Le major vogliono un computing controllato

Al Comdex George Lucas e il boss di News Corporation chiedono all'industria dell'hi-tech di forgiare un patto contro la pirateria sulle opere dell'ingegno. Per proteggere, dicono, la creatività, minacciata dal furto di massa via Internet
Al Comdex George Lucas e il boss di News Corporation chiedono all'industria dell'hi-tech di forgiare un patto contro la pirateria sulle opere dell'ingegno. Per proteggere, dicono, la creatività, minacciata dal furto di massa via Internet


Las Vegas (USA) – Una collaborazione su tutti i fronti con l’industria dell’alta tecnologia è la soluzione che le major individuano contro quello che definiscono “furto indiscriminato” che avviene ogni giorno via Internet con la diffusione incontrollata di film e altre opere dell’ingegno.

Questo, in sintesi, il pensiero espresso dal presidente e COO di News Corporation Peter Chernin, supportato nel suo appello alle imprese IT dal celebre regista e produttore George Lucas.

La prima urgenza, ha sostenuto Chernin, è bloccare il furto, necessità avvertita non solo dalle major del cinema e della musica ma anche dai grandi del software, tutti vittime, secondo Chernin, della “rapina digitale”, dell’epidemia cleptomane che ha colto milioni di utenti internet. “Abbiamo bisogno l’uno dell’altro – ha affermato rivolgendosi alle imprese hi-tech – e ci ispiriamo gli uni agli altri”.

Una prima soluzione, secondo Chernin, è lo sviluppo di tecnologie ad hoc, pensate per proteggere i contenuti distribuiti digitalmente. Un appello che sembra sposarsi alla perfezione con i progetti già messi in campo da alcuni grossi nomi della tecnologia, come il TCPA e, al suo interno, dal Palladium di Microsoft.

Ma Chernin ha anche colto l’occasione per dimostrare che le major non sono quei dinosauri dell’hi-tech che gli utenti-ladri spesso descrivono, in quanto l’alta tecnologia è al centro degli sforzi di innovazione di Hollywood e dintorni nelle loro produzioni. Né, ha sottolineato, le major hanno interesse a distruggere il concetto di “fair use”: occorre soltanto trovare il giusto equilibrio tra l’uso legittimo di quanto acquistato e l’esigenza per chi produce e distribuisce di non essere danneggiato finanziariamente.

Secondo Chernin a rimetterci, viste le dimensioni del “ladrocinio” che si commette sulle reti telematiche, non sono i grandi produttori ma gli artisti e i creativi.
Una visione sposata appieno da George Lucas, secondo cui “molte corporation sono come cavallette: sopravviveranno a qualsiasi cosa”. Il problema è che con il calo della redditività queste punteranno sempre più solo su film di sicuro appeal per le masse, danneggiando film più creativi e coraggiosi. “Sono qui – ha spiegato Lucas – per promuovere la collaborazione. Attenzione alle conseguenze inattese, la minaccia c’è ad ogni livello”.

Chernin ha concluso sostenendo che in passato le tecnologie hanno consentito di proteggere i contenuti dalla pirateria e che questo deve tornare ad essere il cuore di una collaborazione tra i diversi settori industriali: “Propongo di lavorare insieme, siamo ad un bivio e la scelta occorre farla al più presto. Possiamo proseguire insieme o andare avanti separati. Il furto dei contenuti digitali cancellerà quanto è stato (fin qui, ndr) creato”.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

20 11 2002
Link copiato negli appunti