Libero@Sogno, semiflat devolution

Sono molti gli utenti di Libero@Sogno che non sembrano disponibili ad accettare il rialzo del canone mensile a fronte di un aumento di due ore del tempo di connessione disponibile. Necessità di flat-aggiustamenti anche per Infostrada?


Roma – Nelle scorse ore Infostrada ha iniziato ad inviare agli utenti della sua semiflat Libero@Sogno una lettera in cui vengono avvertiti di una modifica delle condizioni contrattuali.

La lettera, inviata a chi si è iscritto a Libero@Sogno alle condizioni previste da Infostrada quando il servizio fu lanciato lo scorso settembre, impone all’utente che desideri continuare a fruire della semiflat di “aggiornarsi” alle nuove modalità e tariffe. In pratica il canone da 24 mila lire al mese (Iva compresa) passa ora a 42mila lire (Iva compresa). Un passaggio “automatico” previsto per metà aprile e promosso come “una convenienza senza confronti”.

Nella lettera, l’aumento del canone viene giustificato con l’estensione del periodo in cui è possibile collegarsi. Come noto, infatti, Libero@Sogno permetteva agli utenti di collegarsi senza ulteriori costi nei weekend e la sera dopo le 21 fino alle 8 del mattino successivo. Le nuove condizioni contrattuali anticipano l’orario di connessione quotidiano alle 18,30.

Un “anticipo” che, a leggere i newsgroup e le numerose email arrivate in redazione nelle ultime ore, non è digerito dagli utenti che avevano sottoscritto una tariffa che, a conti fatti, pesava quasi la metà di quella che ora viene richiesta da Infostrada.

Lo scorso ottobre Infostrada aveva annunciato un drastico cambiamento per Libero@Sogno, spiegando che tutti gli utenti che da quel momento in poi si sarebbero abbonati al servizio avrebbero dovuto pagare le nuove tariffe, avendo a disposizione più tempo di connessione. Un annuncio che all’epoca aveva però “risparmiato” gli abbonati della prima ora, quelli a cui adesso, ad alcuni mesi di distanza, l’azienda ha comunque deciso di scrivere per imporre un “aggiornamento” del contratto.


Scrive un utente: “Ho ricevuto stamane la vostra lettera riguardante il mio passaggio obbligatorio dell’opzione Libero@Sogno alla tariffa di 35000 + iva. Premesso che ritengo illegale la variazione obbligatoria delle tariffe di un contratto, mi sembra che l’aumento delle ore disponibili (2 e mezza) non compensi l’ulteriore esborso. Infatti facendo una semplice proporzione l’aumento di 2 ore e mezza di collegamento dovrebbe corrispondere ad un aumento del canone tale da portarlo a lire 29500 e non 42000 iva compresa.”

“Intendo informare dell’accaduto – scrive un lettore di Punto Informatico, Emilio – anche l’Associazione dei Consumatori e invito tutti quelli che hanno ricevuto la letterina dell’azienda a far sentire la propria voce. Non sarebbe stato più corretto continuare i vecchi contratti fino alla loro scadenza naturale, avvertendo che sarebbero stati rinnovati solo alle nuove condizioni? Senza contare che 42.000 lire al mese per navigare dalle 18,30 fino alle 8.00 non sono affatto convenienti, poiché esistono flat che per 49.000 permettono di navigare tutto il giorno tramite numero verde.”

E mentre continuano ad arrivare nuovi messaggi di protesta per la mossa di Infostrada, può essere utile anche cercarne di capire i motivi. Una ipotesi che viene avanzata da qualcuno è che anche Infostrada, come quasi tutti gli altri fornitori di offerte flat e semiflat, si stia trovando dinanzi ad una utenza che sfrutta appieno la possibilità di connettersi, non avendo bisogno di contare i minuti o gli scatti telefonici. Un’utenza che dispone di un accesso “all’americana” e che, evidentemente, finisce per occupare più banda e più linee di quanto previsto dai provider e persino, in questo caso, dalla seconda azienda di telefonia fissa del paese.

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