Legge Urbani, maggioranza allo sbando?

Lo sostiene il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana che prende le distanze dalle pratiche parlamentari del Governo e della sua maggioranza che, dice, cedono alle pressioni dei discografici. Interviene anche FIMI
Lo sostiene il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana che prende le distanze dalle pratiche parlamentari del Governo e della sua maggioranza che, dice, cedono alle pressioni dei discografici. Interviene anche FIMI


Roma – Siamo al punto di rottura. Dopo lunghi mesi in cui si è fatto di tutto per tentare di sbloccare le modifiche alla Legge Urbani arenate in Commissione al Senato , l’esponente dei Verdi Fiorello Cortiana ha ieri rilasciato una dura nota in cui parla di “maggioranza allo sbando su tutto”. Una posizione, dunque, che sembra almeno in parte abbandonare i toni conciliatori con cui il senatore del “Sole che ride” ha cercato di far procedere il provvedimento.

“Può capitare – spiega Cortiana – che un ministro della Repubblica riconosca un errore in un suo testo di legge e prometta nell’Aula del Senato, non al bar sotto casa, ai parlamentari dell’opposizione, alle imprese di software e alle aziende delle telecomunicazioni, che quegli errori verranno corretti. Può capitare che un parlamentare dell’opposizione e il ministro e i suoi tecnici scrivano insieme il testo delle correzioni da apportare. Ma quello che è inaccettabile è che una maggioranza allo sbando su tutto, per le proprie beghe interne, rimpasto, finanziaria, tasse, non riesca, nonostante il sostegno pieno dell’opposizione, a tramutare quelle proposte condivise in norme: ormai siamo al ridicolo”.

Secondo Cortiana l’attuale confusione che regnerebbe nella maggioranza sarebbe solo in parte ascrivibile alle “pressioni di chi, come la FIMI o i produttori cinematografici, vuole ed esige che un ragazzo che scambia un file sia sanzionato come il camorrista che smercia film pirata per milioni di euro, con quattro anni di carcere, invece di affrontare nuovi modelli di business”.

Cortiana, che accusa la maggioranza di impoverire la Internet italiana e di bloccare lo sviluppo dell’ICT, rischiando “migliaia di processi penali per un’intera generazione”, lascia comunque la porta aperta. “Spero – ha dichiarato – che le persone che più si sono mosse su questa vicenda, a cui confermo la mia stima, come Stanca e Asciutti, riescano a ricondurre alla ragione una maggioranza ormai politicamente impazzita. Da parte mia, non posso che confermare fin d’ora la disponibilità dell’opposizione e la mia ferma volontà di approvare queste norme al più presto”.

FIMI , interpellata da Punto Informatico, ha sottolineato che nella audizioni parlamentari ha “proposto soluzioni di compromesso che però il senatore Cortiana rifiuta di discutere”. Stando ai discografici italiani, “l’offerta di musica online a costi accessibili ormai è un realtá anche in Italia e non ci sono piú giustificazioni alla pirateria online”.

In particolare, ha sottolineato FIMI, “chi mette in condivisione abusivamente materiale protetto rischia sanzioni penali in tutti i maggiori Paesi del Mondo. Peraltro i dati successivi al decreto Urbani mostrano che gli effetti ci sono e senza condizionamenti dello sviluppo delle tecnologie come qualcuno vuol far credere. Anzi, la banda larga cresce e le nuove piattaforme stanno ampliando l’offerta di musica legale”.

Inoltre, i discografici hanno avvertito che “i contenuti noi li difenderemo fino in fondo, perché sono alla base dello sviluppo di un’offerta tecnologica avanzata in un Paese civile”. “Chi vuole il far west in rete – conclude FIMI – ci troverá sempre contrari, altro che ragazzino in galera, come si vuole far credere in giro”.

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18 11 2004
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