Le DDR vanno giù, in tutti i sensi

Le tanto osannate memorie DDR, insieme ai chipset che le supportano, continuano a scendere di prezzo, ma il mercato non pare curarsene. I produttori attendono che Intel porti il supporto DDR al P4; nel frattempo le Rambus volano


Taipei (Taiwan) – I prezzi dei moduli di memoria DDR continuano a scendere e, con loro, i relativi chipset di supporto prodotti da Via, ALi e SiS.

Nonostante questo, il mercato legato alle memorie DDR non decolla. Se infatti fra le motivazioni di questa discesa dei prezzi si possono di certo mettere in conto la forte concorrenza e l’imminente arrivo di un chipset DDR firmato Intel, sono gli stessi chipmaker ad ammettere che la prima ragione è la scarsità della domanda.

Proprio in questi giorni alcuni importanti produttori di schede madri, fra cui Asus, Gigabyte e MSI, hanno annunciato il loro temporaneo disinteresse verso il mercato DDR. Queste aziende confermano come la vendita di schede madri DDR sia in stato comatoso, superata nel mercato di fascia alta dalla rapida ascesa dei sistemi Pentium4/Rambus e soffocata, nel mercato di massa, dall’ancor salda presa delle memorie SDRAM PC133.

Fra i principali motivi di questo insuccesso sembrano esserci gli scarsi benefici che le memorie DDR portano agli utenti di Pentium III, l’esclusivo supporto del P4 alle memorie RDRAM e il costo ancora più elevato dei sistemi AMD rispetto a quelli Intel.

I chipmaker taiwanesi confidavano nel fatto che nel momento in cui il prezzo delle DDR si fosse avvicinato a quello delle PC133, il mercato legato alle prime sarebbe decollato. In realtà le cose stanno andando in modo ben diverso e seguendo un percorso del tutto opposto: le tanto bistrattate memorie Rambus, che molti analisti non esitarono a dare per spacciate già parecchi mesi or sono, fanno invece registrare una buona progressione.

Pare infatti che il calo di prezzo del P4 stia stimolando la domanda di RDRAM e, secondo gli analisti, la loro produzione dovrebbe quadruplicare già entro la fine dell’anno.

I produttori di DDR attendono con fiducia che Intel rilasci il suo chipset i845, conosciuto anche come Brookdale, che porterà la compatibilità DDR sul Pentium 4, ma questo non prima del 2002: una prima versione del chipset è infatti attesa per il terzo trimestre, ma si limiterà al supporto delle sole SDRAM PC133.

Per i produttori di chipset DDR l’arrivo di Brookdale rappresenta però anche l’arrivo di un avversario alquanto “ingombrante” come Intel, ragion per cui in questo lasso di tempo tenteranno di conquistare più quote di mercato possibile. Tuttavia i produttori di schede madri sembrano scettici sul fatto che i chipmaker possano iniziare entro il quarto trimestre la produzione in volumi di chipset DDR per il P4.

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  • Anonimo scrive:
    Alleluja
    E' da 1 anno o piu' che si bugtraq si parlava di questi buchi della serie 6xx
    • Anonimo scrive:
      Re: Alleluja
      Kobayashi, hai un nome stranamente familiare... quasi da compilatore di Cisco IOS...
      • Anonimo scrive:
        Re: Alleluja
        Guarda caso anche phanguye ha lo stesso aspetto (Cisco 2600) che poi... io ho un paio di teorie:- versione asiatica (filippina) di: Fun Guy- versione inglesizzata di: Fanculo- Scritto da: phanguye
        Kobayashi, hai un nome stranamente
        familiare... quasi da compilatore di Cisco
        IOS...
  • Anonimo scrive:
    E io pago.....
    Come da politica Cisco anche questo upgrade sara a PAGAMENTO?Và che e' bello essere dominatori in un segmento di mercato, eh...Tutti quelli che hanno o avranno problemi da sta falla dovrebbero fare causa a Cisco...Sarebbe interessante!A volte mi chiedo se sia legale che (solo per le grandi case) se un software ti fa danni te lo pigli nello stoppino e sorridi!
  • Anonimo scrive:
    Cisco e i soldi facili
    Non mi sembra così strano che solo ora Cisco segnali le sue falle di sicurezza, per almeno due ragioni:1) prima voleva essere sicura di poter correggere il problema (considerando la cattiva pubblicità dopo la campagna mondiale di strombazzamento della sua posizione di leader)2) adesso che è sicura di avere la soluzione in tasca, ecco che ti salta fuori con l'ammissione (e patch del sistema). Se la patch si paga, allora ci troviamo di fronte ad un caso di push del cliente per convincerlo a cacciare.Se invece si scoprisse che alcune vecchie serie di routers non si possono aggiornare o sono incompatibili con le nuove releases del SW, allora ancora più chiaramente la loro premura (non avendo un contributo statale per la rottamazione come la FIAT) è tesa a vendere nuova roba.
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