L'hard disk è istantaneo

Stando ai ricercatori il futuro a breve vedrà la produzione di sistemi di archiviazione delle informazioni mille volte più potenti di quelli attuali. Stabilizzata la tecnologia VRAM


Web – Si sta sollevando una enorme attenzione attorno al perfezionamento di una nuova tecnologia con cui costruire hard disk in grado di essere attivati all’atto dell’accensione senza ulteriori reboot. Dischi basati su memorie che rimangono attive anche a computer spento, pronte in qualsiasi momento. Le applicazioni di questa tecnologia sono pressoché infinite, anche se ci vorrà ancora qualche tempo prima della conclusione delle operazioni di sviluppo.

Il segno che si è finalmente arrivati ad una svolta nell’elaborazione di un sistema VRAM (Vertical giant magnetoresistance random access memory) arriva dai laboratori della Marina Militare americana dove viene da tempo inseguita la stabilizzazione di un sistema di resistenza magnetica in grado di produrre “memoria permanente”. Secondo gli scienziati che lavorano al progettone si è molto vicini a produzioni rivoluzionarie. “Possiamo affermare, ha detto il fisico Gary Prinz, che potremo infilare 400 gigabit di memoria in un pollice quadrato”.

I laboratori della Marina sono già in contatto con alcune aziende per la produzione commerciale dei primi sistemi realizzati con questa tecnica. E numerosi colossi dell’industria di settore, da IBM a Motorola , stanno tentando di imitare gli scienziati militari, ma pare siano ancora indietro.

Le applicazioni sono numerose e alla Marina Militare non nascondono di essere più che altro interessati alla caratteristica “instant-on” dei dischi realizzati con il nuovo sistema magneto-elettronico, ovvero la loro capacità di rendere disponibile tutta l’informazione conservata nel momento stesso in cui vengono “accesi”. “A noi non piacciono i dischi rigidi, ha spiegato il manager di uno dei progetti di ricerca, perché ci sono moltissime applicazioni che richiedono il computing instant-on”. (continua)


Per comprendere la portata dei nuovi sistemi, si deve considerare che non si tratta di memorie che utilizzano transistor ma di tecnologie che sfruttano microscopiche “ciambelle” magnetiche la cui capacità di trasmettere corrente elettrica varia in presenza di un campo magnetico. Cosicché il sistema è acceso dinanzi ad un campo “forte” e “spento” quando il campo riduce la sua intensità. Un sistema di “on-off”, quindi, del tutto alternativo, anche perché consente alle ciambelle di conservare l’informazione e “ricordarla” a sistema spento.

Ma non è tutto qui. Uno dei grandi plus di questa tecnologia, hanno spiegato ad Associated Press gli scienziati che se ne occupano, è il rapporto tra dimensioni e prestazioni. In pratica, più ridotte sono le dimensioni, migliore è l’output generato dal sistema, al punto che le “ciambelle” hanno dimensioni non superiori agli 0,6 micron ciascuna. Ma è una misura che nel giro di sei mesi potrebbe essere addirittura dimezzata.

Sono queste le caratteristiche che consentiranno la produzione di hard disk in grado di conservare quantità incredibili di dati in uno spazio ridottissimo. Inoltre si tratta di memorie che, viste le capacità, potrebbero risultare rivoluzionarie nel settore dei device portatili, dei cellulari e delle info appliance in generale. Non solo, potrebbero rivelarsi una vera manna per le telecamere e le macchine fotografiche digitali. Stando ai ricercatori, il futuro a breve vedrà la produzione di sistemi di archiviazione delle informazioni mille volte più potenti di quelli attuali.

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