L'Europa pagherà i contenuti digitali

A pagare di più sono e saranno gli utenti che accedono via wireless. Ma anche gli utenti internet via PC pagheranno sempre di più i servizi web. Uno studio
A pagare di più sono e saranno gli utenti che accedono via wireless. Ma anche gli utenti internet via PC pagheranno sempre di più i servizi web. Uno studio


Parigi – La redditività dei servizi di contenuto sui telefoni cellulari e sui device wireless in Europa è già oggi più elevata di quella garantita dai servizi forniti via internet ai computer. Questo è uno degli elementi di maggiore interesse dell’ultimo studio di Jupiter MMXI, che ha monitorato le abitudini di circa 50mila utenti europei dislocati in Italia, Germania, Francia, Spagna, Svezia, Svizzera, Norvegia, Danimarca e Gran Bretagna.

Secondo gli esperti di Jupiter, nel corso del 2001 i consumatori europei hanno speso 252 milioni di euro per acquistare contenuti su internet a cui accedere via computer e ne hanno spesi più del doppio, 590 milioni, per accedere a contenuti a pagamento via telefono cellulare. A pagare di più sono dunque gli utenti mobili che entro il 2006 arriveranno ad acquistare 3,3 miliardi di euro di contenuti contro gli 1,7 miliardi previsti per i servizi di contenuti via internet su computer.

L’atteggiamento rispetto alla questione del pagamento dei contenuti sta evolvendosi, secondo Jupiter MMXI. In particolare se il 47 per cento dell’utenza afferma oggi di non voler pagare contenuti internet, la stessa utenza si dice possibilista nel pagarli se diffusi via cellulare o altri device wireless. Nei prossimi anni però, prevede Jupiter, si imporrà anche l’atteggiamento degli utenti a banda larga che dimostreranno una maggiore propensione all’acquisto di contenuti web.

Altri dati di interesse indicano che il 16 per cento degli intervistati ha affermato di essere disponibile a pagare per scaricare musica da internet e un altro cinque per cento si è detto interessato anche ai concerti in diretta. La stessa percentuale ha dichiarato disponibilità per le informazioni sportive, mentre solo il 3 per cento intende remunerare un fornitore di servizi videoludici.

Per i prossimi cinque anni, comunque, Jupiter ritiene che rimarrà ancora accessibile gratuitamente su internet la grande maggioranza dei contenuti.

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17 01 2002
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