Le prime cinque candeline di Android

Il sistema operativo mobile di Google compie gli anni, festeggia i traguardi sin qui raggiunti e si interroga sul futuro. Il market share cresce, o forse no, e i fan di Apple abbandonano Cupertino. O forse no

Roma – Il cinque novembre Android ha compiuto gli anni: nello stesso giorno di un lustro fa, la Open Handset Alliance (OHA) annunciò la nascita della nuova piattaforma mobile. I primi compagni di viaggio di Google erano 33 società incluse Motorola, Qualcomm e HTC, e col tempo la OHA si è allargata fino a contare 84 diversi membri fra operatori telefonici, produttori OEM e società di semiconduttori.

Nell’arco di cinque anni, Android si è evoluto costantemente passando dalla prima versione (affetta da bug e priva di “app store” dedicato) all’ ultima release (Android 4.2) che fornisce le risposte all’utente prima ancora che questo ponga le domande.

Android è cresciuto in quanto a funzionalità, sicurezza, performance e popolarità fra utenti e OEM, e ora viene accreditato del 75 per cento del market share degli smartphone contro il 57,5 dell’anno scorso. Particolarmente significativi i risultati di Samsung , evidenza piuttosto solida del fatto che Apple – assoluta protagonista del settore prima dell’arrivo di Android – perde fascino tra gli acquirenti e market share sui nuovi form factor mobile .

I risultati di Samsung sono ufficiali, ma le stime degli analisti non sono necessariamente concordanti quando si tratta di valutare la crescita di Android: Aymco sostiene che l’OS di Google rallenta, mentre il celebre rapporto della “trend-maker” Mary Meeker parla di un’autentica esplosione di Android e una crescita 6 volte superiore rispetto a iOS di Apple.

Sia come sia il business mobile di Cupertino non sembra essere a rischio, almeno per il momento: il primo weekend di vendita combinata di iPad 4G+iPad Mini ha totalizzato 3 milioni di unità vendute , un record che Apple si guarda bene dal qualificare ulteriormente, soprattutto in relazione ai risultati effettivi del debutto di iPad Mini.

Alfonso Maruccia

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