz e 3 GHz. I tre chip condivideranno una cache L2 da 2 MB e un TDP di 125 watt.

A differenza degli attuali processori FX, basati sul Socket AM2 o 939, i futuri modelli utilizzeranno il Socket 1207 già utilizzato da AMD negli Opteron.

L’approccio di Intel appare più pragmatico di quello di AMD : ricalcando da vicino quanto già fatto all’epoca del Pentium D, il chipmaker di Santa Clara ha infatti preso il die di silicio di due processori e lo ha integrato in un singolo package. In questo modo tutti e quattro i core condividono lo stesso socket e, attraverso il chipset, lo stesso pool di memoria RAM.

Nella piattaforma 4×4 di AMD ogni unità dual-core dispone invece di un proprio socket, connesso all’altro per mezzo del bus HyperTransport, e di un proprio banco di RAM: ciò dovrebbe garantire maggiore banda passante e minori latenze nell’accesso alla memoria.

Se l’approccio di AMD appare più raffinato, quello di Intel dovrebbe però godere di un certo vantaggio economico : secondo i produttori taiwanesi le schede madri basate sul Socket 1207 avranno costi più elevati delle controparti a singolo socket.

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27 09 2006
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