Linux: ​Linus Torvalds si prende una pausa

Linus Torvalds, il padre di Linux, afferma l'intenzione di abbandonare temporaneamente l'impegno sulla propria creatura per lavorare su se stesso.
Linus Torvalds, il padre di Linux, afferma l'intenzione di abbandonare temporaneamente l'impegno sulla propria creatura per lavorare su se stesso.

Il 17 settembre 1991 fu pubblicata la prima versione del kernel Linux, la 0.01. Oggi, esattamente a 27 anni di distanza, il suo creatore annuncia l’intenzione di prendersi una pausa dal progetto: Linus Torvalds mette nero su bianco la volontà di allontanarsi per il tempo necessario a lavorare su se stesso, sulla propria personalità e sulla capacità di relazionarsi con gli altri.

​Linus Torvalds, la lettera

Con una nota rivolta alla LKML (Linux Kernel Mailing List), Linus afferma di aver preso consapevolezza di alcuni discutibili comportamenti assunti nei confronti degli altri sviluppatori coinvolti nell’iniziativa e più in generale della sua community, in particolare degli “attacchi spaventosi” inclusi in alcune email e conversazioni, definiti da lui stesso non professionali e fuori luogo. Tutti segnali che hanno portato il diretto interessato a guardarsi allo specchio e ad ammettere a se stesso la necessità di rivedere il proprio atteggiamento. Questo il passaggio in cui Torvalds manifesta la necessità di un break.

… devo rivedere alcuni dei miei comportamenti e voglio scusarmi con le persone che i miei atteggiamenti hanno ferito o completamente allontanato dallo sviluppo del kernel. Mi prenderò del tempo al fine di ricevere un aiuto su come comprendere le emozioni degli altri e rispondere in modo appropriato.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di spostare il Linux Kernel Maintainer Summit 2018 già in programma a Vancouver (Canada) nella città di Edimburgo (Scozia), così da garantire la presenza di Linus, che dimenticatosi dell’appuntamento aveva fissato per gli stessi giorni una vacanza con la famiglia. Queste le sue parole.

… mi sono sentito imbarazzato per aver incasinato la mia agenda, ma onestamente, speravo di non dover andare al Kernel Summit a cui ho partecipato ogni anno per gli ultimi due decenni.

Va precisato che, una volta emerso l’intoppo, Torvalds ha suggerito agli organizzatori di non modificare i piani, nonostante la sua assenza. Proposta rimbalzata al mittente con la decisione di spostare la sede. Un punto di svolta, il fatto che ha portato il padre di Linux ad acquisire consapevolezza del problema e a maturare la decisione di prendere il tempo necessario per affrontarlo.

… da una parte mi sono reso conto che non è stato né divertente né un buon segno sperare di saltare a piè pari il Summit, dall’altra ho capito che stavo ignorando alcuni sentimenti ben radicati nella community.

Non è un addio

Quello di Linus non è un addio, ma un arrivederci. Una pausa temporanea, necessaria per mettere da parte il codice e concentrarsi sulla propria personalità, sulle modalità di interazione con gli altri, collaboratori e non. Uno momento di standby simile a quello di poco più di dieci anni fa, che portò allora alla nascita di Git.

Non è un break del tipo “Sono esaurito, devo semplicemente andarmene”. Non mi sento come se volessi abbandonare il progetto Linux. È proprio il contrario. Voglio davvero continuare a lavorare su un’iniziativa che mi ha visto impegnato per circa tre decenni.

Durante questo periodo sabbatico il ruolo e le responsabilità di Torvalds passeranno nelle mani di Greg Kroah-Hartman.

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