Le mani svedesi sugli IP

Quattro case di produzione cinematografica si appellano alla legge IPRED per ottenere indirizzi IP di un sito torrent. Che per il momento rifiuta
Quattro case di produzione cinematografica si appellano alla legge IPRED per ottenere indirizzi IP di un sito torrent. Che per il momento rifiuta

L’industria cinematografica svedese ha appena annunciato di voler utilizzare la norma IPRED per costringere TeliaSonera , azienda che gestisce i servizi di telecomunicazione nei paesi baltici, a consegnare gli indirizzi IP del sito di filesharing Swetorrents, cliente dello stesso ISP.

Quattro case cinematografiche avrebbero presentato una mozione contro la compagnia telefonica. L’argomento del contendere sarebbe la diffusione di pellicole coperte da diritto d’autore attraverso il sito.

Secondo l’Agenzia svedese contro la pirateria, che rappresenta i quattro attori, il sito Swetorrents non avrebbe mostrato alcun rispetto per la proprietà intellettuale dei contenuti cinematografici, diffondendo online anche pellicole non ancora rese pubbliche.

TeliaSonera, però, ha ribadito la sua volontà di proteggere la privacy dei consumatori e di non avere alcuna intenzione di rivelare gli indirizzi IP.

Non appare ancora chiaro come l’industria cinematografica intenda utilizzare le informazioni richieste, nel caso in cui la loro pretesa venga accolta dal tribunale di Stoccolma.

La legge IPRED, promulgata ad aprile di quest’anno, permette ai detentori di diritti di identificare i soggetti presenti dietro indirizzi IP ritenuti colpevoli di violazione del copyright.

Non è la prima volta che in Svezia si ricorre all’utilizzo di tale norma. Già al provider Ephone era stato richiesto di rivelare indirizzi IP, poiché i loro utilizzatori erano sospettati di aver violato le leggi sul diritto d’autore.

Federica Ricca

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05 08 2009
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